[COLOR=darkblue]GALEAZZI: "LA CHIUSURA DELL'ENTE SAREBBE UN DANNO SOLO PER IL SUO TELEGENICO PRESIDENTE. GLI ALTRI NON AVREBBERO ALCUN DANNO" [/COLOR]
Vedo che la notizia della paventata chiusura di alcuni parchi nazionali, per il taglio delle risorse, è giunta anche all'Elba. E' questo il momento, secondo il mio sommesso parere, di fare alcune crude ma realistiche e concrete osservazioni.
Se chiudesse il PNAT chi se ne accorgerebbe? Per primi i dipendenti (e questo è ovviamente in questi tempi di crisi l'aspetto socialmente più serio e preoccupante) ma questi verrebbero senz'altro riciclati in altri settori del pubblico impiego. Non so se le guide del Parco siano dipendenti o liberi professionisti ma sono certo che potrebbero continuare lo stesso lavoro perché l'Elba offre così tanto che quello naturalista è un segmento, ahimé minore, ma da continuare a sviluppare, soprattutto quando le temperature lo permettono,cioè nella mitica bassa stagione.
Poi il suo "telegenico" presidente che vedrebbe una bella e remunerativa
poltrona sfilarsi dal suo di dietro. (1) Infine i politici locali. Ma i cittadini? Quelli senz'altro no. Sull'isola il parco viene ricordato solo da alcuni sbiaditi cartelli. L'unica attività del parco, di cui si parla e si legge, è di aumentare i divieti invece di sviluppare il turismo specializzato. Non voglio essere frainteso io ho sessantanni e mi occupavo di ecologia sin dai tempi del liceo, quando alcuni degli esponenti (od ex) dei verdi, a livello nazionale, si preoccupavano di spaccare democraticamente la testa a chi non la pensava come loro, alla Statale di Milano ed altre università italiane, e non avevano ancora deciso di riciclarsi. L'Elba ha bisogno del Parco, ma che sia una cosa seria: tutela della natura unita ad attività economico turistiche che portino ricchezza alla popolazione.
Il mondo, l'Europa ed anche l'Italia (vedi i parchi storici alpini) offrono esempi da seguire. In fondo basterebbe ben poco. Meno chiacchere ma più serietà e fattività.
[COLOR=darkred]Marzio Galeazzi [/COLOR]
(1) Quando Jaques Cousteau fù nominato presidente del parco marino di Monaco
per prima cosa fece togliere dalla sua poltrona un cuscino che era un po' il
"simbolo" dei burocrati francesi.
