[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_30/bilancio.JPG[/IMGSX] Il Consiglio Comunale di Portoferraio ha approvato l’avvio del procedimento di redazione del Piano Strutturale e del Piano Operativo. Speriamo sia la volta buona dopo che nel 2014 il PS fu adottato ma non approvato dalla maggioranza che sosteneva la Giunta Ferrari, dopo che nel 2018 variato il quadro legislativo ed approvato il PIT un nuovo di avvio fu approvato ma non ebbe seguito la redazione del piano.
Oggi abbiamo un nuovo inizio. Purtroppo, va detto, con tutto il rispetto dei tecnici che lo hanno predisposto, questo documento non dice alcunché sul futuro che si desidera. Nel documento dominano gli aspetti normativi e procedimentali, gli aspetti tecnici, non c’è una idea di futuro. Anzi ci sono evidenti contraddizioni. Infatti come si può pensare al turismo quale primario motore economico dell’isola, come si può affermare che si intende conseguire la qualificazione e la valorizzazione dell’offerta turistica, se niente si dice di come si interverrà sulle strutture turistico-ricettive, se niente si dice in merito al PNRR, il piano nazionale di ripresa resilienza, alla sua previsione di stanziare risorse a fondo perduto come con finanziamenti agevolati per la riqualificazione di queste strutture. Se niente si dice circa la tempistica del PNRR che probabilmente non è assolutamente con i tempi del piano strutturale e del piano operativo. Cioè la vogliamo creare una corsia preferenziale? Lo vogliamo dire di cosa abbisognano queste strutture turistico – ricettive e creare le condizioni per realizzare gli interventi senza scontare le assurde limitazioni del PIT per gli alberghi entro 300 metri dalla linea di costa che di fatto mettono e metteranno fuori mercato queste strutture? Per non parlare ovviamente di servizi come attrezzature sportive, parchi tematici etc? O si pensa che sia sufficiente rincorrere le farfalle per destagionalizzare?
Ma al contempo non si dice niente neppure sulle questioni della politica della casa. Si parla di centro storico e della sua qualificazione, ma quale qualificazione se non si dice per esempio se si vogliono mantenere i mini appartamenti al piano terra o se si vuole ricostituire una rete di residenze adeguate ai bisogni di spazio che come noto si sono dimostrati ampi con l’esperienza della pandemia? Oppure si fanno nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica? Insomma è possibile che in pratica non si dica quasi niente del porto turistico e del porto cantieri? Si fa o non si fa? E possibile che niente si dica circa la permanenza dell’Esa al Carburo o di ASA agli orti?
Come faranno i cittadini a partecipare se si parla solo e soltanto di aspetti tecnici tanto che questi occupano quasi il 90% del documento?
Non sappiamo a chi questa pochezza sia da ascrivere, certo è che nei precedenti avvii del procedimento c’erano molti spunti che qui sembrano del tutti assenti. Voglia di differenziarsi o che?
Il sindaco, in consiglio, ha affermato che questo è l’atto più importante che produce il consiglio comunale e che ci vorranno almeno tre anni per arrivare a conclusione. E allora come si intercetta la ripresa, come si intercettano i bisogni, le volontà di investimento? Mistero!
