da
viareggio nel cuore
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
11:43
Un pensiero particolare ai piu piccoli,morti e feriti.
da
x ciclista arrabbiato
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
11:41
Si si…ti manca proprio qualcosa.
da
LEGA NORD
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
11:32
Certamente che le arre marine protette si fanno sulla spinta delle popolazioni locali come asserito dalla Prestigiacomo, la sua preoccupazione ”ma cosa succede se gli amministratori locali, per caso, non sono sensibili alle tematiche ambientali supportate scientificamente e inseguono solo profitti e svendite di territorio?”
Si torna a lavorare caro Tozzi, si torna a lavorare!!
Ma secondo lui perché cambiano le amministrazioni locali? Non penserà mica che queste cambiano perché non cambi niente?
Certamente, se tutte le nuove amministrazioni locali contestassero le scelte di tutela ambientale di quelle precedenti quelle scelte scellerate dovranno essere cancellate.
Ma cosa pensa che solo lui e qualche altro Presidente di Parco siano detentori della capacità della tutela ambientale? Ma chi contesta gli obblighi europei, Nazionali e Internazionali per la conservazione di un patrimonio che è di tutti e in primis degli ISOLANI. Noi contestiamo quelli integralisti come lei che dei diritti delle popolazioni se ne fregano. Torni al suo precedente lavoro e ci lasci liberi di tutelare il nostro territorio al quale sia molto più sensibili di lei. Le leggi ci sono i Sindaci pure , sono loro che devono tutelare il territorio.
da
FATTI E NON PAROLE
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
10:00
[COLOR=darkred]
Ritorna a tener banco il Presidente del Parco dell’Arcipelago Toscano dott. Mario Tozzi che indica le sue direttive per le aree marine protette. [/COLOR]
Niente da eccepire ma…..Ci sarebbe piaciuto che il tele presidente ci avesse parlato soprattutto del parco a terra delle sue condizioni e soprattutto del lavoro svolto per il suo rilancio e sviluppo .
Lo facciamo noi per rinfrescare le memorie sopite degli addetti ai lavori ( presidenti, direttori, segretari ,collaboratori a vario titolo ecc . )
Il temine rilancio e sviluppo, pensiamo che debbano essere intesi come movimento verso il meglio, verso il progresso ma….. Dov’è oggi all’interno del Parco il meglio? Ed il progresso? La parola deriva dal latino, mi muovo pro ; questo pro non deve necessariamente intendersi solo come oltre, ma anche a vantaggio. A vantaggio di chi nel nostro caso? A vantaggio di un parco e dei suoi mosconi e moscerini che voracemente vi orbitano attorno, oppure in nome e a vantaggio di un vero e visibile progresso dell’isola.
Certamente , e questo è incontestabile, il Parco all’Elba, offerto così com’è, non è certamente a vantaggio dei potenziali turisti, o dei cittadini che subiscono impotenti lo stato di degrado ambientale, culturale e sociale in cui versa un isola sempre più privata della propria identità dove si tende inevitabilmente ad intaccare anche la stessa esistenza del costruito, una terra di conquista ormai malamente conquistata.. Se davvero questi salvatori dell’ambiente avessero a cuore un rilancio dell’ambiente Elba, sarebbe indispensabile che come minimo, questo Parco esistesse, desse prova di se, si offrisse con qualcosa che non sia solo degrado e sporcizia , che non siano panche tavolacci, indicazioni divelte messe molti anni fa da , tal rimpianto Prof. Beppe Tanelli I° ( che almeno operava ed abitava all'elba ), e sopratutto che non sia quel millantato credito decantato nei depliant degli uffici turistici, o nei volantini del Parco stampati in Valdinievole ( all’elba non abbiamo tipografie ne organi in grado di pubblicizzare il nostro territorio ? ) Il Parco dovrebbe essere una volta per tutte una realtà, con un responsabile possibilmente locale ( non importa se personaggio televisivo ) basta sia laborioso, attento, propositivo, insomma che ci offra finalemnte un Parco …. Vero! .
[SIZE=3][COLOR=darkblue]Dopo potremo anche iniziare a parlare di Aree marine protette. [/COLOR] [/SIZE] 🙁
da
elba 2000
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
9:24
L’attivazione nel centro storico di Portoferraio della zona a traffico limitato corrisponde ad un ingabbiamento della città medicea e ripropone il problema della legittimità della gabbia quale strumento di gestione del territorio. Il problema si è già posto alcuni anni fa con il tentativo della Provincia (fallito) di dividere l’Elba in tre gabbioni con porte a pagamento, ma anche con l’istallazione di gabbioni sul porto di Portoferraio e, in questi ultimi giorni, con le sbarre sul porto di Piombino, che ingabbiano l’Elba.
