Mercoledì 15 aprile, in un momento così complicato e allineandosi alle indicazioni previste dall’ultimo DPCM, il punto vendita Upim di Carpani, situato al piano superiore del supermercato Conad, aprirà al pubblico il solo reparto BLUKIDS – bambino/ bambina. Verranno seguite tutte le indicazioni e le norme sanitarie previste dalla presidenza del consiglio a tutela della salute di chi lavora e di chi si recherà in negozio. All’ingresso è prevista la consegna di guanti e mascherine mono uso, vi sarà il contenitore con il disinfettante per le mani, il percorso sarà obbligato e non sarà possibile accedere agli altri reparti. L’orario di apertura sarà il seguente: dalle 09.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.30. L’altro punto vendita Upim situato nel piazzale dell’Arcipelago Toscano davanti al Conad Superstore rimarrà ancora chiuso. “Crediamo che proprio in momenti come questi sia importante contare sugli altri”.
Upim
Bisogna pensare che nelle nostre spiagge ci possiamo andare liberi rispettando la sicurezza ,che interessa a tutti, ma non ad allargare le concessioni ,quindi pagando ,visto che soldi ce ne sono ben pochi.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/scafi.JPG[/IMGSX] Da innamorato dell’Elba e da proprietario di una piccola casa nel versante occidentale dove appena possibile vengo a trascorrere qualche giorno di ferie e qualche fine settimana, emergenza COVID-19 a parte che necessariamente e intelligentemente ha blindato l’isola, mi tengo aggiornato sulle vicende isolane leggendo vari blog e quotidiani on line.
Ho letto un post su “Camminando” di una lettrice che, pare, abbia ascoltato una intervista ad un Sindaco di un importante Comune Elbano che affermava l’opportunità di ampliare le attuali concessioni balneari.
Nell’ipotesi, spero di no, che la notizia sia vera informo i Sindaci e gli Amministratori che volessero perseguire tale strada che così facendo, a mio modesto parere, finiranno di distruggere quel poco che sarà rimasto in piedi. E mi spiego. Purtroppo, come tutti sappiamo, la prossima estate oramai alle porte non sarà una normale estate, ben pochi turisti arriveranno sull’isola (sperando ovviamente che la situazione sanitaria sia tale da permettere una più o meno normale circolazione a partire da fine maggio/inizi di giugno), e quelli che arriveranno saranno in grande prevalenza proprietari di casa, almeno per i mesi di giugno e luglio e settembre. Poi nel canonico periodo di ferie agostano oltre ai proprietari di seconda casa si aggiungeranno i pochi italiani che ancora hanno qualche soldo da spendere e che hanno ancora le ferie che non si sono consumati in questo periodo di lockdown. Temo che di stranieri non se ne vedrà praticamente nessuno.
Rilevo poi, leggendo qua e là, che sull’isola vi è un movimento di pensiero piuttosto radicato che ha una forte propensione a favorire un turismo verso l’Elba di alto livello, cosi detto di elite, ovviamente mettendo in secondo piano il turismo più “popolare”. E l’idea di favorire gli stabilimenti balneari a scapito della spiaggia libera, forse addirittura vietata con la scusa del controllo legato all’emergenza sanitaria, mi pare vada in questa direzione.
