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Roberta Madioni pubblicato il 17 Gennaio 2020 alle 11:16
Per il suo ultimo post pacchetto traghetto vacanza . Io non credo che Moby si sia alzata una mattina convinta di possedere tutte le strutture ricettive dell'Elba . Per cui questo pacchetto offerta deriverà da accordi fra albergatori e Moby ed entrambi avranno investito in questo risorse e tempo . Adesso Lei , giusto perché vuole bene a Moby cerca di distruggere il lavoro anche degli albergatori . Ma si giusto che per affondare Moby Lei sia disposto anche ad affondare l'Elba tutta la cui risorsa principale è il turismo con il quale mangiano le famiglie dal cameriere all'imprenditore. MA si rende conto di cosa ha scritto . Si rende conto che una pubblicità del genere può distruggere un lavoro pubblicitario in cui gli imprenditori elbani hanno investito con sacrificio. Le giuro non ho altre parole se non , si vergogni , e se io fossi l'ultimo cameriere di un bar qualsiasi sapendo che ha messo a rischio anche il mio lavoro il caffè glielo servirei in capo . E se ci fosse ancora mia nonna avrebbe guadagnato un altro schiaffone perché questo è un atto terroristico contro l'economia elbana , ne prenda atto .
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Florio Pacini da Isola d'Elba pubblicato il 17 Gennaio 2020 alle 10:15
MOBY SPL LANCIA UN’OPERAZIONE STRATEGICA DI MARKETING TERRITORIALE SULL’ITALIA PER PORTARE I TURISTI DEL BALTICO SULLE NOSTRE SPIAGGE. [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/moby2.JPG[/IMGSX] notizia apparsa su alcuni giornali on line e da leccarsi i baffi. La Moby SPL porterà in Italia e al’Elba, i turisti del Baltico: Lituani, Lettoni, Estoni, Russi, Finlandesi, Svedesi. Ma è una notizia o una funk news? La Moby SPL è una società fra Onorato e la St. Peter Line, armatori della Principessa Anastasia (Gemella della Moby Dada). La nave era impegnata su la linea San Pietroburgo, Helsinki, Stoccolma, Tallinn, servizio di traghetto e crociera. La notte fra il 6 e il 7 Novembre 2019, la Principessa in uscita da Stoccolma è andata in Black Out, ed è finita su una spiaggia vicino ad un centro abitato di Lidingo’ con più di 1.000 passeggeri a bordo. L'agenzia svedese dei trasporti ha ritenuto gravissimo l'incidente, secondo le prime indagini, sostiene che poteva finire in tragedia. La cosa è ulteriormente sconcertante perché l’allarme e stato dato da un cittadino. Da bordo sono rimasti in silenzio alla deriva. Se invece su una spiaggia, finiva sugli scogli? Altro che Costa Concordia e i suoi 32 morti. Il 26 Novembre a Gdynia Danzica Polonia la Principessa Anastasia e stata sequestrata dalle autorità Polacche. Ovviamente sono stati annullati tutti i viaggi e ad oggi (secondo VesselFinder.com) la Principessa Anastasia, è ancora li sequestrata a banchina. La domanda è: Quale fiducia può avere una società che finisce (fortunatamente) su una spiaggia. E’ come se per la pubblicità delle crociere si usasse Schettino. Siamo seri pur di dare l’idea che il padrone del vapore è ancora lui, si pubblica certa roba. Ma perché il gruppo Onorato, investe in questa campagna per la sua riabilitazione? Pensate domenica 9 febbraio inizia la BIT (Borsa Internazionale del Turismo) e verranno presentati i programmi turistici per il 2020, Elba compressa. Da martedì 11 febbraio si apriranno le prenotazioni delle vacanze e dei traghetti. Chi prenota paga la caparra alla struttura, il biglietto per intero del traghetto, paga febbraio e attraversa ad agosto. La cronaca e piena di notizie di turisti che dopo aver pagato non hanno trovato il villaggio o la nave da crociera ad aspettarli. Se ad agosto chi a pagato il biglietto a febbraio non trova il traghetto con chi se la prenderà? Prima con la compagnia armatrice e l’agenzia che ha incassato il loro denaro. Poi con la struttura che ha passato il codice sconto al cliente, Infine non dimenticherà la vacanza rovinata mentre venire al’Elba. E’ vero sono diffidente, ma conosco i miei polli. Tutto questo bollore pro Onorato, che mistifica i fatti è molto sospetto. Tutte queste improvvise notizie di beatitudine: Aumenti di fatturato, nuovi bacini di turisti, ottima salute economica ed etc. Puzzano come il pannolini di un bimbo di un mese. Cari Elbani attenzione che “al peggio non c’è mai fine”. Florio Pacini
