A ·sto/a gentile signore/a rispondo che non è sufficiente leggere…bisogna anche capire…
In questo caso, poi, non era nemmeno tanto difficile…
🙂
Dunque due, più uno di ora, fanno fanno tre morti in quattro anni.
Ma di fare la base dell·elicottero all·Elba invece che a Grosseto non l·ha mai chiesto nessuno in questi anni? occhio e croce quelli che ne hanno più bisogno siamo noi sull·Elba. Tra l·altro si risparmierebbe anche parecchio kerosene. Gli elicotteri bevono come spugne e la trattta Grosseto Elba è tutto tempo e combustibile perso. O no?
DA TOSCANA NOTIZIE…
[URL]http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/turismo/accoglienza/visualizza_asset.html_677005877.html[/URL]
L’assessore Bertolucci a Grosseto al convegno “L’albergo non è una casa”
«Rta, garantire l’uso turistico e sanzionare le speculazioni»
La Regione è già intervenuta nell’aprile scorso con una circolare ai Comuni
«Le residenze turistico alberghiere (rta) sulla carta dovrebbero contribuire a garantire adeguati livelli di ricettività, con tutti i positivi effetti derivanti da una diversificazione dell’offerta e dal funzionamento di un’efficiente filiera dell’industria turistica. Spesso ci si trova invece di fronte ad una forma di speculazione immobiliare che consiste nella realizzazione di seconde case utilizzando la forma delle “rta”, la cui
realizzazione è consentita in quanto strutture turistiche in zone precluse alla costruzione di civili abitazioni. Le rta sono state viste da alcuni operatori come mezzo per realizzare o recuperare volumi edilizi per finalità non sempre coincidenti con quelle previste dalle norme di riferimento. …. Si sono create anche serie difficoltà per i privati nella gestione di un bene, acquistato a volte senza una piena consapevolezza del particolare regime normativo che ne regola l’utilizzazione. È utile peraltro richiamare l’attenzione sulle possibili conseguenze penali a cui può andare incontro chi realizza (e a volte chi compra) un immobile con destinazione turistica utilizzato e commerciato poi come civile abitazione. La Corte di Cassazione ha riconosciuto infatti il reato di lottizzazione abusiva nella realizzazione di una struttura alberghiera per cui era stata avviata la vendita separata come civile abitazione delle singole villette che avrebbero dovuto costituire l’unitaria struttura turistica. Altrettanto gravi possono essere le conseguenze di carattere amministrativo per aver realizzato un immobile abusivo»……
ED ALLORA QUESTO????
[URL]http://www.casainsiemetoscana.it/it/progetto/la-ginestra-rio-elba[/URL]
In località La Ginestra (altezza slm mt. 200 – distanza dal mare km 2,5 per strada, Km 1 in linea d·aria), a 200 metri dal centro storico di Rio nell’Elba è in costruzione l’Rta Le Ginestre cche è così composta: immersi in un bellissimo parco con piscina, in posizione tranquilla e panoramica, a due passi dal paese di Rio Elba e quindi nelle vicinanze di market, ristoranti, pizzerie, farmacia, edicola, tabacchi e banca, aperti tutto l’anno, mono, bilocali e trilocali con giardino o terrazzo, con riscaldamento e aria condizionata individuale, posto auto o garage in questa bellissima piccola struttura turistico/alberghiera. Splendida vista mare, ad € 2.750,00 al metro quadro.
FORSE MI SFUGGE QUALCOSA….
“Siamo in un momento di emergenza nazionale per il nostro lavoro e le nostre imprese e invece di proporre indicazioni utili, Epifani si esercita in voli pindarici chiedendo la sospensione della Bossi-Fini e la tutela del lavoro per gli immigrati. Vorremmo aiutare tutti, ma la priorità è difendere il lavoro degli italiani’’. Lo dichiara l’eurodeputato Luca Romagnoli, segretario nazioanle del Msi-Fiamma Tricolore, commentando l’intervista al Corriere della sera del leader della Cgil Guglielmo Epifani.
“L’unica proposta seria – spiega l’eurodeputato di Ft – che un sindacato serio dovrebbe fare e invece non avanza, è quella della Fiamma Tricolore: chiedere con forza al governo il Reddito minimo di cittadinanza. Insieme all’aumento delle pensioni, questo strumento potrebbe assicurare ai nostri connazionali un aiuto concreto per fronteggiare il costo della vita”. “Se la Cgil non vuol rimanere nel terreno della facile demagogia – taglia corto Romagnoli – faccia una scelta coraggiosa e appoggi la nostra soluzione. Tutto il resto sono favole da Paese dei sogni”.