Potremmo a questo punto fare mille considerazioni ma sostanzialmente mi soffermo su una sola: chi viene all’Elba non lo fa per fare passerella ma lo fa perché ama la natura e la bellezza del posto. Chi viene all’Elba, e magari ci ha investito anche tanti soldini comprandoci una casa, lo fa perché sa che li ci trova principalmente un tripudio di bellezze naturali e una tranquillità che tanti altri posti non hanno. Senza considerare che volendo trova pure la discoteca ed il locale dove tirare l’alba. Il turismo che ragionevolmente e oggettivamente arriva sull’isola è questo, e farsi fuorviare dalla presenza di qualche sporadico vip che magari ormeggia il panfilo a 500 mt dalla spiaggia e, forse, scende una volta a fare un giro per il paese temo sia un errore madornale. Il turismo che arriva, e che ancora di più deve essere intercettato nel futuro, è quello di chi un giorno si fa un pezzo della GTE e un giorno si cerca la caletta dove fare il bagno con l’acqua cristallina. E magari il giorno seguente visto che è stanco o non ne ha voglia se ne va pure sulla spiaggia attrezzata. Ma se lo obblighi solo a questo, alla spiaggia attrezzata, questo tipo di turismo non viene. Si deve arrivare ad intercettare un turismo di qualità, certamente, ma un turismo che apprezza e rispetta. Che la sera dopo il mare trova i musei aperti e iniziative culturali di ampio respiro come quella, per esempio, che fa il mio comune Elbano (Marciana Borgo di Arte). Che durante il giorno trova spiagge e una sentieristica ben tenuta. Questo e solo questo è quello che spinge all’Elba me per primo e tanti che conosco con cui ho parlato. Cari Sindaci e Amministratori lo sapete che, almeno nel Comune di Marciana, infilare le chiavi nella serratura in un appartamento di 40 mq non residente costa di spese fisse quali IMU, TASI, TARI poco meno di 1000 (mille) euro?. A cui si aggiungono il consorzio di bonifica, le quote fisse delle bollette di energia elettrica, acqua e chissà cos’altro. Insomma un giochino che in fondo ad un anno supera abbondantemente i 1200/1300 euro. Ripeto solo ovviamente per infilare le chiavi nella serratura, poi bisogna starci. E, per amore di patria, soprassiedo sulle spese che si deve sostenere per arrivarci. Stesso discorso vale per chi decide di affittare un appartamento o soggiornare in una pensione: Non ho esperienza diretta ma da quello che mi dicono normalmente a parità di periodo il costo è un poco superiore a quanto richiesto sulle località costiere. In più ovviamente ci sono i costi del viaggio.
Sorge quindi spontanea una domanda: chi accidenti ce lo fa fare di venire sull’isola? La risposta, si ritorna sempre lì, è semplice: la meraviglia unica del posto. Una meraviglia ed una unicità che personalmente, dopo tanti anni, non smette di colpirmi. E di colpire tutti quelli che come me, pure con sacrificio economico non trascurabile, si ostinano a venire sull’isola. Non mi se ne voglia ma la meraviglia, cari Sindaci e Amministratori, non è la spiaggia con gli ombrelloni bar e ristorante annesso. La meraviglia sono le innumerevoli spiagge cale e calette con l’acqua cristallina che magari si raggiungono solo a piedi camminando per mezz’ora dopo avere lasciato la strada. La meraviglia è la primavera a serraventosa o l’autunno nei castagneti. Certamente anche le spiagge attrezzate, se specialmente sono in posti magnifici, hanno la loro importanza. Ci mancherebbe. Tutti abbiamo avuto figli piccoli, oppure non sempre si ha voglia o la prestanza fisica di scarpinare con lo zaino in groppa sotto la canicola. Anch’io nell’arco della vacanza talvolta vado nelle spiagge attrezzate. Ma, ripeto, non è l’ombrellone che attrae il turismo sull’isola. E non sarà certo l’ombrellone ad attrarre il turismo di elite che qualcuno vuole. Per attrarre quel tipo di turismo la strada è lunghissima, costosa perché vanno create determinate infrastrutture, ed incerta poi nei risultati. Mentre il turismo di qualità, quello che apprezza e rispetta, già lo avete. E certamente con grande facilità si può attrarre in misura ancora ben più consistente. Faccio un paio di semplici esempi, i primi che mi vengono in mente: Elbaman e Legend Cup: di queste iniziative che portano centinaia e forse anche migliaia di persone fra atleti e accompagnatori ce ne vorrebbe una la settimana nei mesi da aprile a giugno e da settembre ad ottobre. Il territorio Elbano sembra fatto apposta per queste cose. Se poi le associamo ad una offerta di attività culturali, a mio parere, si riuscirà ad aumentare la redditività e la stagionalità da 3 a 6 mesi. E il vantaggio, è facile da capire, non è certo solo per titolari delle attività ma lo sarà certamente per tanti lavoratori stagionali che invece di lavorare 3 o 4 mesi se va bene ne lavoreranno almeno 6.
