da
MOB
pubblicato il 11 Dicembre 2010
alle
8:32
Se poi qualcuno, che adesso critica, ha dovuto cambiare mestiere , mi dispiace per lui, ma evidentemente aveva scelto il mestiere sbagliato e non ricorda bene l'igiene dei negozi preesistenti.
da
per coopista rio marina
pubblicato il 11 Dicembre 2010
alle
7:51
da
REPUBBLICA FIRENZE
pubblicato il 11 Dicembre 2010
alle
4:50
da
Porto Azzurro
pubblicato il 11 Dicembre 2010
alle
4:44
[EMAIL]portoazzurro.vigili@elbalink.it[/EMAIL]//
da
APPARECCHIA NATALE CON…DICO
pubblicato il 11 Dicembre 2010
alle
4:38
da
MULTATO
pubblicato il 11 Dicembre 2010
alle
0:07
eravamo arrivati a un punto in cui eravamo tutti d'accordo che io avevo ragione e lei torto…
Si parlava di cenere… di mea culpa… ricorda?
Ora che fa? Ritratta?
Peccato… perché se m'avesse versato l'obolo nelle casse comunali… sono sicuro che il Lungo ne avrebbe fatto un buon uso…
Uhm, uhm… è capace che ci comprava altri du' ballini di cemento…
Tutto sommato, ripensandoci… forse è meglio se restano in tasca sua…
Mi raccomando, faccia attenzione quando parcheggia la moto…
🙂
da
Luminarie
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
23:43
Io non mi esprimo, in quanto personalmente non sono una cosa che mi interessa troppo. Però voglio provare a rilanciare un'idea che avevo già suggerito quando, per un breve periodo, ho avuto un incarico politico (e in quel contesto cercavo di valutare le cose con un'ottica che andasse oltre al mio personale interesse o gusto): a quell'epoca (sono passati circa 5/6 anni) mi ricordo che capitò di dover decidere se noleggiare le luminarie ovvero acquistarle, scegliendo tra un costo corrente, relativamente basso, od un investimento, ovviamente più elevato. Si scelse il noleggio poichè non c'erano soldi, e poiché investimenti su tali oggetti erano già stati negli anni affrontati col risultato di ritrovarsi il magazzino pieno di roba che dopo un anno già non funzionava più, senza nessuno che la sistemasse. Il noleggio garantiva (forse…aggiungo col senno di poi) luminarie sempre funzionanti.
La mia proposta era la seguente:
perché non fare un bel progettino in collaboarazione con il locale istituto professionale per far sistemare le luminarie agli studenti (forse farne anche realizzare di nuove) magari coinvolgendoli anche nell'installazione, affiancandoli alle imprese locali cui viene affidato il servizio?
Si otterebbero numerosi risultati: far lavorare i ragazzi su qualcusa di concreto e di utile; rendere i ragazzi partecipi del decoro della propria Città, inducendo un senso civico di appartenenza; mettere i ragazzi in contatto con le imprese, e quindi con il mondo del lavoro; realizzare un risparmio per il Comune; fornire finalmente Portoferraio di una luminaria decente, ma soprattuto funzionante.
Sono curioso di leggere impressioni e commenti, visto che allora i "colleghi" politici mi "non mi c……o nemmeno di striscio"!!!
Ciao a tutti
Renato de' Michieli Vitturi
da
OttavoNano
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
22:07
Ho avuto modo di Leggere il Signor Falco di cui condivido alcuni suoi punti. Si, bisogna fare chiarezza, in tutto e per tutto.
Però ste barriere…….
da
x coopista
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
22:06
Noi invece a Rio Marina ne abbiamo una nuova e purtroppo devo dirti che è una cosa sconcia, carrelli rotti, banco del pane e dei salumi tenuti in condizioni igienico sanitarie molto scarse, scaffali non ben forniti e sporcizia per terra. Però devo dirti una cosa indipendentemente dalla vostra che è vecchia e della nostra che è nuova, il problema riguarda solo la gestione, questo vuole dire che i capo negozi se ne fregano e tanto meno i dipendenti. Aspettano solo la fine del mese…… :bad:
da
BIMBIGIRO – Escursioni nella natura a misura di bambino!
