Come (quasi) sempre condivido ciò che scrivi; come sempre scrivi ciò che pensi; come sempre pensi con la tua testa.
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Paolo hai ragione!
Il Softair in Italia è spesso poco o per nulla conosciuto e ancor più spesso conosciuto male.
Capita ormai spesso e purtroppo di incappare in quotidiani con articoli sensazionalistici che descrivono "gruppi armati fino ai denti" e "pallini macchianti riempiti di vernice rossa", il più delle volte corredati da foto che nulla hanno a che vedere con il nostro gioco. Quando si leggono cose del genere si ha subito la certezza di avere di fronte un giornalista disinformato che, come minimo, non ha alcuna idea di cosa sia il softair.
I giocatori non possono essere "armati fino ai denti" perchè non usano "armi". E non possono sparare "pallini macchianti" perchè quella è la fondamentale caratteristica del gioco denominato "paintball", che in Italia non è ancora legale data la potenza degli strumenti utilizzati dai giocatori.
Ad uno sguardo totalmente superficiale, il softair può dare l'impressione di essere un gioco violento, praticato da adulti poco cresciuti e Rambo della domenica. A questo punto è doveroso e necessario precisare che il softair è un'attività riconosciuta come "non agonistica" da vari enti di promozione sportiva affiliati al CONI (CSEN, ASI ecc). Lo stesso riconoscimento che possono avere attività sportive quali il tennis, il calcio, il tiro con l'arco.
Ma cos'è il Softair in realtà?
Il Softair è uno sport di origine Giapponese nato verso la metà degli anni ‘80. Le repliche utilizzate per giocare (ASG – Air Soft Gun), inizialmente inerti, furono in seguito dotate di congegni in grado di sparare piccoli pallini di plastica (diametro 6 mm).
Sviluppatosi anche in Italia all’inizio degli anni ‘90, il Softair si è largamente diffuso, i giocatori si sono riuniti in Associazioni, le ASG sono migliorate (ora funzionano con un motorino elettrico alimentato a batteria) e il gioco si sta trasformando in vero e proprio sport.
Il softair o soft air (in inglese: airsoft o air soft), è uno sport di squadra basato sulla simulazione di movimenti tattici. L'attività pur rimanendo uno sport può essere assimilata anche ad un gioco di ruolo che simula, tramite attrezzature apposite, azioni tattiche e strategiche di combattimento in ambienti urbani o boschivi, tra fazioni opposte che devono conquistare obiettivi prefissati.
Il softair, nonostante l'apparenza, è innocuo e non violento.
E' vietato qualunque contatto fisico con l'avversario. Ci si basa principalmente sul fair play e sulla correttezza individuale. Ogni giocatore è obbligato ad "auto dichiararsi", ovvero a manifestare a voce e a gesti la sua eliminazione in conseguenza dell'impatto di pallini avversari su corpo e/o attrezzatura, pena la squalifica. E' anche tenuto a mantenere un atteggiamento di massima correttezza nei confronti di compagni ed avversari, per evitare il rischio di infortuni derivanti da un uso scorretto di attrezzature e protezioni. In quest'ottica il Softair è una disciplina che insegna l'autocontrollo e l'onestà.
Il softair è uno sport di movimento ma non di contatto.
Il confronto avviene tra atleti (detti anche Softgunners) operanti individualmente e/o aggregati in squadre che, attraverso specifiche attrezzature definite ASG (Air Soft Gun), sviluppano un punteggio od un vantaggio di gara raggiungendo e/o acquisendo degli obiettivi predeterminati, superando delle prove tecnico-teoriche e/o tentando reciprocamente di porsi fuori gioco attraverso il lancio di precisione a distanza di pallini calibrati, composti da materiale inerte e/o biodegradabile, ed il loro contatto con il corpo e/o l’attrezzatura di un avversario. In quest'ottica il Softair è una disciplina che allena il corpo e la mente.
Il softair non prevede l'utilizzo di armi.
Le repliche/ASG ammesse per la pratica del Softair sono liberamente acquistabili, utilizzabili e/o detenibili dagli atleti, purché rispondenti alla definizione tecnica e ai requisiti fissati dalla Legge. Le ASG per la loro intrinseca modalità di costruzione e per la fragilità dei materiali impiegati non sono nel modo più assoluto trasformabili in armi da fuoco, nemmeno volendo.
In definitiva il softair:
– è una disciplina sportiva sia di squadra che individuale, avente la finalità di incentivare il benessere, lo sviluppo e la tutela sia fisica che culturale degli Atleti che la svolgono, attraverso una specifica e costante attività teorica, pratica ed educativa promuovente le qualità fisiche, morali ed intellettuali proprie di ciascuno dei suoi praticanti.
– è una disciplina che coordina le sue finalità sportive innanzitutto con i principi fondamentali dell’amicizia e della solidarietà, senza distinzione di sesso, razza, religione, nazionalità e ceto socio-culturale, parimenti accogliendo il pieno rispetto delle norme dell’Ordinamento Generale dello Stato Italiano e degli Stati da esso riconosciuti.
