CORTESIA E QUALITA'
pubblicato il 30 Marzo 2020
alle
4:10
pubblicato il 30 Marzo 2020
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Attendi…
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/marini.JPG[/IMGSX] E’ il momento di mettere in capo un progetto strategico e solidale per traghettare l’Elba oltre il COVID-19. L’idea potrebbe essere quella di una cabina di regia che veda protagonisti, in primis, i nostri comuni , insieme con i rappresentanti delle categorie economiche e della società civile.
Un patto di solidarietà sociale a sostegno delle famiglie e delle imprese, fondato sulla consapevolezza che dalla crisi non si esce da soli .
Il vincolo del patto di stabilità è saltato e con esso sono da rivedere, dal punto di vista tecnico contabile, altri istituti capaci di liberare risorse attive per le nostre comunità. I comuni possono utilizzare parte dei loro avanzi di amministrazione per la costituzione di un fondo di garanzia, da mettere a disposizione delle famiglie e delle imprese. Un Fondo a garanzia delle esigenze della nostra gente e delle attività che l’emergenza ha fatto chiudere, con una prospettiva temporale che si preannuncia lunga e rischiosa per il futuro dei nostri figli e della nostra Isola.
L’Elba è interamente basata su un’ economia turistica che quest’anno subirà un inevitabile stop. L’impegno e l’intelligenza di tutti può e deve confluire in un progetto comune, per creare una base economica solida e solidale, per ripartire oltre ogni ostacolo, così come le generazioni precedenti hanno fatto per consegnarci il nostro paese dopo la distruzione della guerra.
Roberto Marini
c'è un brutto virus che da tempo ha infestato l'Europa e buona parte del mondo, un virus che fa morire le persone non fornendole di quelle risorse fondamentali alla loro esistenza.
Mi ricordo di recente l'alluvione di Olbia dove il Sindaco era arrabbiatissimo perché aveva una città devastata e milioni di euro in cassa, ma non li poteva spendere per il famigerato Patto di Stabilità, che impedisce di spendere anche chi i soldi li ha causando così sofferenze e disastri.
Ora il Patto di Stabilità è stato sospeso, e chissà se ritornerà, quindi non facciamo come quel padre che la sera rincasando apriva il cassetto e si gloriava di averlo pieno di soldi, ma girandosi intorno vedeva noncurante i suoi figli che andavano in giro con un tozzo di pane in mano e le toppe al sedere.
Questo accade quando si ragiona o si ragionierizza troppo, dimenticandosi che nel deserto vale più una borraccia d'acqua che un sacchetto d'oro.
Ora è il momento di spendere, pagare i debiti e ridurre i carichi eccessivi e immotivati dalle situazioni.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/diadema.JPG[/IMGSX] Sono dovuti intervenire il Ministro dei Trasporti ed il Presidente di Fratelli d’Italia l’on. Giorgia Meloni per mettere fine alla lunga attesa in cerca di un attracco per la nave COSTA DIADEMA, nave battente bandiera italiana con a bordo 350 membri dell’equipaggio italiani.
A bordo vi sono dei casi riconducibili a sintomi di CODIV19 e questo è bastato affinchè la nave venisse rifiutata da molti scali.
Fratelli d’Italia ha messo a disposizione tutte le sue forze ed assieme all’Onorevole Meloni abbiamo dato disponibilità di attracco nel porto di Piombino dove il Sindaco Francesco Ferrari si sta coordinando con tutte le forze del territorio per dare la massima assistenza.
Ancora una volta questo governo dimostra la propria incapacità nel gestire le emergenze anche della sua marineria, è vergognoso come nel caso di navi ONG con a bordo profughi si faccia a gare in opere di buonismo ad accogliere ad aprire i porti e invece nel caso di nave battente bandiera italiana si debba lesinare un attracco che ha carattere di emergenza sanitaria.
Ci riteniamo indignati e fare tutto il possibile affinchè tutto l’equipaggio ed i loro familiari in ansia da giorni possano essere assistiti nel migliore dei modi.
