Con la colonna di auto in attesa di fare il tampone che ha bloccato tutta la viabilità e rendendo difficilissimo l'accesso in ospedale anche per le ambulanze
Ritirate la squadra
Ritirate la squadra
Buongiorno a tutti, m'attasto se ci sò alla vigilia di ferragosto. A Portoferraio arrivano i Rangers…. saranno a cavallo? Ma vengono in persona Tex Willer e Kit Carson? A parte gli scherzi, a me mi sembra un'altra marchetta per far lavorare gli amici degli amici… all'Elba un ce n'erano? E poi, bel rispetto per i vigili, che mi risulta non siano stati neanche avvertiti e l'abbiano saputo dalla stampa. Oh, io non sono un vigile e non ho parenti nella polizia municipale da difendere. Ma che li hanno messi a fare dalle 21 alle 3 se i vigili di Portoferraio fanno servizio fino a mezzanotte? non era meglio da mezzanotte alle 6? E poi, avranno l'autorità necessaria per affrontare eventuali malviventi in opera? Ma sai che c'è, fate come vi pare, tanto la pagella ve la siete già fatta da soli…. bonaaaaaa
Il crescendo delle varianti e dei ripensamenti migliorativi dell’ approvvigionamento idrico in corso d’ opera senza risultato, hanno raggiunto il punto di rottura. Prima di ogni altra nuova decisione sull’acquedotto dell’Isola d’Elba vi è necessità di un controllo di gestione sugli investimenti
di Alberto Zei
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_31/corte.JPG[/IMGSX] I Senatori che hanno sottoscritto l'interrogazione parlamentare contro la inconcludenza dei progetti dell'acquedotto dell'Elba sono: la Sen. Corrado, la Sen. Angrisani, la Sen. Granato e il Sen. Lannutti. In particolare la Sen. Corrado che è anche l'attuale candidata a Sindaco di Roma, ben conosce per sua professione di archeologa e ambientalista i veri problemi del territorio; problemi che anche all' Isola d'Elba non possono essere risolti con palliativi e speculazione industriali come quella dei laghetti a cielo aperto per l’ approvvigionamento potabile alla popolazione o di dissalatori le cui conseguenze ambientali terrestri e marine sarebbero ben peggiori della stessa penuria idrica. Ma anche il Sen. Lannutti, Presidente Nazionale dell' Associazione Difesa Utenti Servizi Bancari Finanziari (Adusbef) ha evidentemente compreso alla luce della sua esperienza e conoscenza, la gravità finanziaria milionaria che l'intero progetto sottende. Qualcuno già si giustifica dicendo che se nessuna delle proposte per migliorare l' acquedotto all' Elba è stata gradita dalla popolazione, adesso non può essere ribaltata la responsabilità delle conseguenze all'Azienda a cui si è contestato ogni iniziativa .
La risposta a questo genere di “scaricabarile” la troviamo nell’ atto di sindacato ispettivo che segue.
Pubblicato il 4 agosto 2021, nella seduta n. 355
“CORRADO , ANGRISANI , GRANATO , LANNUTTI – Al Ministro della transizione ecologica. –
Premesso che:
risulta agli interroganti che, all'isola d'Elba, l'arrivo della stagione estiva puntualmente "riveli" un acquedotto carente malgrado i diversi interventi avviati, negli anni, per risolvere tale criticità, tutti interrotti in corso d'opera;
in particolare, nell'ambito di un progetto ingegneristico che prevedeva ben 21 bacini a cielo aperto, i cosiddetti laghetti, pensati per raccogliere riserve idriche soprattutto dalle colline dei relativi circondari, nella stagione invernale, e usarle d'estate ad integrazione della portata dell'impianto di distribuzione idrica in uso, l'invaso in località Condotto, finanziato con oltre 1 milione di euro, fu iniziato dalla Azienda Servizi Ambientali (A.S.A.), su disposizione della Autorità Idrica Toscana (A.I.T.), ma non terminato; gli altri 20 risultano neppure iniziati, e senza spiegazione alcuna;
tra le ragioni dell'abbandono del "laghetto" del Condotto spicca l'inadeguatezza progettuale o professionale emersa durante la costruzione, che assurdamente non ha previsto l'impermeabilizzazione dello scasso in corrispondenza del fondo e delle pareti, necessaria ad assicurare la tenuta idrica del manufatto: l'acqua, perciò, invece di essere trattenuta nell'invaso, fuoriesce in ogni direzione, creando in corrispondenza e tutt'intorno al "laghetto" un acquitrino putrescente;
