L'intelligenza si valuta anche quando si capisce prima degli altri di situazioni spiacevoli che si possono creare e per questo intervenire in largo anticipo.
Cristina Enzo
Comune di Portoferraio
Ufficio Affari Legali, Assicurazioni, Segreteria Generale
Tel. 0565/937315
Anche stamani una lunghissima coda in fila da Mola a Portoferraio , alle grotte non si passa sembra che tutti abbiano deciso di mettersi in strada oggi, sarà causa del tempo, del semaforo o dell'accesso al porto ma è un casino immane ..io speriamo che me la cavo…
Per informazioni scrivere a serviziesa2021@gmail.com.
“[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_31/drago.JPG[/IMGSX] Tra le tante leggi di uno Stato ci sia anche “quell’ imperativo” che obbliga tutti i cittadini e cittadine a scrivere le proprie reminescenze con il raggiungimento della piena maturità e non importa come ma scriverle comunque perché possano arricchire l’archivio della nostra Memoria collettiva. Un Archivio non di impolverate carte ma di vita vissuta sia essa quella dell’intellettuale o del cattedratico, dell’arrivato professionista o dell’operaio, della casalinga o del diseredato e della prostituta. O di un’ intero paese che per quarant’anni si è identificato in una festa : la sua Festa.” . Con questo incipit si apre il libro “La Festa del Poggio raccontata da me” di Paolo Ferruzzi che ripercorre i sessant’anni di quella manifestazione popolare che è stata un punto di riferimento per le estati elbane e cercando di riordinare ricordi lontani per riviverli e farli rivivere a tutti quelli che li hanno vissuti e farli vivere ai nipoti dei nipoti che verranno . “Datemi una piazza, continua Paolo Ferruzzi, e diventerà palcoscenico. Datemi un palo che pianterò nella piazza e lo adornerò di fiori d’ aranci e tralci di vite e diventerà scenografia. Datemi un paese intero con gli abitanti suoi che diventeranno essi stessi attori perché possano vedersi ed amare negli altri e nel piacere di stare assieme. Datemi tutto questo e sarà la FESTA del POGGIO”. Domenica 1° agosto presso i locali dell’Accademia del Bello alle ore 18,00 sarà inaugurata una mostra esaustiva che ripercorre la Festa attraverso foto, filmati d’epoca, locandine, copioni, articoli, modellini plastici.
Ingresso libero.
Pulizia della spiaggia grazie agli Amici dell'Enfola
"Ma ci sei anche tu?", esclama un socio storico degli Amici dell'Enfola. "Allora – continua – vuol dire che c'è proprio voglia di stare insieme e di impegnarsi".
Poche parole per sintetizzare la mattinata di domenica scorsa all'Enfola, la stretta lingua di terra con due spiagge, che ha visto negli anni l'impegno da parte dell'Associazione "Amici dell'Enfola".
Così, il passaparola ha raccolto una ventina di persone che si sono date da fare per ripulire le aree meno visibili, potare qualche pianta, sistemare alcuni angoli, in collaborazione con il Comune che provvederà allo smaltimento dei rifiuti.
Va ricordato che l'Associazione Amici dell'Enfola è nata nei primi anni novanta, senza fini di lucro, è stata impegnata a migliorare i servizi e le infrastrutture esistenti, promuovendo attività mirate alla tutela dell’ambiente ed alla valorizzazione della penisola dell’Enfola, delle sue coste e della sua baia.
Adesso in attesa che il sodalizio riprenda le sue meravigliose serate sociali e rimanga l’unica e vera guardiana dell’ambinte della piccola e storica cala Elbana .
Grazie …..Amici dell'Enfola
Ci è sembrato giusto avviarci alla conclusione della rassegna culturale estiva alla Villa romana delle Grotte con un evento che raccogliesse le persone che, da qualche anno ormai, abbiamo cominciato a chiamare “Amici delle Grotte”. È nata una nuova associazione? No, ci sono, molto semplicemente, residenti, turisti stanziali e visitatori occasionali, che rimangono in contatto con noi tutto l’anno, affascinati dalla Rada di Portoferraio e la sua storia.
Sabato scorso, con una magnifica luna piena che illuminava il panorama di Portoferraio, la serata “Notte con l’Arte” con il pittore Luciano Regoli è stata organizzata ricordando la ricerca archeologica in corso alla Villa delle Grotte, penalizzata, ma non fermata, dalla pandemia incombente. Il reticolato dei muri romani, di calcare chiaro e serpentino verde scuro, rocce elbane che circondano l’area, ha accolto come una quinta scenica grandi dipinti della mitologia classica, come ha ben spiegato l’archeologa Claudia Abatino.
La serata ha rappresentato inoltre l’occasione per immaginare l’illuminazione del parco archeologico che, anche grazie anche alla generosa raccolta fondi, ci auspichiamo possa diventare ben presto realtà.
La Fondazione ha comunicato che l’apertura della Villa secondo la modalità svolta quest’anno – cioè accoglienza e visite guidate con archeologa, visite su prenotazione, eventi e laboratori didattici – si protrarrà fino al 31 luglio pv. Continueranno fino al 31 dicembre le visite guidate della Villa abbinate all’escursione sulla Rocca del Volterraio, come indicato nel Calendario 2021 del Parco. Si rinnova il 3 settembre l’appuntamento con il Comune di Portoferraio e il Festival Elba Isola Musicale d’Europa, mentre, tra la metà di settembre e la metà di ottobre, il sito archeologico sarà interessato dalla terza campagna di scavo, condotta dall’Università degli Studi di Siena.
