[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_28/esa.JPG[/IMGSX] Egregio Sig. Fabio quanto lei descrive circa l'operatività di ESA SpA mi offre l'opportunità di dare qualche informazione ai lettori di questa testata giornalistica.
ESA, nel settore dell'igiene urbana è una piccolissima azienda e, forse, questo di per sè è già un motivo che genera qualche inefficienza: infatti, come anche Lei ben indica, legislazione, procedure pubblicistiche, regolamenti, enti di controllo innumerevoli ecc. si applicano nello stesso modo in una azienda di 2500 dipendenti come in ESA che mediamente ha 60 dipendenti tra operativi e amministrativi. D'altra parte il nostro mestiere è fare con quello che abbiamo e ciò ottimizzare le risorse in funzione dell'obiettivo di contenere i costi. Ecco il problema dei costi: nel nostro caso i costi più importanti sono quelli dell'avvio a smaltimento o a riciclo poichè dobbiamo necessaraiemente attraversare il mare. D'altra parte nello Scoglio non abbiamo impianti per far ciò e neppure possiamo pensare di realizzarli perchè sia per le quantità che per la stagionalità avremmo costi unitari di trattamento comunque superiori a quelli che riusciamo ad avere portando altrove i rifiuti.
Credo che sarebbe utile a livello istituzionale "alzare la voce" per ad esempio ottenere un vettore dedicato ai trasbordi commerciali con costi calmierati dal servizio pubblico.
Organizzazione di Centri di Raccolta. Convengo con lei sulla necessità di migliorarli e, se fosse possibile, aumentarne il numero e le aperture. Proprio a questo proposito abbiamo elaborato una serie di interventi sui quali i Comuni dovranno darci indicazioni, tra i quali una trasformazione della piattaforma di Buraccio da specializzare per le varie trasferenze e il trattamento di sfalci e potature. Per quanto riguarda gli investimenti necessari abbiamo presentato le relative schede di progetto alla Regione Toscana ed auspichiamo che possano rientrare nei prossimi finnziamenti del c.d. "Recovery Fund".
Gli Addetti di ESA. Nella media, siamo in presenza di persone che fanno il loro lavoro, con più o meno professionalità ed impegno ma, certo, qualche scansafatiche e maleducato c'è ovunque ed è giusto sempre "tenerli sottocontrollo". Ricopro questo inacrico da pochi mesi ma credo però che Lei abbia qualche ragione (se poi ci indica fatti precisi provvediamo anche a richiamare disciplinarmente). Infatti, per la recentissima storia di ESA e per logiche decisorie che non stà a noi confutare, la Società non ha recentemente beneficiato di un indirizzo professionale in grado di esprimere una cultura aziendale ed industriale. E' anche questo un aspetto sul quale, a partire dalla nomina di un Direttore (abbiamo trovato una azienda senza "Capo") stiamo implementando una catena di "comando e controllo" basata su deleghe e procure che significano individuazione di precise responsabilità. Ci vuole un pò di tempo e di formazione che abbiamo iniziato a fornire.
Il parco mezzi di proprietà o in affitto? ESA è una piccola società molto sottocapitalizzata. Un parco veicoli di proprietà significa avere anche una struttura manutentiva adeguata otre che una differente logica dei costi e dei ricavi: l'affitto rappresnta un costo diretto compreso le manutenzioni; la proprietà si gestisce con gli investimenti e le quote di ammortamento… evidentemente quando costituirono ESA, chi decise si pose l'obiettivo di dotare il territorio di un soggetto operativo per svolgere il servizio piuttosto che costruire un soggetto economico imprenditoriale. Peraltro ora il proprietario di ESA è Retiambiente, la holding pubblica di tutti i Comuni dell'ATO Costa.
I servizi di "back office" sono inadeguati per la scarsità di personale, ma appena abbiamo potuto superare i contingentamenti che subiamo come tutte le strutture pubbliche del Paese, abbiamo espletato le procedure obbligatorie per fare due assunzioni di personale professioanlmente adeguata ad aumentare la nostra possibilità di rispondere ai cittadini.
I lavoratori di ESA. Anche se il loro rapporto di lavoro è di tipo privatistico, devono accrescere la consapevolezza di operatori pubblici i cui stipendi derivano dal pagamento di una tassa pagata da imprese e famiglie, da possidenti e da meno abbienti, da imprese redditizie e da imprese che faticano ad alzare il bandone. E dunque, soprattutto in questo complicato frangente economico e sociale, sono da noi costantemete richiamati ad un comportamento operoso e serio verso la loro collettività!
Infine, può verificare quanto poco incidano i costi degli organismi di ESA, peraltro il Presidente ricopre l'incarico gratuitamente.
Per concludere, di questi tempi… Buona Salute a Tutti.
Livio Giannotti- Presidente ESA SpA