Ciao Gavino,
ieri ho appreso che oltre agli atti annullati dal tar ci sia anche una richiesta della società appellante di un risarcimento danni per circa 4.000.000,00 ne sai Qualcosa?
Inoltre se fosse vero di questa richiesta e avesse ragione la società appellante chi Paga? il Comunegli Amministratorio il Consulente Comunale?
mi sai dare una risposta?
113735 messaggi.
Caro Valerio, di solito chi non vuole cambiamenti istituzionali, non indice referendum e non si consulta il popolo per confermare lo status quo. L’attività referendaria è prerogativa, in genere, di chi vuole cambiare. Ciò non significa che le cose vadano bene così come vanno, tutt’altro. Ci sarebbero dei cambiamenti importanti da introdurre nella gestione amministrativa elbana, soprattutto dopo che ci hanno scippato Comunità Montana, sostituendola con un’Unione dei Comuni, nata morta. Ma le cose da fare attengono più alla sfera politica che a quella referendaria: innanzitutto valorizzare le “Conferenze dei sindaci” che sono strumenti agili e importanti per determinare gl’indirizzi amministrativi comprensoriali; poi rivedere il sistema delle Gestioni associate, limitandole a quelle che gestiscono servizi veri (polizia, archivi, turismo ecc.) ed eliminando quelle che si occupano di aria fritta (e ce ne sono) e che purtroppo costano tempo e denaro. Intanto sarebbe utile agevolare l’accorpamento dei comuni limitrofi, omogenei per tradizioni, cultura e condizione economico-sociale ( ad es. Rio Marina-Rio Elba), per pervenire poi, in un secondo tempo, dopo averne sperimentato i vantaggi (se ci saranno), ad una unità amministrativa completa. Non so se un unico comune all’Elba sarebbe utile, ma in caso affermativo ci si dovrebbe arrivare per gradi e con il maggior consenso possibile e non facendo un colpo di mano-o annessione, che dir si voglia- perché fa comodo a questo o quell’ente; a questo o quel partito; a questo o quel gruppo di potere, a questo o quel personaggio.
Questo, caro Valerio, è il ruolo attivo che avrei assunto come fautore del No.
Mi chiedo quanto sia costato l’avvocato Gallo alla fine di tutti questi tira e molla e ora come la mettiamo noi contribuenti come andra' a finire la storia dei pontili qui a Porto Azzurro? Vedi che qualcuno alla fine si e' mosso allora in paese regna la democrazia ? eh eh eh meditate gente meditate.
STAMPA ELBA....
Avete pubblicato i nomi e cognomi delle guardie carcerarie condannate per lo spaccio in carcere.......e potrebbe andare bene.....ma...
DOVETE PUBBLICARE ALLORA TUTTI I NOMI DEI DELINQUENTI COMUNI CHE VENGONO DENUNCIATI ED ARRESTATI SULL'ELBA, E DICO TUTTI......!
PERCHE' SOLO I NOMI DELLE GUARDIE E NON QUELLO DI TUTTI I DELINQUENTI ? VORREI DELLE SPEIGAZIONI DA VOI, SIGNORI GIORNALISTI, IL DIRITTO DI CRONACA SI DEVE APPLICARE COERENTEMENTE CON TUTTI....OPPURE CI SONO PERSONE DI SERIE A E PERSONE DI SERIE B ?
GRAZIE :angry:
[SIZE=4][COLOR=darkred]L’ATC IN PRIMA FILA PER RISOLVERE IL PROBLEMA DEGLI UNGULATI ALL’ELBA [/COLOR] [/SIZE]
Nel corso dell’incontro svoltosi il 4 novembre scorso su iniziativa del Vice Prefetto per gli Affari dell’Elba, Dott. DAVETI (che faceva seguito a quello del 14 settembre, nell’ambito del quale il medesimo Dott. DAVETI aveva istituito un tavolo tecnico al fine di elaborare un progetto condiviso diretto a ridurre la presenza di cinghiali e mufloni all’Isola d’Elba), è risultata confermata l’impossibilità (in gran parte già emersa in occasione di una precedente riunione del tavolo tecnico, svoltasi nel mese di ottobre) di addivenire ad un lavoro comune che si ponesse quale vero obiettivo l’adozione di strategie efficaci e tempestive per il controllo ed il contenimento delle popolazioni di ungulati.
