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113716 messaggi.
Tosap , Cosap e Passi carrai da Tosap , Cosap e Passi carrai pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 12:20
Premesso che i passi carrai a raso sono quegli accessi che non interrompono o intersecano il marciapiede, che non richiedono posa di manufatti in listoni di pietra o altro materiale , che non necessitano di modifiche sostanziali del piano stradale , è evidente che gli accessi di questo tipo sono esenti da ogni dazio o onere economico così come affermato ormai da tuti gli organi interessati a queste materie quali Finanze , Entrate, Cassazione etc etc . Dico onere perchè se i comuni tentano di applicare la Tosap che ha aspetto "tributario" in caso di contestazioni occorre ricorrere presso la Commissione Tributaria , se viceversa i comuni usano la Cosap questa essendo di tipo patrimoniale per i ricorsi occorre rivolgersi ai Tribunali. In ogni caso la Tosap si può applicare solo quando esiste una occupazione del suolo pubblico ovvero sottrazione della superficie all'uso pubblico. Se uno possiede un posto auto realizzato entro la sua esclusiva proprietà e per uscire non taglia marciapiedi , non ha realizzato opere per consentire tale operazione con listoni di pietra o altri lavori evidenti nel suolo pubblico per agevolare/consentire l'uscita del mezzo NON deve pagare nessuna tosap o cosap a nessuno e chi la pretende è certamente un fuorilegge da denunciare .
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Elbano da Elbano pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 12:00
Signor Baiardo, a documentarci su Wikipedia sulle classificazioni dei graniti eravamo buoni anche noi , e se fosse stato più attento avrebbe visto che il granito sardo e quello elbano non appartengono allo stesso ciclo intrusivo....ma il punto non è questo, il granito dell'Elba, lavorato nelle cave Elbane fa parte della nostra storia ed è patrimonio culturale, una pavimentazione in bozze di granito si sposava perfettamente con il contesto della piazza-terrazza che è tra le piu belle dell'Elba, dove si affaccia il teatro dei Vigilanti.
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Cristiano Adriani da Cristiano Adriani pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 11:58
Risposta al PD Leggo con stupore lo scritto a doppia firma Mazzei-Giannullo per conto del PD. Trasecolo laddove mi viene rimproverato il fatto di non essermi prestato ad un’analisi politica del voto marinese. Ho letto e riletto la firme in calce al documento ed è surreale che a chiedermi questo sia proprio il Segretario del PD dell’Isola d’Elba, ovvero quella stessa persona che martedì sera, durante un’assemblea convocata dal candidato sindaco e alla presenza dei partiti del Centrosinistra, proprio per fare un’analisi politica del voto “marinese”, ha abbandonato la stanza, evidentemente privo di argomentazioni, proprio mentre stavo intervenendo su tale questione. Mi vengono addirittura segnalati con forza alcuni “perché”. Ma a chi dovrei parlarne, visto che non appena ho iniziato a farlo l’altra sera, sia il segretario Mazzei che il segretario locale, non hanno saputo far di meglio che andarsene via e abbandonare il campo? Un’uscita (unica nel suo genere) che ha lasciato attoniti molti dei presenti, tra i quali anche gli stessi iscritti e dirigenti del PD. Ciò che stavo facendo era una pura e semplice analisi di ciò che è successo a Marciana Marina, che provo a riprodurre in questo scritto, facendo in modo che anche Giannullo possa averne contezza. Un’analisi che poteva essere dura o meno, che poteva essere condivisibile o inaccettabile, ma quantomeno doveva essere ascoltata, specie da chi ricopre importanti ruoli politici. Ho chiesto dove sono finiti i voti del PD e su quali candidati siano stati concentrati. Ho chiesto, bontà loro, quale sia stato il “frutto” (chiamiamolo così) di quell’accordo, cosi tenacemente perseguito in questi due anni e dato per imprescindibile, con il rappresentante (o presunto tale) di quella parte dell’elettorato moderato marinese che a detta degli alti strateghi di paese, avrebbe dovuto spostare “barocciate” (cosi si dice a Livorno) di voti da destra a sinistra (voti che neppure i cani della forestale sono stati in grado di rintracciare). Ho chiesto perché un partito come il PD, abbia ostinatamente rifiutato un confronto democratico con l’elettorato di Marciana Marina, basato sulle primarie (peraltro previste come perno centrale dallo statuto di quello stesso partito). Ho avuto un sussulto e un brivido mi ha attraversato la schiena quando sono uscite dalla bocca del segretario del PD, parole come:”abbiamo tenuto”. Di fronte al peggior risultato della storia del centrosinistra marinese, tutto ciò che si sa dire è che abbiamo tenuto? Forse, intendeva dire che abbiamo tenuto un pugno di mosche in mano! Oggi siamo invece alla solita tiritera delle mie responsabilità, comprese quelle a me imputabili dopo l’ultima esperienza in Consiglio Comunale come consigliere