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113808 messaggi.

Florio Pacini


da
Florio Pacini


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
20:10

[SIZE=4][COLOR=purple]Il diavolo fa le pentole…… [/COLOR] [/SIZE]

Una cosa molto curiosa ci è balzata agli occhi, leggendo gli orari della Moby Lines per il 2011. Abbiamo notato che nell’orari nel foglio distribuito alle biglietterie di Piombino e Portoferraio, c’è scritto che Moby farà servizio per l’Elba fino al 31.12.2011, mentre nell’orario che si trova nell’opuscolo distribuito in milioni di copie in tutte le agenzie Italiane ed Europee, c’è scritto che il servizio si interrompe il 31.10. 2011. Ma perche?
Visto che alle nostre domande si preferisce sempre non rispondere, (forse non è possibile rispondere), proviamo a capire da soli il perche di questa stranezza.
È ovvio che una tale scelta commerciale da parte di Moby, azienda sempre molto attenta, deve avere delle motivazioni importanti.
Questa scelta è fatta propria ora che viene privatizzata Toremar e Moby rischia di trovarsi un vero concorrente agguerrito sul mercato dello stretto, che è tra i più remunerativi per la società armatrice delle balena blu.
Forse la risposta e proprio questa: alla Moby sono certi di vincere la gara per la proprietà di Toremar. Ma chi o che cosa dà questa certezza alla Moby? Chi lo sa è bravo.
Quando sono stati stampati gli orari Moby, c’erano ufficialmente 11 pretendenti all’acquisizione della Toremar e i pretendenti erano avvolti nel mistero: tutto era segreto, (almeno per noi).
Quindi correre il rischio di non far conoscere i propri orari di novembre e dicembre 2011 ai potenziali clienti Europei e Italiani, senza essere certi di vincere la gara, è quanto meno strano.
Pensando che tutto sia così, cioè che Moby sia certa di acquisire Toremar, ci sembra logico che Moby non faccia concorrenza a se stessa sulla linea Piombino Portoferraio.
Ma sulla Piombino Cavo non c’è concorrenza alcuna, e poi è una linea appena aperta: molto strano.
Ma forse si tratta di una linea “elettorale” nel senso che è stata aperta per avvantaggiare qualcuno alle elezioni del comune di Rio Marina qualcuno e poi, dopo aver ottenuto i voti dei cittadini del Cavo, la linea si chiude e tanti saluti a tutti. È vero, tutto ciò è molto fantasioso ma, come disse qualche anno fa un grosso personaggio politico italiano, “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina”, Certamente se fossi nei panni degli elettori del comune di Rio Marina e Cavo cercherei garanzie che la nave al Cavo rimanga anche per i prossimi 5 anni di mandato altrimenti……. A questa riflessione risponderanno sicuramente con smentite e rassicurazioni, ma, come dice spesso un altro politico dei nostri giorni, “ Le chiacchiere sono chiacchiere, qui carta canta”. A questo punto qualche domanda a cui non risponderà l’APP.
Egregio presidente Luciano Guerrieri, se Moby acquisisce Toremar, ci dice pubblicamente che fine fanno gli slot per l’Elba eventualmente lasciati dalla Moby Lines? Vanno sul mercato per il servizio esclusivamente sull’Elba? Oppure (come avviene già) li date a chi vi pare? Magari proprio alla Moby per fare la linea per Sardegna e Corsica? Grazie della non risposta.
Mentre i nostri amministratori riposano, oltre canale ci si organizza, si programma si cresce.
Come ha affermato l’assessore Francardi del comune di Piombino: “Per lo sviluppo portuale turistico, Piombino ha la fortuna di essere una terrazza sull’Arcipelago Toscano”.
Noi siamo sulla maggior isola dell’Arcipelago ma aiutiamo altri a sfruttare questa fortuna.

Florio Pacini
Italia dei Valori
Isola d’Elba

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elettore


da
elettore


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
19:21

Complimenti a Giovannino per il suo pezzo, meriterebbe uno spettacolo in teatro. Peccato che non sia una novella ma la verità.

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RIONE FORTEZZA


da
RIONE FORTEZZA


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
18:13

SI INFORMANO TUTTI I FORTEZZINI CHE LUNEDI' 4 APRILE ALLE ORE 21.30 PRESSO LA SALA CONSILIARE DEL COMUNE DI CAPOLIVERI SI TERRA' LA RIUNIONE PER LA NOMINA DEL NUOVO CAPO RIONE. SIETE TUTTI INVITATI!!!