Dalla riunione è apparsa chiara la volontà del Parco a non collaborare con gli altri Enti (Provincia e ATC) per mettere in atto, almeno in questa eccezionale situazione di emergenza, “tutte” le iniziative possibili e plausibili idonee a perseguire tale risultato, trincerandosi dietro il falso obiettivo dell’eradicazione delle specie (difficile e per di più ottenibile in tempi lunghi, se non lunghissimi) e richiamando normative nazionali e pareri dell’ISPRA che impedirebbero il coinvolgimento diretto dei cacciatori nell’attuazione di iniziative all’interno dell’area protetta, chiaramente più efficaci di altre, almeno nell’immediato.
La proposta avanzata dalla Direzione del Parco propugna ulteriori investimenti finanziari (che andrebbero a raggiungere così una importo complessivo annuo di poco inferiore ai duecentomila euro), destinati ad incrementare il numero di cinghiali catturati mediante il posizionamento di nuove trappole e abbattuti con gli interventi diretti di agenti e cacciatori-selecontrollori (questi ultimi in possesso di specifica abilitazione rilasciata dallo stesso Parco).
L’ATC, da parte sua, ha proposto un piano di interventi articolato e con effetti immediati, che, senza prevedere l’impegno di risorse finanziarie aggiuntive, può dare una risposta immediata ed efficace per fronteggiare lo stato di emergenza da tutti denunciato.
Il programma dell’ATC, esposto nella riunione con il Vice-Prefetto, si articola nei seguenti punti:
- Organizzazione di braccate, in una fascia inclusa all’interno dell’area protetta, adiacente il territorio a caccia programmata in gestione all’ATC, realizzate con la collaborazione delle quattro squadre per la caccia al cinghiale in battuta operanti all’Elba. Si tratta di personale esperto, dotato di mute di cani appositamente addestrate e che vantano un’elevata esperienza ed efficienza, peraltro confermata dall’elevato numero medio di abbattimenti attuati per squadra e per giornata di caccia (4 cinghiali circa);
- Coinvolgimento, per gli abbattimenti all’interno dell’area protetta, dell’intero contingente di cacciatori di selezione operanti nel Distretto per la caccia al Muflone dell’ATC LI10, abilitati a tale attività a seguito di corso organizzato dalla Provincia di Livorno, su parere positivo dell’ISPRA per i profili tecnici (al momento, sono invece autorizzati ad operare all’interno dell’area protetta solamente agenti di polizia e cacciatori-selecontrollori abilitati direttamente dal Parco);
- Assegnazione a scalare del piano di prelievo annuale del Muflone fra tutti i cacciatori di selezione iscritti al Distretto, operanti sia all’interno che all’esterno dell’Area Protetta. Ciò agevola il compito dei cacciatori di selezione, che non devono tenere conto di classi di sesso ed età nel corso degli abbattimenti programmati: assegnare ai cacciatori di selezione capi specifici condiziona considerevolmente il completamento del piano.
L’ATC ha proposto anche l’organizzazione di un programma di monitoraggio, su tutto il territorio elbano (dentro e fuori l’area protetta), al fine di determinare l’effettiva consistenza delle popolazioni di ungulati presenti e disporre così di dati attendibili circa le potenzialità riproduttive annuali delle due specie: tali informazioni appaiono indispensabili per individuare e fissare un adeguato contingente minimo di prelievo annuale, da realizzare per mantenere la densità delle specie nei limiti della sostenibilità territoriale.
Le misure di prelievo proposte dall’ATC possono risultare in buona misura complementari rispetto a quelle già messe in atto dal PNAT, anche perché si svilupperebbero in un arco temporale (ottobre-gennaio) nel quale le attività di quest’ultimo (catture e controlli con personale di vigilanza e/o selecontrollori) sono sospese o, in ogni caso, di fatto poco incisive.
Non possiamo non sottolineare che quanto proposto dall’ATC non implica il sostenimento di alcun significativo costo aggiuntivo per la collettività e le finanze pubbliche (né per il Parco, né per la Provincia e tanto meno per l’ATC).
