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113669 messaggi.
SI o No da SI o No pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 13:03
Se Dalema con Barbetti fanno votare SI', pensa che con Renzi c'e Verdini,e Alfano. All'arrotino volevo dire di meditare su quanto tempo c'e' voluto per scrivere la costituzione e da chi e' stata scritta. Poi prova a ricordare che i 47 articoli sono stati discussi in pochi giorni e fatti approvare da Renzi alle 4 di notte con solo 3 voti di scarto portati dagli uomini di chi ha voluto riscrivere malamente la Costituzione del 1948.. Verdini. L'ha scritto cosi' bene e in modo chiaro che l'articolo 70 lo faranno studuare nelle scuole. Arrotino, pensa che questa riforma cambia poco da quella del maestro di Renzi. Silvio Berlusconi.
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marco galli da marco galli pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 12:56
siccome si legge di tutto su questa riforma elettorale(io sono sempre stato per il SI) sapete che cosa ho fatto? me la sono letta,così tanto per avere le idee piu chiare,e così dovrebbero fare in molti,senza dare retta ai discorsi a vanvera 😀
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golia da golia pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 12:30
Brava ANNA BULGARESI, il sindaco e l' assessore FORSE VIVONO IN CONTINENTE.......
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I LIMITI DELL'ILLOGICITA'.. da I LIMITI DELL'ILLOGICITA'.. pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 12:22
Caro interlocutore, la riforma costituzionale che andremo a votare con un si o un no, a me risulta essere molto simile ad un'altra presentata a suo tempo da un altro governo politicamente diverso e bocciata dagli italiani con il referendum del 25 e 26 giugno 2006. Una delle poche differenze rispetto a quella di oggi era che i membri del senato non "AVREBBERO PERSO" il loro lauto stipendio. Credo che la coerenza e il libero pensiero siano virtù che contraddistinguono le persone, ma si sa, oggi essere coerenti è molto, molto difficile e perché no, anche avere buonsenso...., che è la capacità naturale dell'individuo di valutare e distinguere il logico dall'illogico. Un saluto, Paolino l'arrotino-
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Elbivoro da Elbivoro pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 11:06
Ho paura, caro arrotino che tu abbia divorziato dal buonsenso. Dire si a questa riforma costituzionale vorrebbe dire consegnarsi mani e piedi ad una dittatura mascherata e nemmeno troppo,che strozzerebbe ancor di più se non ti basta, il collo agli italiani. Occhio ad andare sul facile perchè a volte non si può tornare indietro.
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voto si da voto si pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 8:30
Solo per il fatto che D'alema (insieme a Barbetti)votino No al referendum,mi farà votare sicuramente SI.
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SI o NO.. da SI o NO.. pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 8:06
Appare strano che tutta l'opposizione in parlamento si sia schierata per il no al referendum. Non lo so, ma forse se non fosse un si o un no all'attuale governo, le cose sarebbero molto diverse. Detto questo, tutti sanno che il costo della politica è enorme, e chi come me e altri che da sempre lo sostengono, il 4 dicembre ha l'occasione per dire SI ad un senato a costo zero, e per una politica anche locale (provincia) un po meno costosa. Per il resto, illustri costituzionalisti si sono schierati sia per il NO che per il SI, per cui, mi sembra di rivivere le settimane che precedettero i giorni 12 e 13 maggio del 1974, (date del referendum sul divorzio) e anche allora l'Itala e la politica era divisa come oggi, ma in quel caso gli italiani fecero capire che avevano un cervello proprio e votarono liberi da ogni legame politico e non solo.., e dal quel momento il divorzio è legge dello stato, inoltre, coloro i quali all'epoca votarono per il no al divorzio, credo che oggi si saranno ricreduti. Questo per dire che solo il tempo ci farà capire, al di la delle nostre certezze, se sia stato giusto dire SI o NO al prossimo referendum del 4 dicembre. Paolino l'arrotino-