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x l'autore messaggio 24958


da
x l'autore messaggio 24958


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
18:02

Il segretario Vi ha risposto, ma Voi avete scritto:
" ma intanto cominciate a vergognarvi. Parlate di federalismo ma osannate chi prende decisioni dall'alto, omissis ha mostrato una cialtroneria fuori dal comune "
ma a proposito di quello che abbiamo scritto noi sulla Toremar, le navi molto più capienti per Pianosa, nave da 250 auto e 1.000 passeggeri con il raddoppio delle corse, che ne pensate?
E del fatto che non si trovano più corse della Moby a novembre e dicembre prossimi, che ne pensate?

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X Volponi


da
X Volponi


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
17:45

Quindi il consigliere Gambetta Vienna viene pagato profumatamente per fare battute scherzose:eek: . Interessante, credevo che per questo ci fossero i comici.

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giovannino


da
giovannino


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
17:44

Una novella

Nei lontani anni ‘80 in quel del Montana, nacque, partorita da 9 genitori, una mucca, a cui, per un fà dispetto a nessuno, venne dato il nome di Comunità.
All’inizio a dì la verità era un po’ bruttina da vedè, defatti i genitori che un na cacaveno nemmeno, per accudilla si servirono di fedeli vecchi scudieri con l’incarico di falla cresce come meglio gli pareva.
Col passà degli anni s’accorsero però che Comunità cresceva e cresceva bene, pascolava di qua e pascolava di là, tutti la coccolavano, tutti gli daveno da mangià insomma era diventata un bellissimo cigno da brutto anatroccolo che era, t’aveva certe popò di puppe che ereno uno spettacolo, grosse, belle, piene di latte, coi capezzoli che sembraveno tappi di damigiana, insomma una meraviglia.
A questo punto quei genitori che in gioventù l’aveveno messa da parte si riavvicinarono piano piano, cominciarono a mette bocca e succhià da quei 9 capezzoli disponibili accorgendosi quale ambrosia da questi sgorgasse.
Tutti contenti e felici al capezzale di Comunità, per anni e anni (circa 30), tempo in cui le riservarono ogni tipo di riguardo, i migliori luminari accorrevano ad ogni minimo accenno di starnuto o di scoreggia di traverso, la portaveno a giro di qua e di là per falla vedè quanto era bella, dai Principati con tanto di bandiere, vallette e profumi alle lontane lande dell’emisfero australe con menestrelli che quotidianamente ne tessevano le lodi, si arrivò addirittura al punto che da 9 genitori che ereno diventarono 10 (pensa un pò che culo t'ha avuto sta mucca).
E tutti puppaveno sia quelli che si trovavano a babordo che quelli a tribordo, si daveno il cambio sul capezzolo co la paura che l’ambrosia cagliasse nella puppa, più ciucciaveno e più avrebbero voluto ciuccià, fino a arrivà alle cazzottate per portalla a giro insomma Comunità era diventata una mucca da esposizione.
Tutto bene, tutto tranquillo, ogni 2 o 3 anni si daveno il cambio, piano piano però i capezzoli cominciarono a insugherissi, da 9 diventarono 7 e poi 5, Comunità unnera più la stessa, le puppe cominciarono a sgonfiassi, l’ambrosia diventò acqua (forse coll’arsenico e altre troiaiate) e a quel punto trovarono anco la maniera di cambialli il nome chiamandola Unione (nome più sbagliato un lo poteveno trovà).
Unione era vecchia, le puppe una volta ritte e rigogliose erano in condizioni pietose, aveva tanto bisogno di cure, i luminari che prima le rivolgevano amorevoli cure ora gli voltano le spalle abbandonandola da sola in mezzo alla strada.
Leggerona dice uno, chiodaiola dice l’altro, stagnata vota echeggia da destra, bad cow (so na sega che vole dì) da oltre canale, insomma la povera Unione ex Comunità unna volle più nessuno tanto che, rimasta sola e abbandonata, viene macellata dagli stessi genitori alla fine di marzo 2011.
Finisce così la triste storia di questa povera mucca che ha empito per 30 anni il buzzo a chi, al momento in cui gli è stato chiesto qualche sacrificio, gli ha voltato le spalle.
sperando in un celere girone di ritorno.
salutoni Giovannino

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bruno paternò


da
bruno paternò


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
17:34

Alla fine degli anni 80, all’isola d’elba ed in tutta Italia, era più facile trovare un direttore d’albergo che un lavapiatti. Nel senso che nessuno voleva fare il lavapiatti ma tutti volevano fare i direttori pur essendo solo, a malapena, dei lavapiatti.