di minoranza. Insomma se prima ero stato fatto fuori come possibile candidato, proprio perché qualcuno (legittimamente) non aveva apprezzato il mio modo di fare opposizione, adesso, nonostante io non sia stato direttamente coinvolto nella compagine elettorale, vengo comunque chiamato in causa per quegli stessi motivi, come uno dei responsabili della sconfitta. In buona sostanza, non ci potevo essere perché ho sbagliato opposizione, ma anche adesso che non ci sono stato e che si è perso lo stesso, la colpa è comunque mia. Siamo al delirio. Sono comunque dispiaciuto del fatto che non potremo capire neanche stavolta, qual è il modo giusto di fare opposizione per il PD, poichè tale partito non avrà alcun rappresentante eletto nel prossimo Consiglio. Quando si perde così duramente le responsabilità devono essere ricercate in più campi, per quanto riguarda il mio operato mi rimetterò al giudizio e alle decisioni dei compagni e delle compagne che ho riunito per lunedì prossimo nell’assemblea di SeL (Isola d’Elba), ma certo non è possibile tacere dinnanzi alla lunga serie di errori politici che sono stati commessi in questi ultimi due anni dal PD (anzi, da alcuni dirigenti del PD marinese, visto che molti iscritti e simpatizzanti, si sono mossi con passione ed entusiasmo) e i risultati di queste elezioni sono li a dimostrarlo. Cristiano Adriani Portavoce SEL Isola D’Elba
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Indipendentismo Elbano da Indipendentismo Elbano pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 11:12
Prego il sig. Prianti di lasciar passare questo post nell'interesse di tutti gli Elbani perchè possano rendersi conto dei pericoli ai quali vanno incontro continuando ad argomentare sull'indipendentismo Elbano. Nella foto in calce, è documentata, in modo incontrovertibile, la terribile sindrome da "strapatio pallarum" a cui sono andati incontro, a parire da sinistra: Dante, Ivano di Rio, G.R. , il sottoscritto, Bacco; gli ultimi due a destra, non sono stati identificati con certezza, ma si suppone si tratti di Sergio Rossi e forse, l'ultimo a destra, Rosy Bindi. Caruggine
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gian mario Gentini da gian mario Gentini pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 10:42
I Cavalieri del Granito ...ma non i casa propria. L’epopea degli scalpellini elbani chiamati a restaurare le città dell’Italia del nord, devastate dalla guerra. Negli anni cinquanta gli scalpellini di San Piero e Seccheto, parteciparono alla ricostruzione di strade, piazze, porti, stazioni ferroviarie di molte città del centro-nord facendosi onore per la propria indiscussa abilità artigianale. Abbiamo intervistato il tuttora vivente Giuseppe Batignani che, ormai ottantenne, da qualche tempo ha abbandonato il lavoro nelle cave di granito per dedicarsi alla coltivazione di uno spettacolare orto nelle campagne di Vallebuia e alla cura di alcuni vigneti d’ottima uva, bianca e rossa. Signor Batignani, negli anni 50, nella zona di Seccheto e San Piero operavano due importanti ditte che si occupavano dell’ estrazione e della lavorazione del granito elbano. Ciò nonostante, molti scalpellini decisero di andare a lavorare sul continente. Perché? Si, a quel tempo le ditte che operavano sul territorio erano la cooperativa “Filippo Corridoni“ fondata con una sottoscrizione di quote associative e la Italo Bontempelli. Il fatto è che gli scalpellini erano pagati poco, il lavoro era abbastanza precario e non riuscivamo ad arrivare alla fine del mese né a risparmiare i soldi per costruire le nostre case. Eravamo tutti poveri e riuscivamo a mettere insieme il pranzo con la cena anche grazie ai lavori extra delle vigne. Ma anche il guadagno come contadini era ben poca cosa e quindi, appena si presentò l’occasione, andammo a lavorare in Piemonte e in Liguria, dove, effettivamente le paghe erano superiori. In un secondo momento alcuni di noi proseguirono questa esperienza andando a lavorare addirittura in Svizzera. Quali erano le vostre condizioni lavorative nell’Italia settentrionale? Prima di tutto bisogna inquadrare il periodo storico. Si trattava di partecipare alla ricostruzione di strade, marciapiedi ferroviari, piazze, banchine portuali ormai vetuste o danneggiate dalla guerra. Noi elbani eravamo usati solo come mano d’opera, non dovevamo lavorare il nostro granito ma sbancare e bonificare le zone interessate ai lavori e poi mettere in opera la ricostruzione utilizzando il materiale che ci veniva consegnato e che poteva anche provenire dalle cave di Seccheto, Pomonte e San Piero. I lavori erano dati in concessione a grandi ditte del nord e poi, in un secondo momento, frammentati in sub-appalti, erano gestiti da privati che chiamavano i lavoratori che ritenevano necessari. Il nostro era un lavoro a cottimo. Più lavoravamo, più guadagnavamo. Va da se che eravamo tutti grandi lavoratori, tra noi non c’erano scansafatiche e spesso ingaggiavamo dei veri e propri duelli per vedere chi, a capo di una giornata