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Marcello Camici da Marcello Camici pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 6:17
All’amico Un nodo alla gola arriva vedendoti nella foto sul porto davanti al mare della tua amato Campo. Tra le barche dei tuoi amici pescatori . Con la tua cravatta. Arrivederci Raffaele. Marcello Camici
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ITALIA NOSTRA da ITALIA NOSTRA pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 3:36
[COLOR=darkblue][SIZE=5]C'ERA UNA VOLTA LA FORTEZZA SAINT CLOUD [/SIZE] [/COLOR] Ho letto in queste ultime settimane sui giornali locali del progetto di un nuovo centro commerciale che si vorrebbe realizzare a Portoferraio nella collinetta che era dominata un tempo dalla fortezza di Saint Cloud, successivamente da una centrale elettrica e dall' edificio residenziale realizzato da Coppedé. La domanda che mi faccio a priori è quella se davvero ci sia una convenienza ad aprire un nuovo centro commerciale a Portoferraio dove già il commercio al dettaglio, con l'avvio di quattro grandi supermercati nella periferia, è da anni in sofferenza e dove il centro storico appare sempre più desolato e in continua tensione per tentare di attirare abitanti, attività commerciali e turismo all'interno della cinta cinquecentesca. A parte questa premessa dettata da un semplice buon senso, vorrei segnalare una volta di più che quella collinetta, oggi abbandonata e aggredita dal traffico e dal parcheggio, non è per nulla un luogo qualsiasi da occupare con una costruzione qualsiasi, ma ha al suo interno molti elementi che appartengono alla storia della città e dell'isola anche se sono poco conosciuti, invisibili e delimitati da pannelli pubblicitari, segnaletica, mediocri utilizzi, abbandoni. Sono invece convinta che un vero progetto di riqualificazione dell'intera area, non certo facendo primari gli interessi propri di un centro commerciale, sarebbe una straordinaria opportunità per recuperare un affaccio al mare, restaurando, anche a fini commerciali ma di qualità, gli edifici storici, ricucendone il senso con un progetto che riapra quella parte di Portoferraio al mare e alla vista sulla baia, magari anche con un passeggio belvedere che unisca i diversi affacci, valorizzando le memorie esistenti, concludendo idealmente una passeggiata che partendo dal porto vecchio mediceo, possa proseguire lungo la baia, incontrando il succedersi delle emergenze storiche. La baia meravigliosa di Portoferraio è infatti caratterizzata dal succedersi di una serie di bellezze storico paesaggistiche, dai borghi di San Giovanni, Magazzini, Bagnaia, alla presenza dominante del Volterraio, alla Villa Ottone, alla Chiusa con lo storico muro e le vigne, al complesso della Villa romana, ai resti delle vecchie saline, un profilo di una bellezza unica che alterna natura con architetture di pregio, uno skyline che il progetto del "cammino della rada" vorrebbe recuperare degnamente. Penso allora che il cammino potrebbe venire concluso da una sorta di "porta della città", anche a chi arriva via mare, realizzata nella collinetta: il patrimonio storico e artistico c'è già, ed è alla portata di tutti e, una volta riqualificato e collegato, potrebbe costituire una sorta di grande paesaggio culturale diffuso dove troverebbero posto tutti gli elementi della storica baia. Prof. Arch. Mariapia Cunico
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ELBA SALUTE da ELBA SALUTE pubblicato il 15 Ottobre 2016 alle 3:23
[COLOR=darkred][SIZE=4]SANITA' CONTESA A SCADENZA. [/SIZE] [/COLOR] Pare quasi che la sanità faccia parlare di sé solo in alcuni periodi o in qualche particolare occasione come quella dell'altro giorno quando il sindacato UIL ha denunciato lo stato di abbandono del nostro ospedale come personale e struttura che, inevitabilmente, ha scatenato un cortocircuito nelle Amministrazioni Elbane. Questo mortifica noi di Elba Salute che non facciamo passare settimana o giorni che non si denunci un problema o una criticità riscontrata nel complesso ospedaliero o sul territorio senza che nessun politico o responsabile di delega ci ascolti o verifichi quanto da noi notificato. Il nostro comitato era presente alla riunione della UIL così com'è sempre presente nel proporre , nel fare osservazioni e collaborare con la parte politica e con le due Direzioni ospedaliere condotte dal Dott. Graziano