Ho sentito in questi ultimi giorni che a proposito del reddito di cittadinanza alcuni esponenti della maggioranza governativa aprono ai parlamentari delle minoranze di governo per discutere dello stesso. Bene, in democrazia si deve sempre discutere ed è buona cosa, ma l'attuale esecutivo, visto che esiste una rappresentanza parlamentare ampia come si è visto per l'approvazione della legge elettorale Italicum, può recepire subito la raccomandazione Europea che la stessa Europa chiede fin dal lontano 1992, e cioè di istituirla anche in Italia, unica nazione EUROPEA a NON averla recepita. Per questa specifica normativa non ci sarebbe neanche bisogno di "studiarla", basterebbe vedere come è posta in essere in tutti i paesi Europei che è legge dello stato da molti anni e scegliere quella che più si avvicina alle esigenze economiche del nostro paese, ricordando che al momento ci sono circa 10 milioni di persone che si trovano in una situazione di povertà assoluta, una disoccupazione in particolar modo quella giovanile che ha raggiunto il 43% senza nessun sostentamento economico, spesso a carico dei genitori o nonni/e che per questa situazione si stanno impoverendo a loro volta. Tutto questo per una nazione civile come la nostra non è più accettabile, sotto tutti i punti di vista, e non mi si venga a dire che non ci sono i fondi. Per l’aumento* di 80€ a chi un lavoro già lo aveva e che tuttora lo ha e che non si trovava e non si trova in uno stato di povertà si sono trovati in poco tempo, con un costo annuo di circa 10 miliardi di euro che è circa il doppio per sostenere il reddito di cittadinanza che non dovrà essere un sussidio, ma uno” stipendio” con obbligo di fare lavori socialmente utili nel luogo dove si risiede, e perché no, pensare di dimezzare l’aumento di 80€ e dirottare le risorse, circa 5 miliardi di euro, per far fronte al costo del reddito di cittadinanza?
*Senza nulla dare ai pensionati che con misere pensioni non riescono più ad arrivare alla fine del mese privandosi spesso del necessario per una esistenza dignitosa.
CANDIDATOLAQUALUNQUE circoscrizione di CAPOLIVERI, favorevole al reddito di cittadinanza e tutto ciò che è utile ad alleviare sofferenze dei più bisognosi.
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Il Vicequestore Walter Delfino: "Con il dialogo ho risolto il problema"
Il vicequestore e capo del commissariato di Piombino, è l’uomo che venerdì ha risolto il caso dei migranti che rifiutavano l’hotel: «Ma non ho fatto niente di particolare, ho solo dialogato, capito e dato alcune risposte. Così la tensione è calata, queste persone vanno in un certo senso comprese».
Certo è che, almeno in un primo momento, la tensione a Campiglia Stazione era alta. I migranti, provenienti da una struttura di avanguardia a Trapani, non accettavano la nuova destinazione, l’hotel 5 Lecci. Mancavano il wifi, la tv in camera, c’erano già famiglie con donne e bambini, tanto che anche la religione, per i musulmani, creava ostacoli difficili da superare.
«Qualche mese fa - racconta Delfino - ho lavorato a lungo in Sicilia, in uno dei centri di raccolta dei migranti più grandi. L’esperienza maturata mi ha aiutato. Conosco le esigenze di queste persone che fuggono dalla guerra e so cosa puoi concedere e su cosa devi restare rigido. Ma alla fine il dialogo è l’arma migliore».
Delfino parla un buon inglese, anche la lingua è stata d’aiuto. «Siamo saliti sul pulmino io e due miei colleghi, ci siamo spiegati. Abbiamo chiesto a ognuno dei quindici, a turno, di dirci quali esigenze avevano. Diciamo che c’erano una serie di problemi da affrontare. Ma è sbagliato far passare la richiesta della tv e del wifi come un desiderio di comodità. Non possiamo isolarli del tutto. E poi provenivano da una zona dove queste cose le avevano, qualcuno stava già lavorando: ho visto telefonini, ma anche computer portatili».
leggi anche:
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E poi c’erano i problemi religiosi. «Anche questo aspetto ha pesato. Ma dopo le prime tensioni ci siamo capiti. Ho preso in macchina con me i due-tre che erano più agitati e li ho portati a fare un giro. Hanno visto la zona, abbiamo parlato ancora. Chiedono solo di avere un’opportunità di vita. Credo che un paese civile come il nostro debba accoglierli nel modo migliore».
Quindi avete trovato l’altra struttura. «Infatti. C’era questa opportunità, l’hanno accettata. Sono andati in piccoli appartamenti dove possono anche cucinare da soli, altra esigenza alla quale tengono particolarmente. Alla fine tutto è andato nel verso giusto e questa esperienza può proseguire».
NON SE VI RENDETE CONTO A CHE PUNTO SIAMO ARRIVATI!
