da
bruno paternò
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
17:16
ammiratore anonimo
( bruno paternò )
da
x Zi Dima & altri
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
16:50
MARCO BELPOLITI
Rivoluzione addio? Sì, il suo posto è stato preso dalla rivolta. Da Clichy-sous-Bois, nella banlieue parigina, nel 2005, ad Atene nel 2008, all’assalto degli studenti londinesi nel 2010, o alla discesa in piazza a Roma del corteo degli studenti l’altro ieri, la rivolta sembra aver preso il posto delle forze rivoluzionarie. La rivolta non ha progetto, non si proietta nel tempo futuro. Come ha sostenuto uno dei suoi teorici, il germanista e mitologo Furio Jesi, morto giusto trent’anni fa, in «Spartakus. Simbologia della rivolta», testo apparso postumo, «prima della rivolta e dopo di essa si stendono la terra di nessuno e la durata della vita di ognuno, nelle quali si compiono ininterrotte battaglie individuali». Evocando Rimbaud e la Comune di Parigi, Jesi affermava: «Solo nella rivolta la città è sentita come l’haut-lieu e al tempo stesso come la propria città»; nell’ora della rivolta non si è più soli, ma si è nel flusso cangiante del Noi, entità provvisoria e labile, estatica e violenta.
Dopo la fine delle ideologie, dopo la caduta del Muro di Berlino e il trionfo del pensiero unico, in Occidente come in Oriente, a New York come a Shanghai, la rivolta sospende il tempo storico e crea l’istantaneo; è il trionfo del presente contrapposto al futuro. Non si attende più il giorno del compimento del lungo processo rivoluzionario. La rivolta instaura un tempo estatico, scrive Pietrandrea Amato, uno dei teorici delle nuove rivolte metropolitane, il qui e ora. Walter Benjamin racconta come nel corso della Comune di Parigi i rivoltosi sparassero contro gli orologi, simbolo del tempo scandito dal progresso, dalla disciplina del lavoro. La rivolta non prevede, ma vive nel subitaneo; non presuppone neppure una classe sociale che prenderà il potere, ma solo individui atomizzati, che nel corso delle insurrezioni spontanee, non preparate e contagiose, diventano una forza provvisoria. Se le rivoluzioni coltivavano il sogno dell’assalto al Palazzo d’Inverno, conquista del centro simbolico del potere, la rivolta avviene in modo molecolare con l’intento di condizionare materialmente l’andamento normale delle cose.
Dopo la rivolta nulla è più come prima. Per i suoi teorici – Paolo Virno, uno dei filosofi italiani oggi più citati nel mondo, ma anche i francesi Alain Badiou e Jacques Rancière – la rivolta è l’analogo della catastrofe, del collasso cui ci ha abituato il nuovo capitalismo finanziario, l’unica risposta possibile a una società che non sembra più avere nessun fondamento certo, nessuna teoria con cui giustificare il proprio dominio, se non la coercizione, l'uso della forza o la seduzione del consumo. Viviamo nell’epoca del disastro, come aveva intuito alla metà degli Anni Sessanta Susan Sontag.
La rivolta è figlia della crisi della democrazia rappresentativa che in Occidente, per cause complesse, sembra aver perso la propria funzione storica. I rivoltosi, mossi da ragioni spesso differenti, mostrano nelle periferie urbane francesi come al centro di Roma, nelle strade di Atene come nei paesi del Napoletano, l’emergere di una politica che si pone al di là del sistema che oggi la rappresenta: sono l’espressione di una caotica e spontanea volontà di vivere, opposta e simmetrica a quella che in Italia domina la scena politica maggiore. Pierandrea Amato in «La rivolta» (Cronopio), pubblicato di recente, scrive che la rivolta è un vento che porta con sé la propria auto-disintegrazione.