Poi aprimmo le frontiere ed il problema dei lavapiatti si risolse per sempre. Si cominciò a dire che gli immigrati ci salvavano dato che gli italiani, sazi e satolli, non volevano più fare i lavori umili così offendendo due volte chi, italiano, i lavori umili li faceva ancora.

Per farla corta abbiamo buttato via circa 500.000 mila posti di lavoro, quelli cosiddetti umili. Gli italiani senza arte ne parte ne voglia di lavorare preferivano il sussidio di disoccupazione, il posto al Comune, alle Poste, agli uffici pubblici dove si poteva anche non andare, tanto nessuno controllava. E poi c’era sempre il sindacato che ti difendeva, qualsiasi cosa tu avessi fatto, anzi, non fatto dato che al lavoro ci andavano solo i fessi e i debosciati che, nel Lavoro, trovavano la loro dignità.

Perché questo discorso ?
A centinaia, tutti i giorni, le richieste di Lavoro, tutte da italiani per qualsiasi occupazione.
Ed è veramente triste, oggi, constatare come il nostro Paese abbia depauperato l’unico capitale di cui dispone : il Lavoro.

bp

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bruno paternò


da
bruno paternò


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
17:23

Che sia un destino, amaro, che noi si debba sempre avere un 8 settembre ?
la posizione del Governo nel conflitto in Libia ( guerra civile FRA DI LORO ) ci ha visto entrare dalla porta ed uscire dalla finestra o viceversa.
ahhhh …. Badolgio, Badoglio, il tuo sangue scorre ancora nelle nostre ( loro ) vene …
il Re Sciaboletta ed il Presidente del Consiglio, sicuramente eguali, quanto a statura … quella fisica, non quella politica.
sorridiamo, se POTIAMO.

BP

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17 marzo capoliverese


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17 marzo capoliverese


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
16:52

Da Elbareport:
Resoconto manifestazioni 150 anni unità d'Italia Capoliveri

Ci scusino coloro che erano stati accusati di non aver festeggiato il 17 marzo. I festeggiamenti ci sono stati e come!!!
Bandiera piantata al centro della piazza e circondata con una corona d'alloro fatta di transenne, 2 manifestazioni in "continente" (speriamo non ci siano costate come la trasferta a Firenze del primo cittadino!!) e impeccabile la costante presenza del sindaco Barbetti….che ha inviato la fascia tricolore avvolta al presidente del consiglio comunale e la velina .
Ci scusino ancora ma sbadati come siamo non ce ne eravamo accorti, ma non disperate, da adesso al 2 giugno ce ne sarà di tempo per organizzare un evento in pompa magna e poi se non ce la faceste neanche per giugno c'è sempre il bicentenario del 2061

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N


da
N


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
16:46

Come era bello quando l'uomo della provvidenza leghista faceva i suoi famosi saluti padani da quel di Mola.
Li si intuiva subito tutta la sua forza e passione.
Le donne leghiste erano irrimediabilmente attratte da peppiniello il leghista sciupafemmine.
Ma si sa tutto finisce e Lui non si è fatto più sentire.
Io ci spero ancora. 🙁
N.

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Dead or alive


da
Dead or alive


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
16:38

Offresi una ricca ricompensa a chi verrà a prendersi quel mucchio di mattoni poroton , tegole marsigliesi ed altro materiale edile che si trova all'ingresso del paese di sant'andrea della zanca , su una collinetta proprio davanti al cartello turistico a colori rappresentante il golfetto di sant'andrea . Per informazioni e per incassare la taglia promessa chiedere di piero, però a lavoro eseguito a regola d'arte e solo dietro presentazione di certificato comprovante l'avvenuto smaltimento a norma.
F.P

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PER FEDERICO n.24956


da
PER FEDERICO n.24956


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
16:29

Caro Federico, se continuavi un pò più su ti accorgevi che dove c'era il cinema ci sono tutte le seggioline schiantate e mucchi di sudicio, e se continuavi ancora più su nella pineta, ti accorgevi che l'erba è quasi più alta delle panchine, in alcuni punti manca la ringhiera e rischi di volà di sotto, e per ultimo il ronzio infernale di quegli orrendi antennoni dei cellulari, che come dei falli d'acciaio stuprano le fortezze in nome del progresso.
I tralicci di TERNA so brutti ma se la scozzano co quei troiai che hanno messo su le fortezze, se lo sa il povero Cosimo si svoltola ne la tomba!!
Noi si che ce ne 'ntendemo di turismo.

