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Foresi da Foresi pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 10:49
[COLOR=darkred][SIZE=4]I fagiani,le lepri,le pernici rosse a Pianosa non ci sono andate ne a nuoto ne al guinzaglio con i turisti [/SIZE] [/COLOR] . Ci sono sempre state ,mio nonno e altri Pianosini la domenica ,con il carcere fermo per le attività agricole andava a caccia con il cane e portavano a casa circa un capo a testa non di più. Le pernici rosse all'elba non ci sono più a Pianosa si. Ora vogliono spopolare l'isola per farne un solo posto di nidificazione di alcune specie di uccelli come il gabbiano corso o la berta. L'isola godeva del passaggio e della sosta dei migratori che si fermavano sull'isola per riposare e trovavano cibo e acqua. Ora gli scienziati e ambientalisti un tanto al chilo non hanno mai strutturato abbeveratoi degni di chiamarsi tale o uno specchio d'acqua per dissetare gli animali stanziali e di passaggio. QUATTROCENTOMILA EURO SPESI PER PROGETTI SU PIANOSA. Se il parco investiva quanto riesce a spendere e lucrare su Pianosa in proporzione al territorio su tutto il parco l'ambiente dell'arcipelago era magnifico per i suoi ospiti umani,fauna e flora. Ora è solo magnifico per chi fa' mercimonio personale a scapito dell'isola. Armiamo i fagiani e le lepri che desiderano rimanere e non finire nei banchi frigo dei loro amici.
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FORASACCO da FORASACCO pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 9:37
[COLOR=darkred][SIZE=4]STAGIONALI OPPURE A....COMODO? [/SIZE] [/COLOR] Da sempre i mercati settimanali ambulanti, sono stati occasioni di risparmio negli acquisti e possibilità di ulteriori scelte rispetto ai negozi stanziali. Ogni Comune ha un proprio regolamento, comunque sono attività che pur di grosso sacrificio per i titolari, rispetto al passato, garantiscono un buon reddito. Dicevamo che svolgono un servizio sociale specie per i meno abbienti e per questo i Comuni dovrebbero vigilare e garantire ai cittadini che questo servizio si svolga con continuità e regolarità. Non so quanti di voi, il venerdì non vanno al “mercatino”, ma da diversi Venerdì è un vero e proprio deserto, via Buozzi e via Colombo, sono pressoché vuote, non di avventori ma di banchi e poiché queste attività non devono essere “stagionali”, forse le Amm. Comunali, farebbero bene a vigilare e magari modificando i regolamenti, sanzionare fino al ritiro dell’autorizzazione, affinchè i cittadini possano trovare i banchi secondo le proprie necessità e non danneggiare quelle attività che regolarmente montano le proprie attrezzature e che a causa della riduzione d’interesse si trovano con una potenziale clientela notevolmente ridotta. Facile sgomitare per avere un posto in stagione estiva e poi sparire durante l’inverno, mi dicono ad esempio che a Capoliveri il mercato è talmente disertato, che non trovi più nemmeno il banco di frutta e verdura. Che dire? Speriamo che qualche amministratore meno distratto legga queste poche righe e intervenga.
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x Marcello Camici da x Marcello Camici pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 8:58
Che lei nutra rispetto o meno verso la figura di Pietro Gori è una cosa che non mi interessa, le dico solamente che non riesco a capire come si possa rispettare una persona condannadone contemporaneamene gli ideali per i quali da la vita. Al massimo si può parlare di tolleranza, piuttosto che perdono e non certo rispetto. Comunque le avevo chiesto: per quale motivo lei è d'accordo con lo sfratto di Pietro Gori da dove riposa in pace in favore di Ageno, alla cui memoria si poteva benissimo reintitolare una delle tante altre piazze se non quello di mostrare i muscoli e spingere la cittadinanza a schierarsi 'o con me o contro di me'? G.R.