– è una disciplina che rifiuta ogni forma e tipo di violenza nonché l’ideologia della guerra mai intesa come primaria fonte ispiratrice bensì solo come circostanza storica e dimensione tecnologica. In questo senso ogni Associazione di Softair degna di questo nome rifiuta di caratterizzarsi con simboli e denominazioni identificativi di reparti, gruppi, associazioni e formazioni militari, para-militari e/o politiche reali, siano esse attuali che del passato.
– è svolto prevalentemente all’aria aperta ed i suoi praticanti condividono senza eccezione alcuna l’obbligo del rispetto totale della natura e dell’ambiente, non solo evitando di contaminarlo, inquinarlo e/o deturparlo, ma anche prodigandosi per la sua difesa rispetto a qualunque forma di aggressione e con ogni forma di azione e collaborazione che si rendesse possibile e/o necessaria.
– accoglie i valori basilari dello sport quali la lealtà ed il fairplay, specie nelle occasioni competitive dove deve essere costantemente promosso da tutti il miglior rispetto delle regole generali e tecniche di questo sport nonché l’imparzialità delle valutazioni che si rendessero necessarie, per garantire sempre un confronto sereno e leale tra gli Atleti atto a tutelare, valorizzare ed autenticare la loro prestazione atletica e sportiva.
– viene riconosciuto come "attività sportiva non agonistica" da numerosi enti di promozione sportiva legati al CONI.
Gli “Indigeni” concordano con quanto sostiene Legambiente Arcipelago Toscano che “a San Giovanni si può realizzare l'approdo previsto dal Piano Strutturale rispettando i principi di tutela del paesaggio e dell'ambiente del Golfo di Portoferraio: per rispettare questi principi occorre impedire la realizzazione di nuove opere a mare e a terra, fatto salvo il riaffioramento della attuale diga foranea e la sua modesta estensione ad ovest, e l'ottimizzare l'utilizzo dei volumi esistenti e delle aree già urbanizzate.”
Prendono atto che la Lega delle cooperative sottolinea con forza il grande valore economico dell'Approdo Turistico di San Giovanni, e che alcuni “Amici” anonimi di San Giovanni, impegnati per la “riqualificazione di San Giovanni (il cui stato di degrado è sotto gli occhi di tutti)”, si dichiarano preoccupati che un ridimensionamento dell’approdo “rende economicamente non sostenibile l’intervento con conseguente abbandono dell’area nel suo attuale stato di degrado.”
Gli “Indigeni” sono convinti che la realizzazione di un Porto turistico di grande valore economico (anche se realizzato da una cooperativa di soci, peraltro non radicati al territorio) sia uno strumento di rendita immobiliare con un impatto insostenibile sull’ambiente e sulla qualità della vita della comunità locale che, oltretutto, non crea alcun vantaggio in termini di posti di lavoro.
E’ sotto gli occhi di tutti che ormai le politiche turistiche ed economiche vanno verso un'altra direzione e premiano l’identità del territorio che garantisce un’alta qualità della vita.. Non si comprende la necessità di creare un attrattore di turismo nautico a San Giovanni, in area esondabile, oltre a quello del Porto cantieri (con le Calle e il fosso del Riondo). Sono invece da sviluppare la Darsena Medicea il centro storico, altrimenti destinati al degrado, che oltretutto forniscono l’identità collettiva di Portoferraio.
Gli “Indigeni “auspicano che la riqualificazione dell’unica area “degradata” (il piazzale del Chicchero peraltro di proprietà comunale) sia orientata a conservare i valori del paesaggio e gli aspetti naturalistici e architettonici che caratterizzano da sempre la frazione di San Giovanni. Sono certi che il Sindaco di Portoferraio e la Giunta sapranno garantire la necessaria indipendenza dal Segretario locale del principale partito di maggioranza e promotore dell’iniziativa della Cooperativa Marina di San Giovanni. Attendono con fiducia che la variante al Regolamento urbanistico garantisca gli interessi della cittadinanza e consenta la selezione del progetto che verrà approvato tra una pluralità di proposte.
Sarà opportuno ricordare anche le parole di Sergio Rossi redatte su elbareport pochi giorni a seguito dell’enfatico comunicato di Legacoop , parole che mettevano in luce aspetti e considerazioni su questa operazione in procinto di essere adottata dall’amministrazione comunale Portoferraiese.
Si cominciano finalmente a scoprire davvero le carte e si capisce che la partita vera è quella di San Giovanni dove, altro che minimo approdo in funzione dei residenti, là si vuole realizzare una impattante struttura turistica e infierire al territorio nuove coltellate cementizie.
Insomma la cantieristica (ESAOM?), che non a caso i "cooperatori" nel loro scritto tengono ben distinta dall'attività portuale turistica, è pure la scusa per operazioni speculative che con la cantieristica non c'entrano proprio un piffero, e la richiesta di "sinergie" appare come una sorta di "posa l'osso che alla ricettività nautica ci pensiamo noi".
Si capisce che siamo orientati verso la follia del realizzare 2 PORTI TURISTICI contigui.