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Americano


da
Americano


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
16:19

Risparmiateci almeno i pesci d'aprile

Vorrei chiedere al Volponi, visto che si sta parlando di persone disperate, di risparmiarci quantomeno i pesci d'aprile. Tutti abbiamo a cuore la questione Lampedusa e, ahinoi, non possiamo far altro che rimandare indietro quella gente quanto prima. Tutti siamo costretti a prendere atto del fallimento dell'unione europea. Tutti ci siamo vergognati, chi più e chi meno, nel sentire un ministro della Repubblica che come unica soluzione ha saputo darci un "Fora da i ball". Nessuno, anche solo per un attimo ha provato a mettersi nei panni di quella povera gente. E nessuno ha provato ad immaginare cosa sta succedendo a Lampedusa. Insomma, si faccia cosa si deve fare, non voglio certo fare dell'inutile buonismo, ma per favore almeno non ci scherziamo sopra.

Attendi…

LEGA NORD TOSCANA


da
LEGA NORD TOSCANA


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
15:59

[COLOR=green][SIZE=4]Migranti all’Isola di Pianosa? Buon pesce d’aprile a tutti!” [/SIZE] [/COLOR]

«La Lega Nord Toscana comunica che quella di ospitare i migranti provenienti dal Nord Africa nell’ex carcere di Pianosa è semplicemente una battuta scherzosa.
Il Governatore Enrico Rossi ha più volte affermato che la Toscana potrà ospitare i profughi (e gli immigrati irregolari) per non più di sei mesi. Entrati da poco in primavera e con la stagione estiva alle porte, giacché Rossi ha promesso una sorta di vacanza ai migranti che giungeranno in Toscana, è nata la battuta ironica delle vacanze a Pianosa.
D’altronde si avvicina il primo aprile e qualche pesce, in questo mare di polemiche, fa anche bene.
L’Isola di Pianosa non si tocca, mentre gli immigrati irregolari verranno rispediti al proprio Paese d’origine. E questo non è un pesce d’aprile!».

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FEDERICO


da
FEDERICO


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
15:40

[SIZE=4][COLOR=darkblue]CHI CALPESTA LA NOSTRA STORIA ? [/COLOR] [/SIZE]

di Federico Coletti

Sfruttando questi giorni primaverili ho deciso a fare una bella passeggiata per le fortezze portoferraiesi, mi sono addentrato in un ambiente tristemente in stato di abbandono e incuria. Tra erba alta, sporcizia, bidoni divelti, panchine rotte, bagni pubblici chiusi con porte di legno fatiscenti, luci di emergenza penzolanti… oltre a numerose situazioni pericolose come una grata sul parapetto divelta o una pedana di legno completamente distrutta.
Presto i turisti cominceranno ad arrivare, la situazione migliorerà? E' questo il TANTO decantato DECORO URBANO ?

Attendi…

PUBBLICITA' & PROGRESSO


da
PUBBLICITA' & PROGRESSO


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
14:50

[SIZE=4][COLOR=darkblue]WALKING FESTIVAL 2011 [/COLOR][/SIZE]

Il Parco dell’Arcipelago toscano si appresta a varare il festival del camminare, ma probabilmente rimarrà molto difficile per i camminatori quando giungeranno al punto panoramico del colle del Monumento sedersi per riprendere fiato o consumare un veloce pic nic. 🙁

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x Paterno'


da
x Paterno'


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
14:08

Gentile sig. Paterno'

Le allego questo commento del Corriere della Sera; povero Presidente della Repubblica…

Dante

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sull'Orlo del Precipizio

Malgrado l'esortazione di Giorgio Napolitano da New York, la politica italiana ha conosciuto ieri una delle giornate più convulse e sguaiate della storia repubblicana. Ma se si voleva dare plastica rappresentazione del male che secondo il capo dello Stato affligge il nostro sistema politico, a cominciare da un'atmosfera di guerriglia nutrita dalla sistematica e reciproca delegittimazione delle parti, ieri il copione è stato purtroppo recitato alla perfezione. Non un insulto è stato risparmiato nella caotica follia che ha investito e avvilito ieri il Parlamento e la piazza antistante. Non un urlo rauco, non un'invettiva, un gesto di disprezzo, un'espressione smodata, una manifestazione di odio: tutto concentrato in una manciata d'ore. E nessuno ne esce con un profilo di decoro e di innocenza. Nessuno.