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Roberta Madioni pubblicato il 17 Gennaio 2020 alle 10:14
Rispondo ad entrambi , Dante Schezzini e Florio Pacini . I dati li ho avuti da fonte ufficiale in anticipazione e il fatturato del 2019 è un dato certo. Sig. Florio , se mi permette un'analisi economica da tecnico imparziale oserei dire che il Dott. Onorato ha scelto la strada dell'investimento in un epoca di recessione economica . Un azzardo che ha spaventato un po gli investitori . Ma la recessione si sa è sempre stata la causa dei fallimenti di intere nazioni . Come l'America nel '29 . Gli investimenti pubblici sono quelli che mettono in moto l'economia e il circolo del danaro e una delle conseguenze iniziali è la svalutazione monetaria . L'Europa ha messo dei forti vincoli alla spesa e al debito pubblico per mantenere stabile il cambio monetario , il valore dell'euro. I paesi meno ricchi con Pil inferiore e con alti livelli di disoccupazione sono collassati , come la Grecia . L'Italia era sull'orlo e questa nuova politica che ha allentato un po il blocco della spesa pubblica riuscirà forse a far ripartire l'economia, lo spero. I grossi imprenditori in questo scenario hanno contratto la spesa optando al risparmio per il timore di un crollo finanziario . Il Dott. Onorato è invece andato controcorrente implementando la spesa per investimenti . Un grosso rischio . Un azzardo oserei dire . Ma chi investe in tempi di recessione quando il prezzo dell'offerta scende acquista a prezzi più vantaggiosi. Se lo Stato crolla i suoi investimenti perderanno valore finanche ad azzerarsi , se la macchina dello Stato riparte avrà un guadagno maggiore. È come comprare un bene quando tutti vendono e il mercato è saturo di offerta , vedasi nel settore immobiliare. In questo momento , prendiamo ad esempio le aste giudiziarie , gli immobili vanno al secondo al terzo al quarto incanto a ribasso . La gente non ha i soldi per comprare , le aste vanno deserte. Le banche sono , chi più chi meno in fallimento e non riescono a concedere credito . Questo è un periodo di grave crisi economica e non sarà facile uscirne. Il Dott. Onorato è andato controcorrente. Intanto ha ampliato la forza lavoro , ha dato lavoro alle famiglie , come dimostrano i numeri pubblicati da Ansa e riportati da Schezzini. I costi di gestione sono di conseguenza saliti per l'ampliamento degli investimenti . I risultati si vedranno nel lungo termine . Ma qualsiasi essi siano ha rischiato i suoi soldi , non i nostri , quindi mi sembra una discussione sterile. Puo interessare al più i suoi dipendenti . La realtà che interessa noi è che in un momento di crisi economica non ha tagliato i rami meno produttivi dell'albero e anche se il mio articolo su elbareport è stato intitolato in maniera burlesca "L'Armatore che tanto bene fa all'isola... " le dirò in maniera altrettanto spiritosa che arlecchino burlando,burlando si confessò, quindi credo che in fondo in fondo anche lui è cosciente di questo , ma per onore alla sua di bandiera gli è ostico ammetterlo
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X Dante pubblicato il 17 Gennaio 2020 alle 9:53
I commercialisti avranno pure i loro tempi, ma i bilanci pubblici e privati funzionano in modo diverso, quindi, tendenzialmente, a questo punto dell'anno è facile avere una descrizione di quello passato.
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ARRIVA IL FREDDO.,,NO PROBLEM pubblicato il 17 Gennaio 2020 alle 6:21
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Dante Schezzini da Firenze pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 22:25
Dott.ssa Madioni, un consiglio. Aspettiamo il deposito ufficiale in Camera di Commercio del bilancio al 31.12,2019. Dubito, mi permetta, che al 15 gen 2020 abbia una fotografia puntuale di un bilancio ora chiuso. Conosco i tempi dei commercialisti... Saluti.
