Hanno mille ragioni coloro che sostengono che qualcuno voglia far passare i Capoliveresi per fessi!!!
[IMGSX]https://www.camminando.org/elba/wp-content/uploads/2023/01/cott-2.jpg[/IMGSX]Livorno, 12 gennaio 2023 – La Giunta toscana è chiamata a rispondere all'interrogazione regionale presentata dalla Capogruppo del Movimento 5 Stelle Irene Galletti sulla necessità di procedere in tempi brevi al ripristino dei servizio di elisoccorso presso l'Ospedale di Portoferraio.
“L'Isola d'Elba – secondo Galletti – con la sua popolazione, che si moltiplica durante i mesi estivi, ha bisogno di una struttura ospedaliera in grado di garantire cure efficaci e tempestive anche in condizioni meteo svantaggiate. Giova ricordare che la posizione dell'Isola, le difficoltà di trasporto e la presenza del mare rendono necessario un riconoscimento di Portoferraio come presidio ospedaliero di zona particolarmente disagiata, in grado di superare i tempi previsti per un servizio di emergenza efficace.”
“Non è pertanto accettabile – attacca la Cinquestelle – che un semplice guasto condizioni per mesi le funzionalità di un servizio essenziale come quello dell’elisoccorso, e tutto questo senza che alla cittadinanza sia reso conto dei tempi e delle motivazioni che non consentono il rientro della problematica.”
“È giunto il momento che la Regione si attivi per garantire ai cittadini dell'Isola d'Elba una struttura ospedaliera adeguata alle loro esigenze, dopo anni di promesse non mantenute. Chiediamo che venga data risposta alle nostre domande e che si proceda al ripristino dell’ascensore in modo da riattivare pienamente tutti i servizi, i reparti e le funzioni essenziali dell’ospedale in modo da garantire la salute e la sicurezza dei cittadini elbani.”
Irene Galletti, Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Toscana.
8. Il parere del Soprintendente è obbligatorio e non vincolante e deve essere reso entro venti giorni dal ricevimento della proposta quando l’area interessata dall’intervento di lieve entità sia assoggettata a specifiche prescrizioni d’uso nel piano paesaggistico approvato ai sensi del Codice o nel provvedimento di imposizione del vincolo o negli atti di integrazione del contenuto precettivo del vincolo stesso adottati ai sensi dell’articolo 141-bis del Codice.
9. In caso di mancata espressione del parere vincolante del Soprintendente nei tempi previsti dal comma 5, si forma il silenzio assenso ai sensi dell’articolo 17-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e l’amministrazione procedente provvede al rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.
10. Nel procedimento autorizzatorio semplificato non è obbligatorio il parere delle Commissioni locali per il paesaggio, salvo quanto diversamente disposto dalle leggi regionali.
11. L’articolo 146, comma 4, del Codice si applica anche alle autorizzazioni paesaggistiche semplificate.
[IMGSX]https://www.camminando.org/elba/wp-content/uploads/2023/01/li1.jpg[/IMGSX]I Carabinieri della Stazione di Piombino hanno arrestato 47enne del posto, riconosciuto colpevole di ricettazione, indebito utilizzo di titoli di pagamento e frode informatica sulla base di un provvedimento del Tribunale di Livorno – Ufficio Esecuzioni Penali – in quanto condannato ad una pena di 18 mesi.
Nel 2015 una donna di Piombino denunciò alla Stazione Carabinieri il furto del suo portafogli. Le indagini dei militari consentirono di raccogliere convergenti elementi accusatori a carico dell’uomo circa l’utilizzo di una carta di pagamento presente nel portafogli per acquistare uno smartphone di una nota e costosa marca.
L’uomo, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la sua abitazione in regime di detenzione domiciliare dove dovrà rispettare le prescrizioni disposte dal Giudice. A vigilare sul rispetto delle imposizioni, le pattuglie della Compagnia Carabinieri di Piombino.
[IMGSX]https://www.camminando.org/elba/wp-content/uploads/2023/01/dia.jpg[/IMGSX]Il Lions Club Isola d’Elba, in collaborazione con ASL Toscana Nord Ovest, Misericordie della Toscana, Associazione Diabetici del 3° Millennio Val di Cornia Elba, organizza il service ISOLIAMO IL DIABETE, con l’Ausilio del CAMPER DELLA SALUTE inviato dal Distretto Lions 108LA Toscana, secondo il seguente programma:
Sabato 14 gennaio
Casa di Reclusione di Forte S. Giacomo, 09.30 – 17.30
Domenica 15 gennaio
Porto Azzurro P.zza Matteotti 09.340 – 13.00
Capoliveri P.zza Matteotti 15.00 – 17.30
Le attività di screening gratuito saranno eseguite da personale specializzato.
