FACCIAMOCI SENTIRE GENITORI! :bad:
ciao
Ivano
Chi non può partecipare alla manifestazione potrebbe inviare una email di solidarietà che girerò ai ragazzi.
[COLOR=darkblue]Saluti. Jachen Gaudenz [/COLOR]
Si, l’informazione dovrebbe essere propedeutica per tutte le azioni; tu sai che con me sfondi una porta aperta. Un mio omonimo qualche anno fa enunciava “….. Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e canoscenza…”; la canoscenza è l’informazione, virtute sarebbe a mio parere il massimo a cui dovrebbe aspirare una persona.
Bene, avrai notato che nelle ultime settimane ho sacrificato buona parte del mio tempo libero per trovare della documentazione sulla crisi del turismo all’Elba; ho inondato il Blog (me ne scuso se ho esagerato) di tabelle, grafici, analisi, proposte nella speranza di attivare un Forum sull’argomento, una specie di circuito virtuoso. Ebbene, silenzio assoluto; o meglio un post c’è stato .. per dirmi di non scocciare, perché gli elbani avevano idee chiarissime sull’argomento, suffragando il tutto con una dichiarazione in evidente contrasto con i numeri da me postati.
Sono di origine elbana e penso di essere in condizione di giudicare oggettivamente gli elbani: sono presuntuosi, rifiutano tutto quello che viene “da fori” e soprattutto sono “anti”: anti provincia, anti regione, anti Parco, oltre ai classici anti-comunisti ed anti-fascisti.
In questi mesi sono apparsi nel Blog i contributi di alcuni personaggi che a mio parere possiedono una conoscenza profonda della realtà elbana, ma purtroppo hanno proposte di soluzione in forte conflitto tra loro: personaggi come Pasqualino, Il Monello, Ivano, Romana, Ori, Scepale, Dreamer, Yuri, Orione ed altri ancora. Pensa che formidabile Think-Tank potrebbero rappresentare se operassero su un terreno condiviso.
Provo ora a fare una proposta, come si suole dire, bipartisan: lavorare mettendo al primo posto i nostri giovani che poi alla fine vuol dire lavorare per il futuro della nostra isola. Bisogna inventarci qualcosa perché restino o tornino, cioè creare occupazione giovanile, favorirne l’imprenditoria in genere ma sopratutto quella femminile, garantire i ricambi generazionali. Per far questo ci vuole un Think-Tank che sappia sfruttare i canali finanziari e le leggi collaterali.
Come vedi ho escluso i politici. A loro piacciono le frasi ad effetto (Comune Unico, la provincia dell’Elba, la Nazione ecc.); ora è di moda “Elba zona franca”. Mi va bene tutto, se indirizzato ad aiutare i nostri ragazzi; però, prendiamo ad esempio l’ipotesi “Elba zona franca”, vorrei evitare che arrivino dal continente le mosche tze-tze che sfruttino le opportunità fiscali per le loro speculazioni, si prendono il malloppo e se ne tornano in continente lasciando gli elbani con i problemi di sempre (sanità, trasporti, istruzione).
I politici servono, eccome, ma il gioco lo dobbiamo gestire noi al momento del voto e soprattutto non per partito preso.
Dante
[URL=http://www.italynews.it/notizie-regionali/toscana/2010/11/30/istituzione-di-una-zona-franca-nel-territorio-dellarcipelago-toscano-dimenticata-gorgona-sara-un-caso-noi-crediamo-di-no-20070.html]Istituzione di una zona franca nel territorio dell’Arcipelago toscano. Dimenticata Gorgona. Sarà un caso? Noi crediamo di no![/URL]
Saluti ai camminatori e ringrazio anticipatamente per qualsiasi risposta.
Alla prossima 😎
Natale alle porte ed è tempo di mercatini, gare podistiche, concerti e appuntamenti enogastronomici da non perdere. E’ un calendario fitto di eventi quello presentato dal Comune di Campo nell’Elba che si articolerà tra Marina di Campo e le frazioni di San Piero, Sant’Ilario e Seccheto e che avrà nell’Elba Chocolat Aleaticando e nel tradizionale concerto Gospel di fine mese i suoi due punti di forza.
Si inizia il 5 dicembre (dalle ore 16.30) con la seconda edizione della rassegna al cioccolato più famosa dell’Elba che coinvolgerà tutto il paese. Dopo il successo di pubblico dello scorso anno – quando parteciparono oltre 2.500 persone – l’organizzazione (insieme a Slow Food e all’Associazione Sommelier italiani) punta a fare ancora meglio e i numeri dell’evento vanno tutti in questa direzione: 26 stand tra pasticcerie e maestri cioccolatieri, presenti tutti i produttori vitivinicoli dell’isola per promuovere e festeggiare il marchio Docg recentemente assegnato all’Aleatico elbano.