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Florio Pacini da Isola d'Elba pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 21:24
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/moby1.JPG[/IMGSX] Solidità economica del gruppo Onorato. Sono chiamato in causa, rispondo partendo dal fondo. So che è difficile da credere ma io non odio la Moby e ancor meno Vincenzo. Le manca forse una parte. Io in NAV.AR.MA ero un dirigente apprezzato dai colleghi e dal personale che ancora oggi (Dopo 25 anni rischiando) mi salutano con affetto, spesso viaggio e faccio viaggiare Moby, se avessi odio o astio non gli produrrei guadagni. Entrando nel merito, non sono io a dire che il gruppo Onorato non se la passa bene. Standars & Poor’s ha declassato il gruppo da B a CCC+ . IL motivo? Dicono alla Standars “ bassa capacità di produrre cash flow, riteniamo che la sua struttura del capitale sia insostenibile”. Sempre la Standars & Poor’s ha declassato i bond Lussemburghesi del gruppo, dal valore nominale di 300 milioni di Euro a 56,5, una perdita del 81% del capitale, un bel bagno di sangue per l’investitore. Il 15 gennaio scorso i commissari di Tirrenia hanno chiesto al tribunale di Roma il sequestro di 115 milioni di capitale del gruppo, per le prime due rate della vendita della flotta alla C.I.N, debito di 180 milioni. Il garante per la concorrenza ha multato per 29 milioni il gruppo per una vera follia messa in atto dalla Moby s dalla CIN. I debiti verso il credito era di 484 milioni e il primo semestre del 2019, le perdite sono state di 60,2 milioni. Ad ottobre i fondi comuni hanno chiesto il fallimento del gruppo al tribunale di Milano. A fine febbraio i fondi ritorneranno alla carica. Altra minaccia più che solida è la multa Europea per gli aiuti di stato a CIN e Toremar. Sembra si debba restituzione di una grossa parte dei finanziamenti percepiti (87 milioni l’anno) . Mi fermo qui per non infierire e non tediare ulteriormente. Il fatturato e una voce di bilancio, la salute aziendale la fanno gli utili. Se si spende più di quanto si guadagna si fa il botto. Del gruppo (guarda caso) solo la Toremar ha un buon risultato, anche se sta scricchiolando anche lei. Ora ognuno può ovviamente fare quello che vuole, io per la stagione elbana 2020 sono molto preoccupato. Mi lascia basito la leggerezza che vedo nella politica e nell’imprenditoria. Altre realtà insulari, hanno già studiato mosse per non farsi trovare scoperti in stagione, per evitare di essere trascinate nel disastro. Florio Pacini
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Roberta Madioni pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 19:31
Per chi fosse interessato e perché non si dica che i miei dati sono aleatori o peggio ancora inventati Ho visto che scrivendo con questo maledetto cellulare e il correttore automatico che odio profondamente ho scritto fatturato annuale anziché semestrale perché i 253,8 milioni erano una prima chiusura semestrale 2019 riportata sulla rivista "Il danaro" per le quotazioni in borsa della società con una crescita del 8,8 %. Dai dati ufficiali che mi sono stati forniti il bilancio consuntivo 2019 Moby ha registrato un fatturato di oltre 611 milioni di euro e dal bilancio analitico risulta che il 2,67% ( due virgola sessantasette % scrivo in lettere in modo da evitare errori di scrittura ) del fatturato lordo proviene dall'Elba .
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Dante Schezzini da Firenze pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 19:12
(ANSA) - GENOVA, 30 APR - Il gruppo Moby (che controlla le compagnie Moby, Tirrenia e Toremar), guidato da Vincenzo Onorato, ha chiuso il bilancio 2018 con un risultato negativo per 62,6 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto all'utile di quasi 23 milioni registrato nel 2017. A fronte di ricavi complessivi sostanzialmente stabili - da 586,1 milioni nel 2017 a 584,3 milioni nel 2018 - sulle performance dello scorso anno, spiega la stessa Moby in una nota, hanno pesato maggiori costi di esercizio. "Incremento causato principalmente dall'aumento nel prezzo del bunker, nonché dal costo rilevante delle attività e delle nuove linee start up che hanno prodotto risultati operativi rilevanti, ma hanno inevitabilmente inciso sui costi delle compagnie". I costi per materie prime e servizi sono infatti passati da 357,9 a 411,2 milioni (in particolare la spesa per carburante è cresciuta di oltre il 20%), mentre i costi per il personale sono aumentati da 128,6 a 132,1 milioni di euro.