Luigi Lanera
Responsabile Nazionale di Fratelli d’Italia delle politiche per la Navigazione
al sindaco Montauti e tutti i sindaci dell’Elba:
almeno voi di Marina di Campo avete provveduto ad una sospensione ed esenzione ( ? ) e spalmare la Tari a Luglio, ottobre, dicembre, chissà cosa s’inventeranno gli altri sindaci ?
1. Pasqua è saltata, feste e ponti idem, giugno avremmo sempre le mascherine davanti alla bocca,…forse a Luglio ce le possiamo togliere (speriamo) o dobbiamo ricevere i turisti con le mascherine? Ad agosto chi verrà? gli stranieri…scordiamoceli, gli italiani…con le aziende che dovranno recuperare il lavoro e le ferie, chi verrà? i dirigenti ? NO! i dipendenti? NO! forse qualche pensionato con i nipotini.
2. Ma se quest’anno non abbiamo neppure i soldi per sopravvivere noi, come possiamo andare avanti per arrivare almeno alla pasqua del 2021, dove prendiamo i soldi per le tasse, mica c’è soltanto la Tari, l’imposta sulla pubblicità e l’IMU, magari..e F23, F24? e le altre spese chi le paga? pubblicità varie, Enel, telefono, SKY, Inps, tassa sui fossi, manutenzioni, ecc…ecc… non c’è mica solo la Tari a Luglio ..a ottobre…a dicembre ! siamo senza un soldo TUTTI ! o restiamo chiusi e non paghiamo più NIENTE!… oppure dichiariamo il fallimento..altre soluzioni non nè vedo!
3. L’IMU….il governo quest’anno lo pagherà lui anche ai comuni!, se pago l’IMU io, per andare avanti con la mia famiglia devo andare a farmi prestare i soldi dalle banche? allora è meglio che chiudo subito e vengo anche io con la mia famiglia a chiedere al Comune, lavoro e assistenza! Se pago anche l’IMU…..come posso arrivare a vedere le caparre dell’estate 2021 e riprendere a vivere e lavorare!
tirate voi sindaci le somme!
E pensare che qualche intelligentone anche del nostro governo pensa a farci ritornare al più presto tutti sulle strade, a riaprire le attività…con i morti che continuano ad aumentare di giorno in giorno.😱
Siamo ad Aprile e non si vede uno spiraglio di luce, ma forse vogliono che i vecchietti ..muoiano tutti,🤘️🤘️ così (loro) recuperano le pensioni, il brutto è che stanno morendo anche i bimbi..ma di politici… ancora non ne ho sentito, strano! ho sbaglio e me li sono persi?
Ma lo sanno che le pensioni di quei vecchietti morti con il corona virus erano l’ossigeno per tante giovani famiglie? Morti loro chi gli dovrà dare questo contributo? i Comuni con i buoni spesa dell’assistenza che da questo governo? VERGOGNA!
In America ecco il piano di Trump alle famiglie: 1000,1200 dollari a persona o 2400 a coppia + 500 a figlio, che verranno depositati direttamente sui conti correnti o invio di assegno,.
Anche in Europa, alcuni stati hanno iniziato con 1500 euro al mese a famiglia con assegni o direttamente in banca a chi è già titolare di conto corrente o assegno per raccomandata, ho un amico che già li prende da due mesi!
In Italia 2,5 milioni di cittadini prendono 750 euro come reddito di cittadinanza (extracomunitari 35 euro al giorno= 1050 al mese) tra questi ci sono (e abbiamo visto anche in TV): camorristi, prostitute, vagabondi, lavoratori in nero…ecc…ecc..
ai nostri titolari con partita IVA, dovranno prima dichiarare e dimostrare che hanno perso per 6 mesi almeno il 30% del loro lavoro …soltanto allora daranno 600 euro..forse per due mesi o tre., anche se hanno un’azienda con 5 o10 dipendenti in cassa integrazione e l’azienda chiusa, il titolare prenderà…600euro! chissà se anche i nostri politici prendono 600 euro al mese..😡
Qualcuno l'ha capito che siamo in guerra o non l'ha capito? in tempo di guerra… i nostri nonni, sono rimasti chiusi in casa o nei rifugi per anni e anni e la spesa…con la tessera e a razione: pane,farina, olio, zucchero,latte, pasta e…stop! ancora non siamo a questi livelli, ma…attenzione, volete uscire? vi sentite troppo privati della liberta? volete vedere i soldati con i lanciafiamme come dice il presidente della Campania, De Luca ? 😂
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/randelli.JPG[/IMGSX]
L’IMMERSIONE in un reparto “COVID”
Si, è come una immersione.