di lavoro, produceva di più. Inoltre eravamo molto apprezzati per la nostra precisione e la nostra eccellente abilità artigianale. Pochi scalpellini al mondo potevano vantare la nostra esperienza. Adesso sarebbe impensabile un atteggiamento simile. In questo modo, lavorando spesso anche nelle giornate festive, sacrificando completamente la vita familiare, riuscivamo a risparmiare un discreto gruzzolo che ci sarebbe servito per garantire una vita migliore alle nostre famiglie. Poi, quando arrivava la stagione delle vigne, tornavamo all’Elba a zappare. Signor Batignani, ricorda chi partecipava a queste “spedizioni“ e ricorda dove sono avvenuti i vostri principali interventi di restauro? E’ passato molto tempo e le generazioni si sono succedute ma non posso dimenticarmi certamente le persone che si sono sacrificate per rendere migliore la vita di noi tutti. Sia San Piero sia Seccheto furono interessate da questo movimento migratorio. Ricordo i Galli, i Batignani, gli Spinetti, i Pierulivo, i Pancani e tanti altri, tutta gente con un nome importante per la storia del granito elbano. In molte città come Ponte Curone ( Alessandria ), Gavi Ligure e la stessa Genova abbiamo messo in opera i marciapiedi di intere strade. A Genova abbiamo partecipato alla ricostruzione della banchina portuale utilizzando i cavaocchi, cordoni lavorati più grandi della media. A Piacenza abbiamo lastricato Piazza Cavalli e vicino a Pavia siamo stati chiamati ad abbellire delle ville padronali con recinzioni e lastricati. Ad Acqui Terme (Alessandria) abbiamo ricostruito completamente la strada principale, via Italia. Con il passare degli anni e con il miglioramento delle condizioni economiche dell’Isola d’Elba, molti di noi, impegnati con il nascente fenomeno del turismo, hanno abbandonato ogni desiderio di emigrazione riuscendo a garantirsi un buon guadagno anche nel proprio paese d’origine. Che io sappia, la tradizione di esportare scalpellini è proseguita saltuariamente fino all’inizio degli anni settanta con i Pierulivo, i quali misero in opera i lastricati di Piazza del Duomo a Pistoia e della Piazza principale di Montecatini Alto. Un’ultima domanda, signor Batignani: perché ha voluto raccontarci la sua esperienza? In questo periodo non si fa altro che parlare di recuperare le nostre radici, le nostre identità. Anche qui a Seccheto e a San Piero sono nati due gruppi culturali (La Ginestra e le Macinelle n.d.r.) che si occupano di proporre vari aspetti della vita del passato con spettacoli teatrali, mostre fotografiche e documentari. Io ho voluto aggiungere una testimonianza in più per rafforzare questo concetto: è importante sapere che quello che i nostri paesi sono adesso, con la loro vocazione turistica e la loro modernità, non è nato dal caso o dal nulla. Dietro c’è il sacrificio di un’intera generazione che ha dedicato la propria gioventù, gli anni migliori della propria vita per rendere più agevole l’esistenza delle generazioni future in una terra, la nostra, senz’altro benigna ma che per secoli ha sofferto un pericoloso isolamento causato dalla mancanza di strade e altre comunicazioni. Ora siamo riusciti finalmente ad avere tutte le comodità, anche se avere puntato tutto sul turismo e avere abbandonato vigne e cave presenta molti pericoli. Le nostre campagne, difficili ma fertili, abbandonate a se stesse, sono ormai preda di branchi di mufloni e cinghiali inferociti. Gian Mario Gentini
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METTIAMOLI ALLA FAME da METTIAMOLI ALLA FAME pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 10:39
Gli stipendi dei parlamentari | I numeri della vergogna Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiegava come, di recente, il Parlamento abbia votato all’unanimità e senza astenuti un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa € 1.135,00 al mese. La mozione è stata camuffata in modo da non risultare nei verbali ufficiali. Ecco gli stipendi dei parlamentari italiani STIPENDIO Euro 19.150,00 al mese STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare) RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese INDENNITA’ DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) TUTTI ESENTASSE Più TELEFONO CELLULARE gratis TESSERA DEL CINEMA gratis TESSERA TEATRO gratis TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA gratis FRANCOBOLLI gratis VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis PISCINE E PALESTRE gratis FS gratis AEREO DI STATO gratis AMBASCIATE gratis CLINICHE gratis ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis ASSICURAZIONE MORTE gratis AUTO BLU CON AUTISTA gratis RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!) Incassano circa 103.000,00 Euro con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio). La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO! Si sta promovendo un referendum per l’abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari. Queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani. CONDIVIDI E FAI CIRCOLARE!