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CAI - Sottosezione Isola d’Elba pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 18:13
SI È INSEDIATO IL NUOVO DIRETTIVO DEL CAI ELBA [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/cai.JPG[/IMGSX] Sabato 11 gennaio 2020, presso il Camping Villa Santa Maria di Lacona, si è riunito il Consiglio Direttivo del Cai, che resterà in carica dal dicembre 2019 al dicembre 2022. Il Consiglio ha eletto le nuove cariche che sono: Vittorio Santini che ricoprirà la carica di Reggente per il prossimo triennio, Michele Cervellino vicereggente, Michele Serafino tesoriere, Stefano Miliani, segretario. Il Cai Isola d’Elba nonostante la nascita recente, è infatti stato costituito nel 2016 come sottosezione del Cai Livorno, ha ormai assunto un ruolo determinante nel territorio isolano. Gran parte della rete sentieristica elbana cade all’interno delle aree protette dal Parco Nazionale dell’Arcipelago, e Cai convinto sostenitore del sistema delle aree protette pone il suo impegno a sostegno della tutela del paesaggio e dell’insieme degli ecosistemi naturali , che sono il grande patrimonio dell’Isola d’Elba. Buon lavoro quindi al nuovo Consiglio e buone passeggiate a tutti i camminatori che vogliono scoprire l’Elba attraverso le storiche ed antiche vie di comunicazione. CAI - Sottosezione Isola d'Elba www.caielba.it
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BIBLIOTECA COMUNALE pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 16:45
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Giovanni Muti da Forte Inglese pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 15:58
Caro Florio, mi ricordo perfettamente cosa ti chiedevo quando ti fermavo per strada. Ti chiedevo notizie sulla tragedia della Moby Prince . Perchè avevo intenzioni di scrivere un libro inchiesta su quella vicenda . E io sapevo che tu eri molto informato. Ho raccolto molti dati da diverse fonti. Poi qualcuno ,che lo ha saputo, si è proposto come intermediario con una casa di produzione cinematografica per farci anche un documentario inchiesta. Ma per il momento, il progetto , è sospeso anche perché costoso e non mi convincono le loro motivazioni. Se dovesse ripartire cercherei di avere lo stesso sguardo sui fatti che ho avuto quando ho scritto "AFFARI E POLITICA": Non una freccia contro qualcuno , ma della luce sulla verità. .
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Roberta Madioni pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 14:38
Errata corrige. 253 milioni annui il fatturato Moby. Fonte il Giornale "Il Denaro" Non sono al soldo di Moby né di nessun altro, infatti mi si è rotto il computer e scrivo con il cellulare, e sono un'imbranata totale .
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Roberta Madioni pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 14:33
Per il Sig. Florio Pacini . Accetto le sue scuse , nella vita si può sempre sbagliare, chi più chi meno , l'intelligenza sta nel riconoscerlo . E devo dire che si è di nuovo sbagliato . I dati che ho utilizzato per l'articolo sono reali . Li ho chiesti dicendo che mi servivano per un articolo e mi sono stati dati . Senza censura con la massima disponibilità e gentilezza e senza chiedermi che orientamento avrebbe avuto il mio articolo. Ma che vuole i Sig.ri in questo si contraddistinguono . Ma le dirò di più. Dai dati , che peraltro si possono ritrovare nei maggiori giornali di economia , la Moby si trova in perfetta salute economica con oltre 352 milioni di fatturato annuo . Ma tale fatturato arriva da altri porti . L'Elba incide solo per il 6 % . Parlo di fatturato lordo . Se il turismo , che ripiana i conti dell'Elba dovesse diminuire ancora o mancare io credo che l'Armatore potrà farci beneficenza per qualche anno , ma poi salperebbe le ancore e noi resteremo con tre navi al giorno. Sono spiacente di averle dato il dispiacere che la Moby per adesso è economicamente inaffondabile , perché forse il suo odio per Moby è più evidente di quello che Lei sostiene essere l'odio di Vincenzo Onorato per gli Elbani . E ancora se ritiene che i miei dati non sono attendibili faccia Lei stesso una ricerca e ci illumini. Felice di aver instaurato un dialogo civile anche con Lei . Le auguro buona giornata
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LUCIANO da CAMPO pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 12:51
Sono pienamente d'accordo con il Sig.Marco Cesareo circa i consumi futuri di acqua per il futuro Acqua Park.Spero che l'Arch.Pardi scriva una replica in merito..................