C’è un Divemaster (la tua guida), un briefing, una vestizione (accurata, mi raccomando, per quanto possibile, certamente!), un “appena prima di tuffarsi” (quando un pochino, per una frazione di secondo, ti si ferma il respiro), un tuffo che qui è una porta di metallo con oblò (anche per questo mi è venuta in mente una immersione). Un oblò che si apre con fatica. Pesante. E sei dentro. La luce cambia. I rumori cambiano. La temperatura cambia. Un altro mondo.
Il respiro in una normale immersione è tutto. Anche in questa. Anzi di più. Qui è il confine.
Non solo il tuo di respiro, affaticato perché un dispositivo tenta di allontanarti dall’aria circostante, ma, soprattutto, quello degli altri, i Pazienti. Chi l’immersione l’ha iniziata da tempo e non è ancora riemerso. Esseri Umani. Persone, vecchi, giovani, nonni, mamme, nonne, papà, fratelli, sorelle, figli. Di tutti i tipi. Di tutte le razze. Uniti. Tutti lontani dai loro cari e dalle loro vite. Sono a diverse profondità, più o meno vicini al fondo.
Ma una volta toccato, dal fondo si risale con grandissima difficoltà. Anzi più spesso non si risale.
Dobbiamo cercare di tenerli lontani dal fondo. Il nostro scopo. Tenerli abbastanza lontani dal fondo finché una corrente benefica, salvifica non li faccia risalire. Da soli.
Non c’è profondimetro in queste immersioni. C’è il saturimetro. Molto più importante qui. Il profondimetro sei tu, o meglio, il divemaster, il medico responsabile del reparto COVID. Non un ortopedico traumatologo come me, grazie al cielo. Nel mio nuovo reparto, 4°B del Policlinico San Donato, il divemaster è una bella ragazza, direi Signora, poco più giovane di me, pneumologa con grande esperienza anche nei pazienti cardiopatici. Si chiama Federica, Federica Poli.
La conosco da più di vent’anni. Abbiamo iniziato insieme, giovanissimi, a fare le guardie al San Raffaele, da Specializzandi. Io in Ortopedia chiaramente. Lei già sui pazienti peggiori. E’ sposata con un Chirurgo
d’Urgenza, tosto come Lei, con cui ho lavorato in Pronto Soccorso qualche anno dopo, a San Donato.
Federica ha tutte le doti necessarie ad un divemaster. Sa di cosa si tratta, sa come devono girare le cose. Sa essere molto umana con i Pazienti. Li chiama per nome. C’è sempre. Sa farsi valere quando è necessario. Mi piace. La seguo volentieri. Non sono più il capo di un reparto di Ortopedia e Traumatologia. Ora sono un giovane specializzando al primo anno di pneumologia. Non è male come sensazione. Una delle poche sensazioni piacevoli di questa immersione.
A San Donato oggi ci sono almeno 5 siti di immersione escludendo le Terapie Intensive. L’Ospedale è quasi esclusivamente dedicato ai COVID.
Torniamo all’immersione. Il saturimetro
Io odio il saturimetro. Primo, non ti puoi fidare completamente. Salvo che per i valori che non vorresti mai leggere, quelli bassi, vicino al fondo. Misura la saturazione di ossigeno dell'emoglobina presente nel sangue arterioso periferico. Però non in modo immediato. Ti lascia quei secondi di attesa, malvagia attesa, prima del responso. Poi, talvolta, si modifica durante la lettura. Ti illude. Però c’è, per fortuna, ed è l’unico strumento che in pochi secondi può darti un’idea di come sta andando l’immersione del Paziente. I Pazienti fanno l’immersione con Ossigeno. Quelli in Aria sono quelli che stanno emergendo prossimi alla dimissione.
