COMMIATO A:
idrico
Messaggio 15742 del 30.06.2010, 15:16
Provenienza: elba
Ho intrattenuto, sul tema del rifornimento idrico elbano, alcune interessanti conversazioni con un non meglio precisato “Idrico” che avevo pregato di proseguire con i suoi interventi, pur sempre utili per chiarire aspetti i più vari. Mi par di capire che l’interlocutore in parola abbia deciso di sospendere ogni sua azione che per la verità è arrivata al punto di paragonare le mie proposte con quelle faraoniche del famoso personaggio Topolino oppure nel consigliami di rivolgermi al Consorzio Allevatori Asinelli per trasportare l’acqua all’Elba. Ritengo ora di fare io la chiusura definitiva del rapporto con alcune osservazioni , continuando ad avere come mira ultima di far cambiare il parere non solo allo sconosciuto interlocutore ma anche ad eventuali elbani che la pensassero come lui.
Uno delle domande postemi ed alla quale non avevo risposto era in questi termini: ma chi e da dove perverrebbero i fondi necessari per fare le opere ?(nel caso specifico il grande serbatoio-galleria da farsi attraverso gli anni un piccolo tratto per volta).
La mia risposta è una sola: in Italia, in campo generale, sussistono delle opere che DEVONO ESSERE ASSOLUTAMENTE FATTE nel mentre ci sono grandi sperperi di denaro pubblico per opere inutili o dannose e per gestioni altamente deficitarie che DEVONO ESSERE EVITATI: le due cose si compensano almeno in parte . Un’altro modo per risolvere il problema economico, sempre parlando in senso generico, è quello di evitare grossi rischi come possono ad esempio essere quelli di una epidemia di tifo che avrebbe, pur non essendo il lato peggiore, anche pesanti riflessi economici. Avrei molti esempi chiarificatori ma, per brevità, ne indicherò soltanto due.
Negli acquedotti in cui prestava la sua opera il sottoscritto, mai e poi mai si toglieva pressione alle condotte di rete acquedottistica per il motivo semplicissimo e facile da capire che è questo il solo modo per essere assolutamente sicuri che dall’esterno non entrino in condotta materiali inquinanti e pericolosi , sempre presenti nel sottosuolo attraversato dalla rete acquedottistica . Le eventuali fessurazioni presenti nei tubi sono percorse da acqua che con la sua fuoriuscita violenta e ad alta velocità impedisce ogni infiltrazione. Se invece, per un qualsiasi motivo, si toglie pressione è possibile si verifichi il fenomeno contrario e cioè che le sostanze esterne al tubo vengano aspirate all’interno, soprattutto quando, come accade anche all’Elba, siamo in presenza di tubi colabrodo e di dislivelli notevoli del suolo. Di conseguenza, sempre, anche quando si eseguono lavori di riparazione e quindi si toglie pressione, prima di rimettere in servizio normale la condotta a riparazione ultimata bisogna disinfettarla e lavarla. Su queste regole fondamentali non si può assolutamente transigere. Ebbene a me risulta che all’Isola d’Elba per il passato si sia più e più volte chiuso e riaperto condotte stradali per effettuare una alimentazione turnarie alternativamente ora per ora e via per via. Ci rendiamo conto quali sono stati i rischi?
Secondo esempio. Le città di Mestre e di Padova sono servite da acquedotti inappuntabili, ciascuno munito di più fonti diversificate e con tutte le apparecchiatura di riserva atte a sostituire immediatamente quella eventualmente guasta. Si tratta di due servizi ottimi sotto ogni punto di vista. Ebbene, nonostante tanta magnificenza di impianti idropotabili, è ora in corso di ultimazione una tubazione di grosso diametro con annesse le corrispondenti apparecchiature di manovra e pompaggio, la quale ha lo scopo di interconnettere idraulicamente Padova con Mestre al fine di poter effettuare, in casi estremi, grandi interscambi di portata tra le due città e quindi dare una ulteriore garanzia di sicurezza idrica. Il paragone di questa situazione con quella dell’Elba fa venire i brividi se non altro per pericolosità dell’unica condotta che la collega alla sua fonte principale e cioè alla Val di Cornia.
Io credo che i due esempi siano sufficienti per convincere come sia assolutamente necessario un intervento di base, che provochi una vera rivoluzione, lo ripeto una vera rivoluzione, nel sistema di rifornimento idrico dell’Elba e non si possa aspettare che accada una catastrofe per trovare subito dopo i fondi necessari.
Con questo saluto il mio incognito interlocutore ringraziandolo per avermi dato occasione di presentare le mie note.