e Dott. Donigaglia così come ha collaborato per la stesura del piano di indirizzo sanitario dell'Area Vasta Nord-ovest che in parte è l'oggetto che ha generato queste discussioni e forse un probabile strappo politico locale. Che 4 infermieri siano pochi è vero, ne servirebbero molti di più ma per ora non ci sono neanche quelli quindi si costringe quelli in servizio a turni massacranti che possono mettere in serio pericolo la loro incolumità e la sicurezza della terapia che si somministra al paziente. Sabato 8 ottobre ho riscontrato che nel reparto di chirurgia/ortopedia (primo piano) e di medicina (terzo piano) erano in servizio per i due reparti solo 2 infermieri e un OSS che correndo si alternavano nei due settori. Nell'ospedale di Comunità la situazione infermieri è drammatica. Che l'ortopedia sia a posto dovete permetterci di dissentire, è migliorata con l'arrivo di una brava ortopedica che per ora è facente funzione perchè l'incarico che possiamo chiamare "vicario" è assegnato a un ortopedico che per ora non può esercitare come per dire che dopo il Dott.Gentini si è tamponato ma non risolto così come è stato con il pensionamento nel mese di maggio del Dott. Menno che ha permesso un arricchimento dell'ospedale di Piombino con i nostri DRG. Siamo d'accordo che è utile riportare sul territorio quei servizi che la passata gestione ha inserito in ospedale, ma siamo fortemente convinti che sarebbe opportuno sia come risparmio sia come operatività riportare all'interno dell'ospedale la riabilitazione ora al R.S.A. di S. Giovanni generando un continuo e costoso via vai di pazienti e operatori con il distretto ospedaliero. Questo servizio potrebbe trovare posto negli spazi che fino a qualche anno fa ospitavano 122 posti letto ora scesi a 72. Riportando la riabilitazione in ospedale significherebbe dare più possibilità di ricovero a quegli anziani che aspettano da anni un posto nella struttura di riposo. Queste sono alcune nostre osservazioni che possono migliorare la sanità Elbana attinenti a quanto sta discutendo la politica, ma un comitato di cittadini non farà mai scelte politiche di colore e appartenenza a cui affidare le proprie perplessità, ma collaborerà sempre con chi si spenderà per migliorare le attrezzature e le condizioni di lavoro del personale sanitario perché se il personale è sufficiente, adeguato e motivato, ne trarrà vantaggio la comunità e i pazienti che quotidianamente si recano nella struttura ospedaliera o nei centri medici del territorio perché bisognosi di cure e di assistenza.
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LUCIANO ROSSI da LUCIANO ROSSI pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 20:53
[COLOR=darkred][SIZE=4]CARISSIMO PD ELBANO ( MEGLIO ANCORA CARISSIMO CHE SI TRINCERA DIETRO UNA SIGLA DI PARTITO) [/SIZE] [/COLOR] E ormai noto che, ben raramente, esco sulla stampa e si contano sulla punta delle dita di una mano le mie risposte alle vostre pubblicazioni, ma quando non è possibile tacere è un mio preciso dovere rispondere a ciò che definisco, senza remore, delle menzogne inviate ai cittadini. Definire delle verità constatabili da tutti “terrorismo mediatico” è un’accusa che dovreste rivolgere in prima istanza alla CGIL che, per prima, sulla stampa ha denunciato ciò che io ieri, e non il sindaco Ferrari, ho dichiarato in conferenza stampa, articolo che probabilmente non avete letto o se lo avete fatto lo avete opportunamente taciuto. Per vostra conoscenza vi riporto uno stralcio “…Purtroppo dall'analisi del provvedimento emerge chiaro un aumento delle entrate da ticket nell’assistenza specialistica ambulatoriale per 60,4 milioni, dovuto all’introduzione di nuove prestazioni (42,3 milioni) e al trasferimento di prestazioni dal day hospital e dal day surgery all’ambulatorio (valore 18,1 milioni)”. E’ in mio possesso, se vi interessa vederlo, l’elenco delle malattie al quale si riferisce l’articolo citato, e nel quale non si accenna ancora al secondo è più grave provvedimento che verrà messo in atto dal vostro governo: il trasferimento di numerose patologie da regime di ricovero a regime day hospital, manovra che comporterà milioni di euro di tagli verso le periferie, soldi che mancheranno nel 2017 per erogare servizi, acquistare materiale di consumo che già non c’è più, strumentistica e quant’altro. Anche