riesce impensabile sia che A.I.T. ed A.S.A. abbiano potuto non prevedere l'impermeabilizzazione del bacino nel progetto approvato e finanziato per la sua completa realizzazione funzionale, sia che la carenza strutturale lamentata possa essere stata causata da una cattiva esecuzione dell'opera, che non sarebbe sfuggita alla Direzione lavori;
considerato che:
la rinuncia al piano dei 21 bacini a cielo aperto è stata utilizzata dagli Enti suddetti per ottenere dalla Regione Toscana, facendo leva su un nuovo e ulteriore stato di necessità, i fondi utili ad un altro tipo di investimento: il famigerato dissalatore, spacciato come capace di soddisfare le necessità di consumo idrico nei vari comuni dell'Elba e senza costi per questi ultimi, poiché i circa 10 milioni di euro di costo iniziale sono stati accollati all'erario;
come segnalato nell'atto di sindacato ispettivo 4-05511, la zona di installazione prescelta per utilizzare le falde freatiche locali, salmastre, è un tratto pianeggiante della costa di Capoliveri, detto Marina di Mola, sito a poche centinaia di metri da un'area protetta: ne conseguono un sicuro danno ecologico (esteso peraltro alla biocenosi e alla fauna dei fondali del golfo antistante, a causa dello scarico della salamoia) e una precaria potabilità dell'acqua prodotta;
sul piano tecnico, avendo l'A.S.A. ammesso che la fornitura prevista di 40 litri al secondo non può soddisfare le necessità di integrazione delle capacità dell'acquedotto dell'Isola d'Elba, che peraltro sembra abbia una dispersione idrica annuale pari al 40 per cento dell'acqua immessa (cioè perde 280 milioni di metri cubi), da subito si prefigurava una nuova incompletezza realizzativa. Il dissalatore è stato, però, ugualmente sovvenzionato con denaro pubblico ed è iniziata l'istallazione del cosiddetto "primo lotto", alle spalle di una delle più prestigiose spiagge turistiche dell'isola d'Elba, istallazione che va avanti a singhiozzo tra le proteste della popolazione;
per incrementare l'insufficiente produttività del dissalatore, i medesimi progettisti hanno previsto un imponente ampliamento, che porterebbe la produzione ad 80 litri al secondo e il costo a circa 20 milioni. Nell'uno come nell'altro caso, l'iter tecnico amministrativo dell'intervento non sembrerebbe regolare: se i lotti sono (come sono) più di uno, la norma che antepone al finanziamento statale l'approvazione del progetto nella sua interezza, da parte delle Autorità responsabili, subordinando l'erogazione delle risorse alla dimostrazione della funzionalità di tutti i lotti previsti, non sarebbe stata rispettata;
se non bastasse, il previsto raddoppio della produzione lascia supporre un raddoppio dell'impianto, con l'effetto, però, che due macchine di mezza potenza consumano, costano e disperdono molto più di una sola a potenza doppia, oltre all'ulteriore spazio di installazione occupato;
valutato che per quanto riguarda l'esercizio della distribuzione idrica, il costo lordo della gestione dell'acquedotto si riflette immancabilmente sulle bollette dell'utenza isolana, a nulla valendo il fatto che le opere incomplete o abbandonate descritte sono pagate dall'erario con il denaro di tutti i contribuenti italiani,
si chiede di sapere:
se, in primis, il Ministro in indirizzo non convenga che le iniziative imposte dagli Enti responsabili dell'acquedotto dell'Isola d'Elba siano un esempio lampante di "diseducazione civica" da contrastare con decisione;
quali azioni intenda assumere, nell'ambito delle sue prerogative, per accertare le responsabilità e se, sia a proposito della (fallita) costruzione del laghetto del Condotto, sia del dissalatore di Marina di Mola, nel primo caso in considerazione del danno derivato dalla macroscopica carenza progettuale, nel secondo delle violazioni del corretto iter tecnico-amministrativo, anch'esse foriere di possibili danni alle finanze pubbliche, non ritenga di sollecitare l'avvio di accertamenti da parte dell'autorità competente a fini risarcitori”
Sembra pertanto evidente e consequenziale a quanto descritto, la richiesta al Ministro, di rivolgersi nell’ambito delle sue prerogative all’Autorità competente, ossia alla Corte dei Conti, per la verifica di quanto è stato “speso”.