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naufrago da naufrago pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 10:13
Immaginate un naufragio; la nave affonda ..........ci sono tante persone e pochi salvagente. Gli ufficiali dirigono le operazioni di salvataggio (ognuno di loro indossa 3 o 4 salvagente), .....al megafono: "....mantenete la calma, cercate di farvi bastare i salvagente, magari usandone 1 ogni 2 persone (forse anche 1 ogni 3 persone)......." NON VI INCA :bad: :bad: ERESTE !!! Sapete come sono gli stipendi dei nostri politici ??! ....e le pensioni (spesso dopo solo 5 anni di "lavoro") ??! [URL]http://www.dillinger.it/stipendi-parlamentari-58603.html[/URL] [URL]http://www.stopcensura.com/2011/07/volete-incazzarvi-ecco-la-lista.html[/URL]
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Baiardo da Baiardo pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 9:49
Il granito è una roccia ignea intrusiva, si è quindi formato a seguito del lento raffreddamento di un magma che si è intruso a profondità comprese tra 1,5 e 50 km. Il processo di formazione del granito è comunque tuttora in fase di dibattito ed ha generato varie ipotesi e classificazioni dei graniti. La classificazione alfabetica si distingue in: I-graniti, derivante da rocce ignee, quindi metalluninosi-alluminosaturi. S-graniti, derivanti da rocce crostali sedimentarie o metamorfiche, sono peralluminosi. M-graniti, derivanti da cristallizzazione frazionata del mantello. A-graniti, derivanti dall'interazione di un hot spot con la parte inferiore della crosta. Non appare nessuna classificazione secondo i luoghi di estrazione e tra il Granito estratto all’Elba e quello posato in Piazza Gramsci, non c’è nessuna differenza. La prossima volta, per accontentare gli Autarchici dell’Elba, pavimentate le piazze con del buon Bitumato prodotto nella Cava di Colle Reciso affidando però i lavori a imprese rigorosamente provenienti dal triangolo Casapesenna, San Cipriano d’Aversa e Casal di Principe.
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elba repubblica indipendente da elba repubblica indipendente pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 9:48
piazza Gramsci ..la piazza è un monumento e come tale andrebbe conservata e possibilmente rispettando le caratteristiche originali nel rispetto e nella compatibilità paesaggistica in considerazione di una ricchezza storica e culturale che per una manciata di € è venuta meno, se è questo il vero motivo che ha determinato scelta del granito continentale ..non serve un gran cervello per capire
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XGATTAIAPf da XGATTAIAPf pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 9:29
Visto che i lavori alla Gattaia,mi sembra di capire non si sa quando e se riprenderanno,non si potrebbe in attesa togliere l'impalcatura e ripristinare il passaggio come era prima?
