[COLOR=darkred]ALL'EPILOGO IL CASO DEL 2006. MARANDINO GIA' CONDANNATO CON RITO ABBREVIATO, UN INDAGATO GIA' STRALCIATO. PER CINQUE IMPUTATI A GIUDIZIO SU SEI RICHIESTE PESANTI: DA 1 A 7 ANNI. IL 2 LUGLIO SENTENZA [/COLOR]
A tre anni e mezzo dall’operazione Marata, oggi il caso è arrivato all’epilogo. L’operazione nell’ottobre 2006 portò all’arresto del boss Giovanni Marandino – malavitoso campano ex braccio destro di Raffaele Cutolo nella Nuova Camorra organizzata – insieme al figlio, Emanuel Marandino, alla compagna Ada Di Agostino, e poi a Claudio Brandolini, Maurizio Giaconi, Pasquale Siciliani e al piombinese Orlando Cimatti. Indagini furono aperte nei confronti di nove persone in tutto, compresi Giuseppe Riccobono e Paolo Chillè, il quale risultava nell’ambito del procedimento anche come persona offesa.
Per gli inquirenti le fattispecie configuravano un’associazione a delinquere di stampo mafioso. Il reato di estorsione era stata addebitato ai Marandino, a Giaconi, Siciliani e Cimatti. L'usura a Brandolini, Riccobono, e Chillè. A ottobre del 2007 Marandino era stato condannato con rito abbreviato. Marandino chiese di essere sottoposto al rito alternativo che prevede uno sconto di pena. E ottenne una condanna a 6 anni, oltre a quanto previsto dalla legge per la recidiva: otto anni di reclusione in tutto. Per Riccobono il Gup decise invece l’archiviazione, e per tutti gli altri fu disposto il rinvio a giudizio.
Ieri il pm ha formulato le richieste. Richieste di condanna per tutti, tranne che per Paolo Chillè, per il quale la stessa pubblica accusa ha chiesto l’assoluzione per non avere commesso il fatto.
Dunque le richieste: per Emanuel Marandino, figlio di Giovanni Marandino, sono stati chiesti 7 anni e 6 mesi. Per Ada Di Agostino 6 anni, per Maurizio Giaconi 4 anni, per Pasquale Siciliani 3 anni e 6 mesi, per Claudio Brandolini un anno. La prossima udienza è fissata per il 2 luglio: i difensori presenteranno le contro richieste.