Senza contare che oggi le Amministrazioni hanno a disposizione una formidabile risorsa: i percettori del reddito di cittadinanza. Questi, per esempio, potrebbero essere utilizzati sulle principali spiagge libere per favorire e controllare la corretta disposizione dei bagnanti nel rispetto delle distanze di sicurezza che il momento richiede ed eventualmente, al raggiungimento della naturale saturazione, impedire ulteriori afflussi. Potrebbero poi essere utilizzati in tanti lavori socialmente utili che, oltre a dare loro una dignità, darebbero un sempre maggiore decoro all’Isola. Gli strumenti ci sono, e spesso a costo zero. Utilizzateli.
Pertanto , egregi Sindaci e Amministratori, pensateci bene prima di fare certi passi. Tutti quelli che raggiungono l’Isola sono disposti a fare sacrifici economici e, in questi tempi di emergenza sanitaria, anche organizzativi, ma sicuramente non sono disposti a farsi prendere in giro da iniziative che mi limito a definire inopportune. E se si sentono presi in giro, me per primo e tanti altri con cui ho discusso della faccenda, se ne stanno a casa loro o vanno da qualche altra parte tenendo chiusa e sbarrata la loro casa Elbana. Ci rimetteranno qualche soldo di tasse pagate inutilmente (chi va in vacanza e magari ha pure una casa o due in più del necessario evidentemente se lo può permettere) ma non la dignità. In compenso siamo sicuri che senza la presenza di queste persone, specialmente di questi tempi, che vanno a fare la spesa, che acquistano tante cose, che magari vanno a cena fuori sia poi garantita anche la dignità di chi con queste persone ci ha costruito una economia e ci vive sul territorio?
Sperando di vederci presto e in salute vi saluto tutti con affetto.
Fabrizio
[COLOR=darkred][SIZE=4] LA VOCE DEI NEGOZIANTI CHE HANNO RIAPERTO [/SIZE] [/COLOR]
Vi proponiamo l'intervista a Silvia Boano di "Mar di Libri" a Portoferraio. Attività che ha riaperto da poco. Silvia tra le altre cose ci racconta: "Riaprire significa ripartire, non abbandonare un sogno che uno porta avanti da tempo, i libri è chiaro che potrebbero sembrare un bene non di primaria necessità, in realtà credo che lo siano, per il nostro cuore, per il nostro cervello, chiaramente perché questa libreria possa andare avanti, quindi come tutte le altre attività.
Interviste a cura di Antonella Danesi e Paolo Chillè per Arcipelago Network e Live eventi .
Riprese e Montaggio di Angelo Del Mastro per Trident Production.
[COLOR=darkblue][SIZE=4] ALZIAMO LA VOCE …PERCHE’ NE ABBIAMO TANTA! [/SIZE] [/COLOR]
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/comitato1.JPG[/IMGSX] Sono già più di mille le adesioni pervenute al gruppo Facebook intestato al "Comitato Elba" un movimento apartitico e apolitico di Elbani che propone e perora verso il Governo una legge ad hoc per le isole minori. Per questa ragione alla luce delle difficoltà che tutta la nostra isola affronta e dovrà affrontare auspichiamo che a queste prime adesioni ne seguano altrettante dimostrando che L'Elba e gli Elbani hanno una voce e la vogliono far sentire…avanti c'è bisogno di te e di tutti Voi….
