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Notevole l’impegno di Carlo Gasparri responsabile della commissione Natura e Ambiente della Fondazione Elba , nel censire e catalogare minuziosamente le centinaia di varietà arboree della nostra isola , oggi ci racconta ancora una storia di uno dei suoi "Giganti verdi”, spiegandoci anche quanti sono, quali sono, e dove sono gli ultimi testimoni viventi dei secoli passati?
Avvalendosi di foto d’epoca gentilmente concesse dal blog [URL]www.mucchioselvaggio.org[/URL] ci parla del Pino monumentale sull’antico fortilizio al secolo palazzo Vanoni , una storia incredibile che attraversando quasi cento anni rimane il simbolo del vecchio “ponticello” porta di accesso alla città vecchia divisa dalla periferia da un canale che dal fortilizio sul Porto sfociava alle Ghiaie , un Pino graziato dall’ultima guerra mentre intorno tutto era distruzione e rovina …per questo Carlo Gasparri ha deciso con la Fondazione Elba di apporre al monumentale albero una targa che ne ricordi la storia …ma lasciamo che sia lo stesso Ciarlo a raccontarci questa storia…
clicca sul link e….buona visione…
[URL]http://youtu.be/uYNhJtYUokg[/URL]
E' proprio così.
E' da oltre quindici anni che procede lo smantellamento della sanità elbana (vedi chiusura della USL 26).
"POLITICI CHE SI SERVIVANO DELLA SANITA PER FARE CARRIERA"
E' proprio così.
Hanno eletto presidente della conferenza dei sindaci sulla sanità il dr. Segnini,direttore amministrativo di quella stessa dell'USL livornese che da oltre quindici anni procede allo smantellamento della sanità
Le nubi minacciose che, da oltre un decennio, si erano addensate all’orizzonte della sanità elbana, si sono trasformate in un uragano. I politici, gli amministratori, i volontari dei comitati di quest’isola, in una luce incerta, si agitano e si scontrano come i marinai di una nave che sta affondando, e che, incerti , guardano la plancia di comando dove alcuni ufficiali urlano che la nave deve esser salvata, perché la gente ha diritto di non morire affogata.
Se poi qualcuno, vedendo che è troppo tardi per riportarla a galla, corre ai ripari organizzando una “rete” di scialuppe, gli ufficiali urlano che non è cosi che si salva la gente; che non ci vogliono le scialuppe, ma una nave che galleggi e che la gente possa navigare in tutta sicurezza, perché è un loro diritto. Perché lo dice anche la Costituzione
Tutto giusto, peccato che alcuni di loro sono gli stessi che ignoravano i tuoni che annunciavano l’avvicinarsi di un uragano
Se, rimaniamo nella metafora, e la vogliamo dire tutta, la Sanità Elbana è già affondata e molti stanno nuotando senza salvagente; C’è chi è salvato dall’elicottero e chi rischia di rimetterci la pelle
E mentre tutto questo accade, sindaci e comitati trovano la forza di fare una scelta giusta e , con qualche problema, si uniscono per una lotta comune che, per il momento, consiste solamente nel canto patriottico dei diritti elbani violati.
Solo che questa presa di coscienza arriva con oltre 15 anni di ritardo. Questo doveva essere fatto prima che le strutture sanitarie venissero smontate pezzo per pezzo e, qualora questo non fosse stato sufficiente, bisognava studiare azioni concrete e non le solite chiacchiere. Bisognava organizzare una protesta simile a quella della TAV. Perché lasciare una zona come l’Elba senza ospedale, significa mettere in pericolo la vita della gente. E quindi è molto più grave che fare una galleria in una montagna
Bisognava denunciare quei politici, che si servivano della sanità per fare carriera, e che per mantenere le loro posizioni di privilegio non protestavano contro i loro capi continentali, neanche quando lo smantellamento dell’ospedale era iniziato. Non solo: ma gli cercavano addirittura i voti in modo che potessero essere rieletti e continuare il sopruso. Alcuni di loro sono stati capaci di tutto: di montare sui tetti e di partecipare con fascia tricolore a manifestazioni, dimenticando le loro responsabilità. Come certi mafiosi che portano la corona al funerale di chi hanno fatto fuori.
Arrivati a questo punto, e’ chiaro si deve mettere da parte tutto, e tentare disperatamente di raddrizzare la nave e salvare il salvabile, ma bisogna farlo anche realisticamente partendo dalla realtà e non dai sogni . Avendo come obiettivo i diritti dei cittadini e non le poltrone dei politici
Prima dell’ultimo incontro dei sindaci vi erano due posizioni: quella dell’incaricato alla Sanità di Portoferraio Luciano Rossi che, partendo da un’ analisi della situazione attuale, vedeva la soluzione nella rete con Cecina e Piombino. Questa soluzione, secondo lui, sarebbe più conveniente per avere un servizio di buon livello; e quella, invece, del resto dei sindaci dell’sola che si esprime, diciamo, attraverso sacrosante affermazioni di principio e che rivendica all’ Elba un ospedale di base.