[COLOR=darkblue][SIZE=4]Elba, anziano vittima delle liste d’attesa ora verso intervento d’urgenza
Mugnai (FI): «Nella sanità toscana negazione del diritto alle cure» [/SIZE] [/COLOR]
Il candidato di FI alla presidenza della Regione Toscana Stefano Mugnai
storico oppositore delle liste d’attesa come Vicepres. della Commissione sanità
«Poco ci è mancato che all’Elba lo stato delle liste d’attesa si rivelasse non solo contraddittorio rispetto al diritto alla salute che spetta a ciascun cittadino, ma addirittura incompatibile con la vita. E’ inaccettabile, e io non intendo aspettare il caso fatale»: l’attacco parte dal candidato di Forza Italia alla presidenza della Regione Toscana Stefano Mugnai dopo il caso dell’anziano dell’Elba che – in attesa da ottobre di poter effettuare una coronografia – venerdì scorso è andato in arresto cardiaco ed è stato salvato solo perché, per un caso, si trovava nell’ospedale dell’Isola per effettuare un’altra visita per una differente patologia.
«Il paziente è salvo per una coincidenza di casi fortunati: i tre arresti cardiaci che potevano costargli la vita – ricorda Mugnai che come Vicepresidente della Commissione sanità del Consiglio regionale si batte da anni contro la piaga delle liste d’attesa – sono stati gestiti dai medici presenti nell’ospedale di Portoferraio, dove per caso già si trovava. Ora la coronografia gli è stata praticata, ed ha rilevato un problema che richiederà un intervento chirurgico ormai in regime d’urgenza. Se quell’esame fosse stato praticato nei tempi di legge, ovvero entro 30-60 giorni, non si sarebbe giunti a questo evento critico».
Ma le liste d’attesa, incalza Mugnai, hanno un loro perché: «La Regione e le Asl non investono nel loro contrasto perché a loro non conviene», spiega l’esponente azzurro.
«In questa maniera risparmiano i soldi necessari per abbatterle con nuovi macchinari o nuovi turni di operatività – prosegue – e in più incassa i soldi che i cittadini, pur pagando già le tasse e i ticket più alti d’Italia, sono costretti a sborsare se vogliono ottenere la prestazione in tempi congrui rivolgendosi all’intramoenia. Si può chiedere a chi ha organizzato questo sistema perverso di cambiarlo? Non credo. Ma posso farlo io».
[SIZE=4]La Pubblica Assistenza di Capoliveri Augura a tutte le Mamme una dolce preghiera[/SIZE]
Stabilito che gli asini non volano, assodato che Biancaneve e i sette nani non fanno parte di una favola ma sono una triste realtà elbana , spiego perché do dell'allocco a chi crede nelle regalie.
Lo Stato DEVE restituire quasi 20 miliardi di euro ai pensionati rapinati dal duo Monti/Fornero, deve restituire , Repubblica di oggi, quasi 18miliardi agli statali per il mancato aggio sugli stipendi ovvero non gli hanno per decenni rivalutato lo stipendio , cosa che è allo studio della Consulta. Per gli inetti che pagano tassa sui fossi e altre tasse inique come la TARI pur non abitando e non producendo rifiuti se non per poche settimane in un anno , ricordo che la baraonda della Consulta delle pensioni non è, nata da sola ma è stato un cittadino palermitano che , scog@@onato di farsi rapinare la pensione ha fatto denuncia, ovvero se vogliamo , se volete che i diritti siano rispettate dovete svegliare la dormiente Legge e Giustizia che appunto dormono e si svegliano solo se uno denuncia .In sintesi , per gli allocchi: cercatevi un lavoro e smettetela di credere alle favolette dei politici
[COLOR=darkblue][SIZE=4]FIGAIA E VENTURINI, UN PLAUSO AL PROGETTO GUIDA SICURA [/SIZE] [/COLOR]
Vogliamo applaudire l'iniziativa che vede in prima linea il vice prefetto Giovanni Daveti, chiamata "Guida sicura", fatta di incontri con le scolaresche. Abbiamo partecipato di recente, a Capoliveri, nella palestra, ad uno degli eventi in programma, che meritava la partecipazione dell'intero paese, un borgo ricco di tradizioni, cultura ed è certamente sensibile all'arte. Vedere una quarantina di ragazzi delle scuole medie di Portoferraio suonare come dei professionisti, ci ha veramente stupiti ed emozionati. Facciamo parte del circolo culturale Sandro Pertini dell'Elba e dobbiamo dire che questo progetto probabilmente unico nel suo genere. Il vice prefetto ha preso a cuore questo impegno e con lui sono protagoniste tutte le Forze dell'Ordine e altri Enti, che si sono messi a disposizione degli studenti che rappresentano il nostro futuro, per far capire i giusti comportamenti. L'incontro-concerto è stato davvero originale: studenti che suonavano il violino o il flauto, la chitarra e altri strumenti e studenti entusiasti nel partecipare e applaudire i loro compagni, che hanno mostrato anche pannelli con messaggi sull'educazione stradale. Gli insegnanti hanno fatto veramente miracoli, colpisce davvero la qualità del complesso musicale, una vera e propria orchestra da valorizzare. Ci hanno colpito anche le parole del viceprefetto quando ha ricordato l'importanza dell'azione delle Forze dell'Ordine, amiche dei ragazzi e di tutti noi cittadini, che ogni giorno, in ogni ora, agiscono per la nostra sicurezza. E' questa la strada per costruire un futuro migliore, dobbiamo condividere obiettivi comuni, senza divisioni, sfruttando le forze sociali, politiche e istituzionali, chiamate ad agire per finalità sociali e culturali di qualità, che possono favorire il bene dei giovani e del territorio.