Tra i partecipanti alla manifestazione di sabato ringraziamo di cuore quanti hanno contribuito al suo svolgimento armonioso, trasmettendoci il loro appassionato apprezzamento.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_31/fango.JPG[/IMGSX] Mi rivolgo ancora una volta a lei che per primo ha pubblicato la mia denuncia sulla tentata chiusura degli storici Bagni Barbatoja da parte del Comune di Campo nell'Elba; uno scandalo sventato dal Consiglio di Stato. Comune il quale ha pensato bene di ribattere non su questa testata online apprezzata da tutti per l'imparzialità come sarebbe stato normale, ma su altra schierata il cui direttore è noto per non avermi in particolare simpatia, per usare un'eufemismo. E lo ha dimostrato anche in questa occasione, pubblicando prima la replica del Comune e in coda ad essa la mia denuncia, sfuggita a molti lettori. Me ne farò una ragione. Ciò premesso, non intendo qui ribattere alla diffamatoria replica del Comune perchè sarebbe troppo lungo e la sede è la Procura del Tribunale di Livorno, dove sono già aperti due procedimenti penali nei confronti di alcuni amministratori e funzionari comunali. Si è però messa in moto la "macchina del fango" nei confronti della mia persona e qualche precisazione è doveroso farla. Innanzitutto chiarsisco io non sono l'amministratore dei Bagni Barbatoja, tantomeno di fatto, come sostiene erroneamente il Comune per secondi fini. Ho passato la mano della gestione, amministrazione e direzione dell'azienda di famiglia a persone molto competenti per dedicarmi ad altro. Tra cui la realizzazione del Comune dell'Isola d'Elba, per la realizzazione del quale sto lavorando con gli altri membri del comitato per avviare la raccolta delle firme a settembre. Poi noto che il Comune si è guardato bene dal ribattere alle mie accuse e spiegare il motivo per cui il Consiglio di Stato ha immediatamente sospeso in via cautelare la sentenza TAR a fondamento della ordinanza di demolizione n°64 emessa il 22 luglio scorso. Il Comune ha preferito sviare l'attenzione su fatti e sentenze del passato ricostruite in modo errato e fuorviante. Un vizio antico che non è frutto di superficialità o errore, ma di malizia per creare confusione ed indurre in errore i giudici ed ora anche la pubblica opinione Elbana. E' quanto ho denunciato e minuziosamente documentato nell'esposto in Procura. E chi mi conosce sa che non sono uso scrivere a sproposito. Per comprendere la gravità del problema, basti pensare che dove il Comune nella replica scrive riguardo i Bagni Barbatoja sul Demanio: "la stessa società aveva costruito del tutto abusivamente in totale mancanza di qualsivoglia titolo edilizio e ambientale", il Consiglio di Stato, proprio nella sentenza di revocazione citata dal Comune, ha sostenuto l'esatto opposto in due punti cruciali che inchiodano il Comune alle proprie responsabilità. Con il primo punto il Consiglio di Stato ha chiarito che le opere negate di condono erano state realizzate con titolo edilizio, la licenza edilizia n°64 del 13 giugno 1971. Dunque non è vero che le opere erano state realizzate "in totale mancanza di titolo edilizio e ambientale". Con il secondo punto il Consiglio di Stato ha chiarito che le cabine sul Demanio erano e sono di un diverso stabilimento balneare (i nostri Bagni Barbatoja) rispetto a quelle realizzate su terreno privato da altro soggetto e proprietà (i Bagni Giglio Elbano srl), negate di condono e demolite nel 2018. Riguardo il primo punto, il Comune continua a negare contro ogni evidenza l'esistenza della licenza edilizia n°64/1971 perchè il condono delle opere fu negato sul presupposto della inesistenza di essa e perchè la tardiva ammissione dell'errore spianerebbe la via al recupero convenzionato dell'area acquisita al Comune ed alla restituzione di essa (come attestato nelle relazioni tecniche urbanistiche e idrauliche depositate in Comune, ma ignorate). Riguardo il secondo punto il Comune continua a fare confusione contro ogni evidenza fra i due stabilimenti balneari di distinte proprietà per sostenere erroneamente l'illegittimità dell'unico rimasto autorizzato nel 1961, imputando esso gli abusi dell'altro ormai demolito per demolire anche questo. Dunque non è vero che "la stessa società aveva costruito del tutto abusivamente", perchè era l'altra società (Giglio Elbano srl) ad aver costruito e perchè lo aveva fatto con titolo edilizio (seppure in difformità di esso). Che la stessa verità ripristinata con la sentenza di revocazione del Consiglio di Stato venga rappresentata in modo diametralmente opposto e fuorviante dai Pubblici Ufficiali dell'Ente è motivo di preoccupazione per il cittadino e fa comprendere perchè ho deciso di esporre la mia persona per il ripristino della verità. E non solo di questa. Ciò a tutela non solo dell'attività turistico-ricettiva di famiglia legittimamente avviata da mio padre nel 1961, ma della Comunità Campese, Elbana e della stessa Pubblica Amministrazione.
Grazie per l'attenzione,
Stefano Martinenghi
socio Barbatoja 1961 srl