Ebbene, quello che lascia perplessi che i dati i e le argomentazioni portate da di Rossi, molto fondate non siano state contraddette E questo fa riflettere.
Noi crediamo che sia giusto battersi per avere un ospedale di Base, ma sembrerebbe logico avere anche una seconda linea di difesa, come si fa in tutte le battaglie Cosa succede se la Regione, visto che la legge lo prevede, non concede un ospedale di Base ? Tornano ad arrampicarsi sui tetti o studiano un’altra soluzione?
In questa logica il contenuto dello studio di Rossi non può essere ignorato, visto che lui è uno dei pochi, se non l’unico, che conosce bene la materia. In politica vanno bene gli slogan , ma nella Sanità ci vuole professionalità ed esperienza. Stiamo attenti perché parliamo della vita della gente.
Un navigante non certamente gentile , ma che trapela essere un giovane estensore, stamani ha scritto un post abbastanza scurrile dove tra l'altro mi consigliava di abbandonare il blog camminando.org giustificando il consiglio con la motivazione che ormai la mia età non permette più la lucidità di giudizio ed espressione..in poche parole ha detto .. ritirati perché SEI VECCHIO!.
La vecchiaia, scriveva Cicerone nel de Senectute, è il compimento della vita «e anche l'ultimo atto della commedia».
Ricordate «Villa Arzilla» così si chiamava una sit-comedy all'italiana, una satirica forma di fabula, andata in onda su Rai2 una ventina d'anni orsono. Vi si rappresentava, fra risate e drammi quotidiani, la vita di un gruppetto di vecchietti ed i loro sforzi per uscire dalla gabbia dei luoghi comuni per tornare nel mondo che conta.
Hai ragione amico mio….Purtroppo questo è il prezzo da pagare agli anni ….. i drammi, le cattiverie , e le ironie di chi come te si crede giovane e navigante navigato, gli anziani come me la devono mettere giocoforza nel conto. Perché “cento colpi di spazzola”, ad una certa età, sono faticosi, tanto a darli, quanto a riceverli…..Però:
Tutto si potrà dire e disquisire su questi “vecchi rincoglioniti! (o dichiarati tali) ma non che manchino di ghigna, energia e voglia di sentirsi utili , forse più di qualche giovane o presunto tale.
Ecco io queste persone, per molti inutili cariatidi, amo definirle i sempreverdi nonnetti……
La vecchiaia si dice spesso : è una fabula che fa diventare al tempo stesso più strani è vero ma di controcanto anche più saggi.
Ma probabilmente questo il mio interlocutore giovane lo capirà tra qualche anno quando qualcuno con falsa ironia lo chiamerà…Vecchio!
Faber “Il bis-nonno di camminando”
(PRIMA PARTE)
Nel 1838 il Ferrini così parla dei porti del granducato di Toscana “…Tra i porti che incontransi nella spiaggia nostra, per la vastità e il commercio il primo è Livorno,cui giungono oltre 1000 bastimenti all’anno carichi di mercanzie estere. Porto S. Stefano,Portercole,Porto di Talamone e Porto di Piombino con altri di minore considerazione sono oggi piccoli porti per il ricovero di navi da pescatori.
Bello però e vasto è Portoferraio nell’isola dell’Elba,di qualche comodità Porto Lungone nella costa orientale della stessa isola, e commerciantissimo è il porto di Marciana, meritevole di essere riguardato come la seconda marina commerciante della Toscana” ( A. Ferrini) (1) Quanto scrive il Ferrini è interessante perché evidenzia bene come lo stato granducale toscano ha in grande considerazione i porti che si trovano lungo la costa i quali rappresentano territorio di confine con gli altri stati.
L’Elba e tutto l’arcipelago rappresentano luogo dove bastimenti di altri stati transitano in quanto terre di confine con tutte le questioni annesse alla sanità pubblica e alla dogana(passaporti,sedi consolari ,pagamento dei diritti di portualità ecc) Non a caso nel 1838 sempre il Ferrini scrive “Dipartimento di Sanità. Presiedono alla Sanità due Governatori civili e militari residenti come altrove dicemmo in Livorno e a Portoferraio,i quali sono ancora Presidenti di Sanità. Questo Dipartimento dividesi in 16 Uffizi e provvede a cautelare il territorio nostro dai malori che potrebbero infestarlo, per l’imprudente avvicinamento di stranieri provenienti da luoghi infetti” (2)
A Portoferraio ,dunque,risiede il Governatore civile e militare il quale ,per i motivi sopra detti,è stato individuato come Presidente di Sanità insieme col Governatore militare e civile di Livorno.