L’ingabbiamento della città medicea parte da lontano. Una trentina d’anni fa, Portoferraio era una città senza gabbie. Poi, con la presa del potere da parte del “Club della Giudola” (giovani democristiani che subiscono una metamorfosi e diventano comunisti), le cose cambiarono. Il giovane sindaco disse che i portoferraiesi dovevano riappropriarsi di alcune parti del territorio comunale ancora in mano alla Marina Militare. Prima operazione: la conquista della “Linguella”. Risultato: nasce una cancellata che ingabbia il palazzo della capitaneria e una parte del piazzale. I portoferraiesi non ci possono più mettere piede.
Successivamente, i Magazzini del Sale, la torre di Passanante e le sale espositive vengono sistemati e subito ingabbiati. Portoferraiesi e turisti sono bloccati da un cancello nero. La bella passeggiata domenicale fino alla torre di Passanante è finita per sempre.
Incoraggiati da queste grandi conquiste gli amministratori non demordono. Questa volta mirano in alto; si tratta di “liberare” le fortezze. Molti non capiscono, essendo aperte a tutti e frequentate da bambini che ci vanno a giocare.
Ma, sulla carta, non era così. Dopo una grande lotta, il sogno si realizza: le fortezze tornano, anche sulla carta, ai portoferraiesi. Il sindaco invita la popolazione a prenderne possesso simbolicamente e dargli anche una pulita. E, un bel mattino di maggio, i portoferraiesi, guidati dal comandante di Vigili del Fuoco Gulinelli e dallo stesso sindaco in guanti di tela, entrano armati di zappe, falci e frullini e una quantità impressionante di sardine e salsicce. Dopo qualche ora, le fortezze sono liberate dai capperi e dalle viole selvatiche, dalle salsicce e dalle sardine e, dopo qualche anno, anche dai portoferraiesi e dal gioco dei bambini: le fortezze erano state liberate, ma anche ingabbiate. I portoferraiesi non potevano più entrare e i turisti spesso tornavano indietro increduli
Questo ennesimo successo gasò talmente i “Giudoloni” che decisero di allargare il raggio di azione ingabbiando addirittura la spiaggia del Cantierino dove, durante la bella stagione, era possibile vedere sopratutto persone anziane con i piedi in mare. A questo punto potevano ritenersi soddisfatti, ma qualcuno fece notare loro che poco fuori Portoferraio, alle Grotte, uno dei luoghi più suggestivi più belli dell’isola non era stato ingabbiato. Fu fatto immediatamente. Adesso si sta completando l’opera con la messa a dimora di piante di alto fusto che creeranno una barriera verde che farà sparire uno dei panorami più belli del mediterraneo: Portoferraio vista dalle Grotte, da dove la dipinse Paul Klee.
Negli ultimi decenni, anche l’Elba è stata divisa in due gabbioni: il parco romano-fiorentino in balia dei cinghiali e dei mufloni e il resto dell’isola dove vivono gli indigeni sempre meno liberi.
E’ la gabbia che regola, che toglie la libertà, che esclude o che ghettizza, che sfregia la bellezza; la gabbia, che crea identità e gerarchie e che nega libertà allo spazio; la gabbia come chiave d’interpretazione del mondo, oltre che strumento per modificarlo e regolamentarlo. L’uomo, generalmente, odia la gabbia perché vi vede una potente metafora della sua condizione e delle sopraffazioni del potere, a sua volta vittima di gabbie mentali e ideologiche.
[COLOR=darkblue]
Elba 2000
G. Muti [/COLOR]
da
IL TIRRENO
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
9:14
[SIZE=5][COLOR=darkred]Si faranno anche senza l'ok dei Comuni [/COLOR] [/SIZE]
Parla il presidente del Parco, [COLOR=darkblue]Mario Tozzi [/COLOR] , che bacchetta il ministro Prestigiacomo
PORTOFERRAIO. Nessuna proposta da parte dei Comuni. Nessuna formale, almeno. Nonostante che dell'istituzione di un'area marina protetta per l'Elba si discuta dal 1982. C'è un'intesa, sulla carta, che risale al 2005. C'è stato un importante lavoro di confronto tra enti e Ministero dell'Ambiente. Ma ad oggi la soluzione è bel lontana dal venire. Anche per le perplessità di alcune amministrazioni locali che forse non hanno ben presente la prospettiva: [COLOR=darkblue]l'area marina protetta dell'Elba si farà. Con o senza intesa con i Comuni [/COLOR] . Ed il termine ultimo – stando agli impegni che l'Italia si è presa in ambito internazionale, a partire dalla Convenzione di Barcellona dello scorso anno – è il 2012. Entro quella data – annuncia il ministro Stefania Prestigiacomo – le aree marine protette ci saranno, con qualche modifica rispetto alle norme fin ora adottate, ad esempio aprire le zone a sub e natanti.
