Caro Bruno, sai che il tuo interlocutore , quando dice che il significato di un’affermazione non è influenzato da chi la pronuncia , non mi convince. Certo: due per due fa sempre quattro, chiunque lo dica. Cosi, come non cambia la definizione di Sciopero o Serrata.
Però , secondo me, questa regola funziona solo quando si enunciano regole o formule scientifiche o anche semplici fatti concreti, dove quello che conta è il lignificato strettamente letterale. Per es. “ la terra è tonda e gira su se stessa” ; oppure “ la mela è sul tavolo”. O anche quando si tratta di affermazioni di principio che tutti condividiamo. In questo caso il valore del messaggio non può esser subordinato, alla credibilità, al valore morale o alla coerenza al lo stesso principio esposto dalla parte di chi parla
Ma in tutti gli altri casi in cui si confrontano opinioni – e qui il campo è sconfinato , dalla politica all’amore – il significato di una affermazione.. o meglio ancora il significato che viene percepito da chi legge o ascolta, è invece influenzato da molti elementi : dall’idea che si ha della persona che parla, dal contesto , dal tono ( che ne so : provocatorio , ironico, surreale, dadaista ) eccc
Si dice che non sapendo chi parla si dovrebbe avere il vantaggio di analizzare senza essere condizionati da pregiudizi. Può anche darsi che ,in alcuni casi,funzioni così. Ma solo se noi ci limitiamo al significato letterale, o al valore dell’affermazione se. Ma se , invece, vogliamo capire il messaggio che chi parla o scrive intende trasmettere, allora aiuta molto conoscerne l’autore.
Un esempio : Mario Tozzi parlò, qualche tempo fa, della necessità di arrostire certi prelati. Cosa dobbiamo pensare? Che lo voglia fare davvero? Ebbene, sapendo che non è un ufficiale nazista del 43, ma il presidente di un Parco Nazionale nel 2010 possiamo stare tranquilli. Si tratta di una provocazione che ci poteva risparmiare . Altro esempio : “la verginità è un valore” . Ognuno la può pensare come vuole , ma siamo sicuri che se è detta da un prostituta o da una suora di clausura abbia lo stesso significato? Diverso sarebbe se suora e prostituta enunciassero la formula della caduta dei gravi. E qui avrebbe ragione Serrantoni
Conoscere con chi si parla invece serve molto. Sarebbe stato utile anche a Franco Serrantoni il quale se avesse saputo chi veramente sei , no avrebbe scritto un riga. ( avrebbe dato per scontato , tanto per cominciare , che conoscevi la differenza fra sciopero e serrata) avrebbe saputo anche delle battaglie che , con grande coraggio e disinteresse, hai combattuto da solo, per quest’isola, andando incontro a rischi e sacrifici. E’ tutto per far capire ai nostri politici, e agli elbani , i pericoli che la nostra industria turistica stava correndo. Quindi non avrebbe scritto un rigo dato giudizi ecc e ci avrebbe risparmiato anche questo frase :
“L'uomo fa veramente un gran passo in avanti quando riesce a sostituire lo scontro dialettico a quello fisico e a non farsi lusingare dalla nostalgia per il cambiamento.”
Caro Bruno te . . che vuoi lo scontro fisico! ( forse voleva dire personale . . . Va beh! ) e poi la” nostalgia per il cambiamento” . Ma si può avere nostalgia per il cambiamento? Il cambiamento può iniziare nel presente ma si realizza nel futuro . Quindi è legato alla speranza , non alla nostalgia. La nostalgia che ci lega sentimentalmente al passato è un freno cambiamento perché è contro il futuro.
Un saluto cordiale a Franco Serrantoni
E un abbraccio affettuoso a te ,Bruno
Giovanni Muti ( Il Monello) [URL]www.elbanotizie.it[/URL]
