Chi ha bisogno di farsi sintetizzare dagli altri la spiegazione piuttosto che cercare di studiare per arrivarci da solo, caro mio, sarà e resterà senzadubbiamente uno qualunque al servizio di altri Cetto la Qualunque.
Ippocrate
E’ vero che non si vive di soli ricordi e nostalgia . Ma non si può rinunciare a commuoversi ascoltando una chitarra e una voce che rievocano dolcemente uno stato dell'animo che ci restituisce persone, luoghi profumi, questo è il messaggio che ho percepito e nonostante parlino di altre latitudini ho fatto mio…una struggente e meravigliosa canzone della cantante di Capo Verde Cesaria Evora e magistralmente interpretata da Barbara Vaghetti Menocci , e arrangiata dalla magica chitarra di Alessandro Bigio , mixate con le immagini del mio posto del cuore…L'Elba
F.Prianti
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/cons.JPG[/IMGSX] A seguito lavori ASA è stato chiuso il senso unico sul percorso della Consumella bassa che da Viale Einaudi conduce nelle Vie Mentana e Via dell’Annunziata .
La segnalazione stradale seminascosta dalla curva alla “Crocetta” è stilata su un misero foglio attaccato con lo scotch alla transenna , L’accesso per i soli residenti è consentito percorrendo il senso unico alternato ( non segnalato da nessun impianto semaforico) e rischiando l'incidente con chi proviene in senso contrario.
Certo che magari , senza badare a spese, ( magari con un foglio appena più visibile magari un A3) avrebbe reso la segnaletica più visibile avrebbe e non questa questa pericolosa spada di Damocle.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_25/salamoia.JPG[/IMGSX] È errato dire che il dissalatore integra una parte dell'acqua perduta dall'acquedotto. Il dissalatore nasce per integrare quel 47% di acqua pompata dalle riserve isolane, e ridurre il consumo di quella che arriva da oltrecanale, tramite condotta sottomarina, ovvero il restante 53%.
Oltretutto viene sistematicamente tirato in ballo l'argomento (serio) delle perdite di condotta. Vero, ma qualcuno ci viene a spiegare perché è IL problema solo in funzione dell'entrata in funzione del dissalatore, e diventa secondario in prospettiva di un'alternativa (il maxiserbatoio) o per lo stato attuale della condotta sottomarina?
“Ma quanto costerà agli elbani il dissalatore una volta completato e soprattutto, quanto costerà agli adiacenti Comuni di Porto Azzurro e di Capoliveri?” Primo, il dissalatore costa (non costerà) “Euro 12.460.692,42 di cui Euro 6.528.722,85 a carico di AIT ed Euro euro 5.931.969,57 a carico del bilancio regionale" ripartiti nel bilancio regionale in tre anni dal 2019 al 2021.” https://www.quinewselba.it/firenze-dissalatore-elba-la-regione-va-avanti.htm. I suddetti comuni non sborseranno un euro, come voce di bilancio, per il dissalatore. La domanda posta così è fatta solo per disinformare.
Se poi viene formulata la risposta proposta (niente, assolutamente niente) si dice una fesseria, da qualunque parte provenga. Quindi la formula della risposta retorica, anche se nobilitata da Einstein, è del tutto fuorviante.
Si tira in ballo la cifra di 20 milioni, per supposti incrementi in corso d'opera. Compiacendosi con Zei che ha le doti di preveggenza, noi che siamo più beceri chiediamo: da dove viene questa cifra? Fornire dati, please.
Il dissalatore sottrae aree naturalistiche? Quali? È fuori dal Parco nazionale e dal Sir (Sito di interesse regionale).
L'Elba demografica? Da quando in qua la geografia (piane e colline) è diventata demografia (studio della popolazione)?