Roma, 2 novembre 2008
ON. LUCA ROMAGNOLI
[EMAIL]fiammastampa@libero.it[/EMAIL]
Nel mezzo delle manifestazioni di piazza e delle tensioni sollevate dall’approvazione del cosiddetto decreto Gelmini, la Chiesa italiana ha deciso di dire la sua. Con l’autorevolezza della sua carica, sul Corriere della Sera del 28 ottobre monsignor Diego Coletti, vescovo di Como e responsabile scuola della Conferenza episcopale italiana, ha riconosciuto con tono grave che “Il problema dei risparmi è certamente sul tavolo ed è ineccepibile”. L’alto prelato ha poi continuato dicendo che è “inutile se non addirittura dannoso intervenire agitando le piazze”.
IL BUON ESEMPIO CHE MANCA
Anziché predicare, però, la Chiesa italiana potrebbe in questo caso dare il buon esempio. È vero: il problema dei risparmi, o almeno della riduzione degli sprechi, nella scuola esiste e non basta certo scendere in piazza per risolverlo. Ci vogliono proposte concrete. E, parlando in concreto, una delle opzioni che si potrebbe valutare è quella della riduzione di spesa ottenibile dall’abolizione dell’obbligo dell’insegnamento della religione cattolica nelle scuole statali.
Il problema è aggrovigliato. Il primo punto da chiarire è se l’insegnamento della religione generi davvero un onere per le casse dello Stato. La risposta è sì. Le famiglie possono già ora decidere di non avvalersi di tale insegnamento. Ma le famiglie, anche quelle di atei e miscredenti, non possono avvalersi del diritto di non pagare le tasse per finanziare gli insegnanti di religione.
Dato che c’è un onere, il secondo problema è quello di capire quale sia l’entità di questo onere per le casse dello Stato. E qui le cifre sono incerte. Secondo Wikipedia, dunque una fonte da prendere con le pinze, gli insegnanti di religione nel 2001 erano circa 25mila e, dice la stessa fonte, il loro costo a carico dello Stato italiano ammontava a 620 milioni di euro, pari a circa l’1,8 per cento della spesa complessiva statale per il personale scolastico. Nel libro “La Questua”, pubblicato da Feltrinelli nel 2008, Curzio Maltese stima il costo dei 25.679 insegnanti di religione attuali in un miliardo di euro. Ecco dunque una misura dell’onere per le casse dello Stato.
Terzo, piccolo o grande che sia, e probabilmente è una goccia nel mare delle spese della scuola italiana, è pur sempre un onere molto particolare. Perché, ad esempio, quando si parla di insegnanti di religione, non si applicano le regole in materia di accorpamento che ora il ministro Gelmini vuole imporre nelle scuole di ogni ordine e grado. Se solo pochi studenti scelgono l’insegnamento della religione, la possibilità di accorpamento delle classi è molto limitata. Molto spesso, tre studenti che lo chiedono sono sufficienti per tenere in piedi una cattedra di religione. Per mantenere quelle delle altre materie, i presidi devono invece fare i salti mortali.
LA REGOLA AUREA DEI TAGLI
Le peculiarità non finiscono qui. Fino al 2004, la totalità dei docenti di religione veniva nominata su segnalazione della curia diocesana al dirigente scolastico che confermava la nomina. L’affidamento dell’insegnamento doveva essere confermato anno per anno. Ma la legge 186 del 2003 ha posto rimedio a questa situazione prevedendo l’immissione in ruolo di circa 15mila (dei 25mila) insegnanti di religione previo concorso, il primo dei quali è stato riservato a coloro che avevano prestato continuativamente servizio su quell’insegnamento per almeno quattro anni negli ultimi dieci. Oggi, sempre secondo la voce di Wikipedia, il 70 per cento delle cattedre di religione viene coperto dall’Ufficio regionale Scolastico, d’intesa con l’ordinario diocesano, tra coloro che hanno superato il concorso. Il restante 30 per cento è ancora nominato direttamente dalla curia diocesana, la quale conserva il potere di revoca degli insegnanti anche per ragioni quali la “condotta morale pubblica in contrasto con gli insegnamenti della Chiesa”. Insomma, la curia ha il potere di licenziare un insegnante sulla base della sua vita privata. Ma questa, come direbbe Carlo Lucarelli a “Blu Notte”, è un’altra storia.
