Tema :
[COLOR=darkred]“Il 10 % del nostro Pil è attribuibile al mondo del turismo, in ogni sua articolazione, ma questo fatto sembra non interessi ad alcuno.[/COLOR] “
Svolgimento :
I benefici che il turismo ha portato al sistema Italia sono incommensurabili. Il turismo e le attività ad esso collegate sono state non solo grande occasione economica per gli imprenditori ma base di partenza per milioni di persone che lo hanno attraversato, con risultati formativi incredibili.
Fatta questa debita premessa desidero ricordare, a mò di esempio, due avvenimenti eguali fra di loro ma che vedono i due protagonisti in contrarie posizioni ideologiche.
Il primo avvenimento riguarda l’ On. Fabio Mussi che, in una pubblica conferenza tenuta all’ hotel Airone nel 1996, ebbe a dire, dopo che il governo ci aveva tolto le agevolazioni fiscali sul costo del Lavoro, di non preoccuparci troppo perché di lì a poco sarebbero arrivati, come nuovi clienti e portatori di civiltà e danaro, i Cinesi. Mi permisi di fargli notare che prima dei Cinesi sarebbe stato bene, per migliorare l’appetibilità turistica italiana di diminuire l’ Iva a di renderla eguale a quella degli altri paesi europei nostri concorrenti. Mi promise che si sarebbe attrezzato per la bisogna. Stiamo ancora aspettando, sia i Cinesi che la riduzione dell’Iva.
Il secondo esempio tira in ballo l’ amico Ivo Fuligni che, in una conferenza pubblica, in occasione delle elezioni amministrative del 2004, alle quali partecipava come candidato alle regionali, risultando poi felicemente eletto, illustrava i provvedimenti che Forza Italia avrebbe preso a favore del turismo in generale e dell’isola d’Elba in particolare. Mi permisi in quell’occasione di prendere la parola e affermare che agli albergatori sarebbe bastato la riduzione dell’ Iva, che sarebbe dovuta essere ridimensionata ai livelli di Spagne e Francia che la applicavano con minor peso, favorendo con ciò il turismo in generale ( il loro ). Dato che avevo la bocca aperta chiesi anche una semplificazione del problema traghetto, riferita ai costi di già folli ed alla necessità di una compagnia elbana, allora in pectore, che portasse ad una concorrenza vera e forte fra le compagnie marittime.
I risultati sono sotto gli occhi di tutto. Non ci sono i cinesi, se non quelli di Prato, non c’è la terza compagnia marittima e della seconda si attende il dimezzamento prima e la sua morte dopo, l’ iva è ancora al 10% dato che, all’attuale governo, ed a quelli passati, non è mai venuto in mente che una soluzione di quel genere avrebbe favorito il turismo in ogni suo aspetto.
E’ di oggi l’ accordo, in sede Ecofin, che prevede, oltre alla conferma del costo iva al 10% sulle ristrutturazioni edilizie,, regola che da provvisoria diviene a tempo indeterminato, agevolazioni che riguardino “ le riparazioni di biciclette, di scarpe, di vestiti e di tappezzeria, servizi di lavavetri, parrucchieri, ristoranti, libri, cure alla persona. “
E’ ben chiaro che da domani il nostro Paese ritroverà un incredibile vigore economico facendoci noi tutti riparare le scarpe vecchie,le gomme sgonfie delle biciclette, rivoltando i cappotti anche se fuori moda, recandoci ogni giorno dal parrucchiere e, finalmente, consumando i due pasti principali al ristorante dato che l’ iva sarà finalmente abbassata.
Il Paese non aspettava altro per risorgere. Ne siamo felici. Ma una domanda sorge spontanea ( Lubrano, libro terzo ). Dato che questa riduzione dell’ Iva riguarda le attività dove è alta presenza di personale addetto, come ci si può dimenticare gli alberghi che a volte hanno più dipendenti che clienti?
Le regole di un tempo, oggi leggermente ridotte, prevedevano la presenza di un addetto per ogni cliente, negli alberghi di lusso, di due negli alberghi a 4 stelle, di tre negli alberghi a tre stelle. Con le dovute eccezioni non risulta che vi siano settori con maggior presenza di addetti in rapporto al numero degli Ospiti se non negli alberghi ( ed anche, logicamente, nei ristoranti dove, comunque, il rapporto può arrivare benissimo ad uno a dieci.)
Speriamo che il nostro simpatico presidente di Federalberghi, il fiorentino Bernabò Bocca, alzi la voce e si faccia sentire ad ogni livello. Noi non possiamo che guardare sgomenti a quello che non succede.
[COLOR=darkblue]Alunno pierino paternò
Scuola del Segno e del Sogno [/COLOR] .