da
crstiana
pubblicato il 5 Agosto 2011
alle
8:14
da
Beppe
pubblicato il 5 Agosto 2011
alle
8:04
GRRRRRRRR FACCIAMO FESTE ABBIAMO IL WIFI MA CI MANCA L'ACQUA.
SIAMO NEL 2011 E RESTANO I SOLITI PROBLEMI.
CIUMEI TIRA L'ORECCHI A QUALCUNO…..
da
Ambito Territoriale di Caccia
pubblicato il 5 Agosto 2011
alle
7:43
Non è costume di questo occupare spazi di organi di informazione per esternare proprie considerazioni o assumere posizioni in merito alla gestione della fauna e dell’ambiente: l’A.T.C. è un organo operativo e come tale ha da sempre cercato di affrontare e risolvere sul campo i problemi connessi alla caccia ed alla fauna selvatica di interesse venatorio.
Tuttavia, l’eccessiva presenza di cinghiali e mufloni nel territorio elbano, di cui negli ultimi tempi si è più volte occupata la cronaca locale, ci impone di compiere e di esternare una analisi dei fatti oggettiva e scevra da intenti polemici, proprio per il ruolo specifico che ci viene assegnato dalla legge in ordine alla gestione della fauna selvatica.
Anzitutto, riteniamo di dover puntualizzare alcuni dati della realtà faunistico-venatoria elbana, forse già noti a molti, ma dei quali non viene spesso tenuto conto quando si lamentano inefficienze e responsabilità o si cerca di dare soluzioni affrettate a problematiche non semplici, quali quelle del cinghiale e del muflone all’Elba.
Pochi numeri per chiarire meglio: il territorio agro-forestale dell’Isola ha una superficie di circa 21.000 ettari; di questi, poco meno di 13.000 (per la precisione 12.749) sono inclusi nel perimetro del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Considerato che la superficie occupata da bosco o che offre comunque condizioni favorevoli alla presenza del cinghiale (e del muflone) è complessivamente prossima ai 16.000 ettari e che il territorio del Parco Nazionale è pressoché interamente boscato, è facile capire a chi debba far carico la maggior parte dell’onere e della responsabilità in ordine alla gestione delle due specie di ungulati presenti all’Elba.
E’ nei fatti che il prelievo venatorio che i cacciatori iscritti all’ATC possono attuare su queste due specie riguarda una porzione residuale del territorio elbano, assai limitata, per di più generalmente poco idonea a permettere azioni appropriate di caccia al cinghiale (la classica braccata, che richiede spazi ampi ed ininterrotti). Nonostante ciò, i cacciatori garantiscono, durante il breve periodo della stagione venatoria (tre – quattro mesi di attività), un prelievo medio annuo di circa 10 -12 capi per Kmq., contro 6-8 capi per Kmq. raggiunti dall’Ente Parco nell’ambito dell’attività di controllo attuabile per l’intero anno solare.
Come detto, la quasi totalità del territorio vocato alle specie è racchiuso all’interno del PNAT: un’oasi assolutamente “sicura”, preclusa all’attività venatoria. Logica conseguenza di questo stato di cose è l’incremento delle popolazioni di cinghiale e di muflone, che da queste oasi di pace e tranquillità si spingono con sempre maggiore frequenza e consistenza, alla ricerca di cibo ed acqua, nelle aree adiacenti il Parco, ancora coltivate e colturalmente “vive”, procurando disagi alle persone e danni anche notevoli alle coltivazioni ed al territorio.
In buona sostanza, chi viene a soffrire di più per le condizioni descritte è il territorio esterno al Parco, caratterizzato da coltivazioni agricole, residenzialità diffusa, impianti turistici, orti, giardini, ed anche questo ATC, costretto ad affannarsi nel promuovere forme di prevenzione e dissuasione, che rappresentano tuttavia palliativi momentanei, certamente non idonei a garantire soluzioni durature e consolidate.
Le misure adottate dal Parco al fine di fronteggiare il problema del riequilibrio delle densità delle popolazioni di ungulati all’interno dell’area protetta tendono a privilegiare tecniche (trappolamenti e abbattimenti all’aspetto), che fino ad oggi non hanno dato risultati adeguati, né tantomeno hanno consentito di risolvere il problema in maniera strutturale, determinando purtroppo un dispendio costante e cospicuo di risorse economiche, oltre che di uomini e mezzi, il cui onere ricade alla fine sulla collettività.
