Abbiamo notato come l’ormai noto monologo di l’ass. Regionale Conti rivolto ai compagni avvolti dal fumo dello stoccafisso alla festa dell’Unita di Portoferraio del 2004, venga citato spesso. Ma come non venga mai citato l’episodio molto significativo che lo precede, lo provoca e che vede protagonista Lorenzo Marchetti importante dirigente dello stesso partito di Conti l’allora DS, adesso Pd.
Allora, ecco la versione completa tratta dal nono capitolo di “AFFARI E POLITICA”. Una lettura che L’on. Franceso Bosi nel suo libro “ UNA CERTA IDEA DELL’ELBA” definisce “ divertente e molto istruttiva”. Anche perché tratta di temi che sono ancora di stretta attualità.
[COLOR=darkred]Festa dell’Unità “ fare da sé ma non da soli “ [/COLOR]
Domenica 29 settembre 2004 è una giornata importante per la sinistra. Sono passate da poco le 22,30. Quattro uomini illuminati da potentissimi riflettori siedono ad un vecchio tavolo di plastica. Sono l’On. Fabio Mussi, vicepresidente della Camera, l’assessore regionale all’urbanistica Riccardo Conti, il neo sindaco di Portoferraio Roberto Peria e il più volte sindaco di Portoferraio Giovanni Fratini. Di fronte a loro una ventina di persone sedute su sedie pieghevoli sembrano indifferenti alle note sparate a palla da un altoparlante e all’odore acuto di stoccafisso che filtra dalle siepi di pitosforo. Il momento conclusivo della festa dell’Unità, ritornata alla sede storica delle Ghiaie dopo 4 anni di umiliante trasferimento a Carpani, è in pieno svolgimento. Sta parlando l’assessore all’Urbanistica regionale Conti. Poco prima di lui aveva parlato Mussi e aveva ricordato agli elbani, ma soprattutto ai sindaci di sinistra presenti Schezzini e Peria, che “Gli elbani devono mettersi in testa che il tempo di fare quattrini a palate è finito e che è l’ora di dire basta al cemento, di salvaguardare l’ambiente e di pensare a un turismo di qualità.
Dopo aver rincarato la dose spiega, Conti spiega con il consueto tono sonnolento e in un fiorentino strascicato da fuori porta, che l’Elba deve mirare ad un piano strutturale unico e che, per quanto riguarda le scelte strategiche, “ l’Elba può fare da sé, ma non da sola”. Conti prosegue sforzandosi di far capire il vantaggio di questa “supervisione” regionale finalizzata ad uno sviluppo di qualità, quando avviene qualcosa che l’assessore non aveva previsto. Lorenzo Marchetti, vecchio dirigente comunista, presidente del Parco Minerario di Rio Marina, lo interrompe per fargli una domanda che ha su Conti l’effetto di una secchiata d’acqua. Quando riprende la parola sembra un altro: messi da parte il politichese e il tono pacioso, Conti ormai dice completamente quello che pensa e senza mezzi termini ( Leggi su [URL]www.elbanotizie[/URL] )