Romano Figaia, Michelangelo Venturini del Circolo culturale Sandro Pertini i dell'Elba
[COLOR=darkred][SIZE=4]A PROPOSITO DEL PREMIO DI MAGGIORANZA [/SIZE] [/COLOR]
Con il premio di maggioranza si ottiene l'incremento del numero di seggi spettanti alla lista o alla coalizione elettorale vincente rispetto a quelli che le sarebbero attribuiti tenendo conto della sola proporzione dei voti ottenuti, alterando così la volontà espressa dagli elettori con il voto con lo scopo di accrescere la governabilità del sistema politico. e di fatto non consentendo una adeguata rappresentatività parlamentare dei partiti minori.
Esistono inoltre due diverse forme di premi di maggioranza: Con il premio di maggioranza in quota variabile (detto jackpot system), la lista o coalizione vincente ottiene un certo ammontare di seggi noto a priori, di norma superiore alla metà del totale. I seggi residui vengono attribuiti alle altre liste e coalizioni in proporzione ai voti da esse ottenuti. Con il premio di maggioranza in quota fissa (detto bonus system), alla lista o alla coalizione vincente è assegnato un certo ammontare di seggi noto a priori, usualmente inferiore alla metà di quelli da assegnare. I seggi restanti, che generalmente costituiscono la parte preponderante del totale, sono ripartiti fra tutte le liste o coalizioni (inclusa quella vincente) in proporzione ai voti ottenuti.
La principale differenza tra le due suddette modalità di attribuzione del premio di maggioranza è legata agli effetti sui risultati elettorali: il premio di maggioranza in quota variabile, infatti, assicura sempre a chi vince le elezioni la maggioranza assoluta dei seggi e quindi il controllo dell'assemblea elettiva, sia pure introducendo una distorsione della volontà degli elettori talvolta molto rilevante. Viceversa, il premio di maggioranza in quota fissa favorisce, ma non assicura, l'ottenimento di una maggioranza parlamentare da parte della lista o coalizione vincente.
UN PO’ DI STORIA:
La prima applicazione del premio di maggioranza in Italia secondo il jackpot system si ebbe 21 luglio del 1923 con l'approvazione della legge del fascista Acerbo, che prevedeva l'assegnazione dei 2/3 dei seggi della Camera dei deputati alla lista che avesse superato il 25% dei voti. A favore si schierarono il Partito Nazionale Fascista, buona parte del Partito Popolare Italiano, una vasta maggioranza dei componenti dei gruppi parlamentari di tendenze liberali e la quasi totalità degli esponenti della destra. Negarono il loro appoggio i deputati dei gruppi socialisti, i comunisti, la sinistra liberale e quei popolari che facevano riferimento a don Sturzo. In questo modo il fascismo si garantì quella maggioranza parlamentare che gli consenti la promulgazione delle leggi razziali, il concordato Nel secondo dopoguerra, dopo il ritorno al sistema proporzionale, si reintrodusse il premio di maggioranza nel 1953 con la cosiddetta LEGGE TRUFFA, valida per le elezioni politiche con la quale si prevedeva l'attribuzione di un premio in quota variabile alla coalizione che avesse preso la maggioranza assoluta dei voti validi, LEGGE CHE SCATENO’ LE IRE DELLA SINISTRA QUANDO LA SINISTRA ERA SINISTRA. Dopo le elezioni politiche del 1953, che comunque non videro l'applicazione del premio perché nessuna coalizione superò la metà dei voti, la legge venne abrogata
Negli anni novanta il premio di maggioranza fu reintrodotto limitatamente alle elezioni locali, e nel 2005, non a caso un signore di nome, valida per le elezioni politiche, ha reintrodotto il premio di maggioranza in quota variabile alla singola lista o coalizione che avesse raccolto la maggioranza relativa dei voti nel a livello nazionale alla Camera e a livello di ogni singola regione al Senato. La legge Calderoli prevedeva cioè l'assegnazione del premio alla singola lista o alla coalizione più votata indipendentemente dal suo risultato elettorale. Nel 2014, la Corte Costituzionale, con la celerità che la caratterizza, ha dichiarato incostituzionale questo aspetto della legge.
Oggi, nel 2015, la legge elettorale italiana fortemente voluta ed ottenuta da Matteo Renzi, prevede l'attribuzione del premio in quota variabile alla lista che abbia superato il 40% dei voti o, in difetto, alla lista che abbia prevalso nel turno di ballottaggio.
