Da Rossi a Giani passando per Zini, un disastro totale
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_28/zini.JPG[/IMGSX]
Purtroppo sono entrato in contatto con il virus. Stamattina, dopo aver eseguito un tampone molecolare rapido, è stata accertata la mia positività.
Nella serata di ieri e nella notte ho avuto qualche sintomo influenzale e un po’ di febbre. Così ho chiesto di fare il tampone che è risultato positivo.
Le condizioni sono buone, al momento.
Non saprei indicare una causa..ho continuato a svolgere come sempre la mia vita privata e pubblica negli stessi modi cercando di seguire tutte le precauzioni possibili e evitando comportamenti non responsabili.
E tuttavia il virus è arrivato. Spero di poterne uscire al più presto e nel migliore dei modi. Non posso che ribadire, nell’occasione, un sentito messaggio di responsabilità a tutti. Dobbiamo uscire da questo incubo.
Angelo Zini
Ogni anno in questi giorni mi piace ricordare la mia gioventù quando nella seconda quindicina di Dicembre Firenze come ogni altra città o paese d’Italia cambiava improvvisamente aspetto e iniziava l'attesa della festività di Natale.
Allora non c’era Covid, DPCM, negozi serrati , limitazioni scolastiche se non quelle imposte dalle finanze di ogni famiglia che era uscita da poco dagli orrori della grande guerra. …ma andiamo ai ricordi :
In quei tempi ogni strada era un vero e proprio spettacolo di luci multicolori, i commercianti facevano a gara nel realizzare la vetrina più bella colma di regali che facevano rimanere a bocca aperta bambini e adulti .
Tutte le strade erano un via vai di persone indaffarate, gli abeti sembrava camminassero da soli in braccio a gente che li aveva appena acquistati, di tanto in tanto la musica di "Tu scendi dalle stelle" richiamava all'atmosfera della natività incombente: la suonavano gli zampognari, con i loro vestiti di pelle di pecora o capra, i loro strani calzari legati sino sotto le ginocchia che gli fasciavano le gambe coperte da grossi calzettoni di lana grezza ; a noi bambini piacevano gli zampognari e ci chiedevamo come facessero a suonare senza mai (in apparenza) prendere fiato.
Ricordo che ogni chiesa aveva un suo presepe, chi grande, chi piccolo, chi di gesso, chi di cartone ma tutti egualmente belli e significativi.
Una settimana circa prima del 25 immancabilmente arrivava a casa il babbo con l'abete, solitamente lo metteva in salotto, la stanza più grande della casa…poi la sera il babbo tirava fuori dallo "stanzino" un grosso scatolone, dove ogni anno venivano riposte con la massima cura avvolte meticolosamente nella carta di giornale le palline colorate, il puntale, le candeline di cera mezze consumate dalle feste precedenti, ed i fili argentati.
Il "mi babbo" quindi prendeva un vecchio scaleo di legno ed iniziava a "vestire" l'albero, mentre io e i miei fratelli entusiasti partecipavamo passandogli le palline e le altre cose che ci chiedeva in ordinata sequenza.
Una volta esaurite le scorte dello scatolone si metteva appeso ad una fronda dell’abete qualcosa di nuovo comperato per l'occasione, perché era tradizione che ogni anno bisognava rinnovare qualcosa, avrebbe portato fortune e prosperità. Il tocco finale era un sacchetto di cotone idrofilo che babbo stiracchiava e poggiava su rami simulando la neve.
Poi finalmente ecco il giorno di Natale…. dopo una notte insonne, ci si alzava di buon'ora si faceva colazione con la cioccolata bollente ed una fetta di torta fatta dalla nonna , quindi, sotto gli occhi vigili della mamma, s'indossava il vestito delle grandi occasioni con la camicina bianca, la cravatta color argento (a sciacquone) e si andava in chiesa per la funzione.