A Capoliveri e Porto Azzurro si eseguirà, oltre al diabete, lo screening del glaucoma.
Info: Misericordia di Porto Azzurro via Romita 2, Tel. 0565-921082
[IMGSX]https://www.camminando.org/elba/wp-content/uploads/2023/01/cantina.jpg[/IMGSX]Il manoscritto è conservato nel Fondo Manoscritti della biblioteca comunale foresiana di Portoferraio.
L’autore , Vincenzo degli Alberti, è conte e consigliere del granduca di Toscana Pietro Leopoldo.
E’ una relazione generale per Sua Altezza Reale il granduca .
Questo il titolo :
“RELAZIONE DI PORTOFERRAIO A SUA ALTEZZA REALE DAL CONTE VINCENZO DEGL’ALBERTI SUO CONSIGLIERE DI STATO”
(FOTO N 1 .Frontespizio manoscritto V. Degli Albert(1766).Biblioteca comunale Portoferraio.)
L’Autore inizia a scrivere con parole nelle quali chiarisce i motivi per i quali ha relazionato al granduca
“ Altezza Reale
Si degnò Vostra Altezza Reale con suo Motuproprio del dì 12 marzo ordinarmi d’andare a Portoferraio per ivi esaminare con Carlo Ippoliti Segretario del Commercio in quale stato si trovava quel paese rispetto a tutti l’oggetti che possono interessare l’Ecclesiastico,il Politico,il Civile,l’Economico ed il Militare…”(Vedi FOTO N. 2)
(FOTON N 2, Carta 1. Manoscritto Vincenzo degli A
Nel descrivere stato economico Vincenzo degli Alberti si sofferma a parlare dell’Abbondanza che a quell’epocaera diventata in Portoferraio la più grande istituzione civile cittadina ed aveva uffici nel palazzo della biscotteria (vedi FOTO N. 3 “Pianta dei Sotterranei della Biscotteria di Portoferraio di S.A.R. “)
(FOTO N. 3 Cfr. Nota n. 216 in pagina 127 di “Elba isola,olim Ilva.Frammenti di storia”.M. Zecchini.Edizioni S Marco litotipo.Lucca.2014)
Vicenzo degli Alberti,consigliere di stato di S.A.R. Pietro Leopoldo,nella sua relazione manoscritta sullo stato dell’Abbondanza a Portoferraio informa dapprima sulla situazione generale di questa magistratura per poi passare ad una relazione dettagliata di questa amministrazione in una memoria allegata
Sulla situazione generale così scrive: (vedi FOTO N 4)
“ …Passando poi a parlare di quell’Abbondanza che ho l’onore di darne a V.A.R. un più minuto dettaglio nel foglio che è qui al n 12,ove Ella troverà esattamente descritto il metodo dell’amministrazione, le spese intrinseche ed estrinseche, le spese dei Provisionati e finalmente lo stato presente di detta abbondanza a tutto maggio 1765 si trova ad avere di fondo scudi 46157.
E’ ben vero però che tutto questo capitale non puol erogarsi nel traffico del grano poiché scudi 11873 sono impiegati o in stabili o in luoghi di Monte o in altri impieghi fruttiferi,scudi 16619 sono in nome di debitori fra esigibili et inesigibili sicchè non vi restano per il traffico del grano che scudi 17663.
Il grano che si consuma dall’Abondanza un anno per l’altro ascende alla somma di sacca 10000 in circa e siccome sacca 2700 servono per il pane del militare e della ciurma così da sole sacca 7300 devono rilevarsi le spese intrinsiche ed estrinseche che fa l’Abbondanza e per tal motivo si calcola essere necessario d’accrescere il prezzo d’ogni sacco di grano lire 3.10.9.
Un tal aumento però non cagiona esorbitanza di prezzo nelle farine e ne pane quando i grani
sono ad un prezzo discreto e l’abbondanza allora ha luogo di farvi ancora qualche profitto ma nelle annate che i grani son cari è in necessità per non aggravare troppo quel popolo di far qualche scapito.
Ho trovato il sistema di quell’Abbondanza sicuramente bono e gli attuali ministri ancora assai capaci zelanti e diligenti.La bontà del sistema lo confermano i profitti fatti dall’Abbondanza nei tempi addietro vedendosi cresciuti i suoi capitali alla ragguardevole somma di lire 323099 oltre ad aver supplito alle spese estrinseche o siano comunitative di lire 12266 l’anno.