[COLOR=darkblue][SIZE=4] VIVERE IN UN ISOLA AL TEMPO DEL COVID 19 [/SIZE] [/COLOR]
Il Covid 19 ha messo a dura prova l'economia mondiale e chi era già in precedenza in crisi ne risente maggiormente. L’economia elbana era già in declino da l’ultimo decennio , la principale fonte di guadagno proviene dal turismo ridotto ormai ai soli mesi di luglio e agosto . Si poteva rilevare dai dati statistici per niente confortanti , la forza lavoro in diminuzione , l’aumento della disoccupazione il grave disagio di molte famiglie i sintomi di assoluta incertezza per un futuro della nostra economia erano già in evidenza .
A fine dicembre scrissi una lettera al Presidente della Repubblica cercando di spiegare cosa significa vivere in un isola , cosa significa a livello socioeconomico , come le opportunità siano ridotte rispetto al continente, come i costi siano gravati dai trasporti anche nei beni essenziali , si pensi alla tassa sui rifiuti, alla fornitura di acqua potabile.
Avevo letto qualche anno fa la proposta di Luigi Lanera su Elba porto franco e cercando su facebook c’è ancora il gruppo nato nel 2015 .
Lanera aveva già portato all'attenzione del nostro parlamento italiano la necessità di una Legge per il sostegno delle piccole isole .
Pochi giorni fa ho scritto al Presidente del Consiglio e ringrazio Luigi Lanera per aver inviato la mia lettera anche all'Onorevole Giorgia Meloni .
La mia idea vorrebbe essere di costituire un comitato apolitico per lavorare insieme affinché Elba Porto Franco possa realizzarsi e non resti una mera utopia di cui parlare al bar fra pochi amici davanti ad un caffè.
Oggi leggo con piacere la lettera del giovane Lorenzo Zini , e mi auguro che molti altri aderiscano a portare idee e concetti. Bene sarebbe che anche le Amministrazioni elbane e delle isole tutte prendano in considerazione queste nostre proposte .Luigi Lanera ha interessato il suo Partito , altri potrebbero interessare le loro forze politiche affinché questo progetto prenda la sua consistenza .
Gli Elbani dovrebbero unirsi per un obiettivo comune per avere una Legge ad hoc che ci permetta di ripartire velocemente , che ci permetta di ampliare i settori economici esistenti per creare nuovi posti di lavoro per i nostri giovani a prescindere dalle ideologie politiche
Vorrei invitare tutti gli Elbani a instaurare un dialogo su Facebook, magari proprio gruppo Elba porto franco, dando la propria adesione per un confronto di idee costruttive . Dott.ssa Roberta Madioni
Legambiente, insieme al CAI, guarda al futuro del turismo.
Predica bene ma non perde il vizio, quello di pensare di essere l'unica dispensatrice di verità e giusto. Infatti che il turismo debba essere sostenibile nessuno lo contesta, ma pensare che solo i sentieri e i cammini possano bastare alla ripresa dell'isola d'Elba insieme alle spiagge libere, appare in vero una boutade.
fermo restando che ci sono tante attività in sofferenza, imprenditori che debbono ripagare finanziamenti, dipendenti numerosi seppure purtroppo stagionali, si pensa che il turismo dei cammini sia sufficiente? e poi se si deve applicare il distanziamento ci dicano questi signori come garantiscono la sicurezza nelle spiagge. numero chiuso, ma con chi prima arriva o su prenotazione, gratuitamente?
insomma non c'è peggior sordo di chi non vuole capire. in altre località hanno chiesto l'ampliamento delle concessioni per assicurare lo stesso numero di ombrelloni e un carico di turisti che giustifichi l'apertura delle strutture ricettive e dei servizi fino a quando permangono le misure di distanziamento; in alcuni casi stanno già studiando come gestire le spiagge libere, come controllarle con quale personale, e qualcuno ha pensato a rimpolpare la polizia municipale, perchè non è che sulla spiaggia libera ci sono solo angioletti disposti a rispettare un divieto di accesso perchè la spiaggia è satura. Mettiamo le telecamere? ci dicano cosa vogliono fare nel concreto, ma smettano di pensare che solo loro offrono magnifiche sorti progressive.
mi rendo conto che i comuni dell'isola sono sprovvisti di personale e purtroppo anche di idee come si vede, ma qualcosa bisognerà pure fare, si dobbiamo rimettere all'imprenditoria? sarebbe una soluzione di parte e allora perchè i comuni navigano, si fa per dire, a vista e in solitaria lasciando solo scie di incertezza?
Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020.
Il Presidente del Consiglio dei ministri ha adottato un decreto con il quale vengono definite nuove misure per la prevenzione e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19. Il decreto sospende la gran parte delle attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di alcun espressamente indicate.
Gli alberghi (attività con codice Ateco 55.1) possono continuare a svolgere la propria attività, nel rispetto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro individuate dal protocollo tra Governo e parti sociali del 14 marzo 2020.
Il codice Ateco 55.1 ricomprende gli alberghi e le strutture simili, sottoclassificati come segue: alberghi, resort, motel, aparthotel (hotel&residence), pensioni, hotel attrezzati per ospitare conferenze (inclusi quelli con attività mista di fornitura di alloggio e somministrazione di pasti e bevande).
Non è invece autorizzata la prosecuzione delle attività classificate con il codice Ateco 52.20, che ricomprende gli alloggi per vacanze e altre strutture per brevi soggiorni, tra cui i villaggi turistici, gli ostelli della gioventù, i rifugi di montagna, le colonie marine e montane, gli affittacamere per brevi soggiorni, le case ed appartamenti per vacanze, i bed and breakfast, i residence, gli alloggi connessi alle aziende agricole.
Anche io sono molto preoccupata per l’arrivo dei turisti …però poi penso: cavolo fra un mese e mezzo devo pagare l’IMU e poi le tasse sul reddito e poi tutto il resto….!!!! Come cavolo faccio se in famiglia siamo in tre e lavoro solo io part-time?! Gli altri lavorano con il turismo e si sono giocati la stagione e di ripiego anche io vivo con il turismo. Se i comuni si facessero carico almeno del 50% dell’IMU forse ci sarebbe meno ansia di affittare. Insomma come ci muoviamo sbagliamo…
Leggendo alcuni post si deduce che i problemi dell'Elba sono dati dai proprietari di seconde case, allora proponiamo di non far pagare nessuna tassa in cambio di non venire all'Elba poi trovare qualcuno che se le compra, secondo me molti hanno i paraocchi, il problema c'era anche prima, se invece il problema sono i furbetti c'è modo di stanarli basta volerlo, ma lasciate in pace chi paga tutte le tasse
Per elba
Mi sa queste estate la casa la starai a pulire tutti i giorni queste sono le regole?
I turisti ne verranno poco e niente ?
Il governatore Rossi ci deve tutelare dato che il nostro ospedale non è alla avanguardia?
Isolani facciamoci sentire che abbiamo avuto solo 11 casi se aprono a tutti siamo rovinati
Beh… I problemi per l estate che verrà non saranno sicuramente pochi,anche perché al momento non ci sono certezze ma solo ipotesi.
In primis la tutela della salute di noi elbani e di chi vorrà trascorrere del tempo in vacanza da noi….la gestione degli spazi e del divertimento. …
Sarà dura..
Se però i sindaci estenderanno le zone di spiaggia in concessione e chiuderanno le spiagge libere, motivando la scelta in nome della sicurezza, dovranno dichiarare che è solo una situazione provvisoria legata al 2020 e al covid 19, non che il prossimo anno ci troviamo con i furbetti che si sono estesi e lì restano….ma che per la prossima stagione tutto tornerà alle vecchie metrature.
Anche se a mio avviso in questo modo si genererà una disparità di trattamento: allo stabilimento balneare do la possibilità di estendere lo spazio e mettere un buon numero di lettini, al ristorante e al bar però non posso dare dei metri in più di marciapiede perché recuperi i posti a sedere che devono essere tolti per le distanze…. Due pesi e due misure…..
Spero che le decisioni che verranno prese siano fatte nel rispetto dei diritti e delle libertà di tutti e che non ci sia chi potrà approfittare del momento…altrimenti non staremo zitti.