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antonella da antonella pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 9:26
in risposta al messaggio 41671 "Giardini Albereto" Cara Sofia, i giardini dell'albereto vengono puliti dai ragazzi della cooperativa arca tutte le mattine, i tagli erba vengono effettuati una volta la settimana. Questi ragazzi come tutti sanno hanno installato per ben tre volte un cartello in cui vietavano l'ingresso hai cani, invece di lamentarti e spara cazzate ti conviene fermarti e vedere come si riempiono di cacca di cane ogni volta che puliscono il giardino, ieri mattina gli operatori della cooperativa effettuavano il normale taglio erba, hanno chiesto a due donne con i propri cani di raccattare le feci vuoi sapere la risposta di queste donne educateche loro si fanno i c..... loro e la cacca non la raccattano. Le mamme come me non possono più portare i loro bambini in quel giardino perchè è pieno di feci di cane, se ti fai un giro vedrai che lorotolgono la cacca di cane ogni mattina, ma dalla mattina alla sera ci andranno dai 10 hai venti cani con i loro padroni, quindi vai in comune e lamentati dell'inciviltà della gente non attaccare una cooperativa che il suo l'ho fà, poi bisogna vedere se te sei tra quelli che vanno con i propri cani
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PUBBLICA ASSISTENZA CAPOLIVERI da PUBBLICA ASSISTENZA CAPOLIVERI pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 9:21
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COLORI DI MODA da COLORI DI MODA pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 9:05
[SIZE=4][COLOR=darkred]I MIRACOLATI DELL’UFFICIO COLLOCAMENTO [/COLOR] [/SIZE] [COLOR=darkred]Stelio Montomoli è il nuovo presidente della Toremar Spa. Già membro del cda dall'inizio dell'anno, è stato anche segretario generale dell'Autorità portuale di Piombino [/COLOR] Stelio Montomoli nasce a Campiglia Marittima (Livorno) nel 1943. Conseguita la licenza media, inizia immediatamente a lavorare. A 24 anni, per passione politica, diviene funzionario del PCI e si trasferisce a Piombino. Successivamente abbandona gli incarichi fino ad allora ricoperti ed entra, come operaio, nella fabbrica siderurgica La Magona d’Italia. Delegato di reparto, nel 1979 è eletto segretario di zona della Fiom-Cgil. Dal 1990 ricopre per 7 anni il ruolo di segretario della Federazione Pds Piombino Val di Cornia. Successivamente ha ricoperto il ruolo di segretario generale dell’Autorità Portuale di Piombino. [COLOR=darkred]Oggi ecco un altro incarico di prestigio... eletto nuovo presidente Toremar [/COLOR]
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RICCARDO NURRA da RICCARDO NURRA pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 8:48
[SIZE=4][COLOR=darkred]GATTAIA E noi dovremmo pagare ? [/COLOR] [/SIZE] Oramai sappiamo e siamo gli unici che hanno fatto sapere ai cittadini di Portoferraio che il Presidente della Provincia in data 6 aprile u.s. ha inviato una lettera al nostro Sindaco nella quale informava che i lavori di ristrutturazione al Bastione delle Fascine , meglio conosciuto come “Gattaia” che si protraggono oramai da molti mesi, troppi, sono sospesi già dal 27 marzo 2012. Il Presidente della Provincia dichiara che nel terreno è stato rilevato inquinamento storico da idrocarburi e che il Comune quindi dovrà farsi carico dei Nmaggiori costi per la bonifica del terreno e anche per “l’andamento anomalo dei lavori appaltati”. Esprimiamo molte perplessità per questo intoppo. Se non è stato prevista a tempo debito una verifica preliminare del terreno , che colpa ne abbiamo noi ? Chi ha fatto iniziare i lavori in modo almeno apparentemente avventato avrebbe potuto chiedere a chiunque. Lo sapevano tutti a Portoferraio che da quel punto si sollevava gasolio che arrivava con bettoline e veniva pompato in grandi cisterne zona Fortezze, sopra via Ninci e poi per caduta scendeva per rifornire le navi da guerra che accostavano e che quindi la possibilità di avere un terreno inquinato era molto, molto probabile. Certo che se all’interno ci fosse stata una sala da ballo, si potevano trovare coriandoli, ma considerata l’attività svolta, il gasolio sotto ci si poteva aspettare e allora si poteva magari quantificare con