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D.S. da Toscana pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 12:49
X G.R.  Non credo che Lei sia di Portoferraio ma piuttosto uno "di fori" anche se probabilmente nativo dell'Isola. Anche il sottoscritto si trova nelle stesse acque: cuore alle radici ma mente in continente. Io ho notato una cosa su queste discussioni: gli addetti ai lavori hanno una cultura "continentale", in quanto vivono in realtà demografiche di molte decine, se non centinaia, di migliaia di abitanti e rimaniamo basiti che gli abitanti di un'isola di 30 mila abitanti siano frazionati in 7 comuni. Ma, vede, per gli elbani va bene la situazione attuale e la conferma viene dalla non partecipazione a questo dibattito. Dobbiamo domandarci perché succede questo, entrare nella mentalità di questa gente che probabilmente si è cimentata nei secoli di isolamento e di arroccamento agli attacchi che vengono da fuori. Non ha notato che quando arriva al paese ed incontra i suoi ex-concittadini la prima domanda è "quando sei arrivato?" e la seconda "quando te ne vai?". Sono logiche isolane, che portano soprattutto ad economie sommerse scandalose e che a mio modesto parere determinano indirettamente l'attuale immobilismo. Non se ne esce fuori, in quanto le nuove generazioni lasciano appena possibile il paese per andare in continente. 
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Florio Pacini da Isola d'Elba pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 12:34
Per Giovanni Muti (Il Monello) Caro Giovanni, quanto ho scritto (in maniera poco comprensibile) alla Signora Madioni è per questo: L’articolo della signora mi è sembrato tutto teso santificare Vincenzo Onorato, che nonostante le perdite, continua a mantenere le linee per l’Elba. Sapendo che il dato è sbagliato, anche per la linea di Rio Marina. Ho pensato che la signora fosse una dipendente della Moby, (infatti dico più volte che Onorato è il suo capo). Per questo ho ritenuto che l’articolo volesse preparare il territorio ad un nuovo aumento dei noli. Ora al di la della forma di cui mi sono scusato apertamente. Il punto è che Onorato guadagna, molto grazie all’Elba e chi dice il contrario mente. Per le marchette, sicuramente non ti è sfuggito che in apertura scrivo (ironicamente) che “Elba News e Elba Notizie che (probabilmente) non mi pubblicheranno” (cosa per me certa). Del resto come tu stesso dici, non avrebbe senso che mi riferissi alla signora, se non è una dipendente Moby. Se la signora fosse stata dipendente Moby è ovvio che la marchetta era delle testate che la pubblicavano. La signora nel sul suo articolo, snocciola dei dati che non sono oggettivi, (ma possono sembrarlo), per questo ho pensato ad un articolo di matrice Moby/Toremar e diffuso (dopo la dipartita del Corriere Elbano) da testate amiche. Tieni presente, che (come ho scritto) ho visto l’articolo della signora, su Elba News e Elba Notizie. Caro Giovanni tu sei Riese come me, la memoria non dovrebbe tradirti. Ricordo bene con che spirito, mi fermavi per strada per avere aggiornamenti sulla vicenda Moby Prince e Vincenzo Onorato. Ricordo bene cosa pensavi e mi proponevi. Non mettere in mezzo Fabrizio che è un grande e ha l’unica colpa di far esprimere tutti, compresso un cane sciolto, che scrive male come me. Avere degli spazi pubblicitari non è un reato, non lo è nemmeno fare dei redazionali a pagamento. Ma se per favorire un inserzionista si taglia chi lo critica, questa (per me) è una marchetta, senza ombra di dubbio. Caro Giovanni per finire, che Vincenzo odia l’Elba e gli elbani, oltre a fatti evidenti, ci sono le sue stesse dichiarazioni. Che io stia male nel vedere la Moby in queste condizioni è logico. In quella società ci sono cresciuto e insieme a me, è cresciuta la stessa società e tutta l’Elba. Sono cresciuto anche con Vincenzo, ti sembrerà strano ma sono molto dispiaciuto anche per lui, se mi fosse possibile lo aiuterei e sono pronto a farlo gratuitamente, ma non a discapito dell’Elba e degli elbani. Florio Pacini