Tutto ciò, in definitiva, è una conseguenza dell’avere escluso i “cacciatori” dalla gestione diretta delle popolazioni di ungulati all’interno dell’area protetta. I quali, va ricordato, rappresentano un elemento tradizionalmente presente nella cultura rurale del territorio, preesistevano al Parco Nazionale e possono costituire l’unica vera alternativa per una corretta gestione a “costo zero” delle popolazioni di ungulati.
Ma non intendiamo alimentare polemiche, né limitarci a rivendicare che “avevamo ragione” quando protestammo anche allorché il mondo venatorio fu escluso dalla gestione degli ungulati all’interno dell’Area Protetta (in conseguenza del ricorso proposto al TAR toscano da Legambiente Toscana e da WWF).
Per senso di responsabilità, i cacciatori si sono resi e si stanno rendendo molto utili nel fronteggiare le emergenze sul territorio di competenza dell’ATC e sarebbero senz’altro disposti a farlo anche con riferimento alle aree ricadenti all’interno del Parco, qualora fosse concessa loro questa possibilità: basterebbe rimuovere assurde barriere ideologiche, superando divieti privi di concreta giustificazione e non rispondenti ad alcuna effettiva esigenza. Per il bene e nell’interesse della comunità elbana e delle finanze pubbliche e quindi di tutti i cittadini (che vedrebbero, tra l’altro, non “buttate al vento”, ogni anno, diverse decine di migliaia di euro).
da
Libera informazione
pubblicato il 5 Agosto 2011
alle
7:18
A quando lo scoop sull'ex Spedale che crolla? 😮
da
poveraccio
pubblicato il 5 Agosto 2011
alle
6:03
E questa è la conferma della buona organizzazione di quest'anno a Marciana Marina (grande spettacolo di canto anche due settimane fa' con Musicantoelba e la Band di Patty Pravo dal vivo!!!).
Ma a Portoferraio?
Ma esiste l'assessore al turismo e spettacolo?
Non c'e' un palco, un programma di eventi degno di tale nome!Solo serate per premi letterali o saggi di musica e canto!!!
Pensate che la serata più movimentata l'hanno organizzata frati e suore qualche sera fa' al molo Elba!!
Mah!!!!!!!!
da
IL FAST FOOD ELBANO
pubblicato il 5 Agosto 2011
alle
3:34
[SIZE=4][COLOR=darkred]E I TUOI RAGAZZI? LI PORTIAMO NOI CON IL PULMINO…. [/COLOR] [/SIZE]
da
OFFERTE RISPARMIO
pubblicato il 5 Agosto 2011
alle
3:34
[SIZE=3][COLOR=darkred]SFOGLIA IL CATALOGO [/COLOR] [/SIZE] [URL]www.dico.it[/URL]
da
fabio
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
23:59
ora basta!!!sono settimane che va avanti. la mattina alle 7,il pomeriggio alle 3, alle 3,30, alle 5, alle 11….
chiamo tutte le volte il 113 e mi dicono che avvertiranno la provincia!!!
ldeve partire una denuncia per disattivarlo?
da
Lido
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
23:03
anarchia…..zona di conquista di chicchessia, c'e tanti di quei venditori ambulanti, che non occorrono gli ombrelloni…..fanno gia ombra loro….assenza completa di vigilanza e controllo…..ma qualche vigile no…. che ci fanno tutti vigili a capoliveri nell'ora di punta quando , coloro che ci aiutano a pagare i loro stipendi sono quasi tutti al mare……..e l'amministrazione possibile che non abbia capito che gli ospiti prima di passare 2/3 ore alle feste di paese…ne passano 7/8 al mare…ma fatemi il piacere…………….e scusate se è poco
da
E7g
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
23:01
da
PODISTA
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
22:36
da
x zuccale
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
22:06
da
riese di fòri
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
22:02
da
coop capoliveri
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
21:31
E' PIU' IMPORTANTE TENERE TUTTO A TACERE O LA VITA DELLE PERSONE!
CITTADINI NON ANDATE PIU' A FARE LA SPESA .
da
I successi per l'Elba e l'Arcipelago continuano …..
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
21:10
non si trovano medici per l'ospedale dell'Isola d'Elba, non vogliono venire all'Elba, meta internazionale del turismo, qualcosa non torna, forse non sono pagati adeguatamente o forse non hanno le strutture necessarie per fare bene il proprio lavoro, infatti in altre isole italiane c'e' un problema opposto, i medici hanno un contratto precario di mese in mese, con queli che vanno in pensione che non vengono sostituiti, si cerca di ridurre il personale e la funzionalità dell'ospedale, si sacrifica la salute dei discriminati cittadini isolani in nome del bilancio.