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RISTORANE ORECCHIETTERIA DAL PUGLIESE da RISTORANE ORECCHIETTERIA DAL PUGLIESE pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 8:53
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a Apache e piazza Ageno da a Apache e piazza Ageno pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 8:21
Caro Apache, condivido il tuo pensiero, ma sono convinto che il vero motivo che sta alla base, è stato centrato perfettamente dal sig. Luciano G. col post (88673 GORI-AGENO) che allego perchè è quello che per me ha più senso. xxxxxxxxxxxxxxxx Cari amministratori di Portoferraio, anche il più sprovveduto Homo Neanderthalensis sarebbe stato in grado di prevedere le reazioni della gente provocate dallo sfratto dato a Pietro Gori in favore di Giovanni Ageno. Non riesco a capire il gesto se non in chiave squisitamente provocatoria. Non potevate rinominare un'altra piazza o un 'largo' o una via? Che problema c'era? Ci si deve per forza schierare, vero? Gori e Ageno due galantuomini degni d'onore e di essere ambedue ricordati dignitosamente, mi spiegate perchè devono essere usati invece come cavie per mostrare i muscoli? Se c'èra un modo per disonorare sia l'uno che l'altro ed attizzare gli istinti più bassi delle persone, l'avete trovato, complimenti. Luciano G.
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I competenti: Renzi & Berlusconi da I competenti: Renzi & Berlusconi pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 7:57
A Roma, per dire, le competentissime destra e sinistra si sono divise i sindaci degli ultimi vent’anni, accumulando 15 miliardi di debito: eppure i romani hanno votato Raggi. A Torino il capacissimo centrosinistra ha governato dal 1993 al 2016, facendone la città più inquinata d’Europa e la più indebitata d’Italia in rapporto alla popolazione (quasi 5 miliardi di buco): ma inspiegabilmente i torinesi hanno votato Appendino. L’altroieri si è dimesso il sindaco del Pd di Terni, Leopoldo Di Girolamo, riuscito nella mirabile impresa di portare il Comune al fallimento: la Corte dei conti ha appena bocciato il suo ennesimo piano di rientro dal dissesto causato da lui e dalla precedente giunta Pd (le opposizioni parlano di un buco di 80 milioni), e a maggio Di Girolamo era finito ai domiciliari con due assessori per associazione a delinquere, turbativa d’asta e falso. Ma gli incontentabili ternani, anziché ringraziare il competentissimo sindaco che li costringerà a pagare 2 milioni l’anno di imposte comunali in più fino al 2045 per ripianare la sua voragine, storcono inspiegabilmente il naso. Intanto a Milano il supersindaco Beppe Sala non solo è sotto processo per i reati di abuso d’ufficio e falso, ma è pure indagato dalla Corte dei conti per un danno erariale di 2,2 milioni: una bella sommetta sottratta alla collettività con l’appalto senza gara per la fornitura dei 6 mila alberi di Expo, pagati dalla Mantovani 1,7 milioni e costati a Expo (cioè a noi) 4,3, cioè quasi il triplo. Uno scandalo “Spelacchio” moltiplicato per 6 mila, anche se sui media ha uno spazio di un seimillesimo. Un ennesimo caso di competenza del Pd che i milanesi non potranno che apprezzare, in perfetta continuità con le competentissime gestioni di tutti i grandi eventi italioti. Tipo Mondiali di Italia 90 a costi raddoppiati, per cui lo Stato ha pagato l’ultima rata del mutuo nel 2016. O tipo i Mondiali di Nuoto del Roma 2009, con le piscine troppo corte e le altre opere finite anni dopo o mai completate ma già costate il doppio o il triplo: la Procura della Corte dei conti ha appena archiviato alcuni dirigenti pubblici, ma non i tecnici e i costruttori, ricordando quel monumento alla competenza che è la “cittadella dello sport” a Tor Vergata con le “vele” di Calatrava (capolavoro di Caltagirone costato 608 milioni contro i 323 preventivati, dopo “ben sei atti aggiuntivi”) figlio di “una classe politica tesa a inseguire progetti faraonici senza predisporre adeguate coperture finanziarie e senza tenere conto delle reali possibilità di rispettare un cronoprogramma in linea con gli obiettivi”. Insomma, una “compagine amministrativa incapace di rispettare le regole della concorrenza e della buona gestione, prona ai desiderata del politico di turno e del mondo imprenditoriale con cui si confronta e ai cui interessi risulta spesso asservito”. Gli stessi che ancora piangono la prematura scomparsa della mangiatoia olimpica, cancellata dall’incompetente Raggi.
