Saluti
Della serie "da solo me le scrivo e da solo mi rispondo"…. oggiù Marchese mio ….
Le colonie feline sono importanti ma andrebbero sistemate un pochino perché c'è da prenderci la peste li dentro!!
Penso a quelle foto terribili di esseri umani morti sulle spiagge che avete postato oggi. E penso ai cretini, ai mistificatori, ai disonesti che si girano dall'altra parte di fronte a tanto dolore. Penso anche con un'infinita rabbia a chi vuole fare politica su quella disperazione. Penso all'opportunismo ed alla disarmante pochezza, alla bassezza ed al vuoto di valori di chi ha lanciato strali contro la presenza di sei madri coi bambini, scampati a quell'orrore, sul nostro territorio.
Scusateci. Perdonate l'isola d'Elba. Potete tranquillamente credere che gli elbani sono di gran lunga migliori di quei signori che hanno parlato, anche se, purtroppo, sono l'attuale classe dirigente.
Gli elbani sono nati contadini e minatori e sanno cos'è la fame, il dolore e la disperazione. Gli elbani sono anche un popolo coraggioso e per questo continuo a sperare che ci sia un altro sindaco, di destra o di sinistra, che vi dica: venite sul nostro territorio vi accolgo io. Uniamo le nostre mani, dimostriamo che dalla solidarietà può nascere una speranza per il futuro. Se questo non accadrà avremo perso noi. Vorrebbe dire che le nostre isituzioni sono vuote: non si può rappresentare una comunità senza coraggio ed umanità. Io continuo ad avere una goccia di speranza in un mare di dolore.
Riporto un passaggio dello stesso libro:
….Corro e busso alla porta di un'isba. Entro.
Vi sono dei soldati russi, là. Dei prigionieri? No. Sono armati. Con la stella rossa sul berretto! Io ho in mano il fucile. Li guardo impietrito. Essi stanno mangiando attorno alla tavola. Prendono il cibo con il cucchiaio di legno da una zuppiera comune e mi guardano con i cucchiai sospesi a mezz'aria. – Mnié khocetsia iestj, – dico. Vi sono anche delle donne. Una prende un piatto, lo riempie di latte e miglio, con un mestolo, dalla zuppiera di tutti, e me lo porge. Io faccio un passo avanti, mi metto il fucile in spalla e mangio. Il tempo non esiste più. I soldati russi mi guardano. Le donne mi guardano. I bambini mi guardano. Nessuno fiata. C'è solo il rumore del mio cucchiaio nel piatto. E d'ogni mia boccata. Spaziba, dico quando ho finito. E la donna prende dalle mie mani il piatto vuoto. – Pasausta, – mi risponde con semplicità. I soldati russi mi guardano uscire senza che si siano mossi. Nel vano dell'ingresso vi sono delle arnie. La donna che mi ha dato la minestra, è venuta con me come per aprirmi la porta e io le chiedo a gesti di darmi un favo di miele per i miei compagni. La donna mi dà il favo e io esco. Così è successo questo fatto. Ora non lo trovo affatto strano, a pensarvi, ma naturale di quella naturalezza che una volta dev'esservi stata tra gli uomini. Dopo la prima sorpresa tutti i miei gesti furono naturali, non sentivo nessun timore, né alcun desiderio di difendermi o di offendere. Era una cosa molto semplice. Anche i russi erano come me, lo sentivo. In quell'isba si era creata tra me e i soldati russi, e le donne e i bambini un'armonia che non era un armistizio. Era qualcosa di più del rispetto che gli animali della foresta hanno l'uno per l'altro. Una volta tanto le circostanze avevano portato degli uomini a “saper restare uomini”. Chissà dove saranno ora quei soldati, quelle donne, quei bambini. Io spero che la guerra li abbia risparmiati tutti. Finché saremo vivi ci ricorderemo, tutti quanti come eravamo, come ci siamo comportati, i bambini specialmente. Se questo è successo una volta potrà tornare a succedere. Potrà succedere, voglio dire, a innumerevoli altri uomini e “diventare un costume, un modo di vivere… “.
Il M.del GRILLO-ROCCA da Capoliveri
Iva Balestrini ha compiuto 105 anni. Nata a Marina di Campo il 2 settembre 1910 ha sposato Italo Ditel il 12 giugno 1933 da cui ha avuto 3 figli, Piera, Cesare, Elbano.
Ha vissuto una vita dura e densa di avvenimenti lungo la sua vita. Dagli della sua fanciullezza a Procchio agli anni successivi, maritata, nella zona Alzi a Marina di Campo. Dopo la perdita del marito e successivamente quella del figlio Elbano, ormai anziana, è stata seguita dai figli mentre era sempre impegnata nel giardinaggio e nella cura della casa.
Ieri, presenti Piera con il marito Piero e Cesare con la moglie Janita, alle 17.00 nella sua casa a Marina di Campo è stato festeggiato il compleanno. Il sindaco Lorenzo Lambardi assieme al Consigliere con delega Sergio Spinetti, ha partecipato con piacere e a nome di tutta la comunità campese ha voluto esprimer gli auguri consegnando un mazzo di fiori con una pergamena.
Attorno a lei, in momenti successivi, molti parenti e amici si sono riuniti con un abbraccio corale, portandole doni e facendole gli auguri. La giornata è terminata con nonna Iva sempre attenta e mai stanca.
Marina di Campo, 3 settembre 2015
Non c'è pace per i gatti dell'Enfola. All'ultimo episodio oggetto dell'articolo del 19 Agosto sui principali media locali, si aggiungono due nuovi e gravi casi. Il primo ricorso il 24 Agosto con la sparizione di almeno tre gatti che vivevano stabilmente presso la colonia censita dell'Enfola. E la notte del 30 agosto, con una nuova incursione alla colonia del Puntale.
"E' evidente che si tratta di persone del posto che hanno dichiarato la propria guerra personale ad animali innocui e, soprattutto, schivi e indifesi".
A parte procedere con una formale denuncia contro ignoti, Enpa in collaborazione con chi ha a cuore il destino di questi animali – che ricordiamo la legge protegge perché colonia censita – prenderà misure appropriate per puntare l'attenzione dell'opinione pubblica su questo odioso comportamento.
"Non abbiamo molti strumenti, visto che chi agisce contro questi animali lo fa nella certezza dell'anonimato, ma intendiamo usarne uno potentissimo: la comunicazione a livello nazionale dei ripetuti episodi d'intolleranza cui si aggiungerà una campagna informativa mirata ai turisti – italiani ed esteri -, amanti degli animali che intendono passare le vacanze scegliendo proprio la meta dell'ENFOLA. Ora con i nuovi arrivi turistici, e anche per la stagione futura".
In sostanza se esiste il detto: "colpirne uno per insegnare a tanti" nel caso specifico, vista l'omertà che ammanta l'intera zona, si punterà a "colpire tutti per colpirne uno". Chissà che in questo modo chi tace e sa, non si decida a scoprire le carte.
"Dispiace sicuramente, soprattutto nei confronti di coloro che in questi anni si sono prodigati e aperti a un turismo davvero pet friendly, ma le retroguardie che danneggiano animali ed economia turistica è ora che se ne facciano carico, anche se vigliaccamente nascosti"
Alessandro Dini
Bricco Ferro