I ragazzi che corrono con caschi e scudi per le strade, che salgono sui monumenti, che appaiono e scompaiono nelle banlieue, dando fuoco ad automobili e bidoni della spazzatura, mostrano l’esistenza di un campo di forze che sfugge alle categorie politiche tradizionali, al marxismo e al post-marxismo, oltre che alle teorie neo-liberali. La rivolta accade, alla stregua di un evento artistico, di una manifestazione momentanea, di una performance. Non la si può rappresentare né in forma politica né spettacolare; è un accadimento estatico, più vicino alle forme religiose, alla festa, che non alle strutture della rappresentazione politica, quali un partito o un parlamento: vive, non si rappresenta. La società dello spettacolo che ha dominato negli ultimi vent’anni, realizzando la profezia di Guy Debord, ora ha davanti a sé una serie di accadimenti non catturabili nelle forme dello spettacolo mediatico.
Quello che in definitiva la rivolta destruttura è l’idea stessa dell’identità politica. Il Noi appare e scompare, e sospende il tempo storico a favore di quello che i Greci chiamavano Kairos: il giusto istante, il colpo d’occhio, quello in cui l’atleta compie la mossa giusta, supera l’avversario, taglia il traguardo. Dobbiamo prepararci a vivere in un tempo diverso da quello che ha segnato le vite dei nostri padri e nonni, un tempo che non ha un’unica direzione, o una destinazione prefissata, ma che accade e insieme collassa, che si mostra e si sottrae. L’Homo seditiosus è il campione di una umanità che scende in piazza oggi, ma anche domani e dopodomani, per realizzare «un’arte senza opera».
da
x Scepale
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
16:24
Auguri di Buone Feste, anche ai Riesi
Dante
da
Caro Zi Dima (artigiano riparatore di giare)
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
16:20
Ti voglio comunque rispondere perché in un Blog è bene non sottrarsi alle sollecitazioni; ti rispondo passo passo:
È vero, tu hai parlato di teppisti e violenti in una manifestazione, che, diciamo, era collaterale a rivendicazioni studentesche, a mio parere sacrosante (quest’ultime, naturalmente). Se questi teppisti e violenti fossero nullafacenti non lo so; ti consiglio nella fattispecie di leggerti l’interessante articolo di Marco Politi sul quotidiano LA STAMPA di oggi dal titolo “La rivoluzione è finita, ora inizia l'età della rivolta”
Mi confessi “non mi ritengo evasore in assoluto …”; la cosa mi fa un po’ sorridere (con simpatia), perché mi ricordi quella ragazza che torna a casa e dice alla mamma “sono incinta ma poco poco …”. Comunque non ti giudico, nonostante personalmente abbia dato al fisco negli ultimi 5 anni con la mia azienda anche 700 mila euro all’anno; certo, mi giravano le palle ma … al nostro finanziere doveva pur qualcuno pagargli la paga. E’ un problema di cultura e quindi personale.
Essendo “incinta poco poco”, il diritto di esprimere (… ma poco poco) disapprovazione per ogni gratuita azione di violenza, ce l’hai. Ripeto, lo dico con simpatia.
Certo, il pretendere un governo diverso è nelle facoltà incomprimibili del popolo esclusivamente mediante il voto. Devi darmi atto però, che più spesso nella storia il sovvertimento della democrazia con la forza è venuta da golpe militari o da partiti politici spinti da gruppi economici; allora cosa deve fare in questi casi un popolo sovrano per imporsi?
I “signori dei centri sociali” personalmente li vedo ai margini della società, alla stregua delle riserve indiane americane. Ricordo che nel ’68, nel mezzo di una contestazione piuttosto tesa, un questore disse testualmente “finchè restate dentro le aree universitarie, potete fare quello che volete, ma se uscite per le strade sono ca..i vostri”.
I nostri figli. Se hai letto i miei precedenti post sai che il loro futuro sono la mia grande angoscia. La nostra società non fa niente per loro: resteranno a casa con i genitori fino a 35 anni, saranno perennemente precari, avranno delle pensioni di fatto inesistenti. Fortunatamente potranno vendersi le case dei nonni … oramai vuote. Dimmi, caro Zi Dima, vale la pena di vivere una vita così? Certo, le colpe sono della nostra generazione che ha in mano questa società.
