
“E’ arrivato Nocentini, ora gli faremo tappare le buche, pareggiare il bilancio e anche tagliare l’erba alle Grotte”. E’ questa la vendetta studiata e perseguita con una strategia che non teme nemmeno la canicola estiva dai sinistri sconfitti alle ultime elezioni dall’ex re dei supermercati elbani, diventato sindaco di Portoferraio.
“E se si azzarda a mettere una ruota panoramica alla Trump, guai a lui. Gli diremo che la cultura non sa nemmeno dove sta di casa”.
Sono tutti uguali, sembra di leggere Dagospia quando parla della Meloni e si inventa le peggiori congetture condite dagli insulti più pesanti. Peccato che quando vanno a votare non mettono insieme nemmeno i numeri di una squadra di calcio (ma sì, mettiamoci anche le riserve). Anche Calenda conta più di loro. Chi pensano di dover convincere con la loro politica dell’offesa a tutti i costi dell’insulto aggratis? E’ solo gente che vive male e sfoga così le sue frustrazioni.
Ma vediamo da dove arriva l’ultima ondata antinocentiniana di questa calda estate 2025. La villa delle Grotte? Già qualche tempo fa, quando leggevamo della volontà di questa fantomatica fondazione di “cedere gratuitamente il bene al comune”, ci chiedevamo: cosa ci sarà dietro tanta generosità?
Ecco scoperto l’arcano. I munifici benefattori cultori della cultura che oggi si lamentano, in tutti questi anni, non hanno saputo neanche mandare due operai con un decespugliatore a inizio stagione, né mettere una persona in un baracchino a fare i biglietti. Hanno sempre cercato il sistema di farsi pagare le spese, mentre gli archeologi facevano nuove scoperte, puntualmente smentiti da chi ne sa più di loro.
Questi volevano fare come i capoliveresi, che si sono inventati le leggende fino a farle diventare vere agli occhi dei turisti.
E ora vorrebbero l’assessore alla cultura. Magari con portafoglio. Così poi quando torneranno se torneranno, a qualcuno quel bel posticino toccherà. Avanti, compagni!!!