Caro Dott. Del Sette,
ho letto con interesse il suo scritto.
Il suo attacco alla regione Toscana e alla politica regionale verso la nostra isola è del tutto condivisibile.
La sua ricetta lo è un po' meno perché è tipica di quei caratteri di antipolitica e di girontondismo tipici di una pseudopolitica moderna che poco ha a che fare con il concetto di democrazia diretta.
Alla cattiva politica si dovrebbe rispondere con la buona politica.
Ma all'Elba non solo non esiste la buona politica, ma non esiste proprio la politica.
In questi anni non ho mai perso l'occasione di affermare come l'assenza di una vera attività politica e quindi di uno sviluppo di idee, di proposte, di contraddittori all'interno della comunità isolana, abbia facilitato l'egemonia culturale e politica dei Livorno e di Firenze, emarginando poi di fatto gli isolani a ruolo di vassalli.
Non siamo stati in grado di mandare praticamente alcun rappresentante alla Regione per piccole beghe da cortile, cosa vuole che contiamo, ora?
La stessa uscita del Rossi sull'abolizione dell'APT (fatto gravissimo per chi vive di turismo come la nostra isola) non ha prodotto alcuna presa di posizione forte, se si esclude la isolata, seppur autorevole, voce del Sindaco di Campo.
Sono anni che auspico la nascita di un modo nuovo di fare politica (che poi altro non è che il ritorno tra la gente, con sezioni, riunioni, incontri..), ma sono assolutamente inascoltato (si figuri, non sono nemmeno riuscito a farmi eleggere come consigliere comunale, essendo molto spesso gli eletti coloro che hanno maggior capacità di promesse -spesso vane – e che hanno famiglie molto numerose …).
Se siamo ai margini dell'Impero e non contiamo un beneamato, amico mio, la colpa è solo nostra…
Tutto il resto è noia, come cantava il Poeta…
[COLOR=darkblue]Gianluigi Palombi [/COLOR]