La situazione economica italiana è critica e le prospettive non sono positive. Il discorso sulle cause è lungo e non è certo qui il caso di approfondirle (se vuoi, lo facciamo). Una cosa voglio dire subito: la nostra classe politica sembra essere l’unica a non capire le nostre oggettive difficoltà quotidiane.
Dante
da
Giò
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
15:09
Alla giovane neo dottoressa le felicitazioni da parte della famiglia, Lello, Anna, Valentina, Nicoletta, Nicola e amici
da
aiutanti di babbo Natale
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
15:09
NON MANCATE…..e portate le vostre letterine che daremo direttamente a Babbo Natale il giorno 23 dicembre quando verra' dentro il "conad superstore" a stringervi la mano ed a portarvi un piccolo regalino!!!!!
da
generale inverno
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
14:57
da
NATALE A MARCIANA MARINA
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
14:44
da
x Dante
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
14:09
dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
e che gent’è che par nel duol sì vinta?».
Ed elli a me: «Questo misero modo
tegnon l’anime triste di coloro
che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.
Mischiate sono a quel cattivo coro
de li angeli che non furon ribelli
né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
Caccianli i ciel per non esser men belli,
né lo profondo inferno li riceve,
ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».
E io: «Maestro, che è tanto greve
a lor, che lamentar li fa sì forte?».
Rispuose: «Dicerolti molto breve.
Questi non hanno speranza di morte
e la lor cieca vita è tanto bassa,
che ’nvidiosi son d’ogne altra sorte.
Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa». [/SIZE]
Don't let me be misunderstood
Lo duca tuo
Scepale
buon Natale
da
M.Teresa
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
13:41
So x certo che trascorso un mese dalla presentazione se il certificato di destinazione non è pronto si può fare un autocertificazione con indicati i vari tipi di zona in cui ricadono i terreni.
Non so se però questo sia di competenza solo di un geometra o lo può fare anche il comune cittadino.
da
elbana
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
13:06
da
La Ginetsra …Seccheto
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
12:41
[COLOR=darkred]Appuntamento sabato 18 (ore 21, ingresso libero) al Palatenda [/COLOR]
Prendete un prete, un po’ segaligno e spilorcio, e fatelo arrivare all’Elba su indicazione del vescovo di Massa Marittima. Ad accoglierlo due comunità d’altri tempi, San Piero e Seccheto, divise tra campi da coltivare e cave di granito. Prendete poi uno stuolo di parrocchiane servizievoli, un manipolo di ragazzini canaglie e i due antagonisti in perfetto stile “Peppone e Don Camillo”, il comunista Boris e il nostalgico del Ventennio Amintore.
Ne otterrete uno spettacolo divertente, in vernacolo, capace di tratteggiare un affresco di un’Elba ormai sbiadita. E’ quanto si prefigge “Il boccone del prete”, commedia scritta da Adriano Pierulivo, in scena sabato 18 dicembre (ore 21, ingresso libero) al Palatenda di Seccheto. Un appuntamento che rientra nel calendario di eventi natalizi promosso dal Comune di Campo nell’Elba.
Messo in scena dalla compagnia La Ginestra e con la regia di Giovanni Mortula, il racconto si sviluppa attorno alle peripezie di Don Clemente, parroco spiantato e abituato a vivere di stratagemmi, catapultato dal suo vescovo e a malincuore in un’Elba degli anni ’60. Attorno a lui i monelli Tagliola, Bla bla bla, il Ciluffo e Peticcio, ma anche le parrocchiane Quintilia, zia Rosa, Maria Candida e Marietta e l’immancabile perpetua Apollonia.
“E’ un spettacolo vivace – spiega Giovanni Mortula – che si sviluppa attorno a tre confessioni legate tra loro, dalle quali il povero Don Clemente cerca di trarre guadagno. E’ il tentativo di far rivivere attraverso il vernacolo origini lontane e cultura popolare”.
