Caro Valerio, di solito chi non vuole cambiamenti istituzionali, non indice referendum e non si consulta il popolo per confermare lo status quo. Lโattivitร referendaria รจ prerogativa, in genere, di chi vuole cambiare. Ciรฒ non significa che le cose vadano bene cosรฌ come vanno, tuttโaltro. Ci sarebbero dei cambiamenti importanti da introdurre nella gestione amministrativa elbana, soprattutto dopo che ci hanno scippato Comunitร Montana, sostituendola con unโUnione dei Comuni, nata morta. Ma le cose da fare attengono piรน alla sfera politica che a quella referendaria: innanzitutto valorizzare le โConferenze dei sindaciโ che sono strumenti agili e importanti per determinare glโindirizzi amministrativi comprensoriali; poi rivedere il sistema delle Gestioni associate, limitandole a quelle che gestiscono servizi veri (polizia, archivi, turismo ecc.) ed eliminando quelle che si occupano di aria fritta (e ce ne sono) e che purtroppo costano tempo e denaro. Intanto sarebbe utile agevolare lโaccorpamento dei comuni limitrofi, omogenei per tradizioni, cultura e condizione economico-sociale ( ad es. Rio Marina-Rio Elba), per pervenire poi, in un secondo tempo, dopo averne sperimentato i vantaggi (se ci saranno), ad una unitร amministrativa completa. Non so se un unico comune allโElba sarebbe utile, ma in caso affermativo ci si dovrebbe arrivare per gradi e con il maggior consenso possibile e non facendo un colpo di mano-o annessione, che dir si voglia- perchรฉ fa comodo a questo o quellโente; a questo o quel partito; a questo o quel gruppo di potere, a questo o quel personaggio.
Questo, caro Valerio, รจ il ruolo attivo che avrei assunto come fautore del No.