La logica conclusione è che la politica del Partito Democratico è liberticida, come lo fu quella del ventennio e come fu tentata, ma sventata dall’allora sinistra italiana. Ma si sa che i tempi cambiano e se le leggi liberticide le propone la sinistra ed allora è un’altra storia ed i vecchi dinosauri della politica trovano anche il coraggio di sostenerla approvarla e giustificarla. Alessandro Visani, docente in Storia dell'Italia Contemporanea Cultore presso La Sapienza-Università di Roma, scrisse sull'importanza politica della legge: “L'approvazione di quella legge fu - questa la tesi sostenuta da Giovanni Sabbatucci, pienamente condivisibile - un classico caso di "suicidio di un'assemblea rappresentativa", accanto a quelli "del Reichstag che vota i pieni poteri a Hitler nel marzo del 1933 o a quello dell'Assemblea Nazionale francese che consegna il paese a Petain nel luglio del 1940". La riforma fornì all'esecutivo "lo strumento principe – la maggioranza parlamentare – che gli avrebbe consentito di introdurre, senza violare la legalità formale, le innovazioni più traumatiche e più lesive della legalità statuaria sostanziale, compresa quella che consisteva nello svuotare di senso le procedure elettorali, trasformandole in rituali confirmatori da cui era esclusa ogni possibilità di scelta”
Ricordo ai promotori di questa iniziativa che il governo non ha i soldi per restituire il maltolto ai pensionati, un governo quindi che per coprire i buchi nei bilanci è capace solo di fare debiti con i bot , cct e altri e che ora che deve restituire i soldi illegalmente presi dalle pensioni di lavoratori che hanno versato contributi, ovvero soldi propri all'INPS o altro istituto per almeno 35 anni , trema e non sa come fare. Dove pensate che possano trovare i fondi per il reddito di cittadinanza se non da altre tasse e dal altri tagli , da chiusure di ospedali come all'Elba , insomma ma la volte smettere di sognare ad occhi aperti , non avete capito che regalare soldi come le indennità m, le pensioni facili e altre stron@ate hanno annebbiato i cervelli e cancellato la voglia di lavorare e di avere iniziative . L'italia non è l'estero , l'Italia è un paese corrotto dove tutti rubano, tutti evadono il fisco , molti lavorano e affittano in nero.....molti lavorano tre mesi e pretendono soldi per gli altri 9 mesi mentre lavorano non rispettando le regole ovvero facendo una concorrenza sleale a chi invece è a posto , un paese corrotto che vive di debiti , che sponsorizza gli immigrati solo perché hanno trovato il sistema di guadagnarci sopra e di sfruttarli poi con contratti bulgari, siamo il paese delle banane , altro che reddito di cittadinanza , andate a cercarvi il lavoro dove c'è e basta fare i piagnoni.
Con rammarico e anche un po’ demoralizzato, metto ancora in evidenza l’uso improprio dei parcheggi riservati agli invalidi da parte di alcuni automobilisti. Se continua questo atteggiamento, mi vedrò costretto mio malgrado a non recarmi più nel centro del paese, e non trovo giusto che per colpa di alcuni, Capoliveri risulti insensibile verso chi nella vita ha avuto meno fortuna di altri.
Secondo stime attendibili, le persone presenti alla marcia PERUGIA-ASSISI per il "REDDITO di CITTADINANZA" sono state circa 50 mila. Non c'è che dire, si può dire che la manifestazione è ben riuscita.
IL MARCHESE del GRILLO.
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E' sufficiente andare sul sito della Rai.
che scemo che sono e io che credevo che nei paesi in cui vige la guerra non ci fosse internet e i vari terminali per rimanere in contatto con i giovani padri di famiglia fuggiti dalla guerra lasciando a subirla ai loro famigliari. Che tonto che sono... anzi che tonti che siamo noi Italiani...
Pensioni, scuola, SANITA’, trasporti, disoccupazione, edilizia scolastica, welfare e molto altro ancora. Da anni si discute di queste problematiche che i cittadini devono affrontare ogni giorno, ed in occasione di ogni tornata elettorale, ECCO che tornano di attualità. MA CHI DOVEVA RISOLVERE QUESTI ANNOSI PROBLEMI SE NON CHI SI È ALTERNATO ALLA GUIDA DEL PAESE NEGLI ULTIMI VENTI ANNI E CHE (ORA?) PROMETTONO DI AFFRONTARE? Io oggi sono presente ( con il pensiero ) alla marcia PERUGIA-ASSISI per sensibilizzare tutti della "bontà" del " REDDITO di CITTADINANZA ". Il 31 maggio sarò invece presente fisicamente per dare un contributo forte affinché in Italia possa esserci un vero cambiamento a livello Regionale, ed in futuro anche a quello Nazionale.