L’Ossigeno è un mondo a sé. Probabilmente oggi l’unica vera arma nelle nostre mani. Permette agli organismi umani di superare la tempesta virale e, soprattutto, l’eccessiva risposta immunitaria, spesso causa degli stadi peggiori della malattia. Il resto conta meno.
L’erogazione dell’Ossigeno si misura in Litri al minuto con un “flussometro” che ricorda i vecchi termometri da parete, in grande però. Ma non solo. L’Ossigeno nel sangue si misura in mmHg (millimetri di Mercurio) o kPa (kilopascal) che definiscono la sua pressione parziale nel sangue. Più c’è né meglio è. Poi c’è la percentuale di saturazione definita dal saturimetro. infine c’è anche la percentuale di Ossigeno che respirano i Pazienti dentro i loro apparecchi di ausilio alla respirazione. Insomma è un po' complicato. Ho studiato. Grazie Federica.
Come ogni immersione ci sono le maschere. Vari tipi come nelle immersioni vere. Si parte dai modelli più semplici a quelli più complessi fino al tubo endotracheale. Che però in questa immersione non si vede.
Terapia Intensiva. Un altro mondo. Oltre il confine. Pochi ci vanno. Una immersione in cui si viene scelti. Non decidi tu. Non decide il Paziente. Il divemaster suggerisce.
Arriva “l’Angelo”, ossia l’Anestesista, e compie una delle scelte più dure. Un grande peso. Li capisco. Una scelta molto ponderata. Sono uomini e donne molto preparati. Danno tutto. Li ammiro.
I più fortunati dei Pazienti Divers hanno dei piccoli tubicini che girano intorno al capo e insufflano Ossigeno nel naso attraverso due piccole cannule. Si chiamano occhialini. Ma non sono occhialini. Qui l’Ossigeno non può superare un certo flusso. Poi diventa ingestibile per il Paziente.
Poi c’è la Maschera di Venturi, più sofisticata. Più potente nell’erogare Ossigeno. Serve per immersioni più profonde. Permette di sapere molto meglio quanto Ossigeno viene inspirato, non semplicemente somministrato, al paziente. Si parla infatti di FiO2 (Frazione Inspirata di Ossigeno).
La Venturi è una maschera come dice la parola. Copre buona parte del volto. Ha diversi gradi di “potenza”, attraverso dei connettori con codice colore diverso, ma arriva al massimo al 60% di Ossigeno. L’aria ambiente, per intenderci, ne ha il 20-21%. La Venturi serve se ti trovi a profondità medie.
Un po' più giù serve la maschera con reservoir. Una maschera con un sacchettino davanti. Si riempie di Ossigeno il sacchettino. Qui si arriva al 90% di ossigeno, ottimo! Ma, come per tutte le maschere, deve essere ben adesa. Siamo già profondi. I flussi di Ossigeno sono alti. Se si è ancora più in profondità c’è bisogno che l’Ossigeno entri a pressione nei polmoni. La pressione qui si misura in centimetri d'acqua (cmH20). Inoltre ci vuole una pressione che permanga a fine espirazione per aumentare la funzione degli alveoli. Le cose si complicano. Ma siamo quasi sul fondo. Siamo già nella ventilazione meccanica assistita anche se non invasiva.
E’ la profondità della C-PAP (Continuous Positive Airway Pressure). C’è bisogno di mascherine particolari tenute ben adese al volto del paziente con apposite cinghie elastiche. Oppure caschi. Come quelli dei palombari (l’immersione) ma, per fortuna, sono trasparenti. C’è rumore. Alcuni si agitano. Normale. Da fastidio. Ma bisogna stare calmi. Quel rumore ti salva la vita. Non è il momento dei capricci. E’ il momento di lottare. Il fondo è li. Puoi toccarlo. Ma non devi.
La mia ultima immersione. Ieri.
