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CARO VALERIO da CARO VALERIO pubblicato il 2 Dicembre 2011 alle 10:17
Caro Valerio, di solito chi non vuole cambiamenti istituzionali, non indice referendum e non si consulta il popolo per confermare lo status quo. Lโ€™attivitร  referendaria รจ prerogativa, in genere, di chi vuole cambiare. Ciรฒ non significa che le cose vadano bene cosรฌ come vanno, tuttโ€™altro. Ci sarebbero dei cambiamenti importanti da introdurre nella gestione amministrativa elbana, soprattutto dopo che ci hanno scippato Comunitร  Montana, sostituendola con unโ€™Unione dei Comuni, nata morta. Ma le cose da fare attengono piรน alla sfera politica che a quella referendaria: innanzitutto valorizzare le โ€œConferenze dei sindaciโ€ che sono strumenti agili e importanti per determinare glโ€™indirizzi amministrativi comprensoriali; poi rivedere il sistema delle Gestioni associate, limitandole a quelle che gestiscono servizi veri (polizia, archivi, turismo ecc.) ed eliminando quelle che si occupano di aria fritta (e ce ne sono) e che purtroppo costano tempo e denaro. Intanto sarebbe utile agevolare lโ€™accorpamento dei comuni limitrofi, omogenei per tradizioni, cultura e condizione economico-sociale ( ad es. Rio Marina-Rio Elba), per pervenire poi, in un secondo tempo, dopo averne sperimentato i vantaggi (se ci saranno), ad una unitร  amministrativa completa. Non so se un unico comune allโ€™Elba sarebbe utile, ma in caso affermativo ci si dovrebbe arrivare per gradi e con il maggior consenso possibile e non facendo un colpo di mano-o annessione, che dir si voglia- perchรฉ fa comodo a questo o quellโ€™ente; a questo o quel partito; a questo o quel gruppo di potere, a questo o quel personaggio. Questo, caro Valerio, รจ il ruolo attivo che avrei assunto come fautore del No.
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