PS- Ieri in Gran Bretagna, dopo poche ore dai risultati delle elezioni politiche, si sono dimessi i candidati che le stesse le hanno perse. Alcuni forse non usciranno dai relativi partiti, ma rimarranno con incarichi marginali, altri invece non si avvicineranno più alla politica, facendo ritorno al proprio lavoro ( altro che VITALIZIO!! ) o se anziani a godersi la pensione, mentre da noi quando si perdono le elezioni, si cambia il nome al partito ma niente al vertice degli stessi, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.
PS 2- X L’INTERLOCUTORE DI UN’ISOLA ( io aggiungo di una nazione ) IN SOFFERENZA. Vorrei ricordarti, senza prendere le difese dell’attuale governo, che i disoccupati e i cittadini che soffrono non è cosa di oggi e non solo nella nostra regione, ma è da anni e con tutti i governi che la disoccupazione è in aumento, insieme a tutti quei problemi locali, regionali e nazionali che qui ho esposto.
IL MARCHESE del GRILLO.
dal il Tirreno
Campiglia Stazione, migranti con il tablet
Hotel rifiutato, parla Walter Delfino: sono persone da capire, il wifi serve loro a stare in contatto con le famiglie ...
Quanto accaduto a Cecina è semplicemente orribile e chi ha dimesso un paziente di 49 anni con quella risibile diagnosi - sintomi influenzali e stati d’ansia - dovrebbe ora passare notti insonni ma soprattutto attaccare il camice al chiodo e smettere di fare il medico; al contempo la risposta fornita dall’azienda appare superficiale e banalmente giustificativa di un sistema sanitario ormai basato sui protocolli (come se tutti pazienti fossero uguale e le patologie tutti uguali a se stesse – pensiero che ormai pochi capiranno- e sul risparmio (tagliare ricoveri, tagliare posti letto, tagliare la spesa farmaceutica, diminuire i giorni di degenza, tagliare personale costringendo gli altri a turni e prestazioni massacranti, e se un solo operatore deve fare più di 60 ecografie nel turno di mattina l’errore è inevitabile) e fino a quando così sarà casi del genere si ripresenteranno con drammatica sistematicità; è solo di qualche mese fa la situazione analoga della giovane infermiera di Piombino dimessa dal pronto soccorso di Piombino con dolori precordiali o il giovane imprenditore elbano dimesso dal pronto soccorso di Portoferraio e deceduto il pomeriggio stesso. La moderna sanità toscana non solo mette in pericolo la vita dei cittadini ma ne è responsabile molto spesso della morte. Il dolore precordiale può avere mille sfaccettature, essere foriero di patologie gravi e mortali, e non bastano poche ore per una sua corretta valutazione; ricordo bene il caso di un giovane muratore siciliano che è rimasto tre giorni a letto monitorizzato con dolori precordiali, ecgramma ed indici di necrosi negativi e solo dopo tre giorni il quadro infartuale si è manifestato; e ricordo bene anche un altro caso in cui dopo 10 giorni riuscimmo a porre diagnosi di un iniziale aneurisma dell’aorta toracica. E questi non sono certo casi isolati.
NON SI PUO’ DIMETTRE DOPO TRE ORE UN PAZIENTE CON DOLORI TORACICI E SE L’AZIENDA CONTINUA A PRETENDERLO PERCHE’ GLI ESAMI PREVISTI DAL PROTOCOLLO SONO NEGATIVI FATE FIRMARE AI DIRIGENTI O AL RESPONSABILE DEL SERVIZIO LE LETTERE DI DIMISSIONE, FATEGLI ASSUMERE LA RESPONSABILITA’ DI UN SISTEMA SANITARIO CHE HANNO ORGANIZZATO E CHE SI DIMOSTRA ORMAI SEMPRE PIU’ INCAPACE DI DIAGNOSTICARE E RISOLVERE PROBLEMI ANCHE GRAVISSIMI.
CECINA. Un malore fatale. È nella sala di aspetto del medico curante quando si accascia a terra. Mario Paolo Pardo muore nel tragitto che da piazza Guerrazzi lo porta in ambulanza al pronto soccorso di Cecina. Aveva 49 anni e lascia la moglie Tina e i figli Giovanni di 23 anni, Jennifer di 19 e Francesco di 17. Adesso la salma è a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica Antonella Tenerani. I familiari vogliono vederci chiaro e firmano un esposto denuncia contro l'Azienda sanitaria 6 di Livorno.