Passiamo dall'Elba a Pianosa, infatti essendo venuto ora alla ribalta mediatica, chissà se riusciranno ad avere di nuovo un presidio sanitario, anche se della Croce Rossa, a Pianosa, sempre se troveranno i medici e gli operatori sanitari disponibili ad andarci.
Nel frattempo l'incontenibile estensore di ripetitivi comunicati, l'assessore Ceccobao, ben conosciuto ormai anche a Roma ( Antitrust, Monopolio e Abuso di Posizione Dominante ) per i successi della Privatizzazione Toremar, nonchè quelli ferroviari della Porrettana, del Valdarno, del Mugello e della Faentina, ci illustra del nuovo amministratore dell'aeroporto internazionale di Marina di Campo La Pila Teseo Tesei, dell'aumento di capitale e del nuovo bando per la ricerca di nuovi soci privati, nell'attesa che l'aereoporto decolli e non fallisca e che il Ministro Matteoli da Roma dia inizio a un nuovo bando per la continuità territoriale dei residenti con Pisa e Firenze, dopo il clamoroso epilogo del Cessna monotore da tredici posti della Rotkopf Aviation di Paganelli, quello dei sette nomi, alcuni sempre sconosciuti, del pizzino ritrovato nelle indagini dalla Procura di Roma.
E che dire del turismo, con l'ennesima promozione last minute regionale, quella del turismo a pacchetti, quella degli slogan, l'estate non finisce a Ferragosto, per un prolungamento della stagione balneare, dopo il mese di agosto, in cui pare ci siano ancora tanti last minute nell'attesa del tutto esaurito del weekend ferragostano, ecco perchè non manca così tanto l'acqua come nel passato, con l'ovvietà della ricerca degli italiani fino all'apertura delle scuole, definiti pigri, ma io sarei più per italiani più poveri, provati dalla crisi del caro euro dell'ultimo decennio, e poi con la solita ricerca di svizzeri e tedeschi per settembre-ottobre per il prolungamento della stagione balneare, comunque si spera sempre che ci sia anche una convenzione con il meteo, che ci sia tempo bello, sole e temperatura dell'aria e dell'acqua gradevole per i bagni.
Concludiamo con il traffico portuale, che nonostante le corse in meno della Toremar, mette sempre in risalto i problemi strutturali dell'accesso e dell'uscita dal porto di Portoferraio, mancando un bel piazzale di preimbarco, magari nella zona dell'ex-Cementeria, dal dopoguerra sempre lì, e con una bella rotonda agli imbarchi , ma con una strada in condizioni così pietose, proprio dalla rotonda dei gabbiani all'ex-cementeria, che è un pessimo biglietto da visita per i turisti in arrivo, ovviamente siamo fiduciosi che prima del Ferragosto, quando inizierà di nuovo la stagione, visto che non finisce l'estate a ferragosto, è solo l'inizio, riusciranno ad asfaltarla, meglio di notte però, per non intasare del tutto il traffico di giorno.
Una buona giornata a tutti !
Gimmi Ori
P.S. Ho notato i cartelli di pericolo generico per terra sulla carreggiata uscendo dal porto di Portoferraio, comunque mi permetto di suggerire un bel cartello luminoso ben visibile da tutti i turisti che scendono dalle navi , come c'e' all'isola di Wight: guidatori, guidate con prudenza, le strade dell'isola sono differenti.
da
Residente via San Rocco
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
20:20
da
X remi e lacrime
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
19:24
Che il campo potesse essere storto é possibile. Che fosse corto é incontrovertibile (i tempi parlano da soli).
Che Lei possa averlo visto ad occhio nudo é invece impossibile. L'esperienza di Elio Lambruschi é una delle maggiori in Italia per riguarda il campo boe e mi sembra che l'abbia sempre dimostrato da 10 anni a questa parte…. Eppure neanche lui si è accorto ad occhio nudo della presunta irregolaritá (cosa che, a parer mio, non è possibile a meno che il campo non sia storto di decine di metri).
Se veramente la sua maestria e colpo d'occhio sono tali, magari poteva farlo presente subito all'organizzazione! No?!?
Ovviamente rimane la beffa per le Tartarughine; ma non credo che fosse nell'interesse dell'organizzazione longonese farle perdere… Quindi il suo riferimento alla "malafede dei piú esperti" é senza dubbio fuori luogo. È ovvio che dispiaccia per delle atlete cosî valide… Ma le occasioni per rifarsi ci sono e come!
P.S. Per controllare la regolaritá del campo (intesa come uguaglianza fra le diverse corsie), non é affatto necessario un geometra, basta una semplice bussola.
Saluti
da
X residente in via s.rocco
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
18:31
da
paolo m.
pubblicato il 4 Agosto 2011
alle
18:15