in questo caso è in mio possesso, se vi interessa vederlo, l’elenco delle malattie che saranno trasferite in day surgery, e quindi declassate come DRG (e questo non è terrorismo mediatico è solo una scomoda verità per il P.D.) Questi nuovi ticktes sono, a mio esclusivo parere, una nuova tassa, un nuovo prelievo fiscale agli italiani che già a milioni non si curano più perché non riescono a sopportare il peso economico delle cure, ed anche questa dichiarazione non è del dr. Rossi, Presidente del Consiglio nonché consigliere delegato alla sanità, ma è dell’ISTAT la quale precisa che da 8 milioni del 2012 sono oggi divenuti più di 11 milioni, ed anche questo non è terrorismo mediatico ma solo un’altra scomoda verità per il P.D. Per quanto riguarda la situazione sanitaria del nostro territorio non entro nel merito, ma consiglierei di sentire cosa ne pensano i cittadini, se percepiscono il miglioramento in termini di qualità e quantità dei servizi o se hanno la percezione di un progressivo depauperamento degli stessi, e forse se vi foste interessati del problema come ha fatto il sottoscritto ed il sindaco Ferrari oggi esprimereste un parere ben diverso. Concludo con una ultima considerazione: se un sindacato non certo vicino ai partiti di opposizione, dopo aver ripetutamente trattato con l’azienda per la risoluzione dei problemi della sanità elbana presenta una denuncia alla magistratura e dichiara lo stato di agitazione dei lavoratori minacciando lo sciopero siete proprio sicuri che vada tutto bene? Dr. Luciano Rossi Presidente del Consiglio Consigliere Delegato alla Sanità
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Capito mi hai? Ecco come il Furbetto vorrebbe fregarci da Capito mi hai? Ecco come il Furbetto vorrebbe fregarci pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 20:05
Dopo le esaurienti motivazioni al NO oggi pubblicate dall’autorevole Sindaco Barbetti, mi permetto di aggiungere una chicca. In uno degli innumerevoli dibatti televisivi sul referendum da cui siamo afflitti in questi giorni, un noto giornalista benpensante (che nessuno avrà ascoltato o che, nella migliore delle ipotesi, non avrà capito) oggi ci ha finalmente spiegato una delle principali truffe renziane fra quelle di cui è intriso il testo referendario. Si tratta di un trucco molto raffinato che finora nessuno aveva evidenziato e al quale sinceramente anch’io non avevo pensato, che si basa sul fatto che i sindaci, i futuri senatori con immunità parlamentare acquisita per grazia divina e volontà del presidente, sono attualmente appartenenti in forte maggioranza al PD. Se vince il sì, si prospettano pertanto 3 scenari: Scenario numero 1: con effetto immediato il PD e cioè Renzi, avendo conseguito la maggioranza assoluta sia alla camera che al senato, si trasforma in un asso pigliatutto rendendo concreto il paventato rischio di una specie di dittatura nella quale, di fatto, è stata ridotta al silenzio l’opposizione realizzando il sogno di poter continuare a sfornare, finalmente a mano libera, le peggiori ‘riforme’ immaginabili, come quelle attuali, a favore di banche, paperoni e compagnia cantante. Numero 2: alle prossime elezioni vince il PD e per cinque anni continuiamo a pupparci questa deliziosa situazione democratica. Numero 3: alle prossime elezioni vince il M5S o chiunque altro che farà delle leggi inesorabilmente bloccate del senato PD. Risultato scontato: una paralisi che quella di oggi, al confronto, sarà ricordata come il tempo di Bengodi. Qualcuno potrà obiettare che il nuovo senato non ha più i poteri di veto attuali, ma allora delle due l’una: o il senato non conta più un cavolo e allora perché non è stato abolito tout court, oppure non è stato abolito perché conta qualcosa e quindi servirà solo ai furbetti di turno o al padrone in carica per fare il bello e il cattivo tempo. Altra obiezione: ok, ma i sindaci PD non sono eterni e quindi nel tempo questa situazione cambierà. È vero, ma intanto campa cavallo! In ognuno dei tre casi, pensa che culo: se tutto va bene siamo rovinati almeno per i prossimi sei anni. Possiamo solo sperare che da questo vaso di Pandora salti fuori l’ultima dea con un bel NO a questa ennesima porcata voluta dalla peggiore schifezza politica reperibile sul mercato. In fondo è semplice: parafrasando Renzi, basta dire sì al no.