Il documento contenente la proposta elaborata dall’ATC, inspirata al buon senso ed alla reciproca collaborazione con tutte le forze in campo, è stato anche trasmesso agli Assessorati alla Caccia ed all’Ambiente di Provincia e Regione, con l’auspicio che i medesimi mostrino sensibilità verso le problematiche del territorio elbano e si adoperino per dare piena attuazione alle iniziative necessarie per riportare queste popolazioni di ungulati negli alvei di densità sostenibili
Cari Campesi,
ma leggendo l'albo pretorio del sito del comune non vi rendete conto chei gli atti del comune sono stati fatti SEMPRE E SOLO per SCARICARSI LE RESPONSABILITA'????
Ordinano ai privati di ripulirsi il fosso da macerie arrivate da chissà dove ma nel frattempo ci hanno fatto pagare la pulizia dei fossi...
e ora, ad un mese dal disastro, manco due lampioni sono riusciti a sistemare.... quindi qualsiasi sarà il commissario spero che sia NON ELBANO E NON IMPARENTATO CON ELBANI ma che sia IMPARZIALE E CELERE.
Grazie Legambiente, ma .....
volevo ringraziare gli amici di legambiente e ritengo opportuno far rivedere la foto del fosso del lecceto del 29.03.2011 ed anche ricordare l'intervento di legambiente su elbareport sull'argine distrutto dai cinghiali del fosso del lecceto, ma nessuno è intervenuto, se non dopo l'alluvione. Desidero ricordare che il fosso del lecceto è stato pulito nel 2008, mentre nei decenni precedenti non mi pare proprio che sia stato mai pulito, fino a quando c'erano i vigneti anni 70 forse fino al 1980, lo puliva il trattore che passava nel fosso e poi dopo per un trentennio di scarsissime pioggie, via libera ai buscioni e biancospini.
Una buona giornata
Gimmi Ori
QUALCUNO MI PUO' DIRE CHE FINE HA FATTO IL SISTRI
Come è pensabile chiudere totalmente il traffico soprattutto in questo periodo? Se deve essere fatta qualche variazione (anche se non credo) penso sia cosa buona e giusta farla a favore della totale riapertura del traffico. Il paese è in ginocchio e, come dice il Sig. Cavaliere, le persone spesso non hanno voglia né tempo per poter arrivare fino in centro a piedi, con la chiusura totale del traffico in un periodo critico come questo potremmo solo rischiare di trovare il "salotto di Portoferraio" ancora più deserto con molte più attività chiuse. Sicuramente i commercianti devono sacrificarsi un po', ma devono anche essere accompagnati, aiutati, sostenuti da una sorta di "guida"(Amministrazione) che in questo momento sembra mancare. Portoferraio, ora come ora, è molto più vicino ad un paese abbandonato anziché ad una grande città. Pertanto, prima cerchiamo di tornare a poter essere paragonati ad un Paese, non dico caotico ma quantomeno vissuto e vivibile, poi possiamo darci come obiettivo quello di simulare una Città, e fare tutto ciò che ne consegue (quindi chiudere completamente il centro apportando modifiche alla passeggiata attuale rendendola, come diceva qualcuno, magari più luminosa più accogliente e sicuramente valorizzandola). Il Portoferraiese vuole essere comodo, e, come abbiamo ben visto in questi anni, se gli togli la possibilità di parcheggiare davanti al negozio lui non è che va a piedi, CAMBIA NEGOZIO! O, per meglio dire, cambia zona e si sposta in Via Manganaro-Via Carducci-Zona industriale-Sghinghetta-Carpani dove non ha problemi di parcheggio. Se una volta aperto il traffico riaprisse anche qualche negozio, con un po' di luci e se si fa in tempo magari natalizie, forse un po' di movimento in più ci sarebbe. E' un'utopia? Non lo so, ma prima era così e funzionava alla grande. Io sono una di quelle che (per quanto mi è concesso in termini di tempo) il Centro continua a viverlo nonostante sia come è. Proviamo a far ripartire il Centro non cerchiamo di isolarlo sempre di più.
I problemi relativi al centro storico sono già stati risolti, ora in piazza ci sono 6 "Fioriere in allestimento".
Questi bidoni alti non avranno problemi di invecchiamento, in quanto presentano già di suo la ruggine.
Quando ho visto il primo pensavo fosse un braciere per le castagne.
Poi più avanti le panchine su queste però non cè da dirci niente.
E ancora più avanti 2 cubi piccolini nascosti in mezzo a dei vasi sembravano due mobili abbandonati o meglio ancora due televisori buttati!
Mahhhhh!
