Dimenticando però di suggerircene l'uso più appropriato, cioè quello di mettervi a dimora, ad aeternum, i responasibili, si fa per dire, di tali efferate espropriazioni con incorporazioni.
No passeran, dato che sono giò passati.
bp
Dimenticando però di suggerircene l'uso più appropriato, cioè quello di mettervi a dimora, ad aeternum, i responasibili, si fa per dire, di tali efferate espropriazioni con incorporazioni.
No passeran, dato che sono giò passati.
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"Abbiamo partecipato come spettatori al Consiglio Comunale di Porto Azzurro dove tra i vari punti del giorno era indicata la bozza di Convenzione per l’affidamento del servizio Antincendio boschivo e Protezione Civile alle due associazioni di volontariato del paese: la Pubblica Assistenza Porto Azzurro e la Misericordia Porto Azzurro…."
Leggi per intero il comunicato stampa su Porto Azzurro BLOG:
[URL=http://www.elbaportoazzurro.eu/blog]www.elbaportoazzurro.eu/blog[/URL]
Sig Tozzi Basta ne abbiamo tanti di problemi e discussioni al fuoco che le AMP proprio ci danno noia ora.
Gianfranco Palma
Niente da eccepire ma…..Ci sarebbe piaciuto che il tele presidente ci avesse parlato soprattutto del parco a terra delle sue condizioni e soprattutto del lavoro svolto per il suo rilancio e sviluppo .
Lo facciamo noi per rinfrescare le memorie sopite degli addetti ai lavori ( presidenti, direttori, segretari ,collaboratori a vario titolo ecc . )
Il temine rilancio e sviluppo, pensiamo che debbano essere intesi come movimento verso il meglio, verso il progresso ma….. Dov’è oggi all’interno del Parco il meglio? Ed il progresso? La parola deriva dal latino, mi muovo pro ; questo pro non deve necessariamente intendersi solo come oltre, ma anche a vantaggio. A vantaggio di chi nel nostro caso? A vantaggio di un parco e dei suoi mosconi e moscerini che voracemente vi orbitano attorno, oppure in nome e a vantaggio di un vero e visibile progresso dell’isola.
Certamente , e questo è incontestabile, il Parco all’Elba, offerto così com’è, non è certamente a vantaggio dei potenziali turisti, o dei cittadini che subiscono impotenti lo stato di degrado ambientale, culturale e sociale in cui versa un isola sempre più privata della propria identità dove si tende inevitabilmente ad intaccare anche la stessa esistenza del costruito, una terra di conquista ormai malamente conquistata.. Se davvero questi salvatori dell’ambiente avessero a cuore un rilancio dell’ambiente Elba, sarebbe indispensabile che come minimo, questo Parco esistesse, desse prova di se, si offrisse con qualcosa che non sia solo degrado e sporcizia , che non siano panche tavolacci, indicazioni divelte messe molti anni fa da , tal rimpianto Prof. Beppe Tanelli I° ( che almeno operava ed abitava all'elba ), e sopratutto che non sia quel millantato credito decantato nei depliant degli uffici turistici, o nei volantini del Parco stampati in Valdinievole ( all’elba non abbiamo tipografie ne organi in grado di pubblicizzare il nostro territorio ? ) Il Parco dovrebbe essere una volta per tutte una realtà, con un responsabile possibilmente locale ( non importa se personaggio televisivo ) basta sia laborioso, attento, propositivo, insomma che ci offra finalemnte un Parco …. Vero! .
[SIZE=3][COLOR=darkblue]Dopo potremo anche iniziare a parlare di Aree marine protette. [/COLOR] [/SIZE] 🙁
L’attivazione nel centro storico di Portoferraio della zona a traffico limitato corrisponde ad un ingabbiamento della città medicea e ripropone il problema della legittimità della gabbia quale strumento di gestione del territorio. Il problema si è già posto alcuni anni fa con il tentativo della Provincia (fallito) di dividere l’Elba in tre gabbioni con porte a pagamento, ma anche con l’istallazione di gabbioni sul porto di Portoferraio e, in questi ultimi giorni, con le sbarre sul porto di Piombino, che ingabbiano l’Elba.