Non la maggioranza di governo, che non ha esitato a svilire la riforma della giustizia, riducendola con un escamotage parlamentare a scudo per le vicende giudiziarie del premier. Non l'opposizione, tentata addirittura da velleità aventiniane, e che sembra succube di una frenesia da megafono: quella che trasferisce la discussione parlamentare, anche vivace e dura, nell'incandescenza del comizio. Non i ministri che scambiano con il presidente della Camera battute irripetibili. Non il clima da stadio che ha stravolto l'aula di Montecitorio. Non le scene di linciaggio simulato che riesumano le pagine peggiori della guerriglia delegittimante di cui ha parlato il presidente della Repubblica e che riportano ai riti di piazza in auge nella stagione di Mani Pulite: lo spettacolo sconsolante delle monetine, l'assedio al Parlamento, i politici «nemici» bollati indistintamente come «mafiosi».

Difficile distribuire colpe e responsabilità. Quando domina la rissa, non si riesce più a distinguere i colpi dati e quelli incassati. Ma colpisce la disponibilità alla rissa continua. La pretestuosità con cui si coglie ogni occasione per inscenare la solita liturgia della guerra civile «a bassa intensità», come è stata definita. Ancor più pretestuosa e colpevole quando a pochi chilometri dall'Italia la scena della guerra non è una liturgia, ma una terribile realtà. Non è che la guerra debba silenziare ogni conflitto, o che un'atmosfera di mistica unità nazionale debba anestetizzare il dissenso, o addomesticare la discussione parlamentare. Ma nemmeno può valere il contrario: la politica della provocazione quotidiana e permanente, il braccio di ferro continuo, una spirale di ritorsioni che si avvita senza fine. Lo spettacolo di ieri ha dato a questo scenario intossicato una teatralità di gesti che contribuisce ad alimentare un'atmosfera di ultimatum permanente. Quanto la rissa continua stia nelle corde popolari o non emani piuttosto dal clima chiuso e avvelenato dei palazzi della politica è difficile dire. Ma non è difficile capire che l'orlo del precipizio è vicino. Tra insulti e monetine, rischiamo addirittura di non accorgercene.

Pierluigi Battista
31 marzo 2011

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il salto di qualità dal tetto dell'Italia


da
il salto di qualità dal tetto dell'Italia


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
12:59

oramai il coordinatore ex-segretario Carlo Bensa ha raggiunto la sommità del tetto politico dell'Italia, chissà se andrà pure a pranzo con Silvio Berlusconi a Roma, un ritorno di fiamma della giovinezza in ricordo delle cene che ci raccontava all'aeroporto della Pila con lo stesso Silvio e con Marcello Dell'Utri negli anni 60.
Comunque sappiamo anche del salto di qualità dall'Udienza Privata con il Santo Padre all'Udienza Pubblica con il Pubblico Ministero in via Guerrazzi con ben diciassette testimoni tra cui pure parecchi avvocati .
Finiamo in musica:
non ti scordar di noi, noi ci ricordiam di te……………

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Per i leghisti elbani (?)


da
Per i leghisti elbani (?)


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
12:59

Voi attendete pure il segretario ma intanto cominciate a vergognarvi. Parlate di federalismo ma osannate chi prende decisioni dall'alto, il ministro leghista dell'Interno (non da solo) ha mostrato una cialtroneria fuori dal comune nella gestione di Lampedusa e ora da Firenze viene fuori questa affermazione incredibile di fare a Pianosa e all'Elba non si sa bene cosa. Forse una specie di lager mi sembra di capire, da realizzare d'estate in una delle zone turisticamente più importanti della Toscana. Nulla di tutto verrà realizzato ma chi ha votato codesto partito rifletta su come gli elbani sono considerati da questi personaggi.

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per alleanza per campo


da
per alleanza per campo


pubblicato il 31 Marzo 2011

alle
10:38

Nell'attesa che il segretario trovi la penna per rispondervi, non abbiamo trovato la notizia da Voi commentata sugli immigrati a Pianosa, abbiamo letto invece del raddoppio dei collegamenti con Pianosa e della nave che sarà molto più grande e porterà magari 1.000 passeggeri a Pianosa, e se fossero anche gli immigrati, avete chiesto lumi a Enrico Rossi?
saluti

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