Il Professor Cambi non finisce mai di stupire con i suoi comunicati. Nell'ultimo, datato 4 settembre 2017, ci ha svelato importanti novità sugli scavi di S. Giovanni. Come molti ricorderanno, nella fattoria erano stati scoperti alcuni dolia sulle cui pareti è presente un bollo che, tradotto, suona così: “Hermia servo di M. V. fece”. Le ricerche di laboratorio hanno dimostrato che quei grandi contenitori di circa 2100 anni fa venivano prodotti nella lontana Minturnae (provincia di Latina, presso il confine fra Lazio e Campania), importante colonia romana che, fra l'altro, produsse anfore nei suoi ateliers e vino nelle ville rusticae del suo territorio. Ma sentiamo le parole testuali di Cambi:
“I bolli (o marchi di fabbrica) che questo personaggio fece imprimere sull’argilla fresca dei dolia ritrovati a San Giovanni, sono al tempo stesso indicatori dell’area di produzione di questi grandi vasi (probabilmente Minturno: anche le analisi della terracotta dei doli rimandano a quella zona) e marchio di garanzia del prodotto in essi contenuto. Hermia fu uno schiavo-manager ovvero uno schiavo particolarmente intelligente, competente e intraprendente, a cui il padrone, nella fattispecie un Marco Valerio, affidò una somma di denaro, un peculio, da investire e da far fruttare”.
E subito dopo Cambi incalza:
“Quel che è certo è che doveva avere grande esperienza di agronomo e di cantiniere, come dimostra l’archeologia e che attorno al 100 a.C. gestì l’azienda agraria dei Valerii nella rada di Portoferraio.
L'unica cosa, chiara e accettabile, che perfino io ho capito subito, è che i dolia sono stati prodotti a Minturnae. Successivamente ho tentato di afferrare i rimanenti concetti. Dapprima mi sono impegnato in lunghe ricerche, ma non sono riuscito a scovare dove (autore antico, monumento funerario, epigrafe) sono descritte le eccezionali doti (competenza, particolare intelligenza, intraprendenza, grande esperienza) attribuite da Cambi a Hermia, lo schiavo-manager-agronomo-cantiniere-gestore-investitore. Un fiasco altrettanto completo l'ho ottenuto quando ho cercato documenti sul cospicuo gruzzolo elargito da un Marco Valerio al suo schiavo-fenomeno. E, infine, mi è sfuggito del tutto il percorso utilizzato dal responsabile dello scavo per tramutare un semplice marchio di un dolio prodotto a Minturnae in una specie di fattore tuttofare a S. Giovanni.
Non potendo credere che si tratti di pure fantasie, e pensando piuttosto che siano state lacunose le mie indagini, confido che il professor Cambi sia così gentile da indicare pubblicamente al sottoscritto e ai numerosi appassionati di archeologia quali sono i dati scientifici e le fonti che gli hanno consentito di disegnare con tanta precisione i lineamenti professionali e intellettuali di Hermia, il super schiavo materializzatosi a S. Giovanni da un marchio di fabbrica impresso su terracotta a Minturnae.
Michelangelo Zecchini