Per cause organizzative dovute all’emergenza covid la Pro Loco di Marciana Marina ha deciso di rimandare a settembre due appuntamenti previsti nel calendario delle manifestazioni estive.
Lunedì 16 agosto Maria Gisella Catuogno avrebbe dovuto presentare il suo libro “Ofelia, un’elbana alla corte di Windsor” edito da Persephone che sarà comunque presentato a Portoferraio presso il la Biblioteca Comunale Foresiana giovedì 19 agosto, alle ore 21,30 con la partecipazione della giornalista Patrizia Lupi, organizzata dalla cooperativa sociale Arca e dal Comune di Portoferraio. Gloria Peria, avrebbe dovuto tenere una relazione nell’ambito delle celebrazioni napoleoniche lunedì 23 agosto che verrà invece organizzata in autunno presso la Biblioteca Comunale. Ce ne scusiamo con gli autori e con il pubblico.
Rimane in calendario invece la conferenza del Prof. Giovanni Brizzi dell’università di Bologna, sempre nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune e dalla Pro Loco di Marciana Marina per ricordare il bicentenario napoleonico dal titolo “Annibale, Cesare, Alessandro e Napoleone, condottieri a confronto” che si terrà alle 21,45 in Piazza della Vittoria.
l’evento si svolgerà all’aperto con ingresso gratuito.
PER INFORMAZIONI: PRO LOCO MARCIANA MARINA TEL. 349 7049487
Due navi gemelle in rotta da quest’anno (Acciarello e Tremestieri ), Il presidente elbano (Vincenzo Gorgoglione), il rapporto sempre più consolidato con l’associazione albergatori elbani, tre passi importanti verso la fidelizzazione degli isolani verso la compagnia di navigazione. Ma non solo, anche l’orgoglio di avere aiutato i proprietari delle seconde case, aver mantenute le tariffe competitive e avere a bordo tre ragazzi elbani che sono usciti dalla scuola ma per diventare professionisti hanno bisogno di un periodo abbastanza lungo d’imbarco . “Saranno questi i nostri futuri comandanti – dice con vero orgoglio l’amministratore delegato, oggi quando mi sono imbarcato e li ho visti al lavoro mi sono emozionato”. Poi la promessa di un inverno di lavoro per il territorio: ”Non ci possiamo fermare qui la compagnia da un ottimo servizio e riceve un ottima risposta, è nostro dovere continuare a svilupparci”.
Di questo e di molto altro ha parlato Gianluca Morace nell’intervista realizzata da Arcipelago Network.
Caro franco, sei in buona compagnia…… !
Anche il sottoscritto, versò a suo tempo, 4-5 anni fa, un contributo per l'acquisto di un ecografo per la nefrologia di Portoferraio, allora diretta dalla dottoressa Pino. I soldi li hanno presi, l'ecografo non l'hanno mai comprato, la dottoressa se n'è andata.
I soldi persi…..
Anche l'elettroencefalografo fu regalato, e' li buttato e inutilizzato. Gli elbani devono andare a Piombino, per fare l'esame.
Non regaliamo più niente!
E COME REGALARE UN FIOCCO A UN ASINO!
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_31/cristi.JPG[/IMGSX] La chiesa della Misericordia detta dei “neri” e chiamata col nome di S. Cristino venne costruita nel 1677.
Si trova in Portoferraio, lungo la scalinata Napoleone che conduce alla palazzina imperiale dei Mulini.
Al suo esterno ha una facciata che ricorda gli elementi dello stile architettonico dell’epoca:il barocco.
E’ tinteggiata con colori che vanno dal verde salvia al giallo. Attraverso una scalinata si accede al portale d’ingresso ai cui lati, destro e sinistro,fanno “guardia” due statue di santi.
Sopra ,tra il timpano e il portale d’ingresso , è scritto Reverenda Misericordia.
Sopra il timpano è lo stemma della reverenda Misericordia .
Vi sono custodite le reliquie di San Cristino martire e patrono della città di Portoferraio.