L’ingabbiamento della città medicea parte da lontano. Una trentina d’anni fa, Portoferraio era una città senza gabbie. Poi, con la presa del potere da parte del “Club della Giudola” (giovani democristiani che subiscono una metamorfosi e diventano comunisti), le cose cambiarono. Il giovane sindaco disse che i portoferraiesi dovevano riappropriarsi di alcune parti del territorio comunale ancora in mano alla Marina Militare. Prima operazione: la conquista della “Linguella”. Risultato: nasce una cancellata che ingabbia il palazzo della capitaneria e una parte del piazzale. I portoferraiesi non ci possono più mettere piede.
Successivamente, i Magazzini del Sale, la torre di Passanante e le sale espositive vengono sistemati e subito ingabbiati. Portoferraiesi e turisti sono bloccati da un cancello nero. La bella passeggiata domenicale fino alla torre di Passanante è finita per sempre.
Incoraggiati da queste grandi conquiste gli amministratori non demordono. Questa volta mirano in alto; si tratta di “liberare” le fortezze. Molti non capiscono, essendo aperte a tutti e frequentate da bambini che ci vanno a giocare.
Ma, sulla carta, non era così. Dopo una grande lotta, il sogno si realizza: le fortezze tornano, anche sulla carta, ai portoferraiesi. Il sindaco invita la popolazione a prenderne possesso simbolicamente e dargli anche una pulita. E, un bel mattino di maggio, i portoferraiesi, guidati dal comandante di Vigili del Fuoco Gulinelli e dallo stesso sindaco in guanti di tela, entrano armati di zappe, falci e frullini e una quantità impressionante di sardine e salsicce. Dopo qualche ora, le fortezze sono liberate dai capperi e dalle viole selvatiche, dalle salsicce e dalle sardine e, dopo qualche anno, anche dai portoferraiesi e dal gioco dei bambini: le fortezze erano state liberate, ma anche ingabbiate. I portoferraiesi non potevano più entrare e i turisti spesso tornavano indietro increduli
Questo ennesimo successo gasò talmente i “Giudoloni” che decisero di allargare il raggio di azione ingabbiando addirittura la spiaggia del Cantierino dove, durante la bella stagione, era possibile vedere sopratutto persone anziane con i piedi in mare. A questo punto potevano ritenersi soddisfatti, ma qualcuno fece notare loro che poco fuori Portoferraio, alle Grotte, uno dei luoghi più suggestivi più belli dell’isola non era stato ingabbiato. Fu fatto immediatamente. Adesso si sta completando l’opera con la messa a dimora di piante di alto fusto che creeranno una barriera verde che farà sparire uno dei panorami più belli del mediterraneo: Portoferraio vista dalle Grotte, da dove la dipinse Paul Klee.
Negli ultimi decenni, anche l’Elba è stata divisa in due gabbioni: il parco romano-fiorentino in balia dei cinghiali e dei mufloni e il resto dell’isola dove vivono gli indigeni sempre meno liberi.
E’ la gabbia che regola, che toglie la libertà, che esclude o che ghettizza, che sfregia la bellezza; la gabbia, che crea identità e gerarchie e che nega libertà allo spazio; la gabbia come chiave d’interpretazione del mondo, oltre che strumento per modificarlo e regolamentarlo. L’uomo, generalmente, odia la gabbia perché vi vede una potente metafora della sua condizione e delle sopraffazioni del potere, a sua volta vittima di gabbie mentali e ideologiche.