Riavvolgono il nastro degli ultimi giorni di vita del loro caro. Fino al tardo pomeriggio del Primo maggio. Stavano lavorando nel loro bar ristorante, La Pinetina a Vada, quando l'uomo si accascia terra. Accusa dolori al petto. E inizia a piangere. La moglie lo carica in auto e lo porta di corsa al pronto soccorso. E da qui esce il giorno successivo con una diagnosi che parla di sintomi influenzali uniti a uno stato ansiogeno. «Nella sala di attesa del medico di famiglia poco dopo essersi seduto ha iniziato a tremare ed è caduto a terra». A ricostruire quei drammatici momenti è la figlia Jennifer. La signora Tina non riesce a dar voce a quanto è stata testimone. «Subito è stata chiamata l’ambulanza e a prestare i primi soccorsi sono stati i medici che si trovavano in ambulatorio, i dottori Antonella Rossi, Enrico Topini e Massimo Pallesi – dice –. Gli hanno praticato il massaggio cardiaco. Saranno passati quindici minuti ed è arrivata l’ambulanza della Pubblica assistenza. Ma quando mio padre è ginto all’ospedale non c’era più niente da fare». La morte di Mario Paolo Pardo, originario di Niscemi ma da anni residente a Cecina, risale alle 19,30 del 4 maggio. Per anni la famiglia Pardo ha gestito la gelateria Firenze a Vada, fino alla scelta di spostarsi sul mare prendendola gestione della Pinetina. È servita una notte insonne e di dolore alla moglie Tina e ai figli per prendere la decisione di suonare alla porta dei carabinieri della stazione di Cecina. Assistiti dall’avvocato Paolo Porciani hanno presentato l’esposto denuncia con cui chiedono di far luce sull’operato del pronto soccorso di Cecina. Su quel ricovero con dimissioni della mattina del 2 maggio. «Mio padre ha continuato nei giorni successivi ad accusare dolori al petto».
Che cosa è accaduto in quelle ore di ricovero al pronto soccorso? La diagnosi è stata corretta rispetto ai sintomi dichiarati dall’uomo e al suo quadro clinico? Sono stati fatti gli accertamenti previsti dal protocollo sanitario? Le domande a cui la famiglia Pardo si aspetta di trovare una risposta convincente sono queste e molte altre. «Chiediamo giustizia, soprattutto per nostro padr
L'Azienda sanitaria: eseguiti gli esami previsti dal protocollo
CECINA. Dall’Azienda sanitaria di Livorno solo una conferma: «Al pronto soccorso di Cecina sono stati eseguiti gli esami previsti dal protocollo sanitario». Nessun altro dettaglio, in attesa dell’autopsia che potrà far luce sulle cause del decesso di Mario Paolo Pardo. Stando a quanto ricostruito dai familiari dell’uomo quando il signor Mario Paolo è arrivato la sera del Primo maggio al pronto soccorso di Cecina viene classificato come Codice giallo. E subito viene visitato dal personale medico. Dalla cartella del signor Pardo risulterebbero esami del sangue e ripetuti elettrocardiogrammi nel corso delle ore di osservazione. Esami che però non avrebbero messo in luce sintomi gravi.
Fatto sta che a distanza di una manciata di giorni, tre per l’esattezza, viene prima dimesso dal pronto soccorso per poi ritornarvi a bordo di un ambulanza già cadavere. È a quelle dimissioni con una diagnosi di sintomi influenzali e stati d’ansia che si aggrappano i familiari del signor Pardo per chiarire quella che hai loro occhi appare una morte assurda e che forse poteva essere evitata con un po’ dI perizia in più.
E' inutile che i pensionati strillino tanto, è inutile che siano stati dichiarati illegittimi i tagli alle pensioni effettuati dal Governo. I risparmi al Governo, gli servono, eccome!
Anzitutto, c' è da mantenere una sterminata folla di migranti irregolari, che- va messo in evidenza- non cesseranno domani o dopodomani, ma continueranno all' infinito. Un esodo biblico che ci distruggerà, speriamo che l 'Europa dichiari di volerci aiutare solo a parole, perchè il danno di questo esodo biblico è per l' Italia ma è per tutta l' Europa.
Ma come è possibile che le forze politiche non si rendano conto che "politica" significa stabilire le priorità?
Intanto i migranti irregolari sono arrivati a Campiglia, domani verranno all' Elba. Mi rifiuto di credere che tutti i vari esponenti locali dei partiti al Governo siano convinti di questo cosiddetto obbligo morale di accettare chi viene, viene.
Diteglielo a Renzi, che dobbiamo cambiare rotta e che ci sono anche tanti disoccupati in Italia!
[COLOR=darkblue][SIZE=4]L’AZALEA DELLA RICERCA
Portoferraio, distribuzione delle piantine domenica 10 maggio dalle ore 08 [/SIZE] [/COLOR]
Anche quest’anno, in concomitanza della Festa della Mamma, l’AIRC organizza il 10 maggio in tutte le piazze d’Italia la distribuzione delle piantine di azalea per la raccolta di fondi da destinare alla ricerca sul cancro.
A Portoferraio, come consuetudine, l’evento sarà curato dal Lions Club Isola d’Elba che installerà la propria postazione in Piazza Cavour a partire dalle ore 08.
I Lions Elbani invitano la cittadinanza e gli ospiti dell’Isola a non mancare a questo tradizionale appuntamento con la solidarietà.