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
20:32
Ripartono con il primo appuntamento gratuito le escursioni dei piccoli per scoprire e conoscere la nostra isola divertendosi all'aria aperta!!
Iniziamo con una giornata dedicata ai quiz sull'ambiente che ci circonda con l'escursione "Chi vuol esser "BIMBINGIRO?" sulla spiaggia di Lacona.
Appuntamento per l’ escursione domenica 12 dicembre alle ore 9.15 nel piazzale ATL a Portoferraio o alla fermata Atl "Camping Lacona" alle ore 10.15 con rientro previsto per le ore 14.30 circa.
Per informazioni e prenotazioni chiamate ai numeri 380-4520341 Chiara o 393-9429901 Stefano
Ricordiamo di venire con un abbigliamento comodo e il pranzo al sacco… la merenda ve la offriamo noi!!!
In caso di maltempo l’escursione verrà rimandata, in caso di tempo incerto telefona. Ti aspettiamo!!!
Le foto e i prossimi appuntamenti li trovi anche sù facebook, gruppo "Bimbingiro"!!
da
Chi pecora si fa lupo se la mangia
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
20:07
Rimbambiti dai programmi televisi aspettiamo tempi migliori. 😎
da
Massimo Coradazzi
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
19:57
Spett.le sig. Giulio se tutta la questione che ha tirato fuori e stata perchè riteneva che avessi elevato una sanzione a suo figlio per aver parcheggiato il motorino in modo non conforma alla segnaletica devo deluderla purtroppo.
Vede per quanto mi riguarda cerco di sanzionare comportamenti che creino effettivo pericolo od intralcio alla circolazione, quindi sicuramente non sono io l'accertatore della violazione.
Può togliersi la soddisfazione e verificare quanto affermo, si rechi presso il nostro comando e si faccia dire di chi è la firma.
Inoltre sono 4/5 mesi che svolgo prevalentemente servizio in ufficio e visto che le scuole sono iniziate a settembre non posso essere io quello che ha elevato la contravenzione.
Ora però le chiedo io di fare una verifica, si faccia un giro per Portoferraio, dal centro a Carpani e guardi tutti gli stalli di sosta che sono stati realizzati negli ultimi anni e scoprirà che per accedervi bisogna superare una striscia continua e quindi ogni veicolo parcheggiato è passibile di sanzione poichè ha superato questo muro invalicabile come da lei menzionato in un precedente post.
Dubbio amletico ora che faccio? Sanziono o…… non sanziono?
Le auguro una buona serata
Massimo Coradazzi
da
Toremar a Moby , rischio antitrust assessore Ceccobao ?
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
19:34
L’analisi
Cordata Tirrenia,
rischio Antitrust
Si chiama conflitto d’interessi il grande scoglio che dovrà superare Compagnia italiana di navigazione per conquistare i traghetti pubblici Tirrenia . Mentre il commissario Gianluigi D’Andrea si appresta a varare l’ultima fase della seconda privatizzazione – la prima è fallita – tra le proteste dei sindacati per la cortina di silenzio calata sulla gara, i tre armatori Gianluigi Aponte, Vincenzo Onorato e Manuel Grimaldi stanno limando gli ultimi particolari del piano industriale. Compagnia italiana di navigazione è ad oggi la compagine più accreditata per conquistare Tirrenia proprio per la solidità della cordata, composta dai tre uomini che guidano quattro delle compagnie marittime più prestigiose del panorama italiano. Ma se una di queste – Grimaldi Napoli – non ha nessun interesse diretto nelle linee di cabotaggio dove già opera Tirrenia, per la Moby di Vincenzo Onorato e per la Snav e la Gnv oggi controllate da Gianluigi Aponte la concorrenza è diretta. Come faranno, domani, i due armatori a gestire società che lavorano sulle stesse linee e che hanno gli stessi business? È a questa domanda che il piano industriale dovrà rispondere: il Secolo XIX ha messo a confronto le linee gestite dal pubblico (ancora per poco) e dai privati. Se domani Compagnia italiana di navigazione dovesse conquistare Tirrenia, da Genova partirebbero per Olbia tre traghetti: uno Moby, uno Gnv, un terzo che fa capo a una compagnia che per un terzo fa capo a Moby e un terzo al proprietario di Gnv-Snav. Stessa situazione per la Genova-Porto Torres, mentre sulla Napoli Palermo viaggerebbero sia la nuova Tirrenia che Snav, sulla Civitavecchia Olbia Moby, Snav e Tirrenia.