Danni alla spiaggia. L'arenile del Lido non verrà toccato che in minima parte (verrà realizzata solo una camera di intake interrata; Fonte: Relazione tecnica, pag. 28 http://oldait.euro.it:8080/plone_ait/documenti-e-normativa/approvazione-progetti/ct5-progetto-definitivo-impianto-di-dissalzione-in-loc-mola-da-80l-s/progetto-definitivo/elaborati-tecnici/a28_piano-sicurezza-e-coordinamento/a28_psc.pdf ). Quindi ciò che è la spiaggia oggi, sarà in futuro. L'unico danno può essere la salamoia (e ci sarebbe da discuterne, ad avere spazio), ma riguarderebbe i fondali marini a 300 metri dalla spiaggia. Il turismo della zona non sarebbe quindi minimante intaccato dall'opera.
Il fabbisogno isolano ammonta a 8 milioni di metri cubi? Falso. L'autorità idrica, in base a studi storico/scientifici, lo quantifica a 14 milioni. L'acqua piovana che scende sull'isola ogni anno sono 80 milioni di metri cubi? Lo stesso studio la quantifica a 45. L'80%, circa 36 milioni, ruscella al mare, non infiltrandosi nel terreno e alimentando le fonti. Si può recuperarla? almeno 7 milioni? Sì. La brutta notizia è però che non basta un maxiserbatoio, perché è distribuita, quanto più quanto meno, su 224 chilometri quadrati di superficie terrestre isolana. Lo studio in questo caso dimostra ampiamente che la costruzione di invasi o di condotte sarebbe un danno ecologico e ambientale per l’Elba di proporzione insostenibile ai fini del mantenimento del territorio isolano in una situazione che potrebbe continuare ad essere appetibile per qualsiasi turista, italiano o straniero che sia. Inoltre il costo di queste operazione (anche nel caso di uno scellerato utilizzo e scempio dell’ambiente) avrebbe dei costi enormi.
Tutti i dati li trovate qui: https://www.autoritaidrica.toscana.it/content/bilancio-idrico-isola-delba
La domanda è semplice, e non è se è bello o brutto il dissalatore. Ma è: ci sono alternative serie, tecnicamente convincenti, economicamente sostenibili e rispettose dell'ambiente da mettere sul tavolo?
Cocnludiamo il nostro ciclo di video interviste con lui: Francesco Petracchini, Ricercatore del CNR – Istituto sull'Inquinamento Atmosferico (IIA). Nella sua visione per uno sviluppo sostenibile dell'Isola sarà fondamentale il coinvolgimento delle comunità locali nella rivoluzione energetica e nella gestione virtuosa dei rifiuti.
Petracchini sarà anche uno dei relatori del nostro Webinar del 1 luglio con un intervento proprio sulla sostenibilità ambientale nelle isola minori.
Per iscriversi al webinar basta cliccare qui:
https://emeia.ey-vx.com/…/landing…/registrazione-webinar.asp
Con il precedente articolo riguardante l’installazione del dissalatore, è stato messo in evidenza in primo luogo che lo scippo delle decisioni all’Isola d’Elba si rende possibile soltanto quando i Comuni non si schierano o addirittura si contrappongono tra di loro. Questa circostanza dovrebbe far riflettere per il futuro.
Il posizionamento delle tubazioni di immissione e dello scarico salino del dissalatore comporta delle cautele da prendere, soprattutto dal punto di vista ecologico, prima che si verifichino i cosiddetti “effetti indesiderati”.
La scelta della comoda installazione dell’impianto sulla più importante area pianeggiante dell’Elba alle spalle della spiaggia del Lido, causerà una serie di danni ecologici e ambientali alla flora e fauna marina nonché alla vegetazione terrestre, con contrazione delle risorse turistiche a danno soprattutto degli insediamenti balneari locali.