De' i topi di Montecristo so' stati Fin troppo bravi....Io avrei chiesto di più se mavessero
Mandato via dalla mi casa.....!
Oswardo
IERI SERA LA 7
HO ACCESO LA TV COME DI MIO CONSUETO IERI SERA E SONO STATO COLPITO DA ANSIA E TERRORE , PER DELLE RIPRESE CHE STAVA TRASMETTENDO LA 7.
PERSONE INTERVISTATE DAVANTI ALLE BANCHE CHE CERCAVANO DI PRELEVARE DAI BANCOMAT FUORI SERVIZIO, GENTE CHE FACEVA INCETTA DI GENERI ALIMENTARI......L'ALTRO IERI LA GRUBER INTERVISTANDO ABETE CHIEDEVA SE ERA VERO IL FENOMENO DEI PRELIEVI BANCARI.....
HO AVUTO MINUTI DI SMARRIMENTO...HO GUARDATO MIA MOGLIE ANCH'ESSA BASITA.....SOLO DOPO QUALCHE MINUTO MI SONO ACCORTO CHE SCORREVA ILLEGGIBILE E PICCOLISSIMO UN TRAFILETTO CHE ERA TUTTA UNA
FICTION.... MA CAZZO!!!! :bad: :bad: CHE RAZZA DI GIORNALISMO E' QUESTO!!!!! LA FAREI IO "PIAZZA PULITA" IL NOME DELLA TRASMISSIONE....
PERSONE COME ME ANZIANO CHE CI VEDE POCO, MI HANNO FATTO VENIRE QUASI UN COLPO! LO SO' LA SITUAZIONE E' GRAVE MA NON SI SPAVENTANO LE PERSONE COSI! STRONZI! :bad:
In merito alla questione del Commissario, premettendo che non so su quali basi verrà individuato, sarebbe veramente opportuno che lo stesso sia, non tanto un elbano generico, ma un campese conoscitore del territorio con le proprie esigenze e peculiarità.
Ovviamente non un tecnico (ce ne sono già tanti), nemmeno un politico in attività (ovvio il conflitto di interessi), nemmeno ex sindaci (stesso problema di conflitto di interessi), magari qualcuno che non ha avuto danni diretti o indiretti che possa agire libero da coinvolgimenti personali: la rosa si restringe molto, ma credo che qualcuno ci sia in giro.
Un saluto
Ciao a tutti per questo inizio mese di dicembre, 23 giorni dopo la bomba d'acqua e l'esondazione dei fossi che hanno devastato materialmente e psicologicamente il paese di Campo e molte località limitrofe, una intera comunità.
Mentre quotidianamente continuano i lavori dei volontari per poter permettere alle famiglie alluvionate di rientrare nelle loro abitazioni e in maniera dignitosa, anche la comunicazione e l'informazione stanno iniziando a funzionare in maniera più attenta e ciò grazie al continuo tentativo di rapportarsi con chi fa informazione evidenziando il reale disagio che da una settimana è stato ufficialmente definito calamità naturale dal governo della Repubblica.
Anche ieri Angelo Mazzei e Adolfo Tirelli di "Elba Alluvione" hanno accompagnato sui luoghi più colpiti un giornalista del Corriere della Sera, mentre oggi e domani Alessio Rocchi e una troupe di TV7 (Rai 1) preparano un servizio di approfondimento, anch'essi accompagnati da Cheti Soldani, Anna Maria Segnini e Roberto Bartoli.
Da lunedì prossimo sarà la volta di una troupe del Tg2 accompagnata dal giornalista di origini elbane Senio Bonini per il programma "Storie". Elba Alluvione, questo gruppo spontaneo di cittadini elbani nato per una emergenza umanitaria e continuamente alla ricerca di soluzioni per alleviare il dramma di tante persone, continua le proprie attività a fianco di Istituzioni e Protezione civile; a breve faremo uscire un comunicato dove sarà fatto un punto della situazione più esauriente di quanto fatto e di cosa ancora possiamo fare. Tra le buone notizie che accarezzano questo catastrofe l'idea di inviare vestiario in eccesso agli altrettanto sfortunati siciliani colpiti dalla recente e tremenda alluvione: abbiamo ricevuto molta solidarietà e ricambiamo con gioia.