Gli attori:[COLOR=darkblue] Roberto Razzu, Marcella Catta, Giovanni Mortula, Claudio Catta, Maria Antonia Batignani, Silvano Pancani, Manuela Pierulivio, Ornella Rocchi, Chiara Rocchi, Sabrina Petrocchi, Camilla Petrocchi, Isa Mari, Ombretta Montauti, Fabrizio Pierulivio, Jessica Ferrari, Gianluca Spinetti, Cinzia Masia, Roberta Rocchi, Maurizio Battistini. [/COLOR]
da
TOSCANA GRANDUCALE
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
12:25
COMUNQUE LA VICENDE DIMOSTRA UN ENNESIMO FALLIMENTO DEL GOVERNO DEL FARE…..
da
X Leslia
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
12:15
da
Delinquenti
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
12:11
-stiamo parlando delle azioni di teppismo e violenza accadute il 14 a Roma, leggi bene i miei messaggi non ho mai usato la parola "studenti", bensì delinquenti nullafacenti
-non mi ritengo evasore in assoluto, quindi ho il diritto (se evadere le tasse equivale al non averlo) di esprimere forte disapprovazione per ogni gratuita azione di violenza
-il pretendere un voto diverso od un governo diverso, solitamente avviene tramite un percorso democratico in cui ognuno esprime singolarmente il proprio pensiero, tentare di sovvertire quanto deciso in democrazia, lo dice la parola, è sovversivo oltre che quando si usa la forza, dittatoriale…
Non si può giustificare uno schiaffo, perchè altri usano la pistola, trattasi sempre di offesa lesiva….
-ognuno di noi nella vita spesso accetta suo malgrado decisioni penalizzanti, combatte affinchè vengano rimosse o cambiate, avviene ogni giorno, magari senza imbracciare bastoni o lanciare sanpietrini…
-però vorrei anche porti una domanda: i signori (perchè sono signori) dei centri sociali pagano le tasse??? apportano contributo ad ogni pubblico servizio ed organismo???? sono una scuola invidiabile e da trasmettere ai nostri figli??? spero non ai miei..
Poi i bravi ciarlatani sanno sempre come girare la frittata, strumentalizzarla, collegarla a giustificazioni di comodo…
Quanto alle tasse ed alla tassazione è un argomento più complesso di istintive opinioni eclatanti buttate sul blog, serve leggersi l'elenco delle attività che ogni giorno cessano o peggio falliscono, lasciando a casa centinaia di lavoratori e riducendo la nostra economia e competitività, solo una parte politica scientificamente ha sempre fomentato la divisione fra classe imprenditoriale e lavoratori, entrambi legati indissolubilmente, sempre e solo per convenienza politica, infatti i risultati quelli veri, di governo, li abbiamo sotto gli occhi quando lo hanno avuto…… se l'Italia godesse la salute di Nomisma staremmo tutti meglio, e qualche volta ci toccherebbe andare in Africa, indovina a fare cosa???? a contare la popolazione degli asini (è avvenuto veramente!!!!) con i soldi miei, tuoi e magari meglio spesi se destinati alla scuola di quegli studenti a te tanto cari…., siamo sempre in mano dell'ultimo governo, sia rosso, sia bianco, ed all'orizzonte non vi sono prospettive, questo è il vero guaio!!!!!!!!!!!!!
Zi Dima (artigiano riparatore di giare)
da
vaporina
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
11:57
da
ASSOCIAZIONE CULTURALE LA GINESTRA
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
11:46
da
TOSCANA GRANUCALE
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
11:43
( DEL RESTO IL PREMIER NON INVITAVA I SUOI COLLEGHI IMPRENDITORI A NON PAGARE LE TASSE??? )
INTANTO LA CRISI MORDE ED I LAVORATORI DIPENDENTI CHE NON POSSONO EVADERE LE TASSE OVVIAMENTE SONO SEMPRE PIU' COLPITI…… SERVIREBBE UNA GENERALE RIFORMA FISCALE, PIU' EQUA E AL PASSO COI TEMPI…MA TEMIAMO CHE ALL' ORDINE DEL GIORNO DI QUESTO GOVERNICCHIO SCILLIPOTI E CEPU…. RIMANGANO SOLO LE URGENTI VICENDE LEGATE AL LEGITTIMO IMPEDIMENTO DEL PREMIER….
da
Inc….to
pubblicato il 16 Dicembre 2010
alle
11:10