La storia si ripete
L’impianto di dissalazione per l’ Isola d’ Elba che come è noto, viene generosamente offerto dalla Regione Toscana tramite il binomio: Autorità Idrica Toscana (AIT) e l’ Azienda Servizi Ambientali ( ASA) incaricata alla gestione dell’ acquedotto, perché mai dovrebbe essere rifiutato? Così che, per quanto riguarda la “necessità”: di un diverso approvvigionamento idrico, del ricorso al dissalatore, della scelta del territorio, della redazione del progetto, del tipo di dissalatore, della industria che lo produce, della istallazione dell’ impianto e della manutenzione dello stesso, si può dire con una punta d’ironia, che “qualcuno se la orchestra, se la suona, se la canta e se la balla”, ritenendo di non dover condividere prima della costruzione dell’ impianto alcunché con le Autorità elbane, alcune delle quali per esprimere il loro dissenso, per ora si stanno rivolgendo al TAR.
I due Enti, oltre a realizzare quanto detto alla loro maniera, lasciano poi alla stessa ASA la gestione dell’ approvvigionamento idrico elbano, che recupererà poi dall’utenza il frutto di tanto generoso impegno.
E’ stato così deciso di integrare con il dissalatore una parte dell’ acqua perduta dagli acquedotti dell’ Isola; acquedotti che la stessa Società avrebbe dovuto preventivamente ottimizzare in maniera corretta e tecnicamente efficace ma che, una volta ottenuta la concessione, la storia si ripete, si è ben guardata da provvedere.
Il conto da pagare
Ma quanto costerà agli elbani il dissalatore una volta completato e soprattutto, quanto costerà agli adiacenti Comuni di Porto Azzurro e di Capoliveri?
La risposta immediata dei sostenitori di questo primo impianto potrebbe essere: niente, assolutamente niente, è tutto gratuito.
Einstein usava però ripetere che in tutto l’ universo non esiste un pasto gratis. Infatti anche all’ Elba le cose non cambiano in quanto a saldare il conto è il solito Pantalone. Ma i soldi di Pantalone sono quelli dei contribuenti. Inoltre, il prezzo da pagare non è soltanto quello in dare, ma anche quello causato dal danno ecologico/ambientale e dalla conseguente contrazione economica dovuta alla sensibile diminuzione delle entrate turistiche di stagione.
Oltre a ciò, va tenuto in debito conto il diretto disagio causato agli abitanti dei due Comuni più interessati, ai turisti e agli elbani che, per “stessa spiaggia e stesso mare”, dovranno accontentarsi del noto ritornello.
Nel senso pratico delle cose non si può prescindere dalla priorità dei bisogni per chiedere e ottenere risorse finanziarie dalla Pubblica Amministrazione per ciò che effettivamente occorre all’Elba. La pelosa generosità, ostentata “oltre canale”, sottoforma di gratuità, con il denaro di Pantalone, non riuscirebbe a convincere neppure Cappuccetto Rosso.
L’ Elba demografica
Va anche sottolineato il fatto che la conformazione del territorio dell’ Isola d’ Elba è molto diversa dall’ appiattimento orografico ad esempio, della vicina Pianosa. All’ Elba soltanto il 10% dei 230 km quadrati di superficie, è utilizzato; il restante territorio è composto da colline e montagne praticamente quasi totalmente privo di aree agricole o abitative. Quindi sottrarre alla pregevole area naturalistica quella dedicata al dissalatore e al territorio che lo circonda, costituisce un danno rilevante, tanto più che la scelta è ricaduta, come si diceva, su una delle più belle e frequentate spiagge del’ Isola; spiaggia che, nella stagione estiva, rappresenta per gran parte della popolazione locale con i suoi insediamenti turistici, alberghi e stabilimenti balneari, l’ unica fonte di reddito per l’ intero anno.
Il valore dell’ investimento
Dal punto di vista finanziario l’ investimento ammonta (gli incrementi avverranno in corso d’ opera) a quasi venti milioni di euro, così disutilmente dispersi per la realizzazione di un’ progetto il cui rapporto “costi/benefici” si risolverà sostanzialmente in uno spreco di denaro.
Da quanto finora emerge dal mare magnum della disutilità del dissalatore, si deve tener conto che il fabbisogno idrico dell’ Elba è di circa otto milioni di metri cubi annui.