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a proposito di pianosa da a proposito di pianosa pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 7:08
Buongiorno, premetto che sono un cacciatore, perciò amo la caccia, ma quella fatta nelle regole e nel rispetto degli animali. Martedì il parco partirà con la prima spedizione a Pianosa, che dureranno fino a metà marzo, con l'obiettivo di sterminare ed eradicare i fagiani, sull'isola, e forse anche le pernici. Forse è l'ora di dire qualcosa a questo ente criminale.
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Marcello Camici da Marcello Camici pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 7:07
[COLOR=darkred][SIZE=4]FINE DEL GRANDUCATO DI TOSCANA ASBURGO LORENA L’ALBA DELL’UNITA’ D’ITALIA ALL’ELBA (1859-1860) OTTOBRE 1859.ELEZIONI COMUNALI. ISTRUZIONI DI BETTINO RICASOLI AI CAPI DELLE PROVINCE [/SIZE] [/COLOR] (PRIMA PARTE) Nell’esposizione delle liste elettorali così come prescritto dalla legge nascono problemi. A Longone per esempio il gonfaloniere così scrive al cancelliere dell’Elba: “Al Sig. Cancelliere.Ministro del Censo. Portoferraio Eccell.mo Signore Vi sono diverse persone che reclamano non essere state messe nelle Liste Elettorali e producono la Cartella dell’Imposizione,gradirei sapere come debbo comportarmi Di Vs Eccellenza Longone 20 ottobre 1859 Dev.mo Servitore G. Danesi” (Ministeriali di diversi dipartimenti del 1859.C158.Archivio storico comune Portoferraio)) Questa situazione è probabilmente diffusa in tutto il granducato talchè il ministro dell’interno Ricasoli invia istruzioni. Il 24 ottobre 1859 il governatore dell’Elba scrive al cancelliere ministro del censo in Portoferraio allegando un dispaccio di Ricasoli ,datato 19 ottobre 1859,che porta istruzioni sulle imminenti elezioni municipali,dispaccio a lui pervenuto dal governatore di Livorno. Ricasoli si rivolge scrivendo alle autorità per la buona riuscita delle elezioni comunali. “Per dirigere la loro azione ad uno scopo comune” impartisce istruzioni. “Copia di dispaccio del Ministero dell’Interno diretto a SE il Governatore di Livorno sotto dì 19 ottobre 1859 Eccellenza Le elezioni Municipali si avvicinano e il Governo non può esserne spettatore indifferente perché le considera un vero atto politico col quale i Toscani debbono avvalorare i loro atti precedenti condotti con tanta saviezza ed umanità;importa dunque che le Autorità amministrative i adoperino a tutto potere per la buona riuscita di queste Elezioni per dirigere la loro azione ad uno scopo comune credo necessario le seguenti istruzioni ai Capi della Province. Perché le elezioni riescano è necessario che vi concorra quel numero di elettori,che la Legge esige e che gli Elettori stessi s’intendano sulle persone da eleggere affinchè le lezioni siano compiute nella prima elezione. Ad ottenere concorso di Elettori le Autorità Municipali non trascureranno alcun mezzo atto a far giungere a notizia di tutti non solo il giorno della elezione ma ancora il numero dei Rappresentanti Comunali da eleggere e quanto malto è necessario che l’Elettore sappia. Per dare queste notizie non si tenghino paghi i Gonfalonieri delle solite notificazioni,ma facciano pervenire a ciascun elettore uno speciale invito in quella forma che reputeranno meglio conveniente. Ad impedire la dispersione dei voti e far riuscire le elezioni al primo scrutinio ,occorrerebbe che in ogni Comune gli Elettori sì intendessero in private Adunanze per proporre una lista di Candidati accettabile dalla maggioranza. Per questi due provvedimenti la E.V. farà le necessarie sollecitazioni ai Gonfalonieri ed ai Ministri del Censo sui quali il governo confida,né credo indarno,per la buona riuscita delle Elezioni Comunali… BETTINO RICASOLI “ (Idem come sopra) Marcello Camici [EMAIL]mcamici@tiscali.it[/EMAIL]
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Sig G.R. da Sig G.R. pubblicato il 3 Febbraio 2018 alle 4:13
Gentile sig G.R. lei ha letto male o non ha voluto capire. Ho rispetto per Pietro Gori e le sue idee. Marcello Camici
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Riese da Riese pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 21:43
Dopo De Santis, Rio nell’ Elba è un paese al buio ( perché manca l’illuminazione pubblica)Ma nessuno protesta. Vergogna, vergogna, vergogna
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gli apache e piazza Ageno da gli apache e piazza Ageno pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 21:14
Si è riunito, nella lontana America, il Consiglio degli anziani delle tribù Apache , convocato per discutere sull'intitolazione di una Piazza a Giovanni Ageno, con “sfratto” contestuale al grande Pietro Gori, anarchico famoso, di valore indiscusso, conosciuto da tutti. Il Consiglio ha esaminato il problema con il solito buon senso, dicendo in sintesi: l'intitolazione di una Piazza a Giovanni Ageno va benissimo ma perchè togliere il nome di un grande personaggio quale Pietro Gori? Da qui la proposta al Comune di Portoferraio: ammettete l' errore e intitolategli un' altra piazza ( oppure strada), ce ne sono tante! E' così semplice, così ovvio. Si può sempre tornare indietro sulle decisioni prese. Così non sarà offuscato il nome del dr Giovanni Ageno, persona rispettabilissima e da ammirare, alla cui memoria nessuno dovrà associare le polemiche politiche di questi giorni.