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CINEMA TEATRO FLAMINGO pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 11:35
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/cine.JPG[/IMGSX] Venerdì 17 ore 18:00
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GIAMPIERO PALMIERI pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 11:05
[COLOR=darkblue][SIZE=4] UNA PIETRA NELLO STAGNO [/SIZE] [/COLOR] [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/fo.JPG[/IMGSX] Dario Fo, Franca Rame e la compagnia Nuova Scena arrivarono a Portoferraio alla metà di gennaio del 1970, chiamati dal Circolo Culturale Antonio Gramsci, per rappresentare al Cinema Teatro Astra Mistero Buffo. La “giullarata popolare” Mistero Buffo (frutto di una ricerca sul teatro e sui canti popolari, soprattutto medievali), dopo un'anteprima a Milano, fu rappresentata per la prima volta il 1° ottobre 1969 al Cinema Teatro Ariston di Sestri Levante, a conclusione della assemblea nazionale dei dirigenti dell'A.R.C.I. L'autunno del 1969: un periodo di grandi fermenti e cambiamenti, in Italia. Nel 2012, in occasione della presentazione del “suo” Mistero Buffo al Teatro dei Vigilanti, Paolo Rossi dirà, “ricordando il periodo particolare in cui Dario Fo, nel 1969 lo creò e lo portò in giro”: “Oggi sono anni peggiori e con più problemi, ma c’è molto meno fermento culturale e sociale”. In quel periodo Fo, Rame e Nuova Scena cercavano circuiti alternativi a quelli tradizionali per proporre i propri lavori. Achille Mango, che aveva collaborato con Fo alla ricerca e alla scelta dei testi per Mistero Buffo, scrisse sul settimanale del P.S.I.U.P. Mondo Nuovo un articolo (“Alle origini del teatro popolare”) in cui affermava che “spettacoli sul genere di quello offerto da Fo” avrebbero dovuto rivolgersi “al pubblico dei piccoli centri, a quello dei paesi e delle campagne”. Mistero Buffo e le altre opere portate in tournée ottennero da subito il successo di pubblico che meritavano. Ci furono però atteggiamenti pesantemente ostili del P.C.I. e del suo giornale nei confronti della pièce L'operaio conosce 300 parole, il padrone 1000: per questo lui è il padrone. In un corsivo anonimo (intitolato “Un pamphlet qualunquista” e impaginato accanto all’inserzione pubblicitaria “Calli estirpati con olio di ricino”) Fo veniva accusato di “una sorta di rozzo qualunquismo sentimentale” e di “errori di valutazione e di prospettiva”. In un altro articolo L'Unità criticò L'operaio conosce 300 parole, definendolo “Il discusso spettacolo di Fo a Genova”, che “poggia su ipotesi semplicistiche che spesso distorcono la realtà” e rintuzzando con puntiglio inquisitorio diversi passaggi del lavoro, giudicato pieno di “battute da rivista” ed ispirato da “una concezione moralistica” mutuata dal “libro della scuola di Barbiana” di Don Lorenzo Milani. Ma l'attacco più duro e vile a Fo, Rame e Nuova Scena fu quello scatenato sul territorio: dichiarazioni bellicose, manifestazioni di insofferenza, contestazioni organizzate e pretestuosi dinieghi a richieste di spazi, che faranno dire a Dario (ben deciso ad opporsi all'uso dell'”arma della scomunica”) che “il resto della tournée venne sabotato dai vertici del PCI”. Eppure, nonostante quel clima, il Circolo Gramsci si accordò con l'A.R.C.I. nazionale per portare Fo all'Elba. La serie di spettacoli di Nuova Scena era stata preannunciata con comunicati stampa, pubblicati dal Corriere Elbano, che annunciavano la rappresentazione di Mistero Buffo, con l'invito a rivolgersi per informazioni e prenotazioni alle Galeazze o al Bar Sport o al Bar Emy o al Bar Royal. Alle 21 del 17 gennaio 1970 il Cinema Teatro Astra si riempì di persone (si parla di quattrocento) che nei giorni precedenti erano state tesserate dal Circolo Gramsci; il tesseramento serviva a rendere privata la serata, quindi illegittima la presenza della polizia. Due agenti in borghese entrarono in sala, ma Fo si rifiutò di salire sul palco in loro presenza e allora si