Lo ricorda Vincenzo degli Alberti nel suo manoscritto “…l’altra è quella detta della Misericordia nella di cui chiesa vi è il corpo di S. Cristino Martire per cui quel paese che ultimamente coll’approvazione del Governo si è posto sotto la sua protezione ha una particolare devozione che arriva fino al fanatismo…”
(Carta n 16 di “Relazione di Portoferraio a Sua Altezza Reale dal conte Vincenzo degl’Alberti suo consigliere di stato”.Vincenzo degli Alberti .Manoscritto. 1766.Biblioteca comunale di Portoferraio)
L’approvazione del governo arriva dopo che tutta la magistratura comunitativa(Magistrato degli Anziani) di Portoferraio con sua delibera in data 24 febbraio 1750 aveva espresso “a viva voce senza mandarsi a partito” di prescegliere S. Cristino martire patrono della città .
La Magistratura degli Anziani è nel 1750 a Portoferraio la massima autorità civile che rappresenta il popolo.
E’ distinta in tre classi ed ha a capo tre Anziani.La dizione Anziano non è legata all’età : è una carica prevista dagli statuti di Portoferraio da cui prende origine tutta la magistratura comunitativa.
Il primo anziano è chiamato Capoanziano e dei tre è il più importante.
Il 24 febbraio 1750 ricopre questa carica di Capoanziano o primo anziano il dott Gaspero Allori.
“Essendo stato detto dal Sig. Dottore Gaspero Allori pregiatissimo Capoanziano come si desiderava da questo pubblico che fosse dichiarato per Santo protettore di questa Città San Cristino ad effetto di poter fare in quel giorno festa di precetto conforme vien dichiarato poter farsi nel bando sopra la diminuzione dei giorni festivi pubblicato in questa città il dì 30 ottobre prossimo passato ,fu mandato a partito se dovesse dichiararsi detto Santo per Protettore e fu vinto da tutti i rappresentanti suddetti a viva voce senza volere mandarsi a partito .E non essendovi stato altro da trattare fu licenziata l’adunanza
Pietro Saller Auditore e Cancelliere ”
(Deliberazione magistrale.Filza “Libbro dei partiti della comunità di Portoferraio atti di primo gennaio 1750 fino al 29 giugno 1755.”Gia E2.Carta n 6. Archivio della comunità di Portoferraio 1554-1800.Deliberazioni.Archivio storico comune Portoferraio )
Questa è la deliberazione con la quale S Cristino è riconosciuto patrono di Portoferraio.
La festa fu stabilita nel 29 aprile di ogni anno e fu sanzionata con la Bolla del pontefice Clemente XIII (Rezzonico) del 5 marzo 1765.
VEDI FOTO
(“Libbro dei partiti della comunità di Portoferraio atti di primo gennaio 1750 fino al 29 giugno 1755.”Gia E2.Carta n 6. Delibera del magistrato degli Anziani per la scelta di S. Cristino quale patrono della città.Archivio della comunità di Portoferraio 1554-1800.Deliberazioni.Archivio storico comune Portoferraio)
MARCELLO CAMICI
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_31/fer.JPG[/IMGSX] Sembra un mio appello per ricordare che la nostra sanità deve garantire le stesse cure che ricevono quelli della terra ferma o sembra un appello dell’Associazione Avvocati per ricordare che un’Isola senza tribunale è come un luogo dove non si amministra la giustizia. Ma così non è. Questa è una frase pronunciata da un Elbano DOC “Paolo Ferruzzi” drammaturgo per passione e memoria storica dell’Elba. Persona di grande cultura e conosciuto in tutto il mondo come scrittore e architetto ma anche come studioso di Napoleone al tempo del suo esilio sulla nostra Isola.
Nella sua casetta “Drouot”, dove ogni angolo parla di storia, pare che l’Imperatore elesse la casetta Drouot, ora dimora di Paolo Ferruzzi, come luogo di rifugio e contemplazione. Questa casetta del Poggio ricca di biografie e documenti storici, è stata d’ispirazione a biografi e romanzieri. Qui è stato scritto “N” vincitore dello Strega.
Oggi il Corriere della Sera ha dedicato a questo grande e riservato Elbano, una pagina che oltre a parlare di lui, della sua storica dimora e dei suoi studi su Napoleone, mette in risalto la cultura e l’incantevole bellezza della nostra Isola.
Questo Signore benché uomo di scienza e autore di pregiate pubblicazioni, vive la sua vita discreta su una collinetta del Poggio e chi ha voglia di ammirare i suoi mobili d’epoca e una ricca biblioteca, oltre al magnifico panorama, lo va a trovare lassù al Poggio nella sua “Accademia del Bello” e verrà ospitato nel salotto museo dell’Elba.
Francesco Semeraro.