Molte sono le proposizioni che si fanno dagli abbondanzieri per economizzare nelle spese intrinseche ed estrinseche o per impedire almeno di aomentarle. Fra queste proposizioni per delle quali ne sarà reso conto a V.A.R. per mezzo del Magistrato dei Nove mi pare che quelle he meritino la sua maggiore attenzione siano le seguenti
La prima d’essere liberata l’Abbondanza dall’obbligo di fare dell’imprestanze in Maremma riconoscendole dannose
La seconda che il Commissario di Guerra paghi all’Abbondanza di munizione e della ciurma il prezzzo preciso che alla medesima costa senza alcun profitto
La terza riguarda il credito che l’Abbondanza aveva fino al tempo della Casa dei Medici colla Reale depositeria in somma di lire 114653 che ora si riduce a lire 65053.13.4 essendo dalla clemenza di S.M I. nel 1743 accordate all’Abbondanza in sgravio di tal credito diverse assegnazioni di denaro e di grani
Rispetto a quest’ultimo punto sul quale la detta Abbondanza ha fatta la sua supplica siccome depende dalla clemenza di V.A.R. l’assegnare il rimborso all’ Abbondanza allorchè saranno giustificate le partite così mi limiterò solo a metterle in vista che sarebbe di sommo sollievo della medesima di poter ravvivare porzione di almeno di un capitale così cospicuo che resta da tanto tempo incagliato ed infruttuoso .
In proposito degl’altri sopradetti due articoli non dirò altro sopra quello riguarda gl’imprestiti in Maremma se non che l’Abbondanza nella situazione presente non è in stato di fare simili anticipazioni e ciò mi dispensa dall’esaminar se possino essere utili del che io ne sono molto in dubbio.
E quanto all’altro che riguarda il prezzo del pane da munizione e per la ciurma spero che V.A.R. troverà ragionevole l’instanza dell’Abbondanza la quale solo dimanda di essere rimborsata del prezzo del grano e delle spese effettive che occorrono per il suddetto pane non intendendo di fare sopra il medesimo alcun profitto giacchè dal 1753 al 1763 l’abbondanza ha scapitato su questo oggetto lire 27137.14.-
Quando piaccia a VAR di decidere questi articoli allorchè dal Magistrato dei Nove glene sarà reso conto sono di sentimento che l’abbondanza potrà continuare a sollevare con i suoi profitti quel popolo tenendo fermo il sistema di quell’amministrazione che principalmente consiste nel provvedere con vantaggio grani buoni ,nel fare economia nelle spese, e nel ravvivare i suoi fondi con esigere dai debitori impiegando fruttuosamente gli avanzi.
A tutto questo ha ben provveduto il Magistrato in passato giacchè in passato sono stati fatti profitti maggiori e solo cominciarono le dissenzioni fra i ministri e ne derivarono degl’inconvenienti dannosi quando il governatore come soprintendente di detta Abbondanza volle troppo mescolarsi dell’amministrazione sicchè nel 1750 convenne porla sotto la dependenza del Magistrato dei Nove.
Un tal provvedimento che non è mai piaciuto al Governatore è stato trovato ottimo da tutti i ministri di quell’offizio onde sono di sentimento che non convenga variarlo essendo di troppa conseguenza che il Magistrato dei Nove invigili alla buona amministrazione di quell’Abbondanza e che approvi le resoluzioni di quel magistrato con decidere le questioni che sempre nasceranno fin che il soprintendente vorrà entrare anche nei più piccoli dettagli sebbene questi siano a carico dei ministri subalterni quando egli dovrebbe solo invigilare che detti ministri facessero il loro dovere e che il tutto camminasse con l’ordine e metodo stabilito dai regolamenti quali egli non puorli variare come fa del che ne è una riprova d’aver io trovato nel soggiorno che ho fatto in Portoferraio che il pane fino era di once 28 la piccia quando secondo il regolamento doveva essere d’once 23.2/3 ,differenza che aumenta la perdita inevitabile che in questo anno si fa sul prezzo delle farine della quale non ne risente alcun profitto il povero che non mangia il pan fine “
(Cfr. carte da 36 a 43. Manoscritto Vincenzo degli Alberti)
Alla descrizione della situazione generale fa seguito un “Progetto per l’abbondanza” (carte da 56 a 59) dove l’autore scrive alcune proposizioni per migliorare l’istituzione.