allontanarono. Lo spettacolo ottenne un notevole successo, festeggiato da Dario e Franca a casa di Danilo Alessi e, nei giorni successivi, nella trattoria di Elbano Benassi (mangiando -si narra- spaghetti aglio olio e peperoncino). Il 22 novembre 1969 Nedo Volpini per il Circolo Gramsci aveva scritto al Sindaco Michele Villani presentando “la richiesta di un contributo”, ritenuto necessario stante il “notevole impegno organizzativo e finanziario”, “considerata la qualità e l'importanza del prodotto culturale”, visto anche che “l'attività del gruppo di Nuova Scena non ha fini speculativi” e rilevato che “in tal senso il Comune ha in altre occasioni dimostrato la propria sensibilità”. La Giunta municipale, presieduta, in assenza del sindaco, da Elvio Bernardi (presenti Giuseppe Bensa, Domenico Paolo Amorosi e Bruno Bolano - assenti Angelo Sangalli e Franco Bardino), prese in esame la richiesta del Circolo Gramsci e deliberò (con atto n.33 del 13 gennaio) di erogare a favore del Circolo “un contributo “una tantum” di £ 100.000, dando atto che la spesa graverà su apposito capitolo del Bilancio 1970”. Il 26 gennaio il Prefetto Puglisi comunicò al Sindaco che occorreva che fosse “indicato in concreto l'articolo di bilancio cui la spesa verrà imputata” e il 29, non avendo avuto risposta, trasmise il decreto di annullamento dell'atto (la delibera “è annullata perché illegittima”). Il Sindaco lo comunicò al Circolo Gramsci il 13 febbraio. Qualcuno ha ipotizzato che la Giunta avesse adottato la delibera con la “segreta speranza” di una bocciatura prefettizia. La decisione di concedere il contributo fu contestata in Consiglio comunale, con una interrogazione del Consigliere del M.S.I Oreste Bertucci e con un intervento del Consigliere del P.L.I. Aulo Gasparri, che poi, sul periodico Il Giornale dell'Elba, scrisse che il Comune di Portoferraio non avrebbe dovuto “permettersi il lusso di sovvenzionare frivolezze-chiamiamole pure così-d'oltre canale, quando esistono necessità assistenziali e filantropiche assai più pressanti ed assai più nostrali (AVIS, Arciconfraternita del SS. Sacramento, Rev Misericordia, Croce Verde ecc.)”. Fatto sta che il Comune di Portoferraio non ha mai erogato alcun contributo a favore del Circolo Gramsci per gli spettacoli di Nuova Scena. Quindici anni dopo la vicenda sarà rievocata sulle pagine della rivista Lo Scoglio dallo stesso Gasparri con un articolo (“Distrazione di denaro pubblico”), in cui si definiva Mistero Buffo “una delle commedie pseudo socio-culturali” di Dario Fo, si raccontava di una burla (a seguito della quale Fo avrebbe fatto ritirare biglietti omaggio e dichiarato di non voler più mettere piede all'Elba), si affermava il falso parlando di “quattrocentomilalire assegnate a titolo di contributo” e si riportava fra virgolette, a proposito della bocciatura prefettizia della delibera, una motivazione inventata (“Il bilancio comunale di Portoferraio non permette simili distrazioni di denaro pubblico”). Ma la cosa più interessante da raccontare a proposito della presenza a Portoferraio di Fo, quella che ha fatto dire a Danilo Alessi nel suo libro La fatica della politica che “l'evento lasciò una significativa traccia nelle diverse pieghe, politiche e culturali, della società elbana”, è stata la polemica fra il bollettino della comunità parrocchiale, Colloquio, e il Circolo Gramsci. Come ha raccontato Nedo Volpini, “ci fu chi prese molto di traverso” l'esibizione di Nuova Scena; tra questi il parroco del Duomo, Don Pietro, che fece distribuire all'uscita della messa domenicale di mezzogiorno un testo in cui Mistero Buffo veniva definito blasfemo e “sfacciatamente marxista” e venivano criticati i cattolici presenti in sala, che avrebbero assistito passivamente ad uno spettacolo contenente anche “un abbondante pizzico di pornologia”. La replica del Circolo Gramsci (“Portoferraio, li 4.2.70-ciclo proprio-Antonini Mary, Valle di Lazzaro”) -redatta, pare, da Uberto Lupi e ispirata dallo stesso Fo- era intitolata “I nostalgici di