Non ho parole per commentare l'idea delle sbarre casellari al porto di Piombino. Ricordo solo che le navi traghetto che partono da tale infausto piombato porto sono dirette in Sardegna o all' ELba. Nessun traghetto che parta per la Corea del Sud, o per la Libia dell'ineffabile Ghedaffi ( quello che ci ha sparato un nissile 20 anni or sono, così, tanto per gradire ) o per la Cina e che abbisogni, quindi, di un controllo di passaporti.
Si tratta sempre di territori italiani. Sarebbe come spostarsi da Rimini a Riccione. Uno va alla stazione, prende il treno e via.
Il piano di realizzazione del porto è stato affidato ad un gruppo di deficienti, e mi scusino coloro che lo sono veramente, in quanto offesi dalla natura.
Le biglietterie al primo piano con una rampa di scala ripidissima, forse per facilitare gli andicappati. Sembra tutto fatto solo per favorire il passaggio presso quel bar alprimo piano gestito dai soliti maleducati e distratti gestori che, infastiditi, servono ( si fa per dire ) i loro clienti di passaggio.
Le biglietterie andavano fatte al piano terra, addirittura a raso terrra, accessibili dalla vettura senza neppure scendere dalla stessa. Come i famosi MacDonald americani. Arrivi con la macchina, chiedi i tuoi panini, li paghi e te ne vai.
Le macchina non arrivao al porto tutte insieme, c'è un flusso naturale, fisico, che le distanzia l'una dall'altra. Perchè mai si debba scendere dalla vettura, senza sapere molte volte dove metterla, per fare i biglietti ?
E perchè chi non ha il biglietto non puòp passare, per andare a comperarlo o per ritirarlo dato che moltevolet il suo biglietto prenotato giace, se esiste ancora,m presso l'ufficio ospitalità ed accoglienza creato da agenti di viaggio elbani ? I biglietti ci sono, ma sono già pronti , aldi là delle barriere.
Ringrazio il Vicesindaco di Portoazzurro per l'interesse riservato al problema ed invito l' avvocato Mancuso ad essere più incisiva nlla difesa degli interessi legittimi elbani, se nmai lo è stata.
E comunque confermo la mia perfetta convinzione : Le Autorità portuale vanno divise fra Piombo ed Elba. Due autorità portuali che si confrontano ma che fanno interessi, salvandoli, opposti.
Propongo di chiamare la nostra cittò dirimpettaia Piombo e non più Piombino. Il suo peso e la sua determinazione nel voler affondare la nostra economia è paragonabile al piombo, non ad un opccolo innocuo piombino.
b.p.