EURO 1364000 PER LA DISTRETTUALIZZAZIONE DEGLI ACQUEDOTTI ELBANI: [/COLOR] [/SIZE]
[COLOR=darkred] E' questo il modo per risolvere la crisi idrica? [/COLOR]
Quello esposto è l'importo di spesa che ASA ha destinato ad una operazione chiamata DISTRETTUALIZZAZIONE degli acquedotti elbani.
Personalmente sono solito considerare le operazioni di distrettualizzazione come “ il privare le reti di distribuzione di una delle loro prerogative migliori al solo scopo di tener sotto controllo le perdite”. In altri termini la importantissima facoltà propria di una rete ben interconnessa di godere di un funzionamento idraulico ottimale viene gravemente compromessa dalla suddivisione in tante piccole sottoreti, chiamate appunto distretti, scollegate una dall’ altra allo scopo di poterle tenere perfettamente sotto controllo. Si tratta di una tecnica che si va diffondendo a macchia d'olio soprattutto tra i teorici più accreditati ma che non riscuote affatto le simpatie del sottoscritto essendo possibile raggiungere gli stessi risultati con metodologie totalmente diverse che però non penalizzano minimamente la rete.
Se la distrettualizzazione è ipotizzabile, sia pur con riserva, nelle grandi reti acquedottistiche allorché, come risulta dai programmi ASA, si pensa addirittura di adottarla all'Isola d'Elba quando cioè si pensa di suddividere in più parti delle reti acquedottistiche che sono di per sé già troppo piccole tanto da abbisognare non già di parzializzazioni, bensì di nuove interconnessioni atte a migliorarne la sicurezza ed il funzionamento, allora risulta chiaramente che si stia andando fuori rotta così come fuori rotta si è sempre andati con gli acquedotti elbani: le prove sono sotto gli occhi di tutti in questi giorni di canicola.
All'Elba si devono lasciar da parte le dotte elucubrazioni utili soprattutto ai catedrattici per avanzare nella carriera universitaria e dopo una essenziale regolazione della pressione studiata per un ambiente del tutto particolare come è l'Elba e che nulla ha a che fare con la distrettualizzazione, bisogna trovare tutta l'acqua necessaria per coprire le elevate ma brevissime punte estive di consumo e per coprire quelle perdite occulte che non conviene eliminare fino all’esasperazione per la spesa che ciò comporterebbe. Lo si può e si deve fare in un solo modo che però ASA invece evita accuratamente: creare enormi accumuli di quel copioso ben di Dio che sono le piogge autunno-invernali. Gran parte delle altre modalità sono soltanto fumo.
Tutti ricordiamo quello che è successo pochi mesi fa con l'Elba letteralmente e pericolosamente invasa dalle acque di pioggia e trovarci ora senz'acqua è semplicemente paradossale.
Ebbene, ASA ha un programma di opere da eseguirsi nel 2010 dal costo complessivo di quasi sette milioni di euro.
Utilizzando diversamente tale cifra si potrebbe con circa quattro milioni costruire il primo km di serbatoio-galleria e così immagazzinare al fresco e al riparo dall'insolazione ben centomila mc di acqua delle piogge autunnali, ottenendo risultati mille volte migliori di quelli che daranno i citati sette milioni che si prevede invece di impiegare nel seguente modo:
– nella costruzione di pozzi che mancano di sufficiente alimentazione estiva della falda e quindi daranno buoni risultati solo fuori stagione,
– nella captazione di acque superficiali che d’estate non esistono proprio,
– nel costruire depositi inadatti a costituire, sia pur attraverso gli anni e con interventi successivi, una capacità finale di due milioni di metricubi considerata necessaria per l’accumulo di cui si è detto.
Costruita la prima parte di serbatoio per ben 100000 mc resterebbero disponibili ancora tre milioni di euro per le opere complementari. In conclusione un diverso impiego delle somme disponibili potrebbe veramente risolvere il problema idrico immediato, mettere le premesse per la futura indipendenza idrica dell’Elba dal continente rendendola completamente autonoma ed infine ottenere subito la riprova dei notevoli risultati che derivano all'Isola dalla costruzione di un maxiserbatoio sotterraneo.
Il progetto di massima dell'opera è visibile nel sito [URL]http://altratecnica.it[/URL] oppure direttamente su
[URL]http://www.altratecnica.it/indicemiscellaneanuova/indiceacquedotti/elba_giugno2005.html[/URL]
Marcello Meneghin