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Pietro Gori da Pietro Gori pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 20:19
Non vedo questo grosso problema sul caso Gori-Ageno, Gori cede il posto...E pensare che dal cimitero dopo un tot di anni ci sfrattano!
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ufficio tecnico campo da ufficio tecnico campo pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 17:08
15 giorni fa avevo fatto presente al comune se si poteva intervenire pulendo le griglie di scolo delle acque piovane all' interno del paese e ve le ripeto piazza di chiesa piazza alle mura via Vittorio Emanuele ove fuoriescono blatte e odore di acque marce : ma come al solito come altre segnalazioni(parcheggi dentro paese e piastre di granito troncate e piene di olio in piazza alle mura con i soliti furbetti che continuano a parcheggiare) sono inascoltate tutto alla carlona sono molto deluso ma non solo per queste cose ma per l'atteggiamento di totale abbandono da parte vostra di questo bel paesello..... tanti discorsi quando c'è da votare ma di fatti pochi anzi nulla!
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x Marcello Camici da x Marcello Camici pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 16:12
Ho letto il suo inervento su Tenews del 1-2-2018 "PORTOFERRAIO DEVE RICORDARE GIOVANNI AGENO COME VITTIMA DELL’ODIO POLITICO " dove ci erudisce, in premessa, sulla filosofia anarchica esaltandone la barbarie per la presa di distanza da qualsiasi forma d'autorità (politica, partitica, sindacale, religiosa, morale, familiare, militare), per contrapporre in chiusura, il doveroso omaggio del ricordo ad Ageno quale vittima dell'odio politico evindentemente di sinistra, antifascista e naturalmente anarchico come il pensiero di Pietro Gori. Lei non puo non sapere che se oggi è padrone di far pesare sull'opinione pubblica le proprie idee politiche con gli strumenti e le modalità di comunicazione che ritiene più efficaci, lo deve anche e soprattutto al contributo di quelle idee e delle persone come Pietro Gori, non certo paragonabili a quelle che hanno generato pochi anni dopo, in italia ed in europa terribili lutti e miserie nel rispetto delle autorità politiche, militari, religiose etc. Comunque, aldilà di queste mie considerazioni, maldestre ed opinabili, mi vuole spiegare per quale motivo per ricordare Ageno, che ho avuto il piacere di conoscere ed alla cui memoria va la mia stima indiscutibile, ci si debba accanire ad offuscare il ricordo di Pietro Gori? Vi rendete conto che così facendo gettate un'ombra su una persona quale Ageno che non merita certo di passare alla storia locale, come l' usurpatore di piazzette? Voglio chiedere scusa ai familiari del dott. Ageno che certo non meritano di essere sollecitati mediaticamente per questioni di bassa propaganda politica. G.R.