Sono appena entrato. L’infermiera mi chiama. Urgente. Corro, per quanto possibile. Sono vestito da immersione. Scivolo ma non cado. Fitta immane alla colonna. Ma ho il bustino semirigido. Sopporto. Arrivo in un attimo. Entro.
La prima cosa, una frazione di secondo, entrando, gli occhi del paziente. Hanno paura. Ma non è il paziente per cui hanno chiamato. E’ il suo compagno di stanza.
Il Paziente, l’urgenza, è sul primo letto. E’ sul fondo. Si cerca di risollevarlo con due, quattro, sei, otto mani. Non c’è niente da fare. Era già molto vicino il giorno prima ma ora l’ha toccato. E’ anziano. In ottima salute però, certo prima. Aveva il casco. Non è bastato. PaO2 pessima già da ieri. Guardo il volto. Non vedo segni di sofferenza e questo chissà perché un pochino mi solleva.
Unbell’uomo.
Dorme. Non si sveglierà.
Avviso con il walkie talkie il mondo esterno dell’accaduto. Avvisate la Famiglia. Non potranno vederlo. Lo so.
Dovrà rimanere in reparto almeno due ore. Mai legge fu più insensata. Penso. Lasciare un Uomo morto davanti a chi, al suo fianco, lotta contro la morte non è umano. Chiedo almeno di spostarlo lontano dagli occhi impauriti di chi gli è accanto. Si può. O forse no. Non mi interessa.
Brutta Giornata. Brutta Immersione. E ho appena iniziato.
Iniziamo il giro dei Pazienti. Ad uno ad uno. Cerco di scherzare il più possibile. Frasi un po' stupide…”Signora Paola, rischia di guarire!”. “Signor Francesco, qual’è il dito fortunato (n.d.r. dove mettere il saturimetro)?”. Le dico solo a chi penso potrà farcela. La maggior parte, per fortuna. A chi credo invece sia più vicino al fondo mi mostro ottimista ma non scherzo. Gli tengo la mano. E misuro…. Comunico i valori all’esterno con il walkie talkie. Gracchia un po'.
Buone notizie. C’è chi è in decompressione, quasi all’uscita. Emersione? A loro misuro la saturazione prima e dopo la sospensione dell’Ossigeno e…… 3 su 4 mantengono valori nelle norma 98-99-100%. Evvai!
Poi c’è la Signora MF, ha 92 anni. Demenza senile. Parla solo in dialetto. Sono l’unico che capisce qualcosa. La Poli non c’è ancora perché ha iniziato il giro nell’altra ala del reparto, altro oblò. l’altro Medico con me, una Cardiologa, è Campana. Gli Infermieri, pilastri di questa immersione, persone speciali, sono, diciamo, di fuori Milano. La Signora è simpaticissima. Anche se si lamenta in continuazione. Vuole andare a casa. Parla per espressioni tipiche lombarde. “Damm a trà giuinott” (Dammi retta giovanotto) e giù una serie di frasi sulla necessità assoluta di andare a casa. A quel punto cerco di farla ragionare… “Signora Mia! Ha ancora la polmonite e deve rimanere qualche giorno qui etc. etc.. Ma Lei …. “Va su…. adess la predica” (Ecco…adesso la solita predica) e io non posso non ridere. Però sta bene. Un’altra vittoria. Sembra. Uscirà presto. Certo dovrebbe parlare un po' meno. Quando parla le scende la saturazione. C’è chi è stato male durante l’immersione notturna. La notte prima. Non per il respiro. Alcuni si abituano alla mancanza di aria. Per il vomito o per l’enterite che non di rado accompagna queste immersioni virali. Ma ora sta meglio. Toglie il casco solo per mangiare. Ha gli occhialini però. Un’altra signora è in ansia. Non sopporta la C-pap. La capsico. Non va malissimo ma neanche bene. Le do da bere. Cannuccia. Le sto vicino un po'. La rassicuro. L’ansia è una brutta bestia. La conosco. Predispongo un calmante ma non troppo e solo di un certo tipo. Sono farmaci pericolosi.. sul respiro. Sta meglio. Speriamo.