«Il rischio è quello di uno spezzatino postumo – denuncia il numero uno di Uiltrasporti Giuseppe Caronia – sulle linee dove c’è concorrenza Tirrenia rischia di sparire». La cordata, insomma, potrebbe diventare il mezzo per sbarazzarsi di un concorrente . È così? «Assolutamente no – si arrabbia Vincenzo Onorato – quelle di Caronia sono le illazioni: manterremo le linee anche dove siamo presenti come concorrenti». Una situazione che però potrebbe far arricciare il naso all’Antitrust . Per questo la compagnia sta lavorando alla costruzione di un organigramma blindato: nominato Vincenzo Morace come amministratore delegato, a giorni dovrebbe essere annunciato anche il presidente. L’obiettivo è creare un management assolutamente separato da Gnv. Moby, Snav, quasi un blind trust, per fugare qualsiasi dubbio di intrecci pericolosi. Basterà all’Antitrust? «Ho fiducia e ci sarà massimo confronto» assicura Onorato. Sullo sfondo, intanto, si staglia anche un altro tema non da poco: nella prima privatizzazione, a chi conquistava Tirrenia veniva assicurata per otto anni, senza gara, la convenzione con lo Stato per garantire la copertura delle linee di pubblica utilità, pari a 72,6 milioni l’anno. Il meccanismo delle sovvenzioni senza gara verrà mantenuto anche in questa seconda privatizzazione, nonostante gli stessi Aponte e Grimaldi siano stati, nel recente passato, fieri oppositori di questo meccanismo distorsivo della concorrenza? Per ora indicazioni ufficiali non arrivano ma i tre armatori starebbero studiando la possibilità di far camminare Tirrenia sulle proprie gambe da subito. Senza aiuti diretti. Sarebbe anche un modo per evitare possibili ricorsi alle autorità europee da parte dei concorrenti.
da
CIRCOLO RIREATIVO LACONA
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
18:49
Affitto mensile € 500 – Affitto mensile € 500 – Affitto mensile € 500 -Affitto mensile € 500 – [/COLOR]
da
Ruta
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
17:50
Insieme alle paghe più basse del mondo occidentale e alla disoccupazione contingente, certo i giovani dovrebbero seriamente preoccuparsi anche delle loro future pensioni da fame.
Mentre la forbice fra rendita da capitali e stipendi dei manager rispetto ai salari degli operai cresce a dismisura, abbiamo governi (bianchi, gialli, rossi, …) che ci ripetono da anni che le ns. pensioni derivate dai ns. miseri stipendi, sono troppo alte.
Credo che la storia dell’evoluzione sia di natura dialettica, quindi dalla storia dovremmo trarre insegnamenti e forza per progredire.
Non ho certo la bacchetta magica per risolvere il problema, però, se hai ancora un po’ di pazienza, ti posso dire cosa ho fatto, quando ero giovane io, per avere la pensione retributiva, con l’80% dello stipendio e 40 anni di contributi,
Brevemente.
Il governo del democristiano Moro, nel febbraio del ‘68 aveva tentato di ridurre la spesa sulle pensioni attraverso l’innalzamento, già allora dell’età pensionabile delle donne da 55 a 60 anni, l’eliminazione delle pensioni d’anzianità,
L. Lama e gli altri sindacati (tanto per cambia’) dopo una notte di estenuanti (sic!) trattative accettarono e firmarono l’accordo.
La nostra reazione costrinse la CGIL a escludere la componente socialista dalla segreteria e a proclamare lo sciopero generale del 7 marzo ’68.
Moro ritirò i provvedimenti.
Furono fatti altri scioperi generali.
Un anno dopo, il 5 febbraio ’69 il governo approvò il provvedimento che annullava le discriminazioni retributive tra uomini e donne, il rapporto tra pensioni e retribuzione salì dal 65% al 74% con l’impegno a portarlo entro il 1976 all’80%; si istituì la pensione sociale per gli ultrasessantenni privi di reddito, si riconfermò l’istituto delle pensioni di anzianità. Cioè era stata fatta una riforma realmente migliorativa del sistema pensionistico.
