Caro PIlota?
Hai ragione, la gente si preoccupa per un elicottero che in casi urgenti atterra sull'ospedale, senza sapere, che se parliamo di pericolo, ogni giorno sui cieli dell'Elba transitano centinaia di aerei , che fanno un controllo radar su Calamita di Capoliveri. Quindi quale paura per l' elicottero?
Ma i sindaci che fanno?
[/COLOR]L'avevamo già denunciato mesi fa, ma dobbiamo ribadirlo oggi: sulla privatizzazione Toremar, sulla relativa gara e sulle procedure, la Regione Toscana sta avendo un comportamento inqualificabile. Male aveva iniziato e ancor peggio sta proseguendo nel percorso che porterà a ridefinire il sistema dei trasporti marittimi per le isole e, quindi,
il livello della nostra qualità di vita. Purtroppo i fatti dimostrano che su questo tema nessuno vuole disturbare il manovratore:che questo sia poi il PD Toscano o il potente ministro Matteoli, ormai poco importa. Troviamo ormai frequenti conferme di come il modo di intendere la politica, la sua trasparenza e il rispetto dei diritti degli elbani
sia pressoché identico tra i Democratici e i Berlusconiani. Né può tirarsi fuori l'Udc che con Bosi e Mancusi ha da tempo le mani in pasta nella gestione dei porti e, quindi, sulle scelte relative ai trasporti marittimi verso l'Elba.
Il neoliberismo del PD ha portato alla scelta di disimpegnare la Regione dalla futura gestione della Toremar, in controtendenza rispetto ad altre regioni. Hanno scelto tragicamente di non garantire agli isolani il loro diritto alla mobilità.
Di fatto stanno politicamente impedendo anche la nascita di una vera e reale concorrenza sulle rotte verso l'Elba e l'Arcipelago. Ricordiamoci di come è stata gestita l'assegnazione degli slot liberi e di quali siano ad oggi i risultati di certe decisioni. Intanto a Portoferraio il PD “giocherella” con i progetti alberghieri dell'armatore “numero uno”.
La gara per la privatizzazione di Toremar sta andando verso la conclusione e la Regione (la stampa ce lo conferma) non rende pubblico nemmeno l'impegno richiesto ai partecipanti in termini di servizi.
Tutto questo nel silenzio assordante dei sindaci, ad esclusione del Portoferraiese Peria (PD) appiattito come al solito sulle scelte dei potenti, che ha esplicitamente dato carta bianca all'assessore Ceccobao.
Il Circolo elbano di Rifondazione Comunista chiede trasparenza immediata sulla gara Toremar e sul futuro dei trasporti marittimi. Nel silenzio e nell'omertà si sta facendo sfracello del nostro diritto alla mobilità e dei diritti dei lavoratori marittimi.
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PRC Isola d'Elba
Circolo U. Lupi [/COLOR]
CARRARA – "Bisogna evitare che il territorio apuano perda un altro pezzo importante del proprio tessuto produttivo come i Nuovi Cantieri Apuania.
Per questo è necessario evitare qualsiasi eventuale operazione di privatizzazione di NCA, viste le esperienze negative già verificatesi in Toscana."
E' il punto di vista degli esponenti dell'Italia dei Valori Roberto Rizzo e Galeano Fruzzetti che esprimono il timore che il cantiere possa essere chiuso o venduto, auspicandosi nello stesso tempo che la Regione, nell'ambito del progetto di privatizzazione della Toremar, garantisca una prospettiva di rilancio e nuovi carichi di lavoro a NCA, che il rinnovo della flotta ex-Tirrenia potrebbe portare.
Apprendendo dalla stampa il deficit di bilancio lamentato dalla Dirigenza di Ala Toscana Spa – la società regionale che gestisce in nostro aeroporto elbano – non possiamo che rammaricarci per un'ulteriore dimostrazione della difficoltà economica e della criticità dell’attuale momento.
Stiamo in effetti attraversando, a parere di insigni economisti, la peggiore crisi a livello mondiale dopo il crollo della Borsa di Wall Street del 1929.
Una crisi generata da speculazioni finanziarie, che si è ripercossa sull’economia reale attanagliando le nostre imprese e che, inevitabilmente, va a gravare sulle famiglie e sull’intera società.
E’ però altrettanto vero che, mai come nei momenti difficili, bisogna saper reagire. E’ finita l’epoca delle rendite di posizione. In ogni ambito produttivo servono nuove strategie, elaborate sulla base del cosiddetto feed-back, cioè quel processo analitico che consente di rilevare eventuali carenze ed apportare i necessari correttivi, al passo con i tempi.
Ricollegandoci all’aeroporto della Pila, riteniamo che esso possa rappresentare un importantissimo mezzo per incrementare i flussi turistici sulla nostra isola, se fatto funzionare a dovere.
