Noto con stupore, che i problemi di cui pare sia afflitta, non sono solo mia esclusiva prerogativa.
Constato che nascono automaticamente, quando la Kultura prova a confrontarsi con culture diverse.
Concordo sulla presenza, negli anni di piombo, del terrorismo rosso e nero.
Un mio problema è quello che nasce quando viene concessa ad ex terroristi rossi (non necessariamente ex o pentiti) la possibilità di provare a giustificare azioni criminali sottoforma di lezione presso gli atenei. Mi spaventa che simile libertà venga concessa in futuro a titolo di par condicio anche a terroristi neri (pentiti o no).
Un suo problema è omettere o dimenticare alcuni aspetti dei fatti. Ha dimenticato che negli anni di piombo, le manifestazioni pacifiche (come quella in cui è morta G. Masi) vedevano la sistematica e numerosa presenza di elementi provvisti di P 38, spranghe e catene di ferro, giovani bombaroli armati di bottiglie molotov; alcuni bombaroli rossi e neri sono ancora presenti in Parlamento.
Un mio problema. Mi sfugge il ricordo di terroristi di area democristiana.
Senza dimenticare, trovo riduttivo, a volte noioso ed inutile, parlare di problemi, senza vedere possibilità di risolverli. Di fronte a tale annosa realtà appaiono una volta di più, utopistiche, almeno per alcuni, le auspicate convergenze parallele di Moro.
Un suo problema. La contraddizione. Vista la pochezza che con ironia attribuisce ai miei post, perché si ostina a chiedere quello che a suo dire non sono in grado di dare per mancanza di argomenti?
Provi a trovare conforto e risposte dai suoi pari.
Problema buone letture: mi permetto, scusi la sfrontatezza, segnalarle l’ultimo libro di Cossiga, nonché le relative recensioni, comprese quelle di Barbara Palombelli e l’Espresso. Lettura, che a mio parere, potrebbe aiutarla senza il mio aiuto a comprendere perché Cossiga. Cugino di Enrico Berlinguer, è stato l’unico Presidente della Repubblica, eletto all’unanimità ed al primo scrutinio. Le diverranno chiari i motivi e l’attivismo politico del Presidente, per permettere a D’Alema di ricoprire la carica di Presidente del Consiglio. D’Alema accettò, forse non era a conoscenza della Gladio e della CIA o l’aveva dimenticato, i ricordi a volte sfuggono. Sicuramente però il Massimo nazionale era conoscenza dell’esistenza delle armi nascoste dai GAP ed altri negli anni del dopoguerra, rimaste dormienti, in fiduciosa attesa della rivoluzione proletaria.
Sono certa, le sia noto, data la sua Kultura, che Cossiga è stato fermo sostenitore della linea Rosminiana (altra cultura – espressa da un sacerdote Don Rosmini) a cui è stato coerentemente fedele fino in fondo.
Il titolo del libro: “FOTTI IL POTERE”.
P.S.
A volte mi capita di discutere piacevolmente al bar con quattro amici di estrazione ed idee diverse, trovo tali conversazioni più stimolanti e vere di quelle che in genere si fanno nei cosiddetti salotti buoni.