Cosa deciderà il Governatore Rossi per il turismo dell'Elba?
da Il soccorso all'Elba è ottimo, puo' venirci in vacanza Obama e il Papa
pubblicato il 22 Aprile 2020 alle 11:13
Con l’avvicinarsi dell’estate bisognerà infatti valutare il numero di posti negli ospedali, dei medici di base e soprattutto la possibilità di intervenire nei casi più gravi di Covid-19 e ogni comune dovrà attrezzarsi per contenere il numero delle persone che arriveranno e quindi si va verso un numero chiuso calcolato sul numero di seconde case e di hotel e per l'Elba visto l'ospedale e il soccorso che abbiamo la vedo brutta, a meno che non arrivi un nuovo decreto vacanze per l'Italia: potrete fare le vacanze solo all'isola d'Elba.
risposta a luigi la nera
secondo lei le persone su una barca stanno solo sul pozzetto di poppa a mangiare quando sono ormeggiati. e quando devi ormeggiare la barca che devi tirare la drappa? quando a prua in porto sulla barca pigliano il sole? e fanno avavanti e in dietro? no c'è distanza? come uomo di mare a parere mio sei bocciato .una cosa sola ai detto bene le boe e l'unica cosa che tiene a distanza o un posto barca si e uno no, e li si crea sempre distanza .se non mi risponde la capitaneria andrò negli uffici
buongiorno a tutti
vorrei sapere se qualche persona sa se dal 4 maggio si potrà andare a fare la spesa nei supermercati di portoferraio oppure siamo ancora costretti a farci rapinare qui a rio
Andrà a finire che noi elbani rimarremo chiusi in casa e falsi residenti proprietari di seconde case e qualche pazzo turista si godrà la nostra isola lasciandola infestata. Figuriamoci se quelli che l'Elba l'hanno rovinata sono disposti a rinunciare ad un solo euro in cambio di salute collettiva. Qui il bello deve sempre venire!
[COLOR=orangered][SIZE=4] 4 – MORTALITA' COVID19 : RAFFRONTO FRA GERMANIA ED ITALIA [/SIZE] [/COLOR]
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/coscarella.JPG[/IMGSX] Il 2 aprile il numero di morti per Covid in Germania era dell’1,2%, dieci volte meno che in Italia (11,9%) e molto meno che in Spagna (9,0%), in Olanda (8,6%), nel Regno Unito (8,0%) e in Francia (7,1%). Proviamo solamente ad elencare alcune motivazioni di questa enorme differenza fra i decessi dell'epidemia tedesca e di quella italiana L'INIZIO
a)La Germania avrebbe avuto come vettori principali una popolazione giovane, reduce dalle vacanze sulle Alpi austriache e italiane. I giovani infettati dal Covid19 sono spesso asintomatici e meno suscettibili di aggravamenti e di morte.
b)In Italia l'epidemia è esplosa con i cluster delle zone rosse lombarde ed i contagi negli ospedali, nelle case di cura e nelle RSA. PREVENZIONE E CURA
a) esecuzione di test sierologici molto diffusi ed a richiesta della popolazione, che può eseguire a proprie spese. La Germania (che produce la maggior parte dei propri kit) sta già testando su scala più ampia (120.000 al giorno ) il numero di infezioni nascoste per avere un'idea della reale diffusione della malattia, al fine di un razionale e consapevole isolamento sociale. I soggetti risultati positivi hanno un’età media di 45 anni in Germania e la maggior parte senza sintomi.
b) In Italia quarantena obbligatoria in casa, scuole ed esercizi commerciali chiusi. L'esecuzione di tamponi è effettuata sulle persone sintomatiche (e nemmeno su tutti !) ed i test sono a totale carico del servizio sanitario nazionale. L'età media dei Covid Positivi è di 62 anni e sono in gran parte soggetti seriamente sintomatici. L'età media dei decessi è superiore agli 80 anni. DIAGNOSI DEI DECESSI
a) I tedeschi non effettuano tamponi post mortem ed individuano la causa del decesso nell'arresto cardiaco o respiratorio e nell'insufficienza d'organo, anche se era risultato positivo al covid.