Sorge pertanto spontanea la domanda, in merito alle perdite lamentate dalla società di gestione. Vi è perlomeno, a fronte di tale disavanzo, una ricaduta positiva sul territorio? Francamente, rimane difficile poter rispondere in maniera affermativa. La nostra impressione è che l’aeroporto possa e debba essere gestito in maniera più efficace, tale da poter rappresentare non solo un’ulteriore possibilità di trasferimento per i residenti – riuscendo a concretizzare la tanto declamata continuità territoriale – ma debba soprattutto costituire un essenziale strumento a sostegno della locale economia turistica.
Serve una gestione partecipata dalle imprese e dal mondo economico, in grado di offrire le risposte di cui detti soggetti necessitano.
A tal fine, riteniamo fortemente auspicabile il coinvolgimento di Elbafly nella conduzione della struttura aeroportuale, in quanto la cooperativa – che rappresenta il tessuto sociale ed economico del territorio – ha saputo maturare in questi anni un’adeguata competenza, tale da ritenere plausibile detta ipotesi.
Va rilevato altresì l’importante sostegno espresso dal Presidente della Camera di Commercio di Livorno, che evidentemente crede nelle potenzialità dell’aeroporto elbano e nell’importanza che esso riveste per il comparto produttivo locale.
Non possiamo quindi che apprezzare e condividere l’iniziativa del Comune di Campo, il cui assessore ai trasporti e turismo Lorenzo Baldetti ha chiesto un incontro a breve con la regione, per rivalutare la situazione aeroportuale in un’ottica di partecipazione e rilancio, proponendo appunto l’inserimento di Elbafly all’interno della gestione dello scalo aereo.
Servono nuove politiche di sviluppo e promozione, che possano attrarre significanti flussi turistici, sia a livello di collegamenti di linea che interagendo con il trascurato settore del movimento aereo privato.
E’ l’ora di mettere in campo tutte le nostre risorse, nella consapevolezza che le risposte alle esigenze del territorio devono essere doverosamente fornite in primis da chi vi risiede.
Vogliamo pertanto poter credere che la regione saprà recepire tale istanza, anche perché essa si inquadra perfettamente nell’ottica dell’interazione pubblico-privata, al fine di una ottimizzazione gestionale dei sistemi infrastrutturali.
Francesca.
Non avendone trovato traccia nel comunicato , ci perdoni , ma sarebbe gradito che ci faccia sapere cosa pensa sia dei traghetti con la faccenda del bunker scomparso che della situazione dell'aeroporto internazionale di Marina di Campo La Pila Teseo Tesei .
Ovviamente non il solito ritornello , la Regione garante e bla bla bla .
[COLOR=red]Gimmi Ori
Portavoce del
Comitato Elba Traghetti[/COLOR]
«Il personale docente? Che sia reclutato su scala regionale come avviene in altri Paesi europei». È l’iniziativa di Marina Staccioli, vicepresidente del gruppo consiliare Lega Nord Toscana in Regione, che, insieme ai colleghi Antonio Gambetta Vianna (capogruppo), Gian Luca Lazzeri e Dario Locci, ha presentato un’interrogazione a risposta orale per sostenere il disegno di legge “Disposizioni per l’istituzione di albi regionali per il reclutamento del personale docente” che presto verrà presentato dal senatore leghista Mario Pittoni.
«Secondo quanto affermato dal senatore Pittoni – spiega Staccioli – con questo disegno di legge potranno concorrere alla docenza solo gli iscritti ad appositi albi regionali. Per assegnare il punteggio di base ai candidati, poi, non si farà più riferimento alla valutazione acquisita, se non in misura ridotta, sul proprio territorio d’origine. Si dovrà scegliere una ed una sola regione nella quale eleggere il proprio domicilio professionale e svolgere un “test di preparazione” per verificare l’attitudine all’insegnamento e l’effettivo livello di preparazione dei candidati nelle singole materie. Tutto ciò per impedire valutazioni con “manica larga” in altre realtà territoriali che permettano di scavalcare chi effettivamente merita e per mettere in “competizione” gli aspiranti all’insegnamento spingendoli a migliorarsi e, di conseguenza, migliorando la qualità dell’insegnamento nei nostri istituti.
L’Italia – prosegue la vicecapogruppo del Carroccio in Palazzo Panciatichi – ha ancora una visione troppo centralistica della scuola. La maggior parte dei Paesi europei, invece, adotta sistemi decentrati per l’assunzione dei docenti. La situazione italiana vede la presenza nelle graduatorie permanenti ad esaurimento di ben 103.500 docenti di ruolo che aspirano a un cambiamento di sede. La continua mobilità, però, comporta vuoti inesorabili e perpetui movimenti di insegnanti. Questo perché ogni insegnante, grazie al sistema centralizzato, concorre dove ha più possibilità di accesso per poi avvicinarsi progressivamente al luogo originario di residenza. Rilevante il dato del Sud Italia e delle isole che assorbono oltre il 48,93% degli aspiranti inclusi nelle graduatorie permanenti, mentre più del 63% degli iscritti è nato in queste zone.