L’ acqua piovana che raggiunge l’ Isola nel corso dell’ anno secondo gli esperti, è quasi dieci volte maggiore di quanta ne serve per le esigenze locali e turistiche. Questo fatto dovrebbe essere più che sufficiente per comprendere che qualcosa non torna nella decisione di installare un dissalatore.
Poiché dell’ acqua che viene fornita attualmente al territorio elbano, quasi la metà viene dispersa lungo il percorso o comunque inutilizzata, sarebbe stato più ragionevole ottimizzare la funzionalità dell’acquedotto prima di ricorrere al palliativo di questo contestato impianto
Concludendo che per questo dissalatore, “quando il guadagno non c’ è la remissione è certa”, non sarebbe sufficiente, perché qui si va oltre, molto oltre, dove alla remissione si aggiunge anche la beffa.
La motovedetta della Capitaneria di Porto di Portoferraio CP 553, anche grazie al monitoraggio del sistema informatico Pelagus in dotazione alla Sala operativa della Capitaneria di porto, ha individuato, in due distinte occasioni, nei giorni scorsi la presenza di due unità da diporto all’interno del miglio nautico circostante l’Isola di Pianosa, zona di mare, si ricorda, interdetta alla navigazione per la tutela biologica dell’area.
A carico dei conduttori delle due unità da diporto sono stati elevati i previsti verbali amministrativi ammontanti ad euro 333 cadauno, con immediato allontanamento dalle acque protette.
Anche per questa stagione estiva, anche sulla base di una convenzione tra il Parco Nazionale Arcipelago Toscano e la Direzione Marittima della Toscana, è dislocata una motovedetta costiera con relativo equipaggio presso la Postazione della Guardia Costiera Elbana dell’Isola di Pianosa a presidio del versante meridionale del Compartimento Marittimo di Portoferraio che si estende fino all’Isola di Montecristo.
I[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/prade.JPG[/IMGSX] talia Nostra contesta l'intervento di sistemazione della spiaggia realizzato a Magazzini. afferma che la spiaggia è stata ricoperta di ghiaia e terra, insomma che si è compiuto uno scempio.
Se è come affermato da Italia Nostra sorgono spontanee alcune domande.
1. chi ha realizzato l'intervento
2. chi ha autorizzato l'intervento
3. se la spiaggia è stata coperta di materiale estraneo proveniente da chissà dove, chi ha autorizzato lo scarico dei materiali
4. è noto che per fare interventi di questo tipo si deve avere l'autorizzazione del Genio Civile, esiste questa autorizzazione?
5. i competenti uffici del comume di Portoferraio hanno svolto sopralluoghi e controlli e se l'intervento non è stato autorizzato hanno fatto regolare contestazione contro una forma di abusivismo e di danno ambientale se è confermato quanto affermato da Italia Nostra?
6. i tanto solerti corpi di polizia, veri tutori della legalità che agiscono sull'isola, sono intervenuti hanno svolto indagini? hanno notiziato del fatto gli organi competenti?
speriamo di sapere qualcosa.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_26/bidoni.JPG[/IMGSX] Sono una mamma e per andare ai giardini di Carpani per far passare qualche ora di svago ai miei bambini faccio un giro lungo per entrare dal cancello sotto via Carpani perchè entrare dal parcheggio non si può dal puzzo e fetore che emanano i tre cestini di spazzatura che sono più di un mese pieni all'inverosimile. Oltre la puzza terribile perchè ci buttano anche sacchetti di umido ci sono ratti e scarafaggi. Lo abbiamo detto tante volte a quelli del comitato che hanno risposto che non li possono svuotare loro. E CHI ALLORA????
Altro che coronavirus, vicino a quei bidoni ti poi prendere il colera.
Sindaco, ESA, Assessore alla sanità invece di fare proclami e direttive seduti comodi in ufficio scendete qualche volta tra la gente e specialmente nei luoghi dove ci sono i bambini.
Lettera frimata