buona approssimazione il costo della bonifica. Non è venuto in mente a nessuno degli addetti, prima di iniziare i lavori il sospetto che ci potessero essere stati negli anni sversamenti accidentali nel terreno ? Un’altra perplessità che abbiamo è che questo inquinamento da idrocarburi sia stato trovato ora nella zona esterna all’opera muraria e allora chiediamo quanto sarà stato inquinato il terreno all’interno dell’edificio , proprio nel terrapieno dove le pompe funzionavano? E dove è andato a finire quel terreno che è stato scavato per fissare le colonne di ferro ? E come facciamo ora a verificare che sotto la soletta di cemento che fa da pavimento alla struttura, non ci sia ancora tanto terreno inquinato ? Dovranno come minimo essere fatte delle carote per verificare gli strati di terreno sottostanti il cemento. Ora non sappiamo quanto ci costerà questo nuovo lavoro e quanto ancora dovremo subire un cantiere all’ingresso del paese. Troviamo sicuramente ingiusto che la Provincia ora voglia farci carico di questa nuova situazione e auspichiamo che il Sindaco difenda le nostre ragioni e le nostre finanze con forza. Se questa informazione fosse venuta prima, forse anche la nostra Amministrazione non avrebbe concesso per cinquant’anni questa struttura, tanto più che la gran parte dei Portoferraiesi erano contrari a questa soluzione. [COLOR=darkred]Riccardo Nurra Consigliere Comunale Del gruppo “Gente Comune” [/COLOR]
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x Giovanni Muti (III°) da x Giovanni Muti (III°) pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 8:17
Mio caro signor Giovanni Muti (ma quanti G. Muti ci sono?), chi non ha interesse a conoscere la "verità" sulle cause di così clamorosi ed originali fallimenti politico-amministrativi, a mio modo di vedere, non dovrebbe più avere diritto al voto perchè non ha alcuna capacità di immaginare un domani se non quello di sperare di vendere qualche cartoccio di lupini ai turisti. Ciò premesso, la prossima volta che ha intenzione di tirare fuori simili bestialità, veda di non attribuirle anche a tutti i Piaggesi e ai Cavesi, che, per quanto siano zoccoli, non arrivano a tanto. Cavo-Piaggese
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PIAZZA GRASMSCI E GRANITO SARDO da PIAZZA GRASMSCI E GRANITO SARDO pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 7:57
Il piazza Gramsci dove la storia si fonde con l'arte e la cultura, proprio davanti all'unico teatro dell'isola d'Elba è stata rifatta la pavimentazione con GRANITO SARDO. Occome, noi elbani che che il granito ce l'abbiamo nel sangue lo dobbiamo comprare in Sardegna? E le motivazioni del D.L. (tratte da TeNews) sapete quali sono: 1) "......Per questo lavoro è stato scelto di utilizzare lastre di granito segate delle dimensioni di cm.70x30x0,7. Gli addetti ai lavori sanno benissimo che con il materiale locale non si può ottenere questo prodotto......." ; 2) ".........tengo a precisare che quella pavimentazione, compreso fornitura e posa in opera, ha avuto un costo di euro 114,14 al mq., sicuramente non molto lontano da una semplice pavimentazione tradizionale per interni......." Cari amministratori portoferraiesi vorrei ricordarvi che "non si fanno le nozze con i fichi secchi" e cioè, se decidete di riqualificare una delle piazze più belle e significative di Portoferraio e di tutta l'Elba, magari, dovreste prefiggervi come obbiettivo qualcosa che costi un po di più di "una semplice pavimentazione tradizionale per interni.......". Inoltre per quanto riguarda le dimensioni delle lastre (cm.70x30x0,7) che a quanto pare nelle cave dell'Elba non vengono prodotte(?), se il Comune avesse avuto veramente fin dall'inizio la volontà di utilizzare il granito ELBANO, avreste potuto pensarci prima e magari decidere di utilizzare lastre delle dimensioni adeguate per essere prodotte all'Elba. Andatevi a vedere la piazza di Poggio o le viuzze di Marciana ecc.. (li ci sono lastre di 70 cm e più) e guardate che spettacolo che sono. Quella pavimentazione rimarra li per secoli. Il granito dell'Elba è conosciuto in tutto il mondo per la sua qualità e la sua unicità estetica dovuta anche alla lavorazione artigianale..............granito conosciuto in tutto il mondo, tranne che a Portoferraio.