[COLOR=darkred][SIZE=4]GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA(1737-1801/1814-1860)
GUERRA DI CORSA E PIRATERIA NEI MARI DELL’ISOLA D’ELBA
CORSARI PIRATI E CORSARI PATENTATI. LETTERE DI MARCA [/SIZE] [/COLOR]
Agli inizi dell’ottocento il mare dell’arcipelago toscano era ancora infestato dai “corsali barbareschi” che come nei secoli precedenti arrivano in Italia praticando la pirateria: assalgono e predano navi di qualunque nazione,di qualunque bandiera.
Praticano cioè la cosidetta guerra di corsa.
Da qui il vocabolo corsaro.
Contro questa guerra gli stati nazionali si difendono permettendo che privati cittadini, armatori e proprietari di navi adibite al commercio marittimo, possano armare bastimenti per proprio conto per praticare a loro volta guerra di corsa contro la pirateria barbaresca.
Lo consentono a chi ne fa richiesta rilasciando la “lettera di marca” cioè un permesso,una specie di patente per praticare guerra di corsa,diventando a tutti gli effetti corsari ma con patente .
Vengono chiamati “conduttori di prede”.
Il trattato di Utrecht (1713) vietò il rilascio delle lettere di marca ma la guerra di corsa fu ancora esercitata dagli stati e tra questi anche dal granducato di Toscana.
Agli inizi dell’ottocento,al Granducato di Toscana arriva richiesta proprio dall’isola d’Elba per consentire la guerra di corsa con lettera di marca.
E’ quanto si apprende con lettera scritta da Strasoldo,governatore dell’Elba, al ministro della guerra del granducato in Firenze nel marzo del 1816:
“Dal Sig. Capitano del Porto mi è stato rimesso colla opportuna informazione l’istanza ad esso avanzata dal Sig. Vincenzo Sisco onde ottenere la lettera di marca per due Bastimenti che si propone di armare in corsa.
Essendo a suon del recente Regolamento riservata al Dipartimento della Guerra la facoltà di accordare la detta lettera a me non appartiene che di rimettere la annunciata carta a V.E. perché Ella possa prendere quelle determinazioni che crederà nella sua saviezza più convenienti”
(Affari generali del Governo dell’isola d’Elba anno 1816. Filza 3. Carta 148.ASCP))
Nell’aprile del 1816 con lettera riservata scritta a Strasoldo da Corsini dalla segreteria di stato in Firenze ,il governo granducale informa che già era a conoscenza della richiesta e che S.A.I.e R. ha approvato :
“Riservata
Ill.mo Sig.Sig. Pron.Col.mo
Il dottor Bigeschi in nome di codesto Sig.re Sisco domandò che l’I.e R. Governo permettesse a lui e ad altri armatori di codesta Isola che si presentassero di poter armare e sortire in corso contro i Barbareschi e propose una minuta di Regolamento che prescrive alcune variazioni ed aggiunte è stata approvata da S.A.I. e R. il Granduca.
Sebbene vi sia qualche motivo di sperare che le principali Potenze Europee si interessino efficacemente per la cessazione delle Piraterie dei Barbareschi tuttavia S.A.I. e R. ha ordinato di far intendere e pervenire ad alcuni dei Ministri di dette Potenze,che non avrebbe potuto impedire ai suoi sudditi di esercitare delle legittime rappresaglie contro i Bastimenti qualunque dei Barbareschi mentre questi venivano ad infestare le coste ed il commercio Toscano.
Sarà sollecitamente trasmesso a VS. Ill.ma il Regolamento approvato per questi armamenti. Ma frattanto si stima opportuno che Ella prevenga il detto Sig. Sisco di fare gli occorrenti preparativi e di formare l’Equipaggio dei Bastimenti che volesse mettere in Corso nei modi che furono indicati al Sig. Bigeschi onde ottenere in seguito le regolari Lettere di Marca.
E col più distinto ossequio mi confermo
Di VS. Ill.ma
Firenze 17 aprile 1816
Dev.mo Obbl.mo Serv.re
Corsini”
(Affari generali del Governo dell’isola d’Elba anno 1816.Filza 3. Carta 148.ASCP)
“Le regolari Lettere di Marca “ non tardarono ad arrivare .
Con lettera inviata a Strasoldo scritta il 4 maggio 1816 da Nomi (con visto di Corsini) arriva allegato il Regolamento approvato da S.A.I. e R. per gli armamenti contro i Barbareschi
“Ho l’onore di trasmettere a VS. Ill.ma l’ingiunto Regolamento approvato da S.A.I. e R. per gli armamenti in corso contro i Barbareschi .
Ella potrà comunicare le disposizioni al Sig. Sisco e a chiunque altro di codesta Isola fosse in caso di armare dei Bastimenti,ingiungendo loro di uniformarsi in ogni rapporto alle indicate disposizioni e facendo ( ) per ottenere la Lettera di Marca nei modi e termini prescritti…
Di VS. Ill.ma
Dall’I. e R. Segreteria di Stato
Lì 4 maggio 1816
Dev.mo Obb.mo Serv.re
GB Nomi
Visto N. Corsini “
GB Nomi (Giovan Battista Nomi) è segretario del dipartimento di Stato e N. Corsini (Neri Corsini) ministro dell’interno.
