In basso
Nunzio Dimercurio, Andrea Cottone, Beppe di S.Ilario, Dini Emilio,Pierluigi Baldacci, Ermannino,Salvatore Dimercurio
ma un dissalatore che ci dia acqua potabile no?
anzichè aprire come una cozza il monte capanne…
Roby 950 ha scritto: scusate l'ignoranza, ma alle sei di sera d'estate alla cabinovia non c'era più nessuno che potesse recuperare quelle persone? quante corse fanno in un giorno? non è previsto un servizio di emergenza nel caso rappresentanti delle istituzioni (carabinieri polizia forestale o protezione civile ) debbano rapidamente salire senza farsi una camminata notevole . Qualcuno mi spieghi per favore grazie
La vicenda è andata così: i due turisti rimangono a piedi perché la cabinovia ha chiuso i battenti, prendono il telefono e chiamano i soccorsi, anziché avventurarsi per un qualche sentiero a loro del tutto sconosciuto (bravissimi)
Arriva la chiamata al responsabile del servizio di protezione civile, che subito allerta il responsabile della ricerca e soccorso persone, quest’ultimo, lavorando in aeroporto, conosce benissimo il comandante La Pegna, fa 2+2 e capisce subito che è più facile, rapido e sicuro chiedere un favore all’elicotterista piuttosto che:
1. cercare il numero del responsabile cabinovia,
2. allertare la squadra di Prot. Civ. di Marciana o Marciana Marina
3. arrivare sul Capanne ( ci vogliano 17 minuti solo per arrivare sulla cima in cabinovia, altri 17 per scendere… fatti due conti, alle 22 eravamo sempre a cercare i due turisti)
per tornare alla tua domanda, sinceramente non so se ci sia un piano nel caso si debba attivare la cabinovia per emergenza.
però sicuramente è convenuto agire come è stato fatto!;)
X Matteo ha scritto: Dai, Matteo! se non erano feriti o scalzi, con questi bollori, "recuperati sul Capanne" mi sembra eccessivo. C'è tanta gente che quel sentiero se lo fa a piedi in salita senza tante storie, figurati in discesa.
E a Ferragosto dalle 18.00 alle 21.00 ci sono ancora tre ore di luce. Diciamo che erano scalzi e senza orologio(…)
ti posso garantire che molte volte mi sono trovato a dover ricercare turisti che prendendo un sentiero alle ore 19,00 col calare della sera e del buio, si fermano e chiamano i soccorsi. E’ chiaro che questo significa, allertare una squadra o due di VV.FF., una o due del CFS e altrettante di prot.civ. con conseguente movimento di personale e soprattutto mezzi… forse con l’ausilio dell’elicottero questo recupero è costato meno dammi retta… 😀
Debby ha scritto: Per mio padre ci sono voluti 3 giorni per avere un elicottero ……….tanto ormai … èra morto ..per quelli che sono rimasti nel capanne molto meno ….grazie
Cara Debby, non ti conosco, ma senz’altro ho partecipato alle ricerche di tuo padre, il problema che tu sollevi, ha però una facile risposta. L’elicottero che si è alzato per recuperare i due turisti, non dipende né dalla Regione, né tanto meno da enti burocrati del cavolo, quindi è bastata una semplice domanda al Comandante:- Luca, c’è da recuperare due persone sul Capanne, Andamo?!- e la risposta è stata:- monta, e allacciati le cinture!!- 😀 😀
Se due turisti avessero chiamato un anno fa, quando ancora la Heli Air non effettuava questo servizio, col cavolo che avremmo potuto avere l’ausilio dell’elicottero antincendio che fa base anche lui all’aeroporto La Pila…avremmo dovuto prendere la cabinovia ( se ce l’avessero attivata) altrimenti tutti su a piedi e cercare i turisti e di nuovo a piedi per riscendere!
Spero che tu abbia capito il senso del mio discorso!
saluti! 😎
remember
[COLOR=darkred]Sinsitra Marinese [/COLOR]
La crisi idrica di questi giorni riporta all'attenzione il progetto Meneghin. Il Movimento Elba 2000 ha sempre creduto in questo progetto. Insieme alla Faita organizzò, nel 2002 un convegno all'Airone dove il progetto fu presentato ad una platea di tecnici e politici suscitando un grande interesse. Grandissimo interesse, se non entusiasmo anche al Ministero delle Infrastrutture che invio, addirittura, un ingegnere a fare un sopralluogo sul Capanne
In quell’occasione gli inviati del ministero incontrarono i vertici della Comunità Montana e i rappresentanti delle categorie economiche. l'Incontro si tenne nell'ufficio della presidenza della Comunità Montana, presenti: presenti Febbo, Galletti Sirabella, Sparnocchia , rappresentanti dell’associazione Albergatori , della Confecommercio La coldiretti e Elba 2000. Mancavano la Cna e la Confesercenti che non vollero aderire.
Fu chiarito che Il progetto Meneguin era semplice e geniale e che, per la sua realizzazione, poteva esser scelto il percorso "Progect Financing". Naturalmente a monte stava la scelta politica: la Comunità Montana avrebbe dovuto impegnarsi all'approvazione di uno Studio di Fattibilità ed inserire il progetto nella programmazione triennale.
– I mesi passano, senza che la comunità Montana faccia nulla. Intanto da Roma arriva un bozza di piano di Fattibilità che una delle società interessata al progetto aveva già preparato, e che dimostrava un fatto clamoroso: il ricavato della vendita del granito avrebbe coperto, quasi interamente, i costi dell'opera. Eravamo, quindi, di fronte ad una opportunità incredibile, ma Febbo e compagni non si muovono. Ma non si muovono neanche i politici di opposizione che erano tenuti costantemente informati. Per ragioni diverse se ne fregavano tutti.