Grazie ancora ai molti cittadini elbani e non che continuano ad offrire gratuitamente e con calore le proprie prestazioni e professionalità ma soprattutto la propria concreta solidarietà, grazie a chi continua a devolvere anche pochi euro ma con il cuore sui conti pro alluvionati (ricordo che il nostro conto con l'effige della manina serve per spese immediate per le famiglie più colpite ed è una commissione di garanti che darà l'assenso definitivo per questi interventi).
E grazie ai media locali (e in particolare al blog/guestbook "Camminando" che può essere definito una fonte di informazione a tutti gli effetti) che, altrettanto coinvolti nei loro vari soggetti virtuali e cartacei, hanno dato nel suo insieme una visione realistica della situazione tenendo alta l'attenzione soprattutto ora dove tutto rischia di essere dimenticato tra cene e feste imminenti. Dimenticare significherebbe lasciare al loro destino coloro che hanno perso tutto ma hanno trovato il calore di tutta una Comunità, l'Elba più vera e senza barriere di nessun tipo, l'Elba del fare e bene.
Un grazie particolare a Michele, Roberto, Adolfo, Anna Maria, Angelo, Patrizio, Antonio, Vittoria, Maria Letizia, Cheti, "Kassandra" (la fotografa) alcuni volti che continuano a spendersi ma che sono il volto di quelle centinaia, migliaia di persone che hanno e continuano a gravitare su Campo per rinascere tutti insieme, e meglio.
Gian Carlo Diversi
[SIZE=3]A buon intenditor poche parole ma.... non c'è più sordo di chi non vuol sentire![/SIZE]
Con un paio di giorni di ritardo, la cosiddetta "informazione" si è accorta della sentenza relativa alla gestione demaniale di Porto Azzurro.
Poichè il contraddittorio non è uno sport per giornalisti, l'articolo riporta una dichiarazione dell'Avvocato Gallo al quale, evitando domande imbarazzanti, viene concesso un minispot a cui vorremmo replicare da questa tribuna di non iscritti all'ordine, né degli Avvocati né dei giornalisti.
La dichiarazione del legale è questa: “Stiamo valutando il da farsi ma pubblicheremo il bando per la gestione dell’approdo turistico nei tempi indicati dal TAR – ci ha detto l’avvocato Luciano Gallo, che ha rappresentato e difeso in giudizio il Comune di Porto Azzurro – la sentenza conferma comunque la legittimità della scelta della privatizzazione della società partecipata. Al Comune di Porto Azzurro – ha aggiunto l’avvocato Gallo – interessano le risorse umane della D’Alarcon (13 dipendenti, ndr) e l’amministrazione vuole darsi tempi brevissimi per l’attuazione dei suoi programmi”.
Ora, nei panni dell'intervistatore, ricevendo una dichiarazione del genere, poiché avrei avuto almeno la premura di leggere la sentenza del TAR (giusto per farmi un 'idea personale) mi sarebbe scappato da ridere e non sarei riuscito ad esimermi dai seguenti rilievi.
Cosa significa "stiamo valutando il da farsi" ?? Il da farsi lo ha già detto il TAR a gennaio, lo ha ripetuto tre giorni fa informandone la Procura e la Corte dei Conti, ha allertato il Prefetto e l'Avvocato Gallo ci vuole raccontare che sta valutando cosa???
Perché parla di "bando per la gestione dell'approdo turistico" ?? Capisco che leggere la sentenza non sia una cosa piacevole ma, visti gli obblighi perentoriamente imposti ed il coinvolgimento delle Procure, sarebbe quantomeno consigliabile; al suo posto, intanto, lo facciamo noi: "Il Collegio ritiene inoltre di assegnare al Comune il termine di 7 (sette) giorni per l’indizione di gara, ai fini della scelta del concessionario . Nell’indizione della procedura concorsuale dovrà tenersi conto che la durata minima ordinaria delle concessioni demaniali del tipo di quella in questione è pari a quattro anni......." . Basta leggere, è scritto in italiano, non si parla di gestione, c'è scritto concessione, l'Avvocato pensa di rendere una dichiarazione a degli idioti o non conosce la differenza tra gestione e concessione???
Cosa vuole raccontarci dicendo che "la sentenza conferma comunque la legittimità della scelta della privatizzazione della società partecipata", che il procedimento è stato fatto bene?? La sentenza, in soldoni, dice che il Comune può procedere legittimamente a privatizzare la D'Alarcon fermo restando che tutto il procedimento svolto è da buttare nel secchio! Cerchiamo di non confondere le idee perchè dopo i risultati prodotti, nei confronti dei cittadini correrebbe almeno l'obbligo della chiarezza.