b) In Italia un paziente morto per infarto se aveva il Covid19 viene catalogato come morto per Coronavirus. Vengono effettuati i tamponi post mortem. TERAPIA INTENSIVA
a) La Germania ha circa 27000 posti in terapia Intensiva (più alto fra i paesi occidentali) e la medicina di base è caratterizzata da un rapporto con i pazienti privato/mediato dalle assicurazioni.
b)In Italia i posti di terapia intensiva sono meno di 5000, ma non hanno tutti la stessa adeguatezza.
I medici di base hanno 1500 assistiti, un contratto che disciplina le prestazioni e sono pagati dal Welfare. CONCLUSIONI
I due fenomeni non sono paragonabili. Mi piace ipotizzare, con le mie scarse competenze specialistiche del settore, che il “virus tedesco” ha attenuato la sua carica letale nel contagio fra individui giovani ed in salute, mentre in Italia in contagio è esploso in ambiente ospedaliero e case di riposo in soggetti molto defedati, dove il virus si è moltiplicato potenziando la sua virulenza. Ma alcuni esperti tedeschi attendono un picco epidemico con una emergenza sanitaria tra circa due-tre settimane, poiché il 26 marzo la letalità non superava lo 0,5%; il primo aprile era già salita all’1,1%, ed il venerdì 10 aprile su 118.235 casi di positività accertata i morti da Covid risultavano il doppio ( 2,2) rispetto a dieci giorni prima.
La tempesta arriverà anche in Germania ?
Spero di no supportato dalle evidenze della cronaca, che esperti di tutto il mondo hanno commesso tanti errori di previsione e di programmi, oscillando fra il catastrofismo e la sottovalutazione. Mi sembra che quelli che oramai si definiscono nel linguaggio mediatico “scienziati” troppo spesso dialogano con i super-esperti di economia, in una comunicazione fra “sordi”, senza una visione antropologica degli eventi. In particolare è in corso una pandemia ma quella che noi conosciamo (e di cui parliamo) è una versione mediatica e spettacolarizzata dell'epidemia: isteria di massa raccontata da presunti esperti e da politici accomunati da un linguaggio di propaganda.
Ad oggi 20 di aprile questo atteso picco epidemico tedesco non si è ancora visto e se arriverà credo avrà una espressività ridotta, dall'evidenza che sostanzialmente i Germania c'è stata solamente una coda di contagio epidemico !
E' parere di chi scrive che la chiusura delle scuole sia stata l'unica misura utile. Non per diminuire i decessi che hanno altre cause determinanti, ma per prevenire l'esplosione dell'epidemia, che avrebbe paralizzato il sistema sanitario, ospedali e medici di base. Questa misura ha diminuito il numero ma allungato i tempi del contagio nel nord del nostro paese ed impedito che gli effetti dell'esplosione si manifestassero nel sud d'Italia.
Le nazioni che non hanno attuato tempestivamente provvedimenti di chiusura delle scuole ed altri stanno fronteggiando una valanga di ricoveri ospedalieri e di decessi per una assistenza medica non adeguata, come per la Spagna, Belgio, Francia ,USA ed anche Italia per un periodo più breve.
Nel futuro imminente si dovrà passare alla cosiddetta fase 2, cioè dalle misure generalizzate di lockdown a misure di isolamento e quarantena mirate, regionali e specifiche per settori della vita pubblica e commerciale, con attenzione sanitaria alle persone sintomatiche (da tamponare), a quelle “presunte infettate” esposte al contatto Covid occasionale o parentale ed ai “presunti portatori sani” (con test sierologici). I primi possono essere intercettati facilmente dai sanitari, ma “presunti infettati e portatori sani” possono essere individuati solamente attraverso una App. Il dibattito sulla privacy e sulle libertà individuali, in un mondo globalizzato da un neoliberismo selvaggio dove le persone sono diventate “clienti” non mi appassiona. Anche se il nostro destino imminente sarà quello di diventare clienti-pazienti.
