Non voglio discutere sulla sostanza della diatriba nata per una questione inerente le attività scolastiche dei nostri istituti. Non conoscendo tutti i termini del problema, non essendo un esperto di scuola, mi astengo volentieri a dare un giudizio su quello che è più o meno giusto. C'è un direttore scolastico, c'è un consiglio di istituto che sono deputati a prendere queste decisioni. D'altra parte, non vedo perché un genitore non possa dire la sua o chiedere una cosa che meglio si addice alla disponibilità di tempo o disponibiltà economica della sua famiglia: è un suo diritto. Ma la cosa che mi ha meravigliato e mi ha stimolato a scrivere questa mattina, è un'affermazione che un genitore della Valdana ha fatto su questo blog:
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P.S . E' basta con tutti queste polemiche…….. La guerra è finita. E qualcuno l'ha persa. Per favore avvertite chi non lo ha ancora capito.""""
Dizioni con toni di questo genere se ne leggono e se ne sentono spesso, e per questo, sembra giusto un piccolo chiarimento per restare il più possibile nelle regole del vivere civile.
Cara signora o signore, in democrazia, è un diritto costituzionale chiedere, senza pretendere, esprimere le proprie opinioni, senza offendere alcuno, esprimere le proprie idee politiche qualunque esse siano. Che queste richieste o queste critiche provengano da una maggioranza politica che ha vinto, o da una minoranza che ha perso, poco importa. E' un diritto e tutti ne possono usufruire. Spesso noto, in questo blog, degli interventi dove si cerca costantemente di "bloccare" qualsiasi forma di critica con una semplice e pacata battuta, almeno all'apparenza, ma che la dice lunga sul carattere e l'educazione ( politica) del soggetto che scrive. Intolleranza ed arroganza, traspare senza ombra di dubbio, tutte le volte che qualcuno risponde ad un altro adducendo ipotetiche vittorie elettorali, anche plebiscitarie, che secondo lui, o lei, dovrebbero supportare meglio la sua tesi di contrasto.
Insomma, spesso viene percepito un concetto, che agli occhi di tutti quelli che non sono schierati politicamente e che si collocano in un'area moderata e democratica, che non sta né in cielo né in terra ma che esprime con forza una filosofia arrogante e certamente poco democratica:"….noi abbiamo vinto le elezioni, voi non siete un ca@@o".
Per avvalorare questa mia tesi, vorrei farmi supportare, non da una momentanea e sterile ipotetica vittoria elettorale ma, da alcuni concetti espressi, in un suo scritto, da un famoso e conosciuto personaggio che ha fatto la storia della democrazia in Italia e che qui riporto:
"""[…] abbiamo pensato che la democrazia fosse un regime naturale, al quale tutti, purché non coartati da qualche dittatore, si sarebbero orientati spontaneamente. Per la democrazia, che è il regime di tutti, occorre una “virtù” particolare, fatta di serietà e sobrietà negli stili di vita, di stima reciproca, di spirito d’uguaglianza, di rifiuto del privilegio e rispetto del diritto, di cura per le cose pubbliche che, essendo di tutti, non possono essere preda di nessuno in particolare. Potrei continuare e sarebbe un elenco che ci farebbe venire i brividi. L’atteggiamento etico che è stato diffuso dappertutto e con tutti i mezzi, in questi decenni, è l’esatto contrario di tutto ciò. E ci stupiamo se avvertiamo la democrazia scricchiolare? (…)
"""
"Norberto Bobbio: Principi della Democrazia, 1958"