Caro Sig. Muti,
La ringrazio della Sua risposta e soprattutto del Suo coraggio nell'affrontare un tema che reputo importantissimo per la nostra isola, sebbene continui un silenzio politico collettivo a mio parere colpevole, interrotto solo da poche voci, anche se tra loro non sempre assonanti.
La Sua risposta, molto civile e tutt'altro che raffazzonata, non mi trova comunque d'accordo. Lei dovrebbe essere a conoscenza che prima di presentare un' interrogazione parlamentare di un membro della Commissione Antimafia, la stessa deve attraversare l'attento esame ed analisi della veridicità delle affermazioni di una apposita Commissione dopodichè, qualora ne sussistano i presupposti, l'interrogazione può essere presentata in Parlamento. La Commissione di preanalisi che esamina gli atti è stata predisposta proprio per limitare la possibilità di eventuali uscite fuori luogo dei componenti della commissione antimafia, in quanto ogni loro pubblico intervento avrebbe un impatto con l'opinione pubblica devastante dovuto al ruolo ricoperto. L'On. Napoli ha certamente seguito questo iter e, con molta probabilità, le sue interrogazioni erano seguite da consistenti elementi di supporto. L'attenzione poi, posta dalla Magistratura ne è prova incontrovertibile.
Questo dimostra come non sia affatto facile, se non a mio parere impossibile, chiamare in causa una Istituzione che riveste un ruolo così delicato come la Commissione Antimafia, per una semplice battaglia politica locale.
Sono altresì d'accordo con Lei che la pena per un pessimo amministratore (ma che non commette reati) non può esser la galera. Ma è anche vero che spesso i reati gli amministratori li commettono. Quando questi sono particolarmente gravi, purtroppo, sono previste anche pene restrittive della libertà personale. E questo non dipende certo da noi, anche se, quando un amministratore va in galera, la sconfitta è di tutti i cittadini.
Grazie per la sua attenzione. Spero vivamente che chi ci ha letto non pensi che Lei rappresenti il paladino dei garantisti ed io dei giustizialisti.
In questo caso non ci saremmo fatti capire come avremmo
voluto.
Gianluigi Palombi