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galli marco da galli marco pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 17:12
IL PORTO DI PIOMBINO E' UNA VERGOGNA:oggi dopo un lungo viaggio,arrivo sul porto di piombino,con un temporale in corso,ho dovuto andare,prima a fare il biglietto e li ho preso una secchiata di acqua,po la nave è attraccata al molo piu lontano,e li altre tre secchiate di acqua, e io ho il passo veloce, potete immaginarvi una persona avanti con l'età , :bad: io vorrei sapere chi sono quegli incompetenti(volevo scrivere,quelle emerite t...............di........c,ma mi sono trattenuto)che hanno progettato le infrastrutture in quel modo, sono sicuro che se andate in qualsiasi scuola elementare e fate fare un disegno di come dovrebbe essere il porto,i bimbi lo fanno meglio
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gabriele da gabriele pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 16:14
scrivo per una informazione siccome dovrei cambiare dei mobili, ma devo smaltire il vecchio. sapete se c'e qualcuno che fa questo tipo di lavori ?
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LES FEUILLES MORTES.. da LES FEUILLES MORTES.. pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 15:52
Lavora come volontario nel parco pubblico. Sindaco del Cremonese multato: Con lui altri politici. È accaduto in un Comune di 600 persone sulle rive dell'Adda. Alla base della sanzione di 3mila euro un esposto presentato da una consigliera di minoranza all'Apss e all'Ispettorato del lavoro. Il primo cittadino era stato aiutato da un assessore e un consigliere. Secondo il verbale non avevano la formazione professionale adatta Se non fosse vero ci sarebbe da "pisciassi addosso dalle risate" ma purtroppo non è così, e non sapevo che per togliere le foglie da un parco pubblico è necessaria una speciale licenza dopo aver partecipato ad un corso specifico con rilascio di un attestato di raccoglitore di foglie secche (morte) e verdi".
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BENECOMUNE da BENECOMUNE pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 15:18
[COLOR=darkblue][SIZE=5]10 PUNTI PER LE RAGIONI DEL NO [/SIZE] [/COLOR] Siamo impegnati per spiegare le Ragioni del ‘No’ al Referendum su una riforma costituzionale sbagliata e che complica invece di semplificare le nostre Istituzioni repubblicane. E se anche fosse necessaria una nuova Costituzione, questa non può essere genuflessa ai voleri della maggioranza, magari contro i diritti del singolo cittadino. Per questo motivo abbiamo fondato “Costituzione Bene Comune - Comitato per le Ragioni del NO ”, che si prefigge di contribuire a spiegare ai cittadini le motivazioni reali della nostra decisa posizione contro pessime riforme costituzionali approvate, tra l’altro, sia con autentiche forzature regolamentari che con una maggioranza esigua. 1) La Costituzione: è nata per durare, non può essere modificata da una maggioranza risicata e soprattutto non va cambiata per motivi economici. Non si è mai visto un Presidente del Consiglio che dice: se bocciano la riforma costituzionale, vado a casa. Perché ogni riforma costituzionale non è del Premier, della maggioranza o del governo, ma è del Parlamento che esercita la sovranità del popolo italiano. 2) La riforma: quando la stessa ministra per le Riforme confessa che l'avrebbe fatta diversamente, ma bisogna approvarla perché se ne parla da troppo tempo, non si può che rimanere esterrefatti. Questo non può essere un motivo. La Carta non ha una scadenza temporale, è nata per durare. Se si cambia, deve essere fatto solo nel modo migliore. E questo non lo è. 3) Il ruolo del Governo: è evidente che c'è stata una palese e inaccettabile interferenza del governo in tutto l’iter che ha accompagnato la riforma. Quando approvarono la Carta, De Gasperi prese la parola una sola volta, per l'articolo 7 sui rapporti Stato-Chiesa. Non era la sua Costituzione e non poteva esserlo perché la Costituzione è un Bene Comune di tutti gli italiani. 4) Il Parlamento: la riforma è stata votata da un Parlamento eletto sulla base di una legge dichiarata incostituzionale, quindi illegittimo. Non è stato sciolto dal precedente Presidente della Repubblica, anche se sarebbe stato meglio, ma il Parlamento avrebbe, caso mai, potuto provvedere agli atti necessari e urgenti, non certo a riscrivere la Carta. Inoltre la Costituzione deve essere modificata con una maggioranza quanto più ampia possibile, perché deve coinvolgere l'intero Parlamento. In questo caso invece è stata esigua e risicata e molti voti sono pervenuti dalle fila dei transfughi dai partiti di minoranza. 