Il Sindaco del Comune di Rio Marina, il cui porto rientra nella circoscrizione dell'APPE insieme ai porti di Piombino e Portoferraio, infatti, assume nel caso di specie il ruolo contemporaneo di controllore e controllato, basti pensare alla paradossale situazione che si crea allorchè si riunisce il Comitato Portuale, dove il Sindaco di Rio Marina siede da un lato come membro di diritto insieme agli altri sindaci o loro rappresentanti svolgendo le funzioni attribuite dall'art. 9 della L.84/94 e dall'altro lato sempre la stessa persona fisica svolge le rilevanti funzioni attibuite al Segretario Generale dall'art. 10 della legge stessa, tra le quali – solo per fare un esempio – quella di elaborare il piano regolatore portuale che poi – "saltellando" dall'altra parte del tavolo – la stessa persona fisica deve anche votare, oppure ancor più eclatante l'ipotesi in cui il Comitato Portuale, sempre esercitando le funzioni di cui all'art.9, è chiamato a votare la revoca del Segretario Generale che a sua volta, quale Sindaco del Comune di Rio Marina dovrebbe esprimere il suo voto a favore o contro se stesso.
Nè un'ipotetica astensione potrebbe risolvere la questio perchè il Sindaco del Comune di Rio Marina in tal caso avrebbe pieno diritto e dovere di partecipare alla deliberazione, astenendosi dal partecipare verrebbe meno ad un ruolo ben preciso ( di controllo, in questo caso ) che l'ordinamento gli attribuisce nell'interesse della collettività che rappresenta, nè il conflitto di interessi potrebbe essere arginato attraverso la nomina di un delegato poichè, come tale, egli non potrebbe essere altro che un mandatario con rappresentanza secondo i principi elementari dell'istituto della delega. Nè deve essere trascurato l'aspetto rappresentato dalla partecipazione del Comune di Rio Marina – quale socio unico – alla società che gestisce gli specchi d'acqua di Rio Marina e di Cavo, laddove lo stesso Sindaco del Comune-socio unico è anche il Segretario Generale dell'Appe e in tale veste svolge il compito di curare l'istruttoria degli atti di competenza del Comitato Portuale che a sua volta è chiamato ad approvare la relazione annuale sull'attività promozionale, organizzativa ed operativa del porto, sulla gestione dei servizi di interesse generale e sulla manutenzione delle parti comuni nell'ambito portuale, nonchè sull'amministrazione delle aree e dei beni del demanio marittimo ricadenti nella circoscrizione territoriale dell'Appe; si pensi, ancora, alla gestione delle procedure di affitto dei posti barca ai residenti e ai non residenti, affidata alla società uninominale, i cui canoni e tariffe, sebbene determinate dall'Amministrazione Comunale devono essere approvate e rese esecutive dall'APPE. Potremmo continuare ancora per ore ad illustrare le ragioni che ci hanno determinato a sollevare la questione di incompatibilità, ma nostro primario interesse è quello di far comprendere alla collettività che la finalità principale dell'azione è quella di ricostituire un equilibrio che è la fonte della legalità degli atti, alla quale nessuna società civile può permettersi di sottrarsi, nemmeno aggrappandosi ad un consenso popolare che certo non ha il potere magico di legalizzare l'illegittimità.
Questo lo scopo primario dei componenti della lista Forum Cittadino che stamattina hanno fatto recapitare al Sindaco attraverso l'Ufficiale Giudiziario il ricorso per la declaratoria di incompatibilità, la cui rilevanza è emersa – ovviamente – solo a seguito dell'elezione di Paola Mancuso, talchè non avrebbe avuto alcun senso sollevarla prima.
Certamente non possiamo pensare che la D.ssa Mancuso, allorchè si è candidata, abbia ignorato le criticità dei profili sopra illustrati e di tutti quelli ulteriori esistenti. L'udienza di discussione del ricorso è stata fissata al 4 ottobre prossimo per consentire gli adempimenti procedurali.