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Adalberto Bertucci da Adalberto Bertucci pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 15:32
[COLOR=darkblue][SIZE=4]LA MIA AMAREZZA..... [/SIZE] [/COLOR] Vogliono toglierci la soddisfazione di restituire dignità a Giovanni Ageno, ma non ci riusciranno. Sto affrontando queste ultime ore che precedono l'intitolazione della piazzetta davanti alla Biscotteria con un sentimento di amarezza misto a meraviglia. E non ci si stupisca se parlo di meraviglia perché non pensavo che si potesse arrivare a così tanta bassezza umana da parte di certi personaggi che ogni tanto riemergono dal loro torpore per ricordarci ( a noi e ai portoferraiesi, che sapranno giudicare ) di che pasta sono fatti. Nessuno di noi, e dico nessuno, ha mai pensato durante la concretizzazione di questa iniziativa di portare in qualche modo oltraggio a Pietro Gori, personaggio che nessuno si sogna di discutere e di andare ad analizzare nel suo percorso di vita e nelle sue azioni. Noi di ViviAmo Portoferraio abbiamo semplicemente tenuto fede ad una promessa fatta. Altri se ne sono dimenticati con troppa facilità. Ma, si sa, non siamo tutti uguali, per fortuna. E aggiungo che il posto nel quale ricordare Giovanni Ageno è proprio quello, la piazzetta davanti a Palazzo della Biscotteria. Perché è lì che è stato ucciso dalle calunnie architettate a scopo politico anche da chi evidentemente non si è pentito e continua a fomentare odio e divisione fra i portoferraiesi. E' questo l'unico modo per restituire dignità a Giancarlo (così lo chiamavamo e continueremo a chiamarlo, noi che eravamo al suo fianco) e alla sua famiglia.
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x LA Nera da x LA Nera pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 15:12
Grazie Luigi della solerzia nella risposta In sintesi un po' una candidatura come quella di Cosetta nel 2013 In bocca al lupo
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problemi ridicoli da problemi ridicoli pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 15:01
Viva portoferraio!! I portoferraiesi gli anarchici e I comunisti.. uniche persone alle quali gli chiudono il tribunale riducono I servizi dell'ospedale e non battano ciglio.. ma guai a rinominare una piazza!! questo si che un buon motivo per cui fare una rivolta!!! Forse l amministrazione ha fatto bene a rinominare questa piazza almeno hanno ridato un po di lustro a un personaggio finito nel dimenticatoio da qualche centinaia d'anni.. intanto I problemi quelli veri persistono aumentano ma voi non preoccupatevi perché se tra qualche anno vincera' la sinistra rinominera' la piazza pietro gori e allora si che tutto sarà risolto e l'elba finalmente un Isola felice...
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Luigi Lanera Fdi AN da Luigi Lanera Fdi AN pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 14:32
In risposta a X collegio elettorale Egr Sig. Ho già spiegato in un post precedente che la mia candidatura è stata inserita nel collegio Livorno Pisa Poggibonsi perché io sono il segr prov del partito e quindi era logico che io fossi inserito in quel collegio . Purtroppo L’ Elba fa parte del collegio di Grosseto ,ma la sostanza non cambia ,poiché i voti presi anche all' Elba senza la necessità di indicare un nome ,ma semplicemente facendo la X sul simbolo Fratelli d’Italia ,si darà comunque forza al partito che in base ai voti presi avrà diritto a un numero di parlamentari tra i quali ci sono anche io . Questa legge elettorale ,da Giorgia Meloni non votata , ha privato i cittadini dal poter dare le preferenze . Spero di essere stato chiaro . Saluti
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Michelangelo Zecchini da Michelangelo Zecchini pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 12:37