Per concludere, non voglio dimenticare i dipendenti della D'Alarcon.
Tutti hanno a cuore il bene di persone che hanno bisogno di uno stipendio, magari per mandare avanti una famiglia. Però, non ci si può nascondere dietro i dipendenti per mascherare una gestione illegittima, se non addirittura illegale, di un bene pubblico.
Poiché i dipendenti della D'Alarcon non sono stati scelti perché porteranno i loro voti e quelli delle loro famiglie all'Amministrazione pro-tempore ma perché sono persone volenterose e capaci, qualsiasi concessionario opererà un'analoga scelta ed il loro posto di lavoro sarà sicuramente mantenuto. Difficile pensare che il personale necessario sarà reperito altrove, soprattutto con i costi degli alloggi in loco!
E' certamente apprezzabile l'interesse del Comune alla manodopera impiegata sul porto sempre che non sia rivolto ai voti di questa manodopera; basta aprire un giornale qualsiasi per capire che con questi "giochetti" sarà meglio smettere prima che sia troppo tardi (e forse lo è già)!!!
IL DUBBIO
Ma come mai i più accesi sostenitori del comune unico sono tutti targati "centrosinistra"?
Solo, se non sbaglio, due comuni su otto sono governati dal centrosinistra.
Forse tutta questa "passione" per il comune unico deriva dalla sola volontà di "invertire" un processo decennale di allontanamento degli elettori elbani dal centro sinistra?
Di solito le idee nuove o "rivoluzionare" le portano i giovani se non di età almeno di idee.
E questi rivoluzionari chi sarebbero? Forse Fratini, Alessi o il nuovo Orsini? O la Schezzini?
Sono tutti pensionati che non trovano pace con la pretesa di indicare al mondo la giusta via per consolidare le proprie posizioni all'interno della macchina provinciale e regionale.
Dicono che le poltrone, oggi come oggi, sono troppe. E' vero ma ne vogliono di meno, e magari più comode, ma solo per sedercisi loro.
Su Tenews di ieri un lettore, in buona fede, indicava nella troppa passione di questi "attori immortali della modesta politica locale" un difetto per la costruzione di un comune unico.
Forse il lettore in buona fede si sbaglia. Non è solo troppa passione. E' l'unico modo per impedire che il centrodestra amministri tutti i comuni elbani.
Un augurio di buon lavoro al bravo Marini perchè si impegni sempre di più ad illustrare a tutti gli elbani gli effettivi propositi dei "rivoluzionari" legati a livorno ed a Firenze da rapporti ultraquarantennali che, finchè amministravano 8 comuni su 8 mai hanno fatto un pensiero al Comune Unico.
Ora che la struttura vacilla si muovono nervosamente, seguendo le date dei mercatini settimanali, con gli stessi movimenti degli zombies nella più famosa canzone di Micheal Jackson.
E te Orsini ma perchè ti preoccupi tanto dei comuni elbani e ignori i problemi di Fornacette?
Cosa ti lega all'Elba? Ti sembriamo tutti, noi elbani, dei dementi che non riescono a scegliere da soli un modello amminstrativo senza la "super visione" di "grandi menti amministrative"?.
Dai retta, goditi la pensione. Eventualmente sappiamo sbagliare da soli.
Disastro di Marina di Campo: no ai depistaggi
Cura quotidiana del territorio e stop alla cementificazione
[ 15 novembre 2011 ]
Legambiente Arcipelago Toscano
Vediamo che, depositato il fango e asciugata l'acqua, come già accadde nel 2002, è partita un'operazione di depistaggio dei cementificatori e dei loro amici sulle vere cause del disastro "innaturale" che ha colpito Marina di Campo e Procchio. Oltre che a cercare di scaricare le "colpe" sul Parco Nazionale di mancati interventi di manutenzione di fossi e torrenti che sono a carico di altri enti, ora qualcuno dice che la colpa è addirittura tutta delle canne che ostruiscono i fossi, la stessa identica cosa che accadde quando l'alluvione del 2002 spazzò via la pista di gokart dei Marmi, fatta costruire in un'area a rischio in dispregio di tutte le norme, portando le macchinine fino in Pianosa.