E' su questo aspetto che si riaccende la polemica con il presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, Mario Tozzi, contrario alle ipotesi di modifica della Prestigiacomo e convinto che l'istituzione delle Amp all'Elba e al Giglio non sia più rinviabile. Il problema, semmai, è che all'Elba poco o niente si sa del futuro delle aree marine. Eccetto che, nonostante gli sforzi, la procedura istitutiva delle Amp è ancora in corso di valutazione, come risulta dal sito web del ministero. «Nella proposta mai formalizzata dei Comuni elbani – spiega Tozzi – non ci sono zone di tipo A, a protezione integrale. E questo è abbastanza difficile da digerire per il Ministero. Non si capisce però perché l'Elba non debbano avere aree marine protette che per il territorio rappresentano chiaramente un vantaggio. Vedi quello che è accaduto alle Cinque Terre che hanno aumentato notevolmente le presenze turistiche. I benefici sono di tipo ambientale e anche economico sia per i finanziamenti che il territorio potrebbe ottenere sia per i turisti che potrebbe attirare un mare più ricco».
da
Adriano Gassinelli
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
8:27
da
Fabio Poli
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
7:53
Io sono nato in una città dove il senso di appartenenza è fortissimo ma invito tutti a considerare che il buon senso e la ragione non hanno cittadinanza. Anzi le esperienze di tutti non possono che migliorare le discussioni. Quest'anno non sono ancora riuscito per motivi di lavoro a venire all'Elba, verrò tra pochi giorni e sono proprio curioso di vedere queste barriere e come funzionano
Un cordiale saluti a tutti.
ps: qualche mese fa avevo scritto per le auto che i non residenti come me lasciano a Portoferraio, sapete se il Comune ha qualche progetto in merito?
da
sante pollastri
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
7:22
CODACONS, ITALIA A TOP CARO-SPIAGGIA
ROMA – Trentacinque euro per una giornata al mare: è la spesa che in media una coppia sostiene per trascorrere qualche ora in uno stabilimento balneare della penisola, tra lettini, ombrelloni e spuntini. Una cifra che porta l'Italia al top tra i paesi europei per il caro-spiaggia.
A dirlo è una inchiesta realizzata dal Codacons, che ha preso in esame la giornata tipo di due bagnanti in diversi Paesi. L'indagine – spiega l'associazione – ha considerato l'affitto per una giornata di un lettino, una sdraio ed un ombrellone e ha tenuto conto anche dei consumi alimentari (due bottiglie d'acqua e due panini acquistati in spiaggia). In Italia due persone pagano mediamente 35 euro in uno stabilimento di medio livello. La spesa però sale fino a 50 euro, se gli stessi acquisti vengono fatti in località più esclusive o in stabilimenti di livello superiore. Per i medesimi servizi, in Croazia una coppia spende mediamente 20 euro, contro i 22 euro della Grecia e i 24 euro complessivi della Spagna. In Turchia, invece, una giornata al mare costa mediamente 25 euro per due persone. Più care dell'Italia, solo Francia e Germania, dove un lettino, una sdraio ed un ombrellone, insieme ai consumi alimentari, costano mediamente 40 euro a coppia in Francia e 36,5 euro in Germania. Differenze di prezzo, sottolinea il Codacons, "giustificate da un servizio di livello superiore e stipendi sensibilmente più elevati rispetto al nostro Paese". Proprio sulle tariffe degli stabilimenti balneari, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha dato il via ad un blog per raccogliere le segnalazioni dei consumatori e creare una mappatura dei prezzi e degli aumenti in Italia.
buon bagno
da
Grazie
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
6:42
da
INCREDULA
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
6:37
MA SIAMO TUTTI COME POVERI FESSI CHE CI FACCIAMO CANCELLARE E STIAMO IN SILENZIO????
NON CAPISCO PERCHE' 1000 INTERVENTI SUL CICLISTA E NIENTE SU SITUAZIONE SANITARIA ELBANA…SIAMO TUTTI SANI E BELLI, NOI E GLI AMICI NOSTRI….A QUANTO PARE…
da
x ciclista arrabbiato
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
6:35
da
porto azzurro libera
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
1:46
da
Gianfranco Palma
pubblicato il 30 Giugno 2009
alle
0:17
Visto che la reputo intelligente e preparato Le faccio solo una semplice domanda, ci pensi bene prima di rispondere non scriva la prima cosa che Le viene in mente.
Sig.Magni perchè Lei puo' rientrare a casa quando vuole ed uscire quando vuole girando in libertà anche tutto il mondo per poi rincasare sempre QUANDO NE HA VOGLIA, e io invece non ho queste libertà?Avvolte mi lasciano sul porto, avvolte non c'e' più traghetti,avvolte trovo ostacoli inutili che mi fanno perdere L UNICO MEZZO CHE HO PER RIENTRARE A CASA MIA?