E si capisce pure perchè elementi "senza storia" in politica, ma legatissimi agli interessi di chi vuole un "PORTO TURISTICO A SAN GIOVANNI" siano tanto rapidamente giunti a cariche dirigenti all'interno del PD.
Caro Assessore Marson (che ha tutta la nostra stima)presti molta attenzione a quello che le raccontano: Conti (per fortuna) non c'è più, ma il contismo impazza 🙁
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Sapresti dirmi cos'hai contro il porto de la marina??????
Mi chiedo dove sia la coerenza nel difendere la vita e l'ambiente chiedendo che un gioco di guerra sia bandito nella settimana dedicata alla non violenza, mentre nei boschi elbani c'è una guerra in atto e che aumenterà di intensità nel tempo, massacrando e terrorizzando famiglie di cinghiali e mufloni oltrechè tutto il bosco.
Esistono allora guerre giuste vere e guerre ingiuste finte…….ad esempio le "missioni di pace" nei teatri di guerra dove anche se non li facciamo i massacri ne siamo complici (vedi voti alla camera e al senato di maggioranza e opposizione rispetto agli interventi nel mondo dal 2001 ad oggi).
Anche sul fronte ambientalista e pacifista all'Elba occorrono soggetti nuovi non collegati a sistemi di intervento ormai logori e collusi a strategie di potere.
La politica ha bisogno di un rinnovamento T O T A L E
Direttore Rossi, tutte quelle scartoffie richieste da Legambiente per una banale manifestazione sportiva all'interno delle aree del parco sono necessarie solo ed esclusivamente a causa dell'incompetenza, dell'inefficacia, della sciatteria dei vari dirigenti e consiglieri succedutisi negli ultimi 15 anni al PNAT, incapaci di redarre il basilare e indispensabile strumento detto REGOLAMENTO DEL PARCO.
Colpa quindi di Tanelli? Barbetti? Tozzi? Martino? Banfi? Zanichelli? Provi a chiederne conto all'unico che, in un modo o nell'altro, da sempre posa le sue terga su quelle seggiole.
Un indizio?
..segua il curriculum…. 😀
– Membro del Direttivo dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dal 1996 al 2002 e poi dal 2006
– Membro della Giunta esecutiva del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano dal 2.000 al 2002 e poi dal 2006
– Membro della Consulta Tecnica della Regione Toscana sulla Aree Protette dal 1999 al 2002
– Membro delle Commissioni e gruppi di lavoro del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano (a partire dal
1997 fino al 2002).
2004–2006: Partecipazione in qualità di esperto/rappresentante Parco Nazionale Arcipelago Toscano e Associazioni
Ambientaliste ad Agenda 21 Locale Arcipelago Toscano.
Ecco dimostrata la differenza fra Fare e Rompere i …. e basta. :bad:
vergogna!!!!!!
Questa e' la delibera di giunta del comune di Capoliveri:
PREMESSO che nel Comune di Capoliveri, dal 14 al 16 ottobre 2011, si svolgerà la manifestazione
denominata “Brassard op. ad Maiora” promossa dall’amministrazione comunale di Capoliveri, in
collaborazione con l’associazione sportiva dilettantistica BRASSARD con sede in Portoferraio (LI);
CONSIDERATO che all’iniziativa sopra citata parteciperanno molti atleti provenienti da diverse parti
d’Italia e che per tutta la settimana saranno ospiti delle strutture ricettive del Comune di Capoliveri ;
RITENUTO opportuno aderire all’iniziativa sopra citata dando mandato al Responsabile del
Servizio – Rag. Ridi Gian Carlo – per l’adempimento degli atti necessari alla concessione di un
contributo di €. 1000,00 (mille/00) per l’organizzazione della manifestazione citata, da erogarsi con
le modalità previste dal vigente regolamento comunale;
RITENUTO, altresì, di non dover acquisire i pareri di regolarità tecnica e contabile ai sensi
dell’art. 49 del TUEL trattandosi di un mero atto di indirizzo;
CON voti unanimi favorevoli legalmente espressi,
DELIBERA
– PER QUANTO IN NARRATIVA ESPOSTO:
1) DI DARE MANDATO al Responsabile del Servizio- Rag. Ridi Gian Carlo- per l’adempimento degli
atti necessari alla concessione di un contributo straordinario di €. 1000,00 (mille/00) per
l’organizzazione della manifestazione denominata Brassard op. ad Maiora con le modalità previste
dal vigente regolamento comunale.
ecc…
Presidente di Toremar sarà quasi certamente Achille Onorato, figlio del presidente di Moby Vincenzo. Nel consiglio saranno cooptati anche un rappresentante della Regione (probabilmente l’attuale amministratore comandante Angelo Roma) e due nomi che saranno indicati dall’Elba come espressione del territorio.
Con la nuova gestione privata, Toremar manterrà i posti di lavoro, svilupperà le linee, sostituirà l’aliscafo Fenicia con un motoscafo veloce e svecchierà progressivamente le navi. Nel frattempo verrà approvato il bilancio 2011 che vede un rosso di circa 1 milione dovuto alla scelta della Regione di non aumentare il costo dei biglietti.