Claudio Coscarella
Egr Aldo
Come uomo di mare Ti devo correggere . Tu sai bene che le barche in banchina si toccano tra di loro principalmente nel punto più largo dello scafo . Quindi immaginando di stare seduti nel pozzetto della barca avremmo tranquillamente Diversi metri di distanza tra pozzetto e pozzetto , inoltre quando La barca è all ormeggio Vedi bene che che sia a poppa che a prua ci sono ameno 3 metri di distanza tra le barche a vela normalmente .
Ps in alternativa ci sono i campi boa . Un saluto
Avevo un sogno, che l' Elba diventasse un Porto Franco.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/sogno.JPG[/IMGSX] Ed il sogno s’è avverato, l’isola d’Elba finalmente è un porto franco.
Merito della franchigia doganale, come rondoni in primavera, bastimenti di ogni foggia e bandiera si esibiscono in leggiadri volteggi contendendo l’ attracco in banchina. Ogni ben di dio di merce va a riempire i magazzini per soddisfare la gente dell’isola sempre piu benestante, raffinata ed esigente.
Osservo rapito una giunca cinese che, come perle di un’interminabile collana, snocciola dalla passerella candidi Shih Tzu e Pechinesi destinati all’arredo dei divani delle ville dell’isola.
Le attività nascono e fioriscono come margherite nei prati in primavera, non un disoccupato neanche a pagarlo oro, salute e servizi al top.
La sera si può dire che non c’è un elbano che non vada a cenare al ristorante dopo l’aperitivo delle 19.00.
Insomma un’isola tranquilla e felice se non fosse per un fenomeno che da un po di tempo a questa parte sta creando una situazione di pericolo per il traffico marittimo costiero ed in particolare per quello notturno nel canale di piombino e non poca preoccupazione ai residenti elbani.
Succede che un crescente numero di spalloni di nuova generazione, soprattutto Fiorentini, Pisani e Piombinesi, con la compiacenza di alcuni capo-magazzinieri Elbani, naturalmente con falsa residenza, abbiano messo in piedi un intenso traffico di contrabbando di merci di ogni tipo a bordo di potenti gommoni e mezzi veloci, ma anche di barche a vela.
Il traffico ha assunto proporzioni tali da essere ritenuta insopportabile da parte degli stalloni autoctoni che da un po’ di tempo hanno deciso di stroncare la concorrenza ingaggiando abborbaggi e scontri furibondi con i continetali, pressochè continui.
Un simile casino evidentemente non passa inosservato creando non poche curiosità, invidie e malumori da parte di altre genti del continente incavolate per essere escluse dal godimento di tanto bene.
Era prevedibile che prima o dopo il rumore diventatasse tale da giungere alle orecchie di Mattarella che pare si sia incaz@ato con la Dr.ssa Madioni invitandola a dirimere velocemente la questione della guerra degli spalloni, soprattutto fra quelli specializzati nel traffico di benzina e mozzarelle di bufala, i più determinati a mantenere la quota di mercato. La posta in gioco è altissima, si rischia la revoca dello status di Porto Franco.
Intanto i funzionari doganali del distaccamento sul porto di Piombino e la guardia di finanza, pressati dai continetali giustamente discriminati e con un malcelato pizzico di perfidia, hanno intensificato fino all’esasperazione i contolli sugli elbani che sbarcano dai traghetti, costretti troppo spesso a spogliarsi completamente ed in qualche caso ispezionati in posizione prona persino con il guanto in lattice.
Con frustrazione, rabbia e comprensibile apprensione, gli elbani seguono la vicenda in attesa di buone notizie che fughino ogni paura sul mancato accordo fra gli spalloni e sull’ulteriore inasprimento dei controlli della GdF sul porto di Piombino.
Carneade