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Il comune unico da Il comune unico pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 7:54
Quando finalmente ci sarà il comune unico questa entità dovrà interessarsi di alcune cose veramente importanti e serie che ora mancano completamente. L'isola non può stare senza un ospedale efficiente e funzionale , non può rimanere collegata con altre strutture sanitarie con elicotteri , traghetti o motovedette della capitaneria perchè il vento forte e il mare in burrasca vanificano tutti questi programmi studiati a tavolino e basta. La sanità deve organizzare l'ospedale con specializzazioni mirate a salvare le vite umane in quele patologie dove la rapidità degli interventi o la organizzaziobne medica sono fondamentali e necessarie, poi con gli elicotteri o la telemedicina si possono affrontare le patologie rinviabili e non "cogenti" . Dopo l'ospedale occorrerà pensare alla indipendenza idrica ; non si può rimanere senza acqua e quando presente , poco o per niente potabile costringendo tutti a bere acqua in bottiglia. Poi se l'isola vorrà potenziare la sua vocazione turistica, unico motore economico dell'isola, dovrà realizzare impianti di depurazione delle acque biologiche perchè ora , non spargiamo troppo la voce , si nuota tra la merda e la plastica sminuzzata dai tritamerda. Certo una parte della colpa va anche all'assenza di un sistema di raccolta differenziata che prevede il recupero ed il riciclo della plastica , prodotto che potrebbe benissimo essere bandito a favore del solo vetro e/o a contenitori ( penso ai detersivi ) riutilizzabili facendo il "pieno " presso supermercati attrezzati allo scopo . Sono problemi grossi e certamente irrrealizzabili da parte dei piccoli comuni , che disperdono le loro energie e impegnano le cellule cerebrali solo per inventare sistemi come spennare i cittadini e i turisti , mi rifeisco alla storia ora finalmente uscita allo scoperto, dei passi carrai a raso , storia pietosa che svergogna i comuni che fanno pagare un tributo non dovuto con l'inganno o con la prepotenza . Cosa si vuole pretendere da comuni che truffano le persone che invece di fare squadra tra di loro vanno ognuno per la propria strada come se fossero , e questo è il dramma, otto repubbliche delle banane con i loro miliziani , i vigili urbani , che girano e terrorizzano gli abitanti per racattare soldi . Credo che un comune unico , composto da persone intelligenti e preparate e non da persone pescate nel mucchio , possa aiutare e risolvere i problemi dell'isola . Ma leggendo i vari interventi viene lo sconforto: ognuno pensa per se , ognuno porta avanti i suoi piccoli problemi di bottega , l'italia è allo sfascio perchè abbiamo mandato a governare incapaci e corrotti ed in scala tutte queste brutte doti si ritrovano come una costante anche nelle piccole comunità. Grazie per l'ospitalità del sig . Prianti .
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Carlo Canzi da Carlo Canzi pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 7:31
Vi chiedo un aiuto per ritrovare il mio cane un meticcio bianco con una macchia nera sull occhio sinix . Manca da casa nella zona di Capoliveri da alcuni giorni una settimana per esattezza. Se qualcuno l ha visto prego contattarmi Maki e il nome del cane . Mio recapito 3478578008 Carlo Grazie per la collaborazione
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CANCELLARE L'IMU AGLI ALLUVIONATI da CANCELLARE L'IMU AGLI ALLUVIONATI pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 7:08
[SIZE=4][COLOR=darkred]Alluvione: Marina di Campo e Aulla “gemellate” contro l’IMU [/COLOR] [/SIZE] La “rete” delle comunità degli alluvionati comincia a lavorare in sintonia su iniziative e progetti. Il primo appuntamento che vede un’iniziativa gemellata tra Aulla e Marina di Campo è la raccolta di firme per la cancellazione dell’IMU agli immobili alluvionati, prime case e aziende, durante i due terribili eventi meteorologici dalle catastrofiche conseguenze sui centri abitati di queste località nell’autunno del 2011. Ad Aulla la raccolta firme sarà effettuata sabato 12 maggio durante il mercato degli ambulanti. A Marina di Campo la raccolte delle firme avverrà mercoledì 16 maggio, in concomitanza al tradizionale giorno del locale mercato settimanale degli ambulanti. Il principio ispiratore della raccolta delle firme per cancellare l’Imu agli immobili danneggiati dal fango e acqua sembrerebbe ovvia: come pagare ancora una tassa dopo aver ripristinato a spese proprie la vivibilità di case, alberghi e negozi facendo ricorso a risparmi o indebitandosi con i mutui? Ad Aulla come a Marina di Campo nessun privato ha ricevuto un solo euro di aiuto pubblico e i tempi per l’assegnazione delle poche risorse da destinare al ristori dei danni ai privati sono ancora lunghi e complicati dalla burocrazia pubblica, così