– A Roma non ci vogliono credere e chiedono un incontro. Un' auto inviata sul porto di Piombino e prende il rappresentante di Elba 2000 e l'assessore ai servizi idrici Pietro Galletti. Nell'incontro viene stabilito che per accelerare i tempi l'Ufficio Tecnico di Roma avrebbe fornito gli atti formali in modo che la Comunità Montana avrebbe dovuto solo approvarli. Si trattava di due delibere. La prima, d'indirizzo,che la Comunità Montana approvò subito; e la seconda che era il bando pubblico per lo Studio di Fattibilità e l'impegno di spesa, che non fu approvata, si disse, perché non vi erano soldi. E l'iter si bloccò. Nello stesso periodo, però, la Giunta di centrodestra impegnò una somma maggiore per organizzare la gita a Montecarlo. Il gota della classe politica elbana che si mischia ai Vip del Café de Paris, Poi arrivarono i carabinieri. Il disastro è noto a tutti.
I fatti gravi di questi giorni dovrebbe spingere i nostri politici a presentare il progetto Meneghin , che tengono nel cassetto, ai dirigenti dell'ATO. Almeno per 3 ragioni: a) lo sviluppo turistico previsto nei piani urbanistici della costa piombinese ci avverte che non possiamo contare a lungo su l' acqua del Val di Cornia.; b) la condotta sottomarina potrebbe saltare da un momento all'altro( vedi perizia ing Marchetti) ; b) l'acqua inviata nelle case e nelle strutture turistiche non è potabile. (Secondo la legge i clienti dovrebbero essere addirittura avvertiti con cartello). Insomma stiamo camminando sul bordo di un baratro. Ma pochi se ne rendono conto
Adesso una domanda: perché i politici locali, che conoscono il progetto, non si sono mai impegnati a fondo per realizzarlo, magari anche parzialmente, come dice Meneghin? La risposta più ovvia che chi dirige quest’isola, nella quasi totalità non è all’altezza del compito. Ma vi sono anche altre ragioni.
La Regione, la Provincia, le segreterie dei partiti continentali di ogni colore, vogliono ridurre i flussi turistici verso l’Isola e bloccarne un ulteriore sviluppo turistico. Per fare questo hanno inserito nei piani di programmazione urbanistica dei singoli comuni una norma secondo la quale lo sviluppo abitativo è legato alla risorsa idrica, concepita come una risorsa immodificabile: se l’acqua non è sufficiente, non è possibile programmare nuove volumetrie e ogni un ulteriore sviluppo turistico è bloccato. E questo piace sia ai detentori di interessi nello sviluppo turistico della costa ch e ai fannulloni del Parassitario Avanzato presenti in tutti gli schieramenti politici.
Grazie a questo impasto di disonestà e irresponsabilità, la carenza idrica è stata subdolamente trasformata da problema da risolvere a strumento di contenimento turistico finalizzato a favorire la concorrente Val di Cornia alla protezione ambientale.
Avevamo ragione quando scrivevamo
“Difficilmente, verranno presi in considerazioni progetti come quello del grande serbatoio sotto il Monte Capanne, perché oltre a darci molta acqua e di ottima qualità toglierebbero un importante sbarramento alle “orde” del turismo di massa che, nella visione del parassitario avanzato ( oggi li chiamano fannulloni) e dell’integralismo ambientalista, finirebbero col distruggere l’Elba.”
[COLOR=darkblue] Elba 2000 [/COLOR]
Poi, insomma, vedo che gira tanto, ed è molto positivo. Speriamo che giri come quest'anno, se non di più, anche le prossime estati!
All’estrema periferia di Kinshasa, nel Congo, dopo 4 anni di problemi tecnici e sfizi vari, finalmente ha riaperto il cinema estivo.
E’ vero, l’ingresso lascia a desiderare, costituito com’è da una vecchia incannucciata mezza strappata e la cassa è un vecchio tavolo di plastica.
Ma che importa, agli indigeni va bene anche così. Intanto si riapre.
E’ vero che le poltroncine sono tutte rugginose e qualche Potente che le aveva comprate ora ci ha fatto appiccicare qua e là del nastro da carrozziere nelle parti più pericolose, tanto da farle sembrare quasi umane: medicate dopo un attentato.
Ma che importa, per quegli indigeni va bene. E ringraziano i potenti che hanno concesso tanto.
Ora però siamo confusi e impacciati: la notizia non viene dall’estrema periferia di Kinshasa (Congo), viene da Portoferraio e il cinema è quello della Linguella e la programmazione partita dopo ferragosto è sporadica e di dubbia qualità.
Questo è quello che dovremmo offrire ai nostri ospiti venuti dalle grandi città e avvezzi ad altri ambienti? Questo è quello che noi indigeni ci meritiamo ? Incannucciate marce e sedie arrugginite?
Dimostriamoci però riconoscenti ai potenti, perché, se qualcuno si lamenta, si arrabbiano e ci fanno come al Forte Falcone, lo chiudono e non si potrà vedere più.
Nel dare la notizia ci siamo sbagliati perché l’allestimento è proprio da Terzo Mondo.
Con tutto il rispetto per la gente del Congo.
Siamo i soliti Barocci.!
[COLOR=darkblue]Riccardo Nurra [/COLOR]