Vedo l’ultimo paziente. Di Palermo. Riconosco subito l’accento. Lui sorride. Ex piastrellista. In pensione. Simpatico. Ma non va bene. Satura poco. Salto di profondità. Si passa dalla maschera di Venturi a maschera con reservoir. Faccio un prelievo arterioso per una emogasanalisi (massima attendibilità e più informazioni del saturimetro). Esame doloroso. Le arterie sono ben innervate. Dal polso. Lui non fa una piega. Cerco di essere il più veloce possibile ma senza mancare il bersaglio. Non è semplice.
Esce sangue scuro (di solito venoso) ma a pressione (arterioso). Viene dall’arteria. Non un buon segno quel maledetto colore. Io odio il viola, lo sanno tutti i miei collaboratori ed ora lo odieranno pure loro. Arrivano i risultati della PaO2 (pressione dell’ossigeno nel sangue), 68 (valori
normali 80-100). Peggio… il rapporto tra PaO2/FiO2 è solo 90. Indica quanto gli alveoli sono ossigenati e inglobano l’anelato elemento. In un paziente sano il valore si attesta su 450.
Lui 90. Eppure parla tranquillo. Il respiro però è veloce. Tachipnea. Attendo la Poli. Mi sembra da C-PAP.
Abbiamo finito il giro. Anzi no. Arriva Federica Poli. Rifacciamo tutto il giro, più velocemente, con Lei. Subito decide per il piastrellista quasi sul fondo: C-Pap. Si comunica con l’anestesista. Migliora ma non troppo. Speriamo. Vicino, molto vicino al fondo. Non lo sa, meglio così. Penso. E poi magari risale!
Il giro finisce. Sono le 13.30. Mi svesto. Massima attenzione. E’ il momento in cui è più facile contaminarsi. C’è un rituale preciso. Come in una vera immersione. Solo che qui in ballo c’è la tua salute e non solo. Amo la mia famiglia e non vorrei essere proprio io la causa di una loro malattia.
Si, sono isolato in casa. Ma è un attimo. La distrazione spesso ci salva dai pensieri peggiori ma in certi casi è deleteria e mortale. Speriamo.
Sono svestito. Si fa un breve debriefing. Chiedo al Caposala Gianni se sia possibile spostare subito i cadaveri dalle loro stanze per non incidere emotivamente sui vicini. Mi dice della legge delle 2 ore. La odia anche Lui. Trova una soluzione. E’ un Uomo. Un duro. Ne ha vissute tante come caposala della Cardiochirurgia di San Donato. Ma è un Uomo buono.
Vado a visitare un giovane Libico. Il giovane Specializzando, di Ortopedia, Dottor Mazzoleni è già li. Anche Lui era in immersione ma nell’altra ala del reparto. Hanno finito prima. La Poli era con loro. Il giovane Libico si è rotto un dito, ormai da tempo, senza accorgersi. Ha una lesione neurologica in
esiti di un trauma da guerra che lo tiene su una sedia a rotelle. E non gli fa sentire dolore. Incredibile a dirsi ma…lo ritengo fortunato. Non è in immersione. Tutto è relativo. Domani è un altro giorno.
Altre immersioni. Altri fondali. Che spero nessuno debba raggiungere. Si vede molto meglio da più in alto.
Domani tutti i Medici e tutti gli Infermieri di San Donato saranno lì, al loro posto. Anche se molti potrebbero essere altrove a proteggersi. Pochissime unità lo hanno fatto, giusto qualche Medico “fragile” di salute e qualche Lanzichenecco, inutile prima ed inutile ora. La stragrandissima maggioranza è presente. Alcuni più spaventati di altri. Medici di tutte le specialità, compresi noi Ortopedici o meglio Ortopeumologi. Giovani e meno giovani. Uniti.
Tornati Uomini alcuni. Tornati Medici altri.
Tutti pronti per la prossima immersione.
Ad Maiora
Filippo Randelli
Prof. a.c. Filippo Randelli
Hip and Trauma Department
I.R.C.C.S. Policlinico San Donato – University of Milan