L’esigenza di una scuola efficiente, in grado di dare risposte alle aspettative sociali e di sviluppo di un Paese moderno, si pone come una questione centrale nell’ambito della competizione economica, che ha assunto oramai caratteristiche di globalità e di sempre maggiore durezza. Pertanto – conclude Staccioli –, abbiamo presentato questa interrogazione per sapere quale sia la posizione ufficiale della Regione Toscana in merito».
Oramai da mesi si è innestata la polemica fra il Consiglio di Istituto del Liceo "Foresi" e la Provincia di Livorno, a proposito della sistemazione e dell'accoglimento di altre classi di Liceo nella "sede provvisoria" della Scalinata Napoleone a Portoferraio.
Anche sei o sette anni fa – forse più… -, vennero provvisoriamente collocate cinque classi del Liceo in tale luogo, facendo bene attenzione a non superare il numero massimo di cento allievi, al fine di non incorrere nell'obbligo di eseguire una serie di opere necessarie per garantire la sicurezza dei ragazzi (cento no, ma una novantina ci possono sempre stare…).
Ora, sempre "provvisoriamente" in tale "sede", la Provincia pensa di collocare altre classi e, a tale fine, durante le feste natalizie (per non disturbare lo svolgimento delle lezioni), dovevano iniziare i lavori. Per Natale non si è visto nessuno e nemmeno per la Befana.
Tali lavori sono indispensabili per la messa a norma dell'edificio al fine di poter accogliere altri allievi.
E una volta fatto l'adeguamento, questa sistemazione "provvisoria" quanti anni ancora durerà?
E per quanto tempo dovranno ancora spostarsi gli affannati professori da una sede all'altra, a discapito dell'insegnamento?
Lo sappiamo, vero, che il più alto tasso di incidenza relativamente agli abbandoni universitari, riguarda gli studenti elbani?
Non c'entrerà forse, se pur in piccola parte, la gestione strutturale delle nostre istituzioni scolastiche?
Alla Salita Napoleone non esistono laboratori degni di questo nome e neppure una palestra e non un luogo per riunioni: solo un ingresso con un portone sgangherato, gronde staccate dal tetto e un unico scalone buio per arrivare alle aule.
Ma a chi fa voglia di stare in questi ambienti?
I nostri ragazzi, che tutti i mesi di novembre occupano pacificamente le scuole contro il ministro Gelmini o contro qualche altro "protestato" di turno, finito il mese canonico di protesta, tacciono e subiscono negli anni una situazione insopportabile.
Eppure, quando il canile abusivo fu chiuso, adulti e ragazzi si incatenarono ai cancelli e vennero anche dagli altri Comuni per protestare ed avere un canile regolare… ma ora, neppure dagli altri Comuni, affiora un cenno di protesta… eppure i ragazzi sono anche loro e studiare in un ambiente confortevole è un diritto di tutti gli studenti. Anche di quelli elbani.
Il Polo Scolastico alla Finanza? E' la risposta "classica" alle lamentele, alle proteste e ai ritardi…
Più che una risposta appare un miraggio…
Quando il sottoscritto e Daniele Palmieri, assessori alla scuola di colore politico diverso in due diverse legislature, auspicavano il Polo Scolastico, avevano un'altra idea: Polo Scolastico doveva essere, nelle nostre intenzioni, un ambiente utilizzato esclusivamente da tutte le scuole superiori dell'isola con aule, laboratori, palestre, cucina, mensa, impianti sportivi, foresteria per insegnanti (in grado di ospitare nella stagione estiva gruppi di universitari per stage stagionali)… questo era il Polo Scolastico che immaginavamo.
Ora lo chiamano ancora "Polo", ma a guardar bene, si tratta solo di risistemare un edificio ex caserma per posizionarci il Liceo.
Nel frattempo lo spazio interno rimane parcheggio e dentro gli altri edifici ci stanno oramai tutti: Polizia, Finanza, Catasto, Ufficio del Registro… ci doveva stare anche il Parco, che però si è spostato all'Enfola!
E in mezzo a questo viavai di gente… un Liceo.
Forse sarebbe meglio ripensarci e, se proprio il Polo non si può più fare, non infiliamoci a forza il Liceo in quella zona ormai satura.
Se la Provincia facesse due conti, forse si farebbe prima e si spenderebbe di meno a individuare un terreno ed a costruire un edificio scolastico di sana pianta, più razionale e ospitale.
E i nostri ragazzi, finalmente, "starebbero" come quelli del continente.
[COLOR=darkblue]Riccardo Nurra
Consigliere Comunale
Gruppo "Gente comune" [/COLOR]
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POSTA: [EMAIL]comitatoelbasanita@gmail.com[/EMAIL]
Dobbiamo collaborare ed essere compatti, se vogliamo provare a cambiare le situazioni che ci penalizzano, in quanto cittadini di un'isola.
Buona visione, buona critica…
L'invito é sempre valido per il caffé .
G.O.
P.S. La Toremar é un discorso a parte , leggi i bilanci e vedi chi prelevava i soldi , la controllante Tirrenia ?