io dico che Lacona è contro…..quella lista e quella parte politica..come è sempre stato…..
Penso che in politica gli slogan dovrebbero evidenziare i contenuti di una azione che tenda al miglioramento di una situazione sociale, economica, culturale di un paese.
Ho atteso che i vari candidati delle Liste elbane chiarissero il concetto e il meccanismo della PARTECIPAZIONE ma a poche ore dal voto convengo che nessuno si senta in dovere di spiegare di cosa si tratta.
Certo che la fantasia dei politici navigati e riciclati dell’Elba è notevole, accompagnata da quella dei giovani che si pongono sotto la loro ala protettrice con la speranza di poter dare un contributo al proprio Comune e all’Isola d’Elba.
Rispetto alle amministrative del 2004 c’è un salto di qualità nel cogliere quel sentimento di protagonismo e di volerci essere che pervade il cittadino;
• A Campo abbiamo la “democrazia ascoltativa” con corsie preferenziali (?)
• A Capoliveri quella “deliberativa” e quella “referendaria”
• A Portoferraio quella “astratta”, anche un po’ naif, delle 01,00 del mattino con 5 cittadini a cui s’è piantato un seme (la media dice che in 5 anni di legislatura l’Assessore uscente Marotti e i suoi predecessori hanno messo un seme in 5 cittadini), e quella “dell’ultimo momento perché fa trend”di Provenzali con l’esercito pronto a partecipare.
Insomma, pur di far cassa se ne inventano di tutti i colori, avvalorando l’ipotesi che un concetto così alto e temuto come la PARTECIPAZIONE sia diventato parola vuota come “I GIOVANI”, “GLI ANZIANI”, “I LAVORATORI”, “TURISMO VOLANO DELL’ECONOMIA”, “AMBIENTE”, temi adoperati ad ogni elezione per smuovere il desiderio civico dell’individuo a votare “Antonio”.
Dò un contributo esprimendo il mio punto di vista:
La Democrazia Partecipativa è uno strumento di esercizio del potere amministrativo e giuridico da parte dei Cittadini concepito all’interno dei 12 Criteri Guida che determinano i fondamenti dell’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana.
La PARTECIPAZIONE è uno STRUMENTO, come lo è il voto in elezioni amministrative, politiche o europee, che dà al CITTADINO il POTERE di esercitare il Suo Diritto a partecipare attivamente e direttamente alla vita politica, sociale, economica del Paese.
Come il Voto è un diritto dovere del Cittadino che può esercitare questo potere anche non votando, così lo strumento della partecipazione diretta può essere esercitato o meno dal Cittadino.
Ma qual è l’origine del principio della Partecipazione e perché nell’ultimo decennio è diventato un tema molto “sentito”dai Cittadini e dai Partiti Politici di ogni schieramento?
Partecipare è nel DNA del Cittadino Italiano perché scritto nella Carta Costituzionale
La Democrazia Partecipativa non è di destra, di centro, di sinistra; è uno strumento, un meccanismo costituzionale che dà al Cittadino Italiano, Sovrano, il potere di partecipare attivamente alla vita politica del Paese, quindi anche del suo Comune.
La Carta Costituzionale afferma che l’organizzazione statale è quella dello Sato Sociale di Diritto che, per garantire eguali libertà e dignità a tutti i Cittadini, si fa carico di intervenire attivamente in prima persona nella società e nell’economia per rimuovere gli ostacoli alla piena realizzazione della persona umana e alla sua partecipazione attiva, responsabile e consapevole alla vita politica, economica e sociale.
Quindi un Amministrazione Comunale deve farsi carico che i suoi Cittadini partecipino attivamente, durante tutta la durata temporale della Giunta in carica, alla vita della macchina amministrativa.
Ma che fino a che punto si può far partecipare questo cittadino e fino a che punto un individuo può sentirsi veramente partecipe e artefice delle decisioni prese nel suo comune?
Come fa una persona che lavora tutto il giorno a volersi fare qualche ora di consiglio comunale a settimana e studiarsi progetti, leggi,etc?
Può veramente realizzarsi questa società così spiccatamente democratica voluta dalla nostra Carta Costituzionale, dove ogni Individuo è responsabile di se stesso e della sua comunità, in piena libertà di pensiero, di parola, di azione?
Si, è possibile, ma occorre una forte presa di coscienza e una forte volontà di miglioramento.
Il fine ultimo della Democrazia partecipativa è che una Giunta Comunale giunga a discutere direttamente con tutti i Cittadini su come indirizzare i fondi del bilancio.