5) Le deboli argomentazioni del Governo: insiste sulla funzionalità, sulle lungaggini del bicameralismo paritario. Peccato che in Italia il problema sia un evidente eccesso di leggi, non un deficit. Accelerare il processo legislativo non è positivo: si faranno errori non rimediabili. Non devono essere fatte molte nuove leggi, ma l’importante è farle bene. 6) Il risparmio di spesa: demagogia pura. Innanzitutto, non si cambia la Costituzione per motivi finanziari, oltretutto per risparmiare solo qualche euro dato che l'apparato burocratico rimane in piedi. Il risparmio reale sui compensi ai senatori è stato calcolato in solo lo 0,064% del Bilancio dello Stato. E comunque si vedrà se i nominati, sì, nominati perché non eletti, oltre allo status derivante dalla carica, non avranno qualche compenso aggiuntivo oltre a tutti i rimborsi spesa. Comunque, di sicuro, non è un taglio che incide sul bilancio dello Stato. 7) Il nuovo Senato: è una camera che, se non è proprio legislativa, è sicuramente paralegislativa e i cui membri non sono eletti dai cittadini a suffragio universale ma nominati dai consigli regionali, che hanno dato pessima prova di efficienza, coerenza e correttezza. E ancora, come faranno i senatori a svolgere in maniera soddisfacente il loro ruolo e contemporaneamente quello di Consigliere regionale o quello ancora più impegnativo di Governatore o di Sindaco? 8) La legge elettorale: la modifica della Costituzione è collegata a quel “capolavoro” della legge elettorale, il cosiddetto Italicum. Una legge elettorale che fa rimpiangere non solo la legge truffa ma anche la legge Acerbo. Quello della modifica della Costituzione e della modifica della legge elettorale sono stati due percorsi paralleli e collegati per una riforma che non sta bene a nessuno, tranne che a chi vincerà le elezioni che potrà avere in mano il Paese solo con il 23-25 per cento dei voti. Non è certo questa la stabilità che serve al nostro paese. 9) Gli effetti: attraverso questa riforma si intende azzerare tutti gli attuali sistemi di bilanciamento e di equilibrio tra i poteri dello Stato e, di fatto, legalizzare la liquidazione dei contropoteri che sino ad oggi sono stati utili per frenare un eccessivo esercizio di potere. 10) Opinion Leaders: non è un caso se tutti i grandi costituzionalisti e la gran parte degli opinionisti si siano schierati contro questa riforma. Nel loro documento, 56 costituzionalisti sottoscrivono infatti di essere fortemente “preoccupati per il fatto che il testo della riforma – ascritto ad una iniziativa del Governo – si presenti ora come il risultato raggiunto da una maggioranza (peraltro variabile e ondeggiante) prevalsa nel voto parlamentare (“abbiamo i numeri”) anziché come frutto di un consenso maturato fra le forze politiche; e che ora addirittura la sua approvazione referendaria sia presentata agli elettori come decisione determinante ai fini della permanenza o meno in carica di un Governo. La Costituzione, e così la sua riforma, sono e debbono essere patrimonio comune il più possibile condiviso, non espressione di un indirizzo di governo e risultato del prevalere contingente di alcune forze politiche su altre. La Costituzione non è una legge qualsiasi, che persegue obiettivi politici contingenti, legittimamente voluti dalla maggioranza del momento, ma esprime le basi comuni della convivenza civile e politica. E’ indubbiamente un prodotto “politico”, ma non della politica contingente, basata sullo scontro senza quartiere fra maggioranza e opposizioni del momento. Ecco perché anche il modo in cui si giunge ad una riforma investe la stessa “credibilità” della Carta costituzionale e quindi la sua efficacia”. Ruggero Barbetti Coordinatore per la Toscana di “Costituzione Bene Comune – Comitato per le Ragioni del No” [URL]www.costituzionebenecomune–toscana.it[/URL] [URL]www.costituzionebenecomune.it[/URL] [URL]www.facebook.com/costituzionebenecomunetoscana[/URL] [URL]www.facebook.com/costituzionebenecomune[/URL]
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ITALIA NOSTRA da ITALIA NOSTRA pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 13:38
