Gentile sig. Del Punta,
Lei scrive, in riferimento alla situazione politica di Portoferraio: “[COLOR=darkblue]
non è più tempo di lotte, faide e di scrivere libri per far conoscere ‘la verità’. Quella la conoscevamo già [/COLOR] .”
Il direttore di Elbareport invece commenta:
Molto appropriate le virgolette per "la verità", che personalmente applicheremmo anche al lemma [COLOR=darkred]"libri", visto anche che nonostante gli sforzi promozionali tali "cosi" sono diventati rapidamente quello che meritavano di diventare: carta da macero, valore commerciale: "minus quam merdam" direbbe il latinista Pasquale. [/COLOR]
Concordo con lei che è l’ora di finirla con le faide e le lotte. Soprattutto con quelle alimentate dall’odio. Il libro racconta proprio gli effetti tragici di una di queste lotte.
Concordo anche con il direttore che nel libro vi sono pagine che fanno letteralmente vomitare ("minus quam merdam" ) . E’ stato uno dei miei problemi rileggerle più volte per inserirle nel libro. Sono, in larga parte, opera della pattuglia dei “giornalisti” locali di cui l’egregio direttore si vanta di essere un autorevole esponente.
Vede, signor Andrea, per potere valutare l’utilità e l’attendibilità del libro bisognerebbe aver fatto l’esperienza delle vittime, o almeno uno sforzo sincero per immaginarsi il loro dolore. Altrimenti, avere la pazienza di attendere che il destino ci aiuti a sperimentarlo. Il Destino, come si sa, non ha sentimenti né pregiudizi ideologici ed è di manica larga. In attesa, consiglierei più rispetto per chi ha sofferto e per chi ha cercato con fatica di mettere in evidenza una tremenda ingiustizia.
Per quanto riguarda lo sforzo per la diffusione del libro, depurato dalle diramazioni elettorali (di cui si occuperà il tempo), rimarrà l’ansia di chi teme di vedere la propria immagine macchiata per sempre e quindi lotta per riaverla limpida come l’aveva prima che gli fosse ingiustamente e brutalmente infangata. E’ una lotta contro il dubbio, contro il concetto fascista, superato ormai dalla destra moderna ma fatto proprio da una certa sinistra, secondo il quale “ i giorni di galera sono sempre meritati“. E’ una lotta anche per aiutare a capire persone come lei, che pretende di avere una sua verità e insinua il dubbio che possa essere diversa da quella del libro. Avrebbe l’obbligo morale di rivelarla alla comunità nella quale vive. Oppure, rimanerne fuori. Prudentemente .
Giovanni Muti
P.S. Non so se ho riportato bene la citazione latina. Per la mia natura anarcoide non ho frequentato la sede del Pci di Piazza della Repubblica o il gioco del porcellino alle feste dell’Unita. Perdendo cosi, e per sempre, la possibilità di farmi una solida cultura umanistica.
Beh! Ora che ci penso, ho perso anche un posto a vita nel ”Parassitario Avanzato”, ma questo è un altro discorso.