Io e Lei Sig. Magni siamo cittadini italiani alla stessa maniera o no?
Allora perchè io devo essere cosi penalizzato?
Occhio alla risposta..ci pensi MOLTO BENE, forse Gianfranco Palma inizia ad essere stufo!
Il quiz vale per tutti i sostenitori che le sbarre non sono dannose per chi vive all'Elba.Sentiamo anche la Velo che ne pensa visto che e' amministratice di un gruppo su Facebook dove lodano le sbarre.
Ma pensateci bene bene alla risposta, SIAMO TUTTI UGUALI????
So' incazzatissimo, so na iena,RISPONDETEMI! :bad: :bad:
da
GIULIO
pubblicato il 29 Giugno 2009
alle
22:40
Dice…sarà una FIGURA DI GARANZIA…ma de che????
Fino a oggi, allora, 'un'eravamo garantiti…
Marotti, dammi retta…accetta l'incarico…ormai…fatti chiama' pure "PRESIDENTE"…ma i 150 euro dàlli a qualche pensionata minima che 'un'arriva a fine mese…
Mi raccomando 'un me li manda' fori…che c'è tanto bisogno anche qui da noi…
🙂
da
per ciclista arabbiato e indigeno
pubblicato il 29 Giugno 2009
alle
22:37
se poi i non elbani ne son consapevoli perche vi arrabbiate……
da
Mauro Fanfani
pubblicato il 29 Giugno 2009
alle
21:24
Hanno vinto, strameritatamente, Carlo Alberto Senigagliesi e Federico Riterini, solo sulla prima prova, la Bulera, con passaggio dal centro abitato di S. Dalmazio, si sono lasciati sorprendere pagando la non conoscenza della loro Peugeot 207 Super 200 macchina moto competitiva e professionale e per questo difficile da portare al limite ma si sono riscattati nella speciale seguente vincendola. Dopo il riposo notturno i due sono partiti all’attacco e nonostante i ripetuti attacchi di avversari del calibro di Cecchettini , Paolinelli e Sardelli hanno fatta loro la gara vincendo anche cinque prove speciali, una vittoria senza se e senza ma che fa felici i supporter e mette a tacere i detrattori.
Gara da dimenticare (Ancora una volta…) per i fratelli Dell’Omo, fermi sulla sesta prova a causa di una rottura meccanica, fino ad allora si erano difesi più che onestamente.
Veniamo adesso agli equipaggi del campionato del Fagiano: Paolini Paolini settimi assoluti e secondi di Super 1600, doveva essere una gara di apprendistato ma se è così che si impara…..Bacci Morganti terzi di Super 1600 e in debito di freni nella prima parte, Calvani Calvani vincitori di FN3 con la vecchia e gloriosa Peugeot 309, sempre veloci e spettacolari sono anche 28 assoluti, Confortini Guidoni vincono can la Peugeot 106 la FA5 arrivando da soli ma, si sa, in questo sport l’importante è arrivare! Malaggese Guiducci settimi di un’affollatissima classe N2 hanno fatto esperienza alla loro prima gara con la 106, Marchioni Lupi veloci e consistenti hanno fatto il massimo che consentiva loro la fida 500, Fornino Forti secondi di classe FN1 ne hanno passate di tutti i colori, non ultima una foratura a un chilometro dalla fine dell’ultima prova speciale e durante il cambio gomma rottura del cric (!!)
Purtroppo ci sono anche i non arrivati: Tamburini Battaglini 20 assoluti dopo le P.S. notturne rompono l’idroguida, il rinvio del cambio e infine forano…senza commento, Morgantini Grechi rompono un semiasse sul primo passaggio della Sasso Pisano, Piazzoli Lunardi fermi sulla ripetizione di Querceto , Venturi Cigni li lascio per ultimi, i due ragazzi di Castelnuovo hanno avuto un pauroso incidente su Querceto dal quale sono usciti incolumi, uno stiramento del collo li costringerà a portare il collare per 15, giorni….Auguri di pronta guarigione!
Mauro
da
fausto
pubblicato il 29 Giugno 2009
alle
20:37
Detto questo, concludo dicendo che hanno ragione i ciclisti quando incontrano gli automobilisti che neanche si accorgono dell'esistenza sulla strada dei ciclisti facendo dei sorpassi ai danni del ciclista a dir poco da codice penale (quante volte ho rischiato di essere colpito ad un braccio da un camion!!) o peggio ancora non dano la precedenza nelle rotonde!!! Io mi sono salvato solo per miracolo in due circostanze per colpa di due automobilisti che non mi hanno dato la precedenza sulla rotonda!!!
Morale: non condanniamo la categoria, condanniamo chi non rispetta le regole!!! Non siete d'accordo automobilisti e ciclisti?
da
pochogoo, x faro
pubblicato il 29 Giugno 2009
alle
20:20