[COLOR=darkblue]
Elba 2000
G. Muti [/COLOR]
PORTOFERRAIO. Nessuna proposta da parte dei Comuni. Nessuna formale, almeno. Nonostante che dell'istituzione di un'area marina protetta per l'Elba si discuta dal 1982. C'è un'intesa, sulla carta, che risale al 2005. C'è stato un importante lavoro di confronto tra enti e Ministero dell'Ambiente. Ma ad oggi la soluzione è bel lontana dal venire. Anche per le perplessità di alcune amministrazioni locali che forse non hanno ben presente la prospettiva: [COLOR=darkblue]l'area marina protetta dell'Elba si farà. Con o senza intesa con i Comuni [/COLOR] . Ed il termine ultimo – stando agli impegni che l'Italia si è presa in ambito internazionale, a partire dalla Convenzione di Barcellona dello scorso anno – è il 2012. Entro quella data – annuncia il ministro Stefania Prestigiacomo – le aree marine protette ci saranno, con qualche modifica rispetto alle norme fin ora adottate, ad esempio aprire le zone a sub e natanti.
E' su questo aspetto che si riaccende la polemica con il presidente del Parco dell'Arcipelago Toscano, Mario Tozzi, contrario alle ipotesi di modifica della Prestigiacomo e convinto che l'istituzione delle Amp all'Elba e al Giglio non sia più rinviabile. Il problema, semmai, è che all'Elba poco o niente si sa del futuro delle aree marine. Eccetto che, nonostante gli sforzi, la procedura istitutiva delle Amp è ancora in corso di valutazione, come risulta dal sito web del ministero. «Nella proposta mai formalizzata dei Comuni elbani – spiega Tozzi – non ci sono zone di tipo A, a protezione integrale. E questo è abbastanza difficile da digerire per il Ministero. Non si capisce però perché l'Elba non debbano avere aree marine protette che per il territorio rappresentano chiaramente un vantaggio. Vedi quello che è accaduto alle Cinque Terre che hanno aumentato notevolmente le presenze turistiche. I benefici sono di tipo ambientale e anche economico sia per i finanziamenti che il territorio potrebbe ottenere sia per i turisti che potrebbe attirare un mare più ricco».
ps: qualche mese fa avevo scritto per le auto che i non residenti come me lasciano a Portoferraio, sapete se il Comune ha qualche progetto in merito?
CODACONS, ITALIA A TOP CARO-SPIAGGIA
ROMA – Trentacinque euro per una giornata al mare: è la spesa che in media una coppia sostiene per trascorrere qualche ora in uno stabilimento balneare della penisola, tra lettini, ombrelloni e spuntini. Una cifra che porta l'Italia al top tra i paesi europei per il caro-spiaggia.
A dirlo è una inchiesta realizzata dal Codacons, che ha preso in esame la giornata tipo di due bagnanti in diversi Paesi. L'indagine – spiega l'associazione – ha considerato l'affitto per una giornata di un lettino, una sdraio ed un ombrellone e ha tenuto conto anche dei consumi alimentari (due bottiglie d'acqua e due panini acquistati in spiaggia). In Italia due persone pagano mediamente 35 euro in uno stabilimento di medio livello. La spesa però sale fino a 50 euro, se gli stessi acquisti vengono fatti in località più esclusive o in stabilimenti di livello superiore. Per i medesimi servizi, in Croazia una coppia spende mediamente 20 euro, contro i 22 euro della Grecia e i 24 euro complessivi della Spagna. In Turchia, invece, una giornata al mare costa mediamente 25 euro per due persone. Più care dell'Italia, solo Francia e Germania, dove un lettino, una sdraio ed un ombrellone, insieme ai consumi alimentari, costano mediamente 40 euro a coppia in Francia e 36,5 euro in Germania. Differenze di prezzo, sottolinea il Codacons, "giustificate da un servizio di livello superiore e stipendi sensibilmente più elevati rispetto al nostro Paese". Proprio sulle tariffe degli stabilimenti balneari, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha dato il via ad un blog per raccogliere le segnalazioni dei consumatori e creare una mappatura dei prezzi e degli aumenti in Italia.
buon bagno