[COLOR=darkblue][SIZE=4]È PIÙ FACILE IL VANDALISMO O IL CORAGGIO DI FARSI CAPIRE? [/SIZE] [/COLOR] I recenti e stupefacenti atti di vandalismo alla piscina di Portoferraio e al Teatro dei Vigilanti sono la punta di un disagio crescente che scuote l’Elba in questi ultimi anni. Numerose sono anche le segnalazioni di teppismo, o semplicemente segni di pura maleducazione, di cui alcuni giovani si rendono responsabili. Immancabilmente, dopo la giusta indignazione, parte la critica feroce da parte di adulti che sparano sentenze e critiche ai ragazzi, ai loro rispettivi genitori, alla “lezione” che dovrebbe essere impartita loro. Italia Nostra non ci sta, perché si rasenta una semplificazione dei ruoli tra buoni e cattivi: adulti che criticano i ragazzi. Perché non esiste un gruppo di giovani che prende il computer e puntualmente mette a nudo atti della nostra società di persone adulte? Ogni parte d’Italia ha il suo “ponte sullo stretto”. Da noi si chiama “Gestione Associata”. Progetti faraonici che sono ancora da sintonizzare con la normativa, da riavvicinare alle richieste della popolazione. Le richieste dei cittadini, degli imprenditori, dei ragazzi, vanno verso la priorità e miglioramento della qualità dei servizi. Italia Nostra invita tutti a offrire alcuni esempi del mondo in cui i nostri giovani si trovano a vivere. Priorità assoluta, in questa lista ideale, hanno le nostre scuole che, in un momento in cui si attendono ancora le conferme e l’orario dei professori, incrinano la percezione e la fiducia nella Scuola, con la “S” maiuscola come Stato. Per non parlare del tema infinito delle sedi. Priorità assoluta hanno i nostri centri primari di servizi: il porto, nella sua centralità prepotente, disagiato, anti-uomo, anti-ospitale, anti-turista, illuminato da grandi fari gialli che mettono a nudo, notte dopo notte, anche a distanza, la desolazione che lo caratterizza. L’ospedale, inteso come Sanità, ma anche come spazio esterno di accoglienza di un centro di servizi indispensabile per ogni cittadino e ogni turista, oggi vetrina irriverente con un campo di pietre e degrado, condito da innumerevoli pilastri di tutti i tipi e colori che sottolineano da oltre cinquant’anni, giorno dopo giorno, il carattere di provvisorietà. La camera mortuaria all’ospedale, il cui spazio di accoglienza esterno (ma quale?) così tanto ricorda le devastazioni di Beirut, o l’accoglienza da Terzo Mondo, più che un luogo dignitoso per trascorrere le ultime ore con i nostri defunti. I nostri beni culturali, talmente ricchi e unici da costituire una vera riserva di eccellenza, sono destinati a ricevere solo un’attenzione secondaria, gli “avanzi” di bilanci, contingenti, separati tra loro e abbandonati a fine agosto. L’ufficio disoccupazione, che, con le file e le pressanti richieste, ci riporta costantemente al passato, e riceve un’attenzione maggiore del disagio che vivono le nostre scuole e il futuro dei nostri ragazzi. La lista potrebbe proseguire, lunga, e allora Italia Nostra, forte del dolore nel vedere il nostro teatro più importante immolato e simbolo di un enorme disagio che sta dilagando, si rivolge ai ragazzi, che affrontino gli adulti a testa alta, senza timore; a quegli adulti che da tanto hanno smesso di lanciare la prima pietra; e ai nostri amministratori che si impegnino con coraggio e umiltà, prima ancora che attraverso il filtro delle ambizioni politiche.
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tassa di sbarco da tassa di sbarco pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 13:02
sono possessore di una 2a casa ALL'ELBA ASSIEME A MIO FRATELLO cioè 2 nuclei familiari....qualcuno sà dirmi come funziona l'esenzione in questo caso. grazie in anticipo
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Comitato Elba Salute da Comitato Elba Salute pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 12:07
SI E' SPENTO RAFFAELE SANDOLO. Nel dolore di questo giorno, il nostro Comitato porge alla famiglia sentite condoglianze. Comitato Elba Salute.
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Ticket da Ticket pubblicato il 14 Ottobre 2016 alle 8:32
Tassa di sbarco Per analogia con quanto accade nei centri urbani delle grandi città. Le auto non residenti pagano il ticket e/o il parcheggio in centro… ma nessuno ha mai pensato di tassare i passanti che entrino in casa propria!!!
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