(Idem come sopra)
Con lettera datata 9 maggio 1816 scritta da Corsini arriva a Strasoldo ,in allegato, copia di “Lettere di Marca”.Si tratta di copia in quanto ,sulla falsariga di questa,l’originale deve essere redatto ,firmato e
rilasciato dal Capitano del Porto al “conduttore di preda” dove avviene l’armamento del bastimento per la guerra di corsa.
Le lettere di marca sono documenti dove viene rilasciata la concessione da parte dello stato granducale ad armare ed equipaggiare bastimenti per la guerra di corsa
LETTERE DI MARCA
1) A nome del Granduca,permesso rilasciato dal capitano del porto dove si arma il bastimento per la guerra di corsa
“Ferdinando Terzo per la grazia di Dio Principe Imperiale d’Austria,Principe Reale d’Ungheria e di Boemia,Gran Duca di Toscana
Concediamo facoltà e permesso a NN di far armare ed equipaggiare in guerra un (indicare la specie di bastimento)…. nominato… portante sacca cannoni: dato dal capitano NN…. sotto la Mallevadoria di NN…
Con quale numero di cannoni,palle e con quella quantità di polvere,piombo e altre munizioni da guerra e viveri che giudicherà necessari per metterlo in stato di correre contro i Bastimenti della Reggenze di Algeri,Tunisi e Tripoli ed altre città della Barberia attualmente in guerra col nostro Gran Ducato,escluso il Regno di Marocco,in qualunque luogo possa incontrarli di prenderli e condurli prigionieri coi loro Bastimenti ed altri oggetti che avranno in loro potere ;di fare se lo crede a proposito dei Disbarchi sul territorio di detti nostri nemici per esercitarvi tutti gli atti permessi ed visitati dalle Leggi di Guerra;con obbligo ai detti Armatore e Capitano di uniformarsi alle Leggi,Ordini e Regolamenti concernenti la polizia della navigazione ed il corsaveggio in particolare e di farli osservare all’equipaggio.
Preghiamo e richiediamo tutti i Sovrani e Stati nostri amici ed alleati ed ordiniamo ai nostri comandanti di lasciar passare liberamente e con sicurezza il detto Capitano col suo Bastimento e con quelli che avrà potuto prendere sopra i nostri nemici senza opposi tarli né soffrir che gli sia apportata molestia o impedimento alcuno ma la contrario accordargli soccorso ed assistenza in qualunque bisogno.
Non potrà la presente servire che per sei mesi soltanto dal dì che sarà stata registrata all’Uffizio del Capitano del Porto del luogo dell’Armamento.
In fede di che abbiamo fatta rilasciare la presente lettera di marca che è datata e sottoscritta dal nuovo Ministro Segretario di Stato e Guerra.
A Firenze dì….
Il Ministro Segretraio di Stato e Guerra …..
Registrata all’Uffizio del Capitano del Porto …. Ove sono state rilasciate n°…..Commissioni per i Conduttori delle prede da farsi dal Bastimento suddetto.
A…. questo dì…
Il Capitano del Porto….
2) Commissione per i conduttori di prede
Per ordine si Sua Altezza Imperiale e Reale ,Ferdinando Terzo,Principe Imperiale d’Austria,Principe Reale d’Ungheria e di Boemia,Granduca di Toscana,il Ministro Segretario di Stato e Guerra autorizza permesso delle presenti NN….. Capitano del….nominato….portante…sacca,armato ed equipaggiato in guerra nel costo di…. dal Sig. NN….secondo la lettera di marca spedita sotto il N. …registrata all’Uffizio del Capitano del porto di …. a condurre e mandare nei porti del Granducato o delle potenze sue amiche ed alleate tutti i Bastimenti da lui presi sopra i nemici di S.A.I. e R.
Gli Uffiziali ed agenti delle potenze amiche ed alleate sono pregati di dare al detto…. O al Suo Capitano di preda soccorso,assistenza,passaggio, e ritirato colle detta preda,ed è ordinato ai Comandanti e Agenti del
Gran Ducato di lasciarli liberamente passare senza apportargli né soffrire che gli sia apportato alcuna molestia o impedimento.
Il detto Capitano NN…. sarà obbligato a trascrivere qui sotto il nome e la bandiera del bastimento predato,il giorno,l’ora ed il luogo della fatta preda
A Firenze lì…
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Questo dì… ho consegnato al…. Capitano del….sopraindicato N …Commissioni per i conduttori di prede,delle quali fa parte la presente
a….
Il Capitano del Porto….
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Io sottoscritto Capitano del Corsaro nominato….ho rilasciata la presente commissione a NN …. Conduttore della preda nominata…comandante del NN ….. del porto di…. fatta da me sottoscritto Capitano di detto Corsaro nei paraggi di ….fatto in mare questo dì….
Il Capitano…. “
(Idem come sopra)
Marcello Camici
[EMAIL]mcamici@tiscali.it[/EMAIL]
ASCP.Archivio storico comune Portoferraio