attenta a cosa denuncia un alluvionato ma così bonaria a cosa dichiari un partito politico nel proprio bilancio o a come rendiconti le spese elettorali un deputato. Se venissero applicati agli alluvionati gli stessi criteri di attenzione e celerità, come nel finanziamento di un partito, saremmo tutti molto soddisfatti. Questa è la prima delle iniziative nata dalla “rete” di contatti che tutte le comunità alluvionate stanno cercando di tessere per poter uscire dall’oblio in cui Istituzioni e i media hanno oramai relegato la questione dei danni alluvionali nelle faccende e nelle pagine delle cronache locali. A Genova, Aulla, Varese, Marina di Campo, Marina di Ginosa, Matera, Messina, Sala Baganza o Messina, i privati, decine di migliaia, aspettano risposte dopo i fiumi di parole e promesse non mantenute per le tante calamità naturali di questi ultimi anni. A Marina di Campo siamo felici di non essere più soli. Grazie Aulla e grazie Lunigiana Per il costituendo “Comitato 7 novembre 2011 – Alluvione Marina di Campo” Paolo Franceschetti
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AL LUPO...AL LUPO da AL LUPO...AL LUPO pubblicato il 11 Maggio 2012 alle 6:55
[SIZE=4][COLOR=darkblue]VITTORIA GIUDIZIARIA DI CIUMEI. ARCHIVIATA LA QUERELA DI MAZZANTINI PERCHÉ INFONDATA. [/COLOR] [/SIZE] Comunico all’opinione pubblica che il Giudice per le Indagini Preliminari di Livorno, dott. Gioacchino Trovato, il 26 marzo 2012 ha archiviato la querela per diffamazione aggravata a mezzo stampa presentata da Mazzantini contro il sottoscritto. In precedenza, il 27 febbraio 2012, il Sostituto Procuratore della Repubblica, dottoressa Paola Rizzo, aveva anch’ essa chiesto l’archiviazione del procedimento per “infondatezza della notizia di reato” in quanto “ le espressioni per le quali Mazzantini Umberto ha sporto querela, pur potendo sembrare di per sé offensive, costituiscono legittimo esercizio del diritto di critica politica, inserendosi in una complessa diatriba politica in corso”. La querela di Mazzantini era scattata all’inizio del 2011 quando i componenti della Lista civica marinese avevano criticato l’ammontare dell’onorario (26mila euro) che, secondo loro, l’Amministrazione avrebbe elargito all’avvocato Luciano Gallo per seguire le pratiche relative al porto. La mia replica pubblica non si era fatta attendere, ma Mazzantini vi aveva ravvisato gli estremi del reato di diffamazione e aveva denunciato il (mis)fatto alla Procura della Repubblica competente. Affinché i termini della vicenda risultino più chiari, trascrivo la parte saliente del mio intervento, ora qualificato anche dai Giudici come diritto di critica politica: [COLOR=darkred]“Per un attimo ammettiamo - senza concederlo - che l’Amministrazione abbia davvero sborsato l’importo suddetto. L’incaricato sarebbe comunque un noto legale (che fra l’altro è anche docente universitario) e non un sedicente esperto autodidatta. E il corrispettivo previsto sarebbe lordo e onnicomprensivo. Il che significa che fra tasse, numerosi viaggi e soggiorni fuori sede, il compenso netto per un lavoro di lunga durata, di alta professionalità e di profonda responsabilità, sarebbe tutt’altro che eccessivo. Poiché, però, come dice un’indovinata pubblicità, è il confronto che convince, passiamo alla tecnica del paragone… Si dà il caso che (Mazzantini) qualche tempo fa abbia ricevuto dalla Comunità Montana l’incarico di scrivere un libello sulla biodiversità per la modica cifra di 6.500 euro. Esaminiamone le motivazioni e le caratteristiche: - titolo di studio? Inesistente, senza pericolo di sbagliare; - carico di lavoro? Minimo, 15 semipaginette da scrivere a casa, senza bisogno di trasferte; - livello di complessità? Molto basso, trattandosi non di ricerche ma di descrizioni di cose già note; - tasso di responsabilità? Rasoterra, pressoché nullo, senza incertezze; - tempi di attuazione? Brevi, non più di una settimana corta, sabato di riposo. E allora, qualcuno potrebbe chiedere, come si conciliano quei 6.500 euro (mica pochi!) con i titoli di studio che non ci sono e con un lavoro semplice e senza spese?”. [/COLOR] Pur essendone a conoscenza da un po’, ho ritenuto opportuno divulgare solo oggi, ad elezioni concluse, la notizia dell’avvenuta archiviazione e della sconfitta di Mazzantini. Posso serenamente confermare che la mia era nient’altro che una risposta politica a una critica politica e che, di conseguenza, mai avrei pensato che la discussione, sia pur aspra, uscisse dall’ ambito politico. Ma tant’è, bisogna adattarsi. Così farò anche nel prossimo futuro: visto che Mazzantini ha preferito avviare la questione su un binario giudiziario, mi adeguerò salendo su un treno simile. Adirò dunque le vie legali chiedendo un congruo risarcimento per danni morali ed esistenziali. [COLOR=darkblue]Andrea Ciumei [/COLOR]
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