Il 7 dicembre festa per i bambini in piazza Dante (ore 16.30) con l’arrivo di Babbo Natale. Verrà acceso l’albero di Natale di fronte alla sede del Comune e allestite giostre. Si prosegue il giorno dopo, l’8 dicembre (dalle 10), con il mercatino di Natale di Sant’Ilario: tra bancarelle di prodotti artigianali, stand gastronomici e concerti.
Nuovo appuntamento per sabato 11 dicembre. Spazio ai giovani gruppi locali che si esibiranno al Teatro Tenda di Seccheto dalle 21 in poi in un concerto di musica pop. Il giorno dopo, domenica 12 (dalle 10), sarà la volta della gara podistica “Corri in Centro, evento sportivo al quale seguirà dalle 15.30 il mercatino natalizio con musica live organizzato dal “Centro commerciale naturale Il Golfo”.
Con l’arrivo del Natale Campo si conferma centro musicale privilegiato. Domenica 26 dicembre (dalle 21) è in cartellone il Concerto di Santo Stefano della Schola Cantorum di Marina di Campo nella chiesa parrocchiale di San Gaetano; mentre è previsto il 28 dicembre l’altro evento-clou della rassegna natalizia: il tradizionale concerto Gospel che quest’anno si pregerà della partecipazione dell’Anthony Morgan Inspirational Choir of Harlem, un gruppo di voci nere sensazionali, che da New York hanno toccato i più importanti palchi internazionali e italiani, dall’Auditorium di Roma al Teatro Smeraldo di Milano.
SALVE
VORREI FAR NOTARE LA MALEDUCAZIONE CHE CE NELLA TABACCHERIA (di Porto Azzurro) LA SIGNORA DOVREBBE ESSERE + GENTILE CON I CLIENTI DATO CHE NOI COMPRIAMO E PAGHIAMO DA LEI…INOLTRE COME SI PERMETTE DI PARLARCI COSI'…NON CI CONOSCE MICA….LEI E PROPIO MALEDUCATA….LA COMMESSA NO!!!!!!!!!!!!!!!LA PROSSIMA VOLTA TRATTI BENE I CLIENTI CHE VENGONO DA VOI………
Circolano voci contrastanti sul rifornimento idrico dell'Isola d'Elba. Da una parte l'ASA, cioè l'ente che ne cura l'esercizio, forte della sua ottima preparazione comprovata dai buoni risultati ottenuti anche la scorsa estate durante la quale è meritoriamente riuscita a superare le difficoltà di consumo elevato, fornisce ampia assicurazione sui problemi creati dalle nuove disposizioni di legge riguardanti i limiti entro i quali deve essere contenuta la percentuale del boro presente nell'acqua distribuita agli utenti elbani. Dall'altra parte e cioè dall'utenza, si rileva una grande preoccupazione su possibili effetti negativi provocati alla salute pubblica dall'aver utilizzato per lunghi periodi acqua non perfetta, ci si chiede perché non si sia provveduto per tempo al rientro nei limiti corretti, un comune è arrivato addirittura al punto di auspicare l'autarchia della propria alimentazione idrica, si pensa di aver ingiustamente pagato un'acqua non conforme a quella prevista nel contratto di fornitura idrica. Il tutto può essere condensato in un grande sconcerto diffuso in tutta l'Isola.
Personalmente quello che riaffermo è la assoluta necessità che un servizio così importante non possa trovarsi continuamente a rischio e cioè sempre in procinto di precipitare nel baratro di confine sia esso costituito dalla eventuale cattiva qualità dell'acqua che viene fornita, dalla possibilità che abbia a rompersi la condotta sottomarina notoriamente afflitta da molti acciacchi, dalla tutt'altro che remota possibilità che durante estati particolarmente siccitose i pozzi dell'Isola ed anche della Val di Cornia abbiano a subire abbassamenti di falda così rilevanti da provocare carenza idrica ed inoltre intrusione di acque salmastre e quindi ulteriori peggioramenti della qualità dell'acqua potabile distribuita.
E' notorio come in acquedotti importanti, come sono senza dubbio quelli dell'Elba, siano ben diverse le normali condizioni di sicurezza del servizio sempre basate su alimentazioni multiple, su propri impianti di riserva o su collegamenti con altri acquedotti in grado di intervenire in caso di bisogno.
All'Elba, anche a causa delle sue caratteristiche del tutto particolari, assolutamente nulla di tutto ciò: è sufficiente un problema singolo per mettere in crisi l'intero rifornimento.
Se si capisce bene la questione ed i conseguenti gravi rischi sempre in agguato, ci si rende conto dell'enorme lavoro che occorre impostare quanto prima, della vera rivoluzione di base che bisogna prevedere subito per l'alimentazione idropotabile dell'Elba.
Marcello Meneghin