ACQUA AL BORO, ASA : "RIDICOLA L'AZIONE DI PAPI"
IL GESTORE DEL SERVIZIO IDRICO DURISSIMO CONTRO IL SINDACO
"L’intervento del Sindaco di Porto Azzurro è ridicolo poiché procura allarme nella cittadinanza e ci risulta sorprendente proprio per il fatto che egli stesso è medico". Così Asa replica a Maurizio Papi che ha annunciato l'intenzione di adire le vie legali contro la società per il caso del boro nell'acqua.
L’Azienda comunque conferma i dati circa la qualità dell’acqua potabile dell’Isola d’Elba, "che – dice – come da puntuali comunicazioni di ASA, sono già in possesso dei Sindaci dei Comuni di ATO5, del Presidente e del Direttore di AATO5, della Regione Toscana, della ASL e di Arpat".
Il sindaco di Porto Azzurro in quanto autorità sanitaria locale, e pertanto principale responsabile della salute dei propri concittadini – aggiunge Asa – era da tempo a conoscenza del quadro della situazione inerente alle deroghe sull’acqua potabile riguardanti il boro e l’arsenico: ci risulta quindi molto arduo comprendere per quale motivo abbia atteso così tanto sia per mettere in allarme la propria cittadinanza, sia per accodarsi ad eventuali richieste di esenzione dal pagamento delle bollette : ci preme osservare che i danni alla salute non si risarciscono con populistiche richieste di esenzione dal pagamento delle bollette".
Asa conferma di essere "disponibile, e lo è sempre stata, a partecipare a un dibattito aperto che metta ognuno di fronte alle proprie responsabilità, fornisca dati reali in merito all’attuale situazione, illustri le opere che l’Azienda ha progettato per superare le difficoltà annose e da tutti conosciute nelle quali versa l’acqua elbana ed evidenzi, infine, quali siano le necessità finanziarie indirizzate alla realizzazione di tali opere e con quali risorse dette necessità possano essere soddisfatte".
E conclude affermando che i i sindaci, soprattutto quelli che definisce "urlanti, poiché membri attivi di AATO5, che è organismo di controllo delle attività aziendali, avranno così modo di descrivere soluzioni concrete, la cui valenza deve andare ben oltre quella delle richieste di esenzione dal pagamento delle bollette, anche perché è del tutto evidente che, pur senza il loro intervento, se l’acqua non si usa, non si paga".
mercoledì 5 gennaio 2011 – 15.21