grazie prima di tutto per i suoi apprezzamenti.
La sua analisi sui nostri beni culturali è lucida e la mia risposta, perciò, non è dissimile da quella che lei ha detto di aspettarsi.
L'attenzione verso Napoleone è giusta, ma non si possono lasciare nel dimenticatoio e nell'abbandono i rimanenti 150.000 anni di storia. Il nostro patrimonio storico-archeologico è straordinario per qualità e quantità, tanto da costituire di per sé un affascinante museo diffuso all'aperto, in ogni parte dell'isola. Ma anche i siti già stati scavati sono scarsamente valorizzati. Chi volesse raggiungere il villaggio etrusco di Monte Castello di Procchio, non troverebbe indicazioni che lo aiutino. Peggio ancora per il coevo abitato di Castiglione di S. Martino. I nostri musei archeologici (Linguella, Marciana, Rio Elba), come lei osserva, non attraggono molto, sia perché connotati da concezioni espositive non al passo con i tempi sia perché privi di un trait d'union con strutture e reperti distribuiti nel territorio. Questi sono i fatti.
Lei mi chiede implicitamente cosa possiamo fare per riappropriarci delle nostre radici. Purtroppo assai poco, se debbo basarmi sulla mia esperienza. La sensibilità collettiva sul problema è molto bassa, e si vede. Confido comunque che, passata l'ubriacatura da cementificazione e l'indigestione da consumo dissennato del territorio, si riesca a capire che esiste un binomio (natura-beni culturali) che è senza controindicazioni, che deve essere valutato per gli enormi benefici socio-culturali che può portare, che può essere fonte continua di lavoro per i giovani.
So che ci sono parecchi ragazzi della sua età che la pensano come lei. A Marciana, a Marciana Marina, ma anche nella stessa Marina di Campo e nel versante orientale. Fate gruppo, siate di pungolo continuo nei confronti di chi vi amministra e chissà che non riusciate là dove la mia generazione ha fallito.
Per quanto mi riguarda, e per quel poco che posso fare, sono a vostra disposizione.
Michelangelo Zecchini