Qualche tempo dopo ci ritrovavamo a casa dove alle tredici precise con i nonni, gli zii, i cugini, dopo avere acceso le candeline dell'abete si mangiava tutti insieme e ci si scambiavano i modesti regalini.
Ecco amici miei il Natale di una volta più o meno era tutto qui , una festa semplice, dedicata interamente alla famiglia senza la distrazione moderna di Tv Telefonini ecc.. cc.…….
Ho voluto riproporre questo ricordo proprio in questi giorni di pandemia per regalarlo a chi ha vissuto quei tempi lontano dalla modernità , lontano da virus e da clausure , ed approfitto per dirvi che se torniamo per qualche tempo ad essere umili e rispettare le regole, ad accontentarci di quello che oggi “passa il convento”, forse ce la faremo ….. ascoltate come nell’aria purtroppo non risuonino le vecchie zampogne dei pastori ma solo un ricorrente lamentar di sirene ed il battere ossessivo delle pale di un elicottero…..ma
Il Natale lo passeremo ugualmente , è vero saremo lontani fisicamente ma forse più vicini col cuore .
Tanti auguri se potete…..
Anche oggi i risultati sono pessimi:
26 NUOVI CASI POSITIVI:
– 15 sono riconducibili a persone residenti o domiciliate a Campo nell’Elba;
– 4 sono riconducibili a persone residenti o domiciliate a Marciana;
– 3 sono riconducibili a persone residenti o domiciliate a Porto Azzurro;
– 2 sono riconducibile a persone domiciliate o residenti a Rio;
– 2 sono riconducibile a persone domiciliate o residenti a Portoferraio.
Si tratta per la maggior parte di casi legati ad ambiti familiari o di contatti con casi già positivi o di cluster già noti, in particolare quelli relativi a Campo nell’Elba.
➡Osservata speciale resta la RSA di San Giovanni: tra i positivi di oggi nessuno è riferito agli anziani ospiti, mentre si sono riscontrate altre 2 positività negli operatori della struttura.
E’ diventato ancora più alto il livello di attenzione e monitoraggio della struttura. Oltre a tutti i percorsi e i protocolli previsti in questo caso, si è costituito anche un team multidisciplinare con
medico del 118 e USCA e strumentazioni sanitarie che ogni giorno si recherà a San Giovanni per uno screening più approfondito sugli ospiti.
✅E’ in atto il massimo dello sforzo per garantire la salute a queste persone che rappresentano sicuramente la parte più fragile del territorio.
➡ Ovviamente di fronte al verificarsi di tutti i casi positivi, continua incessantemente il tracciamento dei contatti e l’esecuzione dei tamponi presso il luogo del parcheggio di San Martino a Portoferraio.
‼ Girando per la città e in genere per l’Elba notiamo troppo lassismo, quasi che non accadesse nulla. Lo ripetiamo: la situazione è critica, difficile, piena di preoccupazione per gli sviluppi del contagio, per molti versi inatteso con questa virulenza, nel nostro territorio.
I nostri numeri sono molto seri, siamo ancora i peggiori dell’intera ASL Nord Ovest.
➡Un appello accorato ad avere comportamenti responsabili. Cerchiamo di evitare ogni attività sociale e di convivialità che non sia strettamente essenziali.
Indossiamo la mascherina….sempre!
Rispettiamo il distanziamento…..non creiamo assembramenti.
Il Sindaco
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_28/campo.JPG[/IMGSX] In soli tre giorni abbiamo dovuto contare 31 casi. Numeri che, nella nostra piccola comunità, rappresentano un dato preoccupante. Dei casi comunicati oggi alcuni sono riconducibili al cluster di San Piero ma è chiaro che ora il contagio si è diffuso su tutto il territorio. Il sistema di tracciamento, come abbiamo detto più volte, è meno rapido del virus e quindi sono i nostri comportamenti a rappresentare l’unica arma che abbiamo a disposizione per rallentare il contagio. Questa Amministrazione ha emesso un’ordinanza nella quale sono contemplate una serie di misure restrittive perché in questo momento l’unico strumento efficace da adottare per circoscrivere la diffusione del virus Covid 19 è quello di evitare situazioni a rischio.