Ma per arrivare al Bilancio Partecipato occorre un periodo di “auto apprendimento”dove sia chiaro che maggiore libertà porta a maggiore responsabilità.
La Partecipazione è l’incontro dell’esercizio del potere decisionale tra “l’Alto” (l’Istituzione) e il “Basso”
(i Cittadini).
Non può essere esclusiva di una parte: i soggetti devono riconoscersi formalmente e dare avvio al processo.
E a questo punto sono importanti gli strumenti che vengono adoperati per avere una consultazione capillare e che porti a decisioni obiettive e condivise.
• La “Casa del Cittadino” è il luogo fisico dove le persone si incontrano e fanno attività civica.
• Gli strumenti informatici possono aiutare nella circolazione delle informazioni e delle opinioni, pur circoscritti ad una percentuale di utenti importante ma non totalmente rappresentativa di una comunità.
• I mezzi televisivi e radiofonici sono un ulteriore supporto alla conoscenza
• I Comitati Cittadini, suddivisi in “quartieri” e “aree tematiche” hanno la possibilità di monitorare e intervenire sullo stato della propria area residenziale.
• La forte volontà degli Amministratori che ovviano al possibile disinteresse iniziale dei Cittadini, volontà e determinazione che continuamente deve essere esercitata.
• Scheda Finale di Valutazione del Cittadino, che è l’ultima parte delle sessioni di lavoro sul tema discusso.
Tale scheda è nominale ed esprime una serie di valutazioni sulla fattibilità e correttezza dell’azione comunale da intraprendere.
Allo stato attuale delle cose vediamo che alcuni Comuni hanno attivato strumenti di partecipazione; perché non funzionano, cosa manca? Il Cittadino.
A Portoferraio il caso è eclatante e si dà la colpa proprio ai Cittadini che non partecipano più ormai da tempo alle riunioni: evidentemente i Cittadini si sono resi conto che è meglio starsene a casa con la propria famiglia piuttosto che sorbirsi i monologhi pippettoni su questioni già decise.
Guarda caso la partecipazione è saltata proprio appena prima che si facessero scelte di privatizzazione delle fortezze medicee e il progetto ad ora non chiaro del “Water Front”.
Magari una consultazione popolare ben argomentata avrebbe espresso il “Dietro Front”.
Riconosco la fortuna di essere Cittadino Italiano perché la mia Costituzione mi garantisce ciò che in altre parti del mondo è una ambizione.
Auguro agli Elbani di accrescere la passione per la nostra cosa pubblica e di intervenire responsabilmente alla vita amministrativa dei comuni di appartenenza.
Riappropriamoci degli alti valori democratici della Carta Costituzionale, cominciamo a leggere e a studiare la Carta della Terra ([URL]www.cartadellaterra.org[/URL]).
Pensiamo globalmente, agiamo localmente (René Dubos, batteriologo, ecologista francese)
[COLOR=darkred]Gian Carlo Diversi
(Candidato Consigliere a Portoferraio nella Lista Civica “Unaltracitta”) [/COLOR]
carissimo elettore con la sfera di cristallo, amante del bello (bagni in Calata – magari al posto del Libraio, così non si legge più e si diventa tutti ignoranti) e degli scaltri (solo a pensarlo), te chiedi di sapere dati certi sui fondi economici e sulla data di ultimazione del porto turistico, ma a quanto pare, visti i numeri che dai, li devi chiedere a chi ti ha suonato il flauto incantatore.
A proposito, ma la lista che appoggi come pensa di finanziare i lavori?
Quando pensa possano iniziare? e finire?
Sai, al contrario di Te, io leggo, ma nel programma elettorale, a parte specchietti per le allodole, non vedo nessun dato del genere.
Per finire, volevo ricordare a tutti i lettori/elettori, che se dovesse vincere la Lista Peria, nel giro di pochissimo tempo avremmo il piano del porto approvato.
1) perchè si è impegnato con noi campesi per l'ennesima volta (dopo l'altra volta io non ci sarei più venuto a Campo!) ;
2) perchè mi ha fatto capire chi è Gassinelli. Mi dispiace dirtelo, ma il mondo non finisce a Campo, anzi a Cavoli dal maestro do nascimiento de vita e de speranza de no' artri!!!!
Con questo tuo intervento, che segue ad anni di silenzio adnormale, ti sei giocato il voto di mezza Campo!!!
Risultato: voto di preferenza per Gassinelli 1…il suo!!