Quali siano le vere cause di quanto accaduto lo si può evincere della foto che alleghiamo del torrente che ha invaso le case del Piano di edilizia economica e popolare (Peep) che in gran parete è in realtà un ammasso case vacanze, in affitto e seconde case , che la passata amministrazione del Comune di Campo nell'Elba ha sciaguratamente permesso di edificare in zona di raccolta acque sotto il bacino scolante di San Piero.
Come scrive l'ambientalista Francesco Mezzatesta, che abita in quella zona, «Sono i comuni molto spesso i veri colpevoli dei disastri idrogeologici perché per non scontentare i loro elettori rilasciano licenze edilizie in zone sbagliate. E' sbagliato ripetere la solita frase che bisogna pulire i fossi perché prima di invocare le pulizie bisogna che i fossi vengano mantenuti e non chiusi perché in ogni caso l'acqua si riprende il proprio spazio. E' inoltre sotto gli occhi di tutti che i fossi oltre che eliminati vengono ristretti per avere spazio da edificare nei dintorni. Ma negli spazi ristretti e "messi in sicurezza" l'acqua aumenta pericolosamente di velocità e comunque, soprattutto dopo che a causa dei cambiamenti climatici i fenomeni atmosferici si sono radicalizzati, non riesce ad essere contenuta nei canali-budelli anche se questi vengono puliti. E' come se un contenitore in grado di contenere 10 litri al secondo potesse accoglierne 100 litri al secondo. E' chiaro che se non si lascia lo spazio per l'espansione dell'acqua in favore di case, muri e recinzioni metalliche da qualche parte la massa idrica esonda».
Ricordiamo che il Piano strutturale di Campo nell'Elba, mai approvato grazie alla ferma opposizione ed alle osservazioni presentate da Legambiente, prevedeva la costruzione di altre nuove 1.500 case ed una "pede-collinare" che avrebbe attraversato le aree da dove è partito l'alluvione.
Naturalmente la manutenzione dei fossi, dei torrenti e del reticolo idrogeologico elbano resta uno degli elementi di cura e buona gestione quotidiana del territorio, tanto che sulla questione si è espresso anche il Congresso regionale di Legambiente Toscana nel suo documento finale approvato all'unanimità: «Il Congresso di Legambiente Toscana esprime cordoglio alle famiglie delle vittime dell'alluvione che ha colpito i territori della Lunigiana, dell'isola d'Elba e quelli della Liguria e solidarietà verso le popolazioni colpite dalla catastrofe e vuole, inoltre, ringraziare tutti i volontari e particolarmente i giovani "angeli del fango" che si sono prodigati per aiutare e prestare i primi soccorsi alle persone duramente colpite da questo ennesimo disastro annunciato. In merito a questi eventi, il Congresso Toscano fa propria la proposta di Legambiente di coinvolgere i volontari del servizio civile in un vasto progetto di prevenzione e di manutenzione del territorio e si impegnerà affinché si possano trovare le risorse necessarie per rendere fattibile questa operazione e chiede alla Regione Toscana e alle amministrazioni locali di far proprio questo progetto anche attraverso l'iniziativa "Giovani Si". Il Congresso di Legambiente Toscana registra con profondo rammarico un decadimento da parte delle amministrazioni e della politica in generale nella gestione del territorio e chiede un segnale forte da parte della Regione Toscana affinché assuma un ruolo nel governo del territorio. In particolare si richiede alla Regione un ruolo di maggiore controllo sulle politiche territoriali prendendo atto del fallimento dell'approccio della politica di sussidiarietà che la regione stessa aveva attuato. Nell'esprimere vivo apprezzamento per l'intento fermamente manifestato di bloccare d'ora in poi l'edificazione nelle aree a rischio, il Congresso di Legambiente Toscana chiede al presidente Enrico Rossi di tradurlo in norme vincolanti ed efficaci, capaci cioè di spezzare il meccanismo perverso che, finora, ha utilizzato perfino le opere di "messa in sicurezza" delle aree inondabili come cavallo di Troia per dare il via libera alla loro ulteriore urbanizzazione. È proprio grazie a questo uso distorto, infatti, che gli investimenti per "mettere in sicurezza" le aree hanno condotto molto spesso ad un aumento del rischio e dei danni alluvionali».
quanto costa studiare i ratti?
[URL]http://www.montecristo2010.it/dettaglio.asp?C=0810614AAE4126049054[/URL]