Quelle successive, controriforme una peggiore dell’altra, sono le seguenti
1992. La riforma Amato; 1995. La riforma Dini; 1997. La riforma Prodi; 2004. la riforma Maroni; 2007. La riforma Prodi-Damiano; 2009. la riforma Sacconi-Brunetta.
Sono state di fatto effettuate senza colpo ferire, senza nessuna opposizione, tutti, ma proprio tutti d’accordo in nome dell’economia nazionale.
La stessa nazione e sistema di governo che consente quello che tutti conosciamo.
Noi e i nostri padri che abbiamo fatto quelle lotte, 14 gg. di sciopero con manifestazioni e picchetti reali per non vanificarne sacrifici sostenuti e obiettivi, avevamo ottenuto miglioramenti sostanziali, … una RIFORMA.
Concludendo, due messaggi
1 – chi pecora si fa il lupo se la mangia;
2 – la storia fornisce sempre gli insegnamenti per ridurre gli errori e migliorare.
Auguri, Ruta
da
12 DICEMBRE 2010
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
17:21
da
Giovanni Muti
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
17:15
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di G. Muti ( Il monello) [/COLOR]
Continua il dibattito on line sul comportamento delle vigilesse, che in un nostro precedente intervento abbiamo collegate alle famose vigilesse francesi che riuscirono, con il loro rigore, a creare non pochi problemi gli automobilisti parigini.
Naturalmente, non ci permettiamo di entrare nella polemica o dare giudizi sul modo in cui queste ragazze fanno il loro lavoro. Semmai, magari scherzando, ci potremmo chiedere com’è che le vigilesse di Portoferraio si comportano come si erano comportate le vigilesse di una grande città europea, quando loro non erano ancora nate? Forse vi è un elemento che le unisce, che non conosce frontiere ne si modifica nel tempo.
Non è banale chiederselo perché, se ci fosse, vorrebbe dire che esiste una specificità femminile, o meglio un modo femminile di guardare al traffico e addirittura al mondo.
Se fossimo costretti a fare delle ipotesi a partire da questi esempi, si potrebbe dire che le donne sono più scrupolose, nel loro lavoro. Altri potrebbero vedervi una mancanza di elasticità e uso burocratico del potere. Cioè l’applicazione automatica delle norme senza considerare il contesto, ecc. E questo potrebbe creare dei problemi: il signore ,multato perché parcheggia un attimo per andare in farmacia, per fare un’ esempio.
E il vigile maschio ?Il vigile maschio, invece, è generalmente, più elastico. Ma l’uomo, per natura, è portato ad esercitare il potere in modo più aggressivo. E la divisa,purtroppo, non aiuta. Se provocato è più facile che reagisca. Se per professionalità non lo fa, si prende dei colpi di bile duri a digerire. Serve un autocontrollo notevole. Questo forse è uno dei motivi per cui fare il vigile, e farlo bene, non è da tutti. Rompiscatole in giro non ne mancano mai
Dico questo perché credo di essere stato, in passato, uno di questi. Ho pagato una quantità assurda di contravvenzioni, ma non ho mai chiesto che mi venissero tolte, perché sapevo di meritarmele. Così non ho mai utilizzato mezzi di cui disponevo, come Radio e giornali, per attaccare chi me le aveva fatte.
Molti anni fa, ho ricevuto due lezioni importanti in un solo giorno. La prima : 2 vigili urbani di Portoferraio mi somministrarono un medicina da cavallo: 7 contravvenzioni tutte in una volta. La seconda: il comandante Rampini al quale mi rivolsi per dire che mi sarei opposto a quelle sbagliate (3 su 7), ridendo mi disse: “ Ma sig. Muti . . . ma perché non cambia atteggiamento, anche loro, a volte, sono stanchi e nervosi. Cerchi di capire”.
da
polizia municipale
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
16:34
da
A Coopista
pubblicato il 10 Dicembre 2010
alle
16:22
ti sei dimenticata la cosa più grave, e cioé che quando piove le infiltrazioni d' acqua contengono particelle di amianto, essendo il tetto dell' edificio in gran parte ricoperto da eternit.