Evidentemente c’è ancora chi tenta di mestare nel torbido, a poche ore dalle elezioni. Io non sono solito ne scrivere su questo giornale on line e ne leggerlo assiduamente. Ma oggi Il Signor Schiano mi ha costretto a farlo. Ammesso e non concesso che egli sia realmente presente in vita, e che qualcuno ne conosca le sue gesta in questo inizio di secolo, tenta con articolesse inspirate chi sa da chi (si fa per dire) perché i soggetti sono ben noti e individuati, di seminare odio in una comunità che non ne ha alcun bisogno.
La storia insegna che i seminatori di odio fanno tutti la stessa fine. Capisco oramai che il panico serpeggia tra le file di qualche competitore del futuro Sindaco Segnini, e che quindi si tenti di utilizzare anche le argomenti più ignobili, ma a tutto c’è un limite. Quando si tenta di camminare su un terreno così scivoloso come quello calpestato dal Signor Schiano, si rischia di fare il percorso che fecero i brigatisti a suo tempo e che poi fu causa di infiniti drammi. Solo una mente malata e perversa può avventurarsi su quella strada,Questo paese, grazie a Dio e alla sua comunità, dalle origini più disparate ha sempre saputo vivere coltivando rapporti e amicizie con tutti quanti, meridionali e settentrionali, svizzeri, inglesi, francesi, e tedeschi, che qua vivono, lavorano, e si sposano facendo figli, orgogliosi di vivere a Marina di Campo e di portare le loro esperienze, le tradizioni, la cultura, e la varietà dei colori di cui è ricco il mondo. Le ultime comunità di emigranti in ordine di tempo, provengono principalmente dall’est Europa e qua hanno trovato accoglienza e lavoro.
Io personalmente mi sono occupato e mi occuperò dei problemi legati alla difficoltà spesso presente di ottenere legittimi documenti per soggiornare e per poter lavorare. E sanno bene le persone intelligenti quanto queste siano importanti per la nostra comunità. Non so se il Signor Schiano si è mai occupato o preoccupato di questi problemi legati all’emigrazioni. Mi piacerebbe saperlo. Ma so invece per certo che si è mosso per motivi molto meno nobili, per tentare di difendere una poltroncina, oramai sdrucita di una patetica ex Sindaco , che di battaglie per la libertà nella sua vita ne ha fatte poche.
E’ stata invece molto più presente per le battaglie a sostegno dei regimi stalinisti. Egregio Signor Schiano, qui siamo in una terra che nella storia ha sempre voluto essere libera. Forse questo per Lei è un concetto difficile da comprendere, ma noi, la nostra comunità, il paese tutto presto si libererà dal giogo dei capi bastone per i quali Lei si è così fortemente impegnato.
Qui a Marina di Campo, questa mattina era presente una fetta importante del governo, nazionale e d’Europa. Peccato che Lei non sia stato informato, che quel governo che gode di un consenso senza precedenti è dalla parte della lista del Dottor Segnini, ma stia certo del suo tentativo di semina di odio sapremo tutti farcene una ragione. Mi spiace di non conoscerla personalmente, ma dalle sue parole capisco quanto sono stato fortunato.
Alessandro Gentini
[COLOR=darkred]FORTEMENTE VOLUTA DA PIERO TIBERTO E SCOVATA ADDIRITTURA IN MESSICO, E' STATA COLLOCATA AL MARINA 2 DI CAMPO, UN MONUMENTO EQUESTRE DEDICATO ALL’IMPERATORE CORSO [/COLOR]
Finalmente il sogno dell’ingegner Piero Tiberto di portare all’elba nel suo Hotel Marina2 di Marina di campo una statua di Napoleone Bonaparte si è avverato.
Ieri 3 Giugno nel tardo pomeriggio alla presenza di una nutrita schiera di giornalisti del continente e altri amici è avvenuta l’attesa cerimonia con la presentazione della statua a grandezza naturale che ritrae l’Imperatore Napoleone Bonaparte a cavallo, una posa resa famosa dal dipinto di David. L’ha trovata in Messico l’ingegner Tiberto, e appena l’ha vista a ben pensato di trasferirla all'ingresso del suo Hotel all’Elba. "L’unica in tutta l’isola – ha precisato Piero Tiberto con un moto di orgoglio – l’ho portata perché mancava una statua di Napoleone. Dopo che gli estimatori hanno fatto un pandemonio, quelli che tutti gli anni fanno conferenze su conferenze senza poi sapere cosa si dicono perché a distanza di tutto questo tempo, tutto quello che c’era da dire immagino sia stato abbondantemente detto. Loro però continuano, e soprattutto, si lamentavano che mancava una statua seria di Napoleone. Questa non è proprio seria – ha concluso l'ingegner Tiberto- però l’ho trovata in Messico e me la sono portata. Non potevo farne a meno”.