Dei 16 Uffizi in cui si divide questo Dipartimento di Sanità del granducato di Toscana,ben 7 si trovano ubicati nell’arcipelago toscano : uno all’isola del Giglio,uno a Pianosa, cinque all’isola d’Elb (Portoferraio, Lungone, Marciana, Rio, Campo) (2)
L’organizzazione dei porti e i problemi ad essa connessi in primis la sanità pubblica (transito di navi infette)è iniziata pochi anni prima al 1838 e cioè nel 1815 .
E’ nel 1815 il Commissario Straordinario per l’Elba e Piombino,conte Agostino Fantoni, nominato in tale veste da Ferdinando III Asburgo Lorena,si trovò la responsabilità di dovere organizzare sull’Elba la nuova amministrazione granducale succeduta in forza del trattato di Vienna a quella francese napoleonica.
E’ dunque nel 1815 che si gettano le basi di quanto descritto dal Ferrini nel 1838 in relazione ai dipartimenti di sanità di marina mercantile e da guerra.
Il 15 ottobre 1815 il Fantoni redige lo “Stato Generale di Entrata dell’isola d’Elba” che invia al Direttore della Segreteria di Stato in Firenze.
Le entrate totali per l’anno 1814 sono pari a lire toscane 180430 e le voci di entrata che concorrono maggiormente sono i “Diritti di Sanità “(lire 24100) lo “Ancoraggio sui Bastimenti Esteri” (lire 11905) e i “Diritti degll’Invalidi e di TrasportI”(lire 11905).
Scrive il Fantoni nelle “Osservazioni” che “Il diritto degl’Invalidi si forma di 45 centesimi il mese per ogni Marinaro navigante.Questa percezione è odiosa e inesigibile .Non si può contare che su i Diritti di Passaporti cioè sopra sole lire 3500” (Affari Generali del Commissario Straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.. Filza 2. Carta 226.ASCP)
L’amministrazione dei porti all’Elba rappresenta voce di entrata importante per le casse dello stato granducale. Il 25 ottobre 1815 il Fantoni scrive una lettera a S.E. Corsini (3),direttore dell’Imperiale e Regia Segreteria di Stato in Firenze: una lettera che è memoria davvero importante ed interessante perché in dettaglio fa sapere come era amministrato il porto di Portoferraio(marina militare e mercantile) durante il governo francese e come lui intende e propone di modificare tenendo conto delle leggi e regolamenti del nuovo governo granducale.
“Sotto il Governo Francese,oltre l’Uffizio della Sanità esisteva in Portoferraio un Commissariato di Marina che sorvegliava l’amministrazione degl’Impiegati su i Bastimenti dello Stato, la Polizia della Navigazione, la Coscrizione ed Iscrizione Marittima e tutto ciò che ha rapporto all’Amministrazione della Marina Militare e della Marina Mercantile.
Il Capitano del Porto apparteneva a quest’Amministrazione o Commissariato ma le di cui attribuzioni si limitavano ad oggetti di poca entità. Egli non era incaricato che della Polizia della Darsena,della Distribuzione dei Posti ai Bastimenti nel Porto,di proibire gl’ingombri delle Calate e d’altri piccoli oggetti di Polizia.
Ma nel Sistema Toscano non si conosce Commissario di Marina che ha per oggetto la polizia marittima,di fare le requisizioni,di tenere i registri dei Marinari di cui lo Stato può aver bisogno per l’armamento dei suoi Porti è affidata ai Commissari di Guerra.
Il Capitano del Porto in Toscana appartiene alla Amministrazione Sanitaria; le di lui incombenze sono molto
più estese ed interessanti che nel sistema francese.
E’ indispensabile che quello cui sono affidate sia di un conosciuto attaccamento al Governo onde possa sorvegliare all’occorrenza tutti gli arrivi e persone sospette e che unisca all’onoratezza e alla moralità anche una piena intelligenza e abilità per il disimpegno delle sue funzioni.
Oltre le attribuzioni sopra espresse egli è altresì incaricato dell’Amministrazione della Marina Mercantile,la quale consiste nel tener la matrice o Registri dei Bastimenti di Commercio e di Marinari; di dare agli uni ed agli altri le dovute spedizioni e di tenere un Registro d’Entrata e di Sortita di tutti i Bastimenti che arrivano e partono dal Porto”
(Affari Generali del Commissario Straordinario dell’isola d’Elba dal 1° settembre 1815 al 16 marzo 1816.Filza 2.Carta 256.ASCP)
Marcello Camici
ASCP: Archivio storico comune Portoferraio
1) “Descrizione geografica della Toscana compilata dalla Ab.A. Ferrini secondo gli ultimi riordinamenti politici, governativi e giudiciarj” pag. 40-41. Tipografia all’insegna di Clio.Firenze 1838.
2) Idem come sopra ,pag 56-57.Tipografia all’insegna di Clio.Firenze 1838.
3) Il principe Corsini è ministro granducale degli esteri e delegato a rappresentare la Toscana a Vienna.Nel congresso delle grandi potenze europee,si occupava anche della questione dell’Elba,interessandone soprattutto il principe di Metternich,cancelliere imperiale.