[COLOR=darkblue][SIZE=4]LACERTI INEDITI DI STORIA MARINESE: IL SELCIATO ROSA DEL LUNGOMARE [/SIZE] [/COLOR] Il selciato in pietre rosa (prevalenti, forse prelevate dalla cave di Bagnaia), che margina da settentrione il lungomare, finora è stato poco studiato. Lo si ritiene comunemente un intervento risalente all'ultimo decennio umbertino o degli inizi del XX secolo. Sembra però che le cose stiano diversamente. A farci retrocedere di oltre un ventennio è un acquerello, pubblicato da Igino Cocchi nel 1871, in cui spicca illuminato dal sole l'alzato litico del suo arco occidentale. Il selciato, perciò, esisteva almeno 13 anni prima della costituzione di Marciana Marina in Comune autonomo (1884) e fungeva sia da collegamento fra il centro del paese e i cantieri navali costruiti da tempo nella zona della Torre, sia da barriera (tenue) contro i marosi grazie al suo parapetto elevato in filari sovrapposti di bozze di pietra (predomina la granodiorite locale), sia infine da ormeggio temporaneo per barche di varia stazza come comprovano due bitte litiche sopravvissute nei pressi dell'attuale bar La Torre. Ma c'è un'altra testimonianza, pubblicata dalla Harvard University e finora sfuggita a me e ai più, che consente un ulteriore passo indietro nel tempo verso il reale momento di costruzione del selciato. Infatti lo studioso marinese Luigi Costa (1872) tramanda che ai suoi tempi Marciana Marina (2600 abitanti contro i 1800 di Marciana Castello) era “ fornita d'una strada per uso di passeggio che per costruirla nel 1845 fu spesa la egregia somma di L. tosc. 70.000”. Che tra le finalità della realizzazione della strada non ci fosse solo “il passeggio” è scontato. Si consideri che presso la torre è attestata fin dal XVIII secolo l'esistenza di un cantiere dove venivano costruite le imbarcazioni di maggiore stazza: un 'solido' collegamento fra centro del paese e torre era imprescindibile per favorirne attività e sopravvivenza. Intorno al 1870 a Marciana Marina si contavano“oltre 1.000 tra Capitani e marinari che equipaggiavano 100 bastimenti per una portata complessiva di 15.000 tonnellate legali, scali per costrurre navigli di grossa e piccola portata”. La nuova strada, inoltre, avrebbe permesso di raggiungere agevolmente il camposanto con la speranza che non si verificassero più - è sempre Costa che parla - “i soprusi del 1819 e del 1821 che i Magistrati e altri del Comune (di Marciana, ndr) usavano agli abitanti di Marciana Marina, quando pretendevano che i loro nati e i loro morti fossero recati a battezzare e seppellire a Marciana Castello, sebbene possedessero un fonte-sacro e un cimitero”. Con il preciso riferimento cronologico trasmesso da Costa non appare in contrasto il Catasto Leopoldino, che nel 1840, per l'appunto, non registra ancora la presenza né della “strada per uso di passeggio” né del relativo selciato. Sennonché un disegno di due anni più vecchio, conservato presso l'Archivio di Stato di Firenze (G. Peria 2010), indicherebbe mediante due sezioni stradali che il selciato in questione c'era già. L'apparente conflitto fra i tre suddetti documenti può essere sciolto riferendo al disegno del 1838 un valore di mero progetto e alla testimonianza di Costa l'evidenza, in termini di cronologia assoluta, dell'opera compiuta o in via di compimento. Com'è noto, intorno alla metà del XIX secolo il nucleo principale del paese si era espanso verso ovest, verso est, verso il monte e, soprattutto, intorno alla chiesa 'nuova' di S. Chiara, mentre un secolo prima il centro abitato, piccolo ma pulsante di vita, si raccoglieva intorno all'omonima chiesa 'vecchia' (di fronte all'attuale moletto), nei dintorni della quale il Governatore di Piombino, nel 1738, visitò “la pizzicaria e il macello” trovando “di tutta perfezione olio, pastumi, salumi, formaggi e altro”. Non del tutto consapevoli del pregio storico del selciato in pietre rosa, varie amministrazioni non gli hanno prestato l'attenzione necessaria, sicché non è difficile notare rattoppi improvvisati e impropriamente attuati con cemento, con asfalto, con blocchetti in calcestruzzo. È auspicabile che d'ora in poi il manufatto, che per inciso ricade a tutti gli effetti sotto la vigente normativa di tutela, riceva le cure che merita. Michelangelo Zecchini
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MESSAGGIO X LUIGI LA NERA da MESSAGGIO X LUIGI LA NERA pubblicato il 2 Febbraio 2018 alle 11:58
Caro Luigi La Nera dal tuo intervento su Tenews si legge che sarai candidato alla Camera nel collegio proporzionale “Toscana 2” che vede capolista Giovanni Donzelli. il problema caro Luigi è che se fosse questa la tua collocazione in lista all'Elba non ti potremmo votare. Il collegio Toscana 2 è il collegio effettivamnte della provicia di Livorno..... Ma l'Elba è nel collegio Toscana4 con Grosseto.... Sperando in un chiarimento in bocca al lupo elettorale. Cami
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