E' toccata a noi, mi.
Avguri
Il Chioccio
Ma allora? Di chi è stata questa iniziativa? Del tecnico comunale o della D.ssa Mancuso? E quest'ultima in quale veste l'avrebbe presa? Come Segretario Generale dell'APPE o come Sindaco del Comune di Rio Marina? E se l'iniziativa l'avesse davvero presa il tecnico comunale, perchè l'avrebbe taciuta alla giunta?Possibile che non ne abbia mai parlato prima con nessuno? E ancora – scusate – se l'avesse presa il Sindaco, perchè mai la giunta non è stata coinvolta??? Mi pongo queste domande proprio dopo aver letto la dichiarazione della D.ssa Mancuso apparsa su Tenews stamani: si noti che al 5 rigo attribuisce la paternità dell'iniziativa all'Ufficio Tecnico, ma subito dopo aggiunge " Ho ritenuto infatti inopportuno il rinnovo di un rapporto valutato in diverse condizioni di personale e che avrebbe comunque comportato il ricorso a soggetti esterni per altre funzioni necessitando di personale dedicato alternativamente al porto di Cavo e Rio Marina…. ecc ecc." Ma che vuol dire???? Parla come Sindaco o come Segretario Generale dell'APPE? Non importa. L'unica cosa chiara è quella che conta, è quell' " Ho ritenuto infatti inopportuno" . Allora l'iniziativa non l'ha presa l'Arch, Sandrini!!! Appare chiaro dalle righe che la valutazione è stata fatta direttamente ed esclusivamente dalla D.ssa Mancuso, all'insaputa della sua giunta!!! E allorchè ha preso questa decisione, la D.ssa Mancuso ha agito nell'interesse dell'Autorità Portuale o del Comune di Rio Marina o magari anche di qualcun altro??? A tal proposito siamo tutti ansiosi di conoscere il nome del soggetto predestinato a svolgere quel ruolo a titolo oneroso, finora svolto dal Comune di Rio Marina e a fronte di quale corrispettivo. Un nome che giocoforza conosceremo presto, visto che la stagione incombe e le prestazioni rinunciate dal Comune da qualcuno dovranno pur essere svolte. E tutto questo, ribadisco, nell'interesse di chi??? Certo non del nostro povero paese che vede così depauperare senza un fondato motivo le proprie finanze, probabilmente di qualche decina di migliaio di euro. Questo mi pare sia fin troppo chiaro. Come è chiaro che, prima o poi, tutti i nodi vengono al pettine: questa è la prova granitica dell'impossibilità per la D.ssa Mancuso di governare il paese a causa del conflitto di interessi da sempre denunciato. Incompatibilità si chiama. Chissà cosa ne penserebbe oggi la Corte d'Appello di Firenze! Ma si può intuire cosa ne penserà a breve la Corte di Cassazione. E questo non è terrorismo, è l'equilibrato giudizio della realtà dei fatti. E sia chiaro: se la D.ssa Mancuso mi chiama in causa impropriamente sfogando i suoi soliti attacchi personali, come è evidente nelle ultime righe dell'articolo, per crearsi un'alibi alle sue difficoltà ( che c'entro io con i suoi problemi verso la giunta???) è ovvio che mi trova sempre pronta al confronto!
Ora se hai un minimo di amor proprio chiedi scusa all' Alcide originale!!!
L'associazione ringrazia tutti coloro che hanno sostenuto l'evento.
L'incasso servirà all'associazione per proseguire nella propria attività di sostegno e cura ai pazienti (e familiari) oncologici e non.
Grazie ed al prossimo anno!!!
Associazione Cure Palliative Elba O.N.L.U.S.
piu’ che incazzato diciamo che sei sconfortato.
Gira e rigira, non abbiamo mica tanti strumenti per arginare lo spettacolo della politica; democraticamente parlando, solo votando con “diabolica freddezza”, piuttosto che incazzato.
Il problema e’ come raggiungere questa “diabolica freddezza” e mi piacerebbe che i nostri amici del blog ci dessero delle dritte, per arrivare a questo obiettivo. Certamente non votare o votare scheda bianca non e’ assolutamente una soluzione; bisognerebbe, per esempio alle prossime amministrative, individuare dei personaggi “fuori dal giro” e sconvolgere i risultati: una specie di primarie dove non vince mai chi e’ presentato dai partiti.
Avanti con le proposte!
Come chiedere il rimborso. Le associazioni si stanno attrezzando con moduli prestampati con cui presentare la richiesta. I percorsi, però, sono vari e chi è interessato deve fare riferimento alle associazioni di consumatori (in questa pagina, nel riquadro a destra in alto, ci sono alcuni contatti).
La Consulta. «Nei Comuni dov’è avvenuto il passaggio da Tarsu a Tia – spiega Federconsumatori – è stata applicata su quest’ultima l’Iva al 10%, sebbene la Corte Costituzionale nel luglio del 2009 abbia stabilito che la Tia, nonostante sia definita come tariffa d’igiene ambientale, è una tassa e non una tariffa, per cui sulla stessa non è applicabile l’Iva». Sempre secondo i dati forniti da Federconsumatori, in Italia sono oltre sei milioni le famiglie che hanno dovuto pagare per anni indebitamente l’Iva sulla Tia. «Facciamo un esempio; una famiglia che paga 250 euro all’anno ha diritto a vedersi restituire 25 euro, cifra che va moltiplicata per il numero degli anni in cui ha pagata la Tia.
Dopo la sentenza del 2009 il Parlamento ha congelato tutto. Ma le associazioni non si sono arrese. «Nel 2011 – spiega Federconsumatori – a Genova, Prato e Alessandria sono state promosse cause pilota davanti al giudice di pace, con tre vittorie significative a favore dei cittadini che hanno ottenuto il rimborso dell’Iva. Pertanto pensiamo sia opportuno andare avanti su questa linea con azioni sul territorio».
Il governo. «Per due anni e mezzo – sottolinea ancora Federconsumatori – abbiamo chiesto al governo di dare attuazione alla sentenza della Consulta. L’esecutivo ha tergiversato a lungo, poi ha tentato di scippare i rimborsi e ha cambiato nome alla Tia, trasformandola da tariffa d’igiene ambientale a tariffa integrata ambientale ed etichettandola come prestazione di servizio su cui è dovuta l’Iva. Ma la nuova Tia, la cosiddetta Tia2, non è applicabile: manca il regolamento attuativo. Pertanto rimane in vigore la vecchia».
La Cassazione. Tre giorni fa è stata depositata la sentenza della Corte di cassazione numero 3756 che va contro il dipartimento delle politiche fiscali. Con una circolare del 2010, quest’ultimo aveva stabilito la continuità tra Tia1 e Tia2 e di conseguenza che la Tia1 sarebbe stata un’entrata di un servizio e quindi soggetta a Iva. Per chi non tenterà la via del rimborso, non resta che sperare nel Res, il nuovo tributo per il servizio di smaltimento dei rifiuti: su questo, dal primo gennaio 2013, l’Iva non sarà più dovuta.
Mi ricordo che 5 anni fa fu creato un forum che si chiamava condominio marinese dove si poteva discutere sulle imminenti elezioni. Quest'anno tutto si svolgerà nel più assoluto silenzio…bah!
Ma il comitato per la Croce che fine ha fatto??