Da domani, 19 dicembre, a scopo cautelativo, saranno chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale. Da oggi sarà obbligatorio per i minori di 16 anni uscire dalle proprie abitazioni solo se accompagnati dai genitori. Saranno chiuse le aree pubbliche come giardini e parchi giochi. Non si potrà sostare nelle piazze di Marina di Campo e in quelle delle altre frazioni del Comune ed è vietato sostare sul lungomare e sulle spiagge. Non si può esercitare la pesca dilettantistica di caccia e di pesca. E’ vietato sostare davanti ai bar per la consumazione essendo consentita la sola vendita da asporto, sostare sulle panchine o sui muretti presenti sul territorio. Lo svolgimento delle celebrazioni religiose è consentito fermo restando l’obbligo del distanziamento personale e dell’uso delle mascherine. Durante la messa non è consentita l’attività corale. Sono sospesi i mercati settimanali ad eccezione delle attività di vendita dei soli generi alimentari e del settore fiori, piante, animali. E’ consentito sostare in fila dinanzi gli edifici commerciali nel rigoroso rispetto del distanziamento personale e dell’utilizzo dei mezzi di prevenzione. Gli uffici comunali saranno chiusi al pubblico ad accezione dei servizi pubblici essenziali che potranno espletare le proprie funzioni previo appuntamento telefonico. In caso di necessità, per assistenza, richiesta di informazioni è sempre attivo il numero verde della Protezione civile 800432130. Si prega tutta la popolazione di prendere visione dell’ordinanza n.90 del 18.12.2020 pubblicata all’Albo Pretorio del Comune.
Sappiamo bene come sia difficile immaginare un Natale così diverso dagli altri, senza il conforto dei nostri cari, senza momenti di festa e convivialità ma è un sacrificio che tutti noi dobbiamo fare per arginare il contagio e proteggere la salute dei soggetti più deboli e a rischio. Le persone risultate positive al virus presentano, nella maggioranza dei casi, sintomi lievi e le loro condizioni di salute non destano preoccupazione ma non abbassiamo la guardia. All’Elba abbiamo una situazione di fragilità rappresentata dal fatto che i pazienti gravi devono essere trasferiti in ospedali oltre canale e quindi il livello di attenzione deve essere massimo. Oggi nel pomeriggio ci sarà la Conferenza zonale dei Sindaci sulla Sanità ed avremo un quadro ancora più preciso della situazione. In questo momento dobbiamo dimostrare tutti il nostro senso di appartenenza ad una Comunità che ha sempre dimostrato un grande spirito di solidarietà e che darà prova, ne siamo certi, anche di uno straordinario senso di responsabilità.
Spett. redazione, essendone venuto da poco a conoscenza, mi pregio di utilizzare questo mezzo di informazione per comunicare a tutti i lettori elbani ex allievi dell'Istituto Salesiano di Livorno, che i sacerdoti Don Giorgio Colajacomo e Don Pietro sono recentemente deceduti per “covid”. Don Giogio in particolare è stato uno dei punti forti del convitto, avendo iniziato la sua attività educatrice già da chierico e successivamente da sacerdote. Sono in molti e di età diverse, coloro che l'hanno conosciuto ed hanno apprezzato le sue capacità organizzative in seno a quella comunità. La sua dipartenza è avvenuta in Ottobre ad Alassio, dove dirigeva il convitto del luogo. Io personalmente, avendolo conosciuto e frequentato per molti anni, mi unisco nel dolore alle famiglie e alla comunità salesiana che, nell'occasione ha mandato un telegramma di cordoglio a nome degli ex allievi di Livorno.
Mario Regini