Bonifacio VIII: lettera aperta ai redattori di Colloquio”. L'incipit era fulminante: “Quando una pietra cade nello stagno, non manca mai qualche ranocchio che salti su a gracidare, risentito per il turbamento che ne viene al suo quieto vivere. Il recital di Dario Fo ha smosso le acque stagnanti del benpensantume clericale”. Secondo il Circolo Gramsci, i redattori di Colloquio (“addirittura alcuni non si sono presi neppure il disturbo di assistere allo spettacolo”) si erano lanciati in una “sgangherata invettiva, dal tono oscurantista”. L'ultima parte del testo era dedicata al rapporto fra cristianesimo e società: “il nostro prossimo sono i poveri, i rifiutati, gli oppressi”. Ci si chiedeva poi “in che cosa consisterebbero gli errori e le nefandezze commesse da Dario Fo” e si sosteneva che “Dario Fo ci ha aiutato a riscoprire il volto autentico di Cristo”. Nelle settimane successive Dario Fo e Franca Rame torneranno all'Elba per rappresentare le altre commedie della stagione. In una di queste occasioni Dario si infilò nella Fiat 500 color nocciola, provvista di megafono, che girava per la città per pubblicizzare lo spettacolo serale, si fermò in Piazza Cavour e cercò di stanare il noto professionista cattolico ritenuto estensore del testo anti Fo pubblicato da Colloquio, allo scopo di discutere pubblicamente con lui; la sfida non venne accettata e allora Fo improvvisò uno strepitoso monologo, una vera e propria appendice a Mistero Buffo, di cui purtroppo non è rimasta traccia se non nella memoria di chi vi ha assistito. Cinquant'anni fa Dario Fo a Portoferraio ha gettato davvero una pietra nello stagno. Oggi Dario Fo e Franca Rame non ci sono più. Lo stagno c'è ancora. Giampiero Palmieri
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ANCORA SULLA PREVENZIONE INCENDI pubblicato il 16 Gennaio 2020 alle 10:58
[COLOR=darkred][SIZE=4] CANTIERE FORESTALE DI FUOCO PRESCRITTO PER PREVENIRE GLI INCENDI BOSCHIVI [/SIZE] [/COLOR] [IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/fuoco.JPG[/IMGSX] Nelle giornate di giovedì e venerdì, 16 e 17 gennaio, verrà svolto in località Poggio Corsetti a cavallo tra i comuni di Capoliveri e Portoferraio, un cantiere di fuoco prescritto per mantenere in efficienza il viale parafuoco che si trova in prossimità del crinale. L’intervento verrà realizzato dagli operai forestali con l’Unione dei Comuni Colline Metallifere con il supporto dell’Organizzazione Regionale Antincendi Boschivi e delle Associazioni di Volontariato Antincendi Boschivi (CVT). Si tratta del primo intervento nonché del primo cantiere di fuoco di questo tipo all’Isola D’Elba. Il fuoco in molte parti del mondo è utilizzato da personale esperto per limitare la quantità di materiale vegetale infiammabile nel sottobosco e per rendere le foreste più resistenti agli incendi. Il tutto senza danneggiare il bosco e chi lo abita. La tecnica del “Fuoco Prescritto” che partirà da un’analisi dei luoghi e del loro contesto, è una pratica consolidata - i cui effetti vengono studiati fin dagli anni sessanta - diventando in alcune realtà forestali europee una prassi usuale. Come prevede il progetto, al fine di garantire una maggiore sicurezza nelle procedure di intervento, verranno attivati l’Ufficio di Protezione Civile nonché le squadre di Volontariato, Protezione Civile e Antincendio Boschivo del Comune di Capoliveri. “Si procede solo in presenza di precise condizioni metereologiche – spiega l’Ufficio di Protezione Civile di Capoliveri - in modo da non danneggiare il suolo, la fauna e la vegetazione che, al contrario, deve essere protetta”. In Italia sono già state realizzate diverse esperienze di questo tipo e in Toscana la legge forestale e il relativo regolamento fissano le norme dell’intero settore compreso l’uso del fuoco prescritto. I risultati dei primi interventi realizzati in Toscana ormai da diversi anni, sono incoraggianti sia dal punto di vista della prevenzione AIB che dal punto di vista naturalistico.
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