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APPUNTI SULLA CRONOLOGIA DELLE TORRI COSTIERE DELL'ELBA [/SIZE] [/COLOR]

Né la carta topografica del Magini, né le altre carte cinquecentesche (Danti, Munster, Berteli, Hortelius, ecc.), per quanto accurate e dettagliate per l'epoca in cui furono elaborate, registrano le torri costiere di Marciana Marina, Rio Marina, Campo nell'Elba. Esse compaiono, invece, nella pianta colorata, del 1650 circa, conservata presso la Bibliothéque Nationale de France, e nella mappa di Francesco Duval, riferibile al 1680, custodita nell'Archivio di Stato di Firenze. Si tratta, però, di indicazioni cronologiche piuttosto generiche e si può fare meglio con i documenti scritti e con l'analisi tipologica. L'utilizzo degli uni e dell'altra ha condotto per le tre torri, con riferimento alla loro veste architettonica attuale, alle seguenti proposte di datazione:
– MARCIANA MARINA. La torre fu edificata da Jacopo VI Appiano fra il 1558 e il 1562, subito dopo la riappropriazione di possesso del 1557 e sulla spinta emotiva suscitata nella popolazione dalle devastazioni piratesche del 1553 e del 1555. È del tipo a scarpa, con cordolo marcapiano che divide il segmento inferiore, troncoconico, da quello superiore cilindrico. L'accesso è al primo piano.
– RIO MARINA. La torre poligonale, costruita in pietra proveniente dalle miniere locali, mostra un cordolo divisorio fra il segmento inferiore, a scarpa, e la parte superiore. L'accesso è al primo piano. È attribuita al 1536 sulla base di un carteggio fra Medici e Appiano in cui i primi invitano i secondi a costruire opere di difesa costiera. Ma si tratta per l'appunto di un' esortazione e come tale ha solo un valore di indicazione cronologica. Considerato che nel paramento era murata una lapide lacunosa nella quale era nominato Jacopo V, la cui morte risale al 1545, allo stato attuale delle ricerche la costruzione della torre è riferibile non a un anno preciso bensì a un arco di tempo compreso fra il 1536 e il 1545, con propensione per un anno prossimo alla seconda data.
– MARINA DI CAMPO. La torre, del tipo a scarpa e accesso al primo piano, con cordolo che divide il segmento inferiore, troncoconico, da quello superiore cilindrico, esisteva già nel 1596, come prova un documento del Fondo Boncompagni-Ludovisi, conservato presso l'Archivio Segreto Vaticano e ritrovato da Giorgio Giusti. Ma il 1596 è solamente un terminus ante quem: a mio avviso, stanti le stringenti affinità tipologiche con la torre della Marina di Marciana, l'architettura militare campese dovrebbe essere retrodatata di due o tre decenni.
Relativamente alle torri di Marciana Marina e di Rio Marina le suddette ipotesi cronologiche sono state integrate di recente con dati di primo piano grazie a ricerche, pressoché simultanee, di cartografia antica e, limitatamente alla prima, di stratigrafia architettonica. Le indagini diagnostiche preliminari sulla torre di Marciana Marina, condotte dal prof. Giuseppe A. Centauro dell'Università di Firenze fra il 2013 e il 2016, e volte ad elaborare un progetto di restauro, hanno permesso di scoprire presso la base, circa 80 cm all'interno rispetto alla superficie attuale, una cerchiatura in ferro, la quale fa supporre non solo di essere di fronte all' atto iniziale del rafforzamento strutturale relativo alla parte inferiore del monumento, ma fa anche presumere che in origine il monumento stesso fosse connotato in basso da un profilo cilindrico anziché troncoconico.
Poco prima tre geografi dell'Università di Siena e di Firenze (Proff. A. Guarducci, M. Piccardi, L. Rombai) avevano offerto ulteriori elementi per approfondire il problema, pubblicando un'inedita e sorprendente mappa geografica dell'isola, attribuita al cartografo tedesco Enrico Martello (Heinrich Hammer), attivo negli ultimi due decenni del XV secolo, la quale replica con ogni probabilità, forse non pedissequamente, una mappa più antica. Vi è rappresentata in modo schematico un’Elba con larga gobba a occidente, due profonde insenature a est e a nord (evidentemente Portolongone e Portoferraio), mentre quali siti antropizzati e fortificati compaiono Marciana e la Torre della Marina di Marciana, il Volterraio e Grassera (Gresiri), la Torre del Giove e Rio nell’Elba (Verifare), la Torre della Spiaggia di Rio e Capoliveri. Di fronte sta il litorale piombinese con Populonia e Piombino. Sembra dunque che l'autore abbia posto un' attenzione esclusiva nel segnalare località provviste di baluardi per la protezione del territorio, trascurando volutamente altri aspetti, quasi a cristallizzare la situazione difensiva dell'Elba in una certa epoca, con ogni probabilità il XV secolo. Sono di un certo peso le argomentazioni addotte in tal senso da Umberto Gentini in uno studio puntuale. Fra di esse spicca la seguente: oltre a non esserci traccia di Cosmopoli, com’è noto edificata nel 1548, e ad esserci rappresentata Grassera, distrutta dal pirata ‘Barbarossa’ nel 1534, manca, a Piombino, il cosiddetto Rivellino convesso costruito nel 1447. Occorre rilevare che sono numerosi gli esempi di carte antiche che non segnalano agglomerati o singoli monumenti in realtà esistenti da tempo, ma in questo caso si tratta di una carta 'specializzata' che dovrebbe effettivamente registrare la geografia del sistema tattico-protettivo insulare in un momento di poco precedente o successivo al 1447. È anche vero, però, che la mappa di Hammer censisce la torre del Giove, la cui fondazione viene fatta risalire comunemente al 1459. Inoltre viene ignorata la torre di S. Giovanni, dell'XI secolo, che pure costituiva un dispositivo militare di tutto rispetto. Quest'ultima 'mancanza' potrebbe essere spiegata con l'intento, da parte di Enrico Martello, di evidenziare solo le architetture militari in uso, edificate o ristrutturate dagli Appiani. Tuttavia, in attesa che vengano sciolte sia le apparenti incongruenze sia la discordanza cronologica fra Rivellino convesso e fortezza del Giove, a mio avviso è fin d'ora accettabile il riferimento della mappa ad una situazione difensiva collocabile fra il 1445 e il 1460. Allo stesso modo, alla luce dei nuovi indicatori stratigrafici e documentali, risulta plausibile retrodatare intorno al 1450 l'origine delle torri costiere di Marciana e di Rio.
Del resto nulla vieta di accettare che gli Appiano, di fatto padroni dell’Elba a partire dal 1392, abbiano precocemente attuato, riattando le preesistenze, un apparato difensivo misto d’altura (Capoliveri, Rio, Volterraio, Grassera, Marciana) e costiero (Marine di Marciana e di Rio), in particolare nelle zone di massima estrazione del ferro (Calamita e Rio Marina) e nelle aree boschive a più intensa riduzione del metallo (vallate marcianesi), per tutelare le popolazioni e i propri interessi economici.
Michelangelo Zecchini