Si potrebbe obiettare che l’insegnamento della religione nella scuola pubblica esiste in quasi tutti i paesi europei, anche se non in Francia ad esempio. Ma il potere che l’Italia delega alle diocesi è una caratteristica tutta nostrana. E indubbiamente peculiare è, in barba alle sbandierate esigenze di meritocrazia, la possibilità concessa agli insegnanti di religione, una volta assunti in ruolo con un concorso un po’ speciale, di cambiare settore e diventare magari insegnanti di storia e filosofia. Ma forse, in definitiva, il tutto finisce per essere un’altra applicazione della regola aurea del dibattito pubblico italiano: i tagli vanno bene fino a che riguardano le tasche degli altri. Stupisce che questa regola sia applicata anche dalla Chiesa italiana nel caso della scuola
Mentre l’attenzione dell’amministrazione comunale è volta a illustrare e difendere grandi progetti vedi, water front, Gattaia, e non ultimo l’Elisoccorso sul tetto dell’ospedale civile Elbano , ci meraviglia come nessuno di lorsignori , nonostante le reiterate segnalazioni dei cittadini, ancora abbia pensato a fare rimettere in piedi il cartello stradale della strada d’ingresso alla zona ospedaliera di Portoferraio , e magari restituire il ricordo e la dignità all’Elbano G.Giardini ufficiale delle frecce tricolori a cui era stata intestato questo breve tratto di strada.
Ci domandiamo che credibilità possono avere i nostri amministratori quando parlano di grandi progetti e di rilanci del paese quando non sono capaci di far risollevare un cartello stradale?
Eppure l’intervento non prevede un esborso od un progetto, ma solo dieci minuti di buona volontà, ma probabilmente questo non fa notizia perchè sono mesi che il cartello giace in una aiuola abbandonato e ormai ridotto a rifiuto urbano…
Un buon inizio di campagna elettorale non c’è che dire…
Giobbe 🙁
gli interventi di "Giulio" potranno sembrare troppo diretti ma personalmente li condivido.
Dice in maniera colorita cio che tutta la gente pensa. La stessa gente che è rimasta "basita" quando si e parlato di "ricandidatura".
Ma poi. Non è stato stigmatizzato per anni chi ha contribuito a che quella tragedia si realizzasse.
Andatevi a rileggere i verbali di consiglio comunale degli anni 2002- 2004. Offese personali, ai familiari, calunnie a iosa.
Ricordiamoci lo spumante stappato il giorno triste degli arresti da tutti quei bei signori.
Ora volete tirare le orecchie a "Giulio" solo perchè ricorda un episodio.
Vai così Giulio che vai bene.
[COLOR=darkred]con risposta scritta di Yuri[/COLOR]
Sono disteso sul divano in un dopocena un po· sonnacchioso quando sento dei rumori strani qualche strillo ed un crash. Trattasi di uovo di gallina che si infrange sul terrazzo di casa. E· andata peggio a Gabriella che sta al piano di sotto, a lei di uova dalla strada ne hanno tirate qualcuna di più ed avendo ella lasciato la porta del terrazzo aperta, pure in casa.
I simpatici pargoli importatori dell·usanza americana di Halloween non si sono preoccupati minimamente di applicare il rituale del "dolcetto o scherzetto" hanno saltato la questua, la parte, a essere buoni, più simpatica di questa festa di plastica, sono passati direttamente allo scherzetto, che nel caso si è rivelato uno scherzo del cazzo, spinto fino all·atto di teppismo.
A silenzio ricomposto e risultati del lancio d·uova nettati via passa per un attimo sullo schermo un·immagine di Papa Giovanni. Ci viene in mente di fare un appello:
"Quando tornerete a casa stasera controllate la vostra dispensa, e se mancano delle uova, date un calcio nel culo ai vostri bambini, e dite loro: questo te lo manda un condominio di Val di Denari"
I parcheggi in questione sono quelli del Molo Gallo e non beneficiano della esclusione del pagamento prevista invece per Calata depositi e Molo Alto Fondale.
Sul cartello sono ben visibili i due simboli del "feriale" e del "festivo" quindi mi spiace ma la multa e· purtroppo legittima.
Dico purtroppo perche· non la